Enti locali: organismi partecipati e gestione dei servizi pubblici

di Marco Castellani

Pubblicato il 13 gennaio 2014



il 2014 porterà tante novità nel mondo della gestione dei servizi pubblici e delle società aprtecipate dagli enti locali

Fideiussione

Il Consiglio di Stato, nella sentenza n. 5880 del 9 dicembre 2013, giudica legittimo l’operato di un Comune che, avendo titolo per recuperare un ingente credito per oneri concessori, (nei confronti, nel caso di specie, di una cooperativa) ha agito direttamente nei confronti dell’obbligato, senza la previa escussione del fideiussore.

http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Consiglio%20di%20Stato/Sezione%205/2002/200203206/Provvedimenti/201305880_11.XML



Assenza delle modalità di conservazione delle offerte

Il Tar Campania, Napoli, Sezione I, con la sentenza n. 5549 del 4 dicembre 2013 sancisce l’annullamento degli atti di gara, compresa l’aggiudicazione, per l’affidamento di un appalto di lavori, motivando la decisione col fatto che nei verbali non era presente alcuna indicazione rispetto alle modalità di conservazione delle offerte.

http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Napoli/Sezione%201/2013/201304572/Provvedimenti/201305549_20.XML



AVCPASS

Il Presidente dell’AVCP, con Comunicato del 17 dicembre 2013, ha fornito alcune indicazioni a proposito dell’obbligo di utilizzo del sistema AVCPASS che entrerà a regime a partire dal 1° gennaio 2014 nelle modalità previste dalla Deliberazione del Consiglio dell’Autorità n. 111 del 20 dicembre 2012 e successive modificazioni. Si ricorda che l’adempimento è indispensabile per consentire alla stazione appaltante di eseguire le verifiche dei requisiti, onde evitare esclusioni dalle procedure di gara.

http://www.avcp.it/portal/public/classic/AttivitaAutorita/AttiDellAutorita/_Atto?ca=5551



Soglie degli appalti pubblici

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea (GUCE), serie L, n. 335/17 del 14 dicembre 2013 il regolamento Ue n. 1336/2013 del 13 dicembre 2013 che modifica le soglie di applicazione in materia di procedure di aggiudicazione degli appalti.

Con l’entrata in vigore del regolamento, a partire dal prossimo 1 gennaio 2014 i nuovi valori delle soglie per gli appalti pubblici sono così determinati per le varie tipologie di appalti e di enti/amministrazioni aggiudicatrici:

  • per gli appalti nei cosiddetti “settori speciali” (acqua, energia e trasporti)

    • per gli appalti di forniture e servizi :414.000 euro

    • per gli appalti di lavori: 5.186.000 euro

  • Per gli appalti nei settori “ordinari”

    • Negli appalti di forniture e servizi aggiudicati amministrazioni aggiudicatrici che sono autorità governative centrali: 134.000 euro.

    • Negli appalti di forniture e servizi aggiudicati da altre amministrazioni: 207.000 euro

    • Per i lavori (anche se aggiudicati da privati con un contributo pubblico maggiore del 50%) la soglia si eleva a 5.186.000 euro.

Si ricorda che per gli appalti con valore superiore a tali soglie le stazioni appaltanti sono tenute alla pubblicazione dei bandi di gara sulla GUCE.



Corrispettivi di architetti e ingegneri nelle gare d’appalto

Giunge alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale il Decreto del Ministero della Giustizia di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, approvato il 31 ottobre 2013, che contiene il “Regolamento recante determinazione dei corrispettivi da porre a base di gara nelle procedure di affidamento di contratti pubblici dei servizi relativi all'architettura ed all'ingegneria”. Il Decreto oltre a definire la classificazione delle prestazioni professionali relative ai servizi di architettura e ingegneria, include anche un allegato che contiene istruzioni per la classificazione delle prestazioni rese prima dell’entrata in vigore del Decreto.

http://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2013-12-20&atto.codiceRedazionale=13G00187&elenco30giorni=false



Avvalimento

Il TAR Campania nella sentenza n. 5042 del 11 novembre 2013 afferma il principio secondo cui se in un appalto pubblico una impresa si è avvalsa dei requisiti di qualificazione di un’altra impresa, in seguito fallita, è legittimo consentire al soggetto la sostituzione dell’impresa fallita con un’altra impresa. In base a tale precetto, che opera un’interpretazione analogica del comma 19 dell’articolo 37 del Codice dei contratti pubblici al caso specifico, il TAR Campania reputa illegittima la risoluzione del contratto posta in essere da parte della stazione appaltante che non aveva accettato la sostituzione dell’impresa fallita con un’altra impresa.

http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Napoli/Sezione%203/2013/201301175/Provvedimenti/201305042_01.XML



Organismi partecipati e Spending review-bis

La Sezione per l’Umbria della Corte dei Conti offre nella Delibera n. 129/2013/PAR del 21 novembre 2013 un’interpretazione alquanto restrittiva dei divieti posti dal comma 6 dell’articolo 9 del D.L. n. 95/2012 convertito dalla Legge n. 135/2012 (Legge Spending review-bis) che non consente agli enti locali di istituire enti, agenzie e organismi comunque denominati e qualsiasi natura giuridica, che esercitino una o più funzioni fondamentali e funzioni amministrative loro conferite. L’interpretazione dei giudici contabili umbri, tenendo altresì in considerazione i principi enunciati nella sentenza n. 236/2013 della Corte Costituzionale, che poneva l’accento sugli obiettivi di riduzione della spesa (taglio del 20% dei relativi oneri finanziari) propri delle norme dell’articolo 9 della Legge Spending review-bis, risolve i dubbi riguardo al caso degli enti locali che in passato non avevano sostenuto spese del genere, negando in toto a tali enti la possibilità di costituzione di nuovi organismi o di adesione a entità già esistenti. Diversamente, sostiene la Sezione, gli oneri, quand’anche di modesta consistenza, violerebbero la ratio di riduzione degli oneri attribuita alle disposizioni citate.

Va tuttavia segnalato che l’interpretazione proposta nella Delibera della Sezione Umbra sembra tuttavia non essere in linea i pronunciamenti offerti da prassi e giurisprudenza in merito ad analoghe disposizioni di riduzione della spesa pubblica nei casi in cui tali spese non fossero state sostenute dalle amministrazioni negli esercizi precedenti (si veda la Sezione Lombardia nelle Deliberazioni n. 227/2011/PAR del 29 aprile 2011 e n. 29/2012/PAR del 7 febbraio 2012), e che legittimavano l’assunzione delle spese nei casi in cui fossero determinate dall’assoluta necessità di far fronte, in tal modo, ad un servizio essenziale per l’ente1.

https://servizi.corteconti.it/bdcaccessibile/ricercaInternet/doDettaglio.do?id=4994-04/12/2013-SRCUMB



Relazione sui servizi pubblici locali

Giunge a scadenza il 31 dicembre 2013 l’adempimento previsto dall’articolo 34 del D.L. n. 179/2012, convertito, con modificazioni, dalla Legge 17 dicembre 2012 n. 221 (cosiddetto Decreto Crescita) che imponeva l’obbligo a carico degli affidamenti diretti non conformi ai requisiti previsti dalla normativa europea (in primis gli affidamenti diretti non in house o le società miste con socio privato scelto con procedure differenti dalla gara a doppio oggetto) di adeguarsi ai parametri comunitari.

L’obbligo riguarda gli affidamenti in essere alla data di entrata in vigore del Decreto, ossia lo scorso 20 ottobre 2012, e viene assolto, come indicato nello stesso articolo 34 del Decreto, mediante la pubblicazione sul sito internet dell'Ente affidante di un’apposita relazione, che secondo quanto indicato nel comma 20, dà conto delle ragioni e della sussistenza dei requisiti previsti dall'ordinamento europeo per la forma di affidamento prescelta e che definisce i contenuti specifici degli obblighi di servizio pubblico e servizio universale, indicando le compensazioni economiche se previste.

L’obbligo di adeguamento non riguarda gli affidamenti effettuati dopo l’entrata in vigore del Decreto, che in teoria avrebbero dovuto essere assunti sulla base di un’analoga relazione predisposta secondo i medesimi contenuti del citato comma 20 dell’articolo 34 del Decreto.

La norma esonera altresì dall’adempimento gli affidamenti relativi al servizio di distribuzione di gas naturale, al servizio di distribuzione di energia elettrica nonché alla gestione delle farmacie comunali.

Si raccomanda pertanto agli enti affidanti di attivarsi quanto prima per l’assoluzione dell’obbligo, posto che l’inadempimento all’obbligo di adeguamento e di pubblicazione della relazione comporta la cessazione dell’affidamento alla data del 31 dicembre 2013. La "cessazione dell'affidamento", si concretizza nella decadenza ex lege del contratto di servizio stipulato tra l'Ente locale e il soggetto gestore, con la conseguente carenza di base normativa a supporto del rapporto negoziale per la gestione del servizio pubblico affidato, che può determinare gravi responsabilità a carico delle amministrazioni locali in rapporto all'impiego delle risorse erogate per il disimpegno dei servizi di interesse generale.



13 gennaio 2014

Fabio Federici e Marco Castellani

1 Si fa presente che le norme dell’articolo 9 del D.L. n. 95/2012 convertito dalla Legge n. 135/2012 (Legge Spending review-bis) saranno presumibilmente oggetto di abrogazione ad opera della Legge di stabilità 2014, attualmente in attesa di pubblicazione nel suo testo definitivo sulla Gazzetta Ufficiale.