Diario quotidiano del 24 gennaio 2014: Equitalia, parte la sanatoria delle cartelle: niente interessi anche per bolli auto e multe stradali

Pubblicato il 24 gennaio 2014



le risposte delle Entrate al video forum 2014;Legge di stabilità 2014: interventi in materia pensionistica; leasing: nuove regole per i contratti stipulati dal 2014; accertamento consegnato al nipote del rappresentante legale: notifica nulla; modificato il CUD 2014; sanatoria cartelle anche per multe e bollo; comunicazione polivalente: le risposte alle domande più frequenti in materia di enti non commerciali (FAQ)

 

 Indice:

 1) Le risposte delle Entrate al video forum 2014

 2) Legge di stabilità 2014: interventi in materia pensionistica

 3) Leasing: nuove regole per i contratti stipulati dal 2014

 4) Accertamento consegnato al nipote del rappresentante legale: notifica nulla

 5) Modificato il CUD 2014

 6) Sanatoria cartelle anche per multe e bollo

 7) Comunicazione polivalente: le risposte alle domande più frequenti in materia di enti non commerciali (FAQ)

 

1) Le risposte delle Entrate al video forum 2014

Sono stati diffusi diversi chiarimenti nel corso del Forum fiscale 2014 che si è tenuto il 22 gennaio 2014.

Spesometro: Riguardo gli acquisti esteri, l’acquirente o committente nazionale, tenuto ad assolvere l'imposta su tali operazioni con il meccanismo dell’inversione contabile, deve riportarle nel modello polivalente sia tra le operazioni passive sia tra quelle attive.

Rientro capitali

Una voluntary disclosure irrevocabile che contenga la ricostruzione puntuale e capillare delle attività estere rilevanti, degli apporti e dei redditi rilevanti non dichiarati. Alla trasparenza non sfuggono nemmeno i redditi nazionali nascosti all’Erario. Oltre la compilazione rigo per rigo, e indietro nel tempo fino all’anno 2003, chi fosse interessato a aderire alla regolarizzazione dei capitali 2014 dovrà fornire al fisco italiano tutte le informazioni riguardo alle modalità di trasferimento e/o occultamento all’estero, la destinazione che verrà data a ciascuna attività rilevante e il ruolo di eventuali soggetti terzi che hanno contribuito alle operazioni poste in essere in violazione delle norme sul monitoraggio fiscale. Sono queste alcune informazioni che confluiranno nei modelli N, C, ed R, rispettivamente scheda individuale del richiedente, scheda attività rilevanti e scheda redditi rilevanti, che l’Agenzia delle entrate sta ultimando e che costituiranno l’impalcatura informativa e il veicolo per il reingresso in Italia dei capitali all'estero.

Beni ai soci: sanzioni

Beni ai soci, sanzioni anche per la mancata comunicazione dei finanziamenti e delle capitalizzazioni. Si applicano le misure relative alle errate comunicazioni all’Anagrafe tributaria: da un minimo di euro 206,58 a un massimo di euro 5.164,57.

Redditometro

Nuovo redditometro: possibile fornire nuovi elementi giustificativi dello scostamento anche dopo il primo invito dell’ufficio. Sui beni ad uso promiscuo, quali le autovetture, durante il contraddittorio il contribuente potrà documentare una diversa percentuale di utilizzo e di sostenimento delle spese rispetto a quella fiscalmente stabilita.

Dunque, in presenza di beni o servizi utilizzati solo promiscuamente nell’attività d'impresa o di lavoro autonomo, gli stessi rileveranno ai fini del redditometro solo per la parte non riferibile alle due suddette sfere reddituali.

Cosicché, non è precluso al contribuente in sede di contraddittorio obbligatorio da nuovo redditometro, “documentare” una diversa percentuale di utilizzo e di sostenimento delle spese rispetto a quelle fiscalmente stabilite.

Sanzioni in materia di lavoro

Sulle sanzioni in materia di lavoro introdotte dal decreto destinazione Italia, giungeranno modifiche in sede di conversione.

Modifiche tese a rivedere l’ammontare delle sanzioni che, pur nell'ottica di incrementarle, prevedano una gradualità legata sia alla gravità della violazione che della condotta del trasgressore. In particolare, se lo stesso sia incorso in analoghe violazioni nei periodi pregressi.

L’art. 14 del D.L. n. 145/2013, entrato in vigore dal 24 dicembre scorso, ha previsto un forte inasprimento delle sanzioni relative al lavoro irregolare ed all'orario di lavoro. In particolare, ha previsto un aumento del 30% della sanzione relativa al lavoro “in nero”, escludendo anche la possibilità di usufruire delle riduzioni attraverso l'istituto della diffida; analogo incremento è stato introdotto sull'importo delle “somme aggiuntive” dovute per la revoca del provvedimento di sospensione dell’attivita imprenditoriale.

 

2) Legge di stabilità 2014: interventi in materia pensionistica

La Fondazione studi del Consiglio Nazionale dei Consulenti del lavoro, con la circolare n. 2 del 22 gennaio 2014, si occupa degli interventi in materia pensionistica dopo la Legge di stabilità 2014.

Il 27 dicembre 2013 è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale la Legge n. 147 del 2013 (Legge di stabilità 2014) recante “disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato”.

Nell’ambito di un intervento considerato da più parti blando sulla complessiva materia lavoristica, l’incidenza sulla materia previdenziale si è limitata alla produzione di poche norme la cui portata è marginale se valutata in relazione agli interventi che si sono succeduti negli ultimi anni. La citata circolare procede all’esame delle suddette disposizioni, con l’intento oltre che di analizzarne la disciplina giuridica, di evidenziarne la portata, in relazione alla situazione legislativa preesistente.

Il contributo di solidarietà

La legge di stabilità 2014 ha reintrodotto l’imposizione di un contributo di solidarietà con carattere di temporaneità e progressività, a carico dei percettori di prestazioni pensionistiche che superino nel loro ammontare determinati importi fissati dalla legge.

La norma troverebbe il suo fondamento nella ragionevolezza, nel senso dell’equità, di imporre un prelievo temporaneo di natura tributaria, in un contesto economico finanziario di emergenza come quello attuale, ai trattamenti pensionistici in essere che superino un certo ammontare, in considerazione del fatto che tali trattamenti, calcolati con un sistema retributivo, sono per lo più completamente scollegati dalla contribuzione versata e conseguentemente risultano essere di una misura (in considerazione delle speranze di vita attuali), di norma, notevolmente superiore al totale della contribuzione versata durante la vita lavorativa. Un simile intervento era stato posto in essere con l’art. 18, comma 22 bis del DL n. 98 del 2011 dichiarato illegittimo dalla Corte Costituzionale con sentenza n. 116 del 2013 in quanto contrastante con gli artt. 3 e 53 della Costituzione.

Il legislatore esperisce un nuovo tentativo con la legge di stabilità imponendo un contributo di solidarietà ai percettori di prestazioni pensionistiche di importo superiore a 14 volte il trattamento minimo INPS, erogate da tutte le forme di previdenza obbligatorie, per un periodo di tre anni, a decorrere dal 1° gennaio 2014; in particolare, considerando il trattamento minimo INPS 2014 (501,37 euro), il contributo è così determinato:

- il 6 % sulla parte compresa tra 14 volte il trattamento minimo INPS (7.019 euro) e 20 volte il trattamento minimo (10.027 euro);

- il 12 % sulla parte eccedente 20 volte il trattamento minimo fino a 30 volte il trattamento minimo (15.041 euro);

- il 18 % sulla parte eccedente 30 volte il trattamento minimo (15.041 euro).

Qualora il pensionato percepisca più di un trattamento pensionistico, il suddetto contributo viene applicato alla totalità delle pensioni che, complessivamente considerate, superino l’importo soglia di 14 volte il trattamento minimo ancorché, le singole pensioni siano inferiori a tale importo.

Nuove aliquote per gli iscritti in gestione separata

Il comma 491 modifica le aliquote contributive degli iscritti alla gestione separata che sono anche titolari di pensione o titolari di iscrizione ad altra forma assicurativa obbligatoria:

- nell’anno 2014 è fissata al 22% in luogo del 21% precedentemente stabilito;

- nell’anno 2015 è fissata al 23,5 % in luogo del 22% precedentemente stabilito;

- nell’anno 2016 l’aliquota non viene modificata e resta ferma pertanto al 24%.

Il comma 744 mantiene al 27% per il solo anno 2014 l’aliquota contributiva dei titolari di partita iva iscritti alla gestione separata che né sono iscritti ad altra forma previdenziale obbligatoria né sono titolari di pensione, a differenza della generalità dei casi non titolari di partita iva per i quali è fissata, relativamente al 2014, un’ aliquota del 28 %.

 

3) Leasing: nuove regole per i contratti stipulati dal 2014

La Legge n. 147 del 2013 (Legge di stabilità 2014) ha modificato le regole di deducibilità dei canoni di leasing per le imprese e per i lavoratori autonomi. In pratica è stata ridotta la durata minima fiscale dei contratti, provvedendo ad equiparare il trattamento dei professionisti a quello delle imprese.

In particolare le nuove regole si applicano ai contratti stipulati a decorrere dal 1° gennaio 2014 mentre per i contratti stipulati in precedenza resta ferma la “vecchia” disciplina.

Per effetto di tali modifiche:

- per le imprese la durata minima fiscale relativa ai beni mobili ammortizzabili passa dai 2/3 del periodo di ammortamento, determinato con i coefficienti ministeriali, al 50% del suddetto periodo mentre per i beni immobili viene rideterminata in 12 anni indipendentemente dal coefficiente di ammortamento;

- per i lavoratori autonomi per i beni mobili ammortizzabili la durata minima rimane al 50% del periodo di ammortamento mentre per quelli immobili la deducibilità torna ad essere ammessa per un periodo non inferiore a 12 anni.

Riguardo gli autoveicoli da evidenziare che:

- per quanto attiene le autovetture rimane confermato nell’intero periodo d’ammortamento (4 anni) il periodo minimo di durata del leasing avente ad oggetto i veicoli a deducibilità limitata (art. 164 c. 1 lett. b) Tuir) anche nell’ambito del reddito di lavoro autonomo;

- per i veicoli commerciali/industriali (autocarri, camion, ecc.), autovetture strumentali nell’attività propria (per es. autonoleggi) e autovetture assegnate in uso promiscuo al dipendente (per i quali non opera la durata minima di 4 anni) si verifica la riduzione del periodo di deducibilità nell’ambito del reddito d’impresa.

Ai fini della deduzione dei canoni si può ancora determinare un doppio binario civile-fiscale a causa della maggiore durata del periodo di deducibilità fiscale dei canoni rispetto alla durata contrattuale.

In particolare si potranno verificare le seguenti ipotesi:

- se la durata contrattuale risulta essere pari a quella minima di deducibilità fiscale i canoni imputati a conto economico sono ordinariamente deducibili per competenza non essendovi alcun disallineamento tra valori civili e fiscali;

- se la durata contrattuale risulta essere superiore a quella minima di deducibilità fiscale le variazioni in aumento possono derivare solo da altre norme (es.: quota relativa all’area sottostante per i leasing immobiliari; quota di interessi in applicazione del ROL per le società di capitale) poiché la deduzione fiscale deve avvenire comunque lungo la durata effettiva del contratto (la deduzione più breve sarebbe carente del requisito della previa imputazione a conto economico prevista dall’art. 109, co.4, del TUIR);

- se la durata contrattuale risulta essere invece inferiore a quella minima di deducibilità fiscale i canoni sono deducibili in un arco temporale maggiore rispetto a quello civilistico, verificandosi dunque un disallineamento tra i valori civili, che osservano la competenza economica, e quelli fiscali con la necessità di effettuare le corrispondenti variazioni in aumento del reddito in sede di dichiarazione dei redditi.

A tal riguardo la quota residua fiscale presente alla scadenza del contratto viene dedotta attraverso variazioni in diminuzione per un importo annuale pari al canone fiscalmente deducibile fino al riassorbimento dei valori fiscali sospesi.

La nuova normativa riguardante i leasing incide anche sulla determinazione della base imponibile IRAP.

A tal proposito occorre distinguere i soggetti che applicano il criterio contabile da quelli che adottano il criterio fiscale:

i primi non determinano alcun effetto ai fini della base imponibile IRAP rilevando sempre l’importo dei canoni imputati a conto economico, a prescindere dalla durata del contratto;

invece per i secondi i canoni deducibili sono assunti secondo gli stessi importi deducibili ai fini dei redditi (art. 102 Tuir).

 

4) Accertamento consegnato al nipote del rappresentante legale: notifica nulla

E’ nulla la notifica dell’avviso di accertamento se recapitato al nipote del rappresentante legale della società.

Infatti, per la Corte di Cassazione (decisione n. 1238 del 22 gennaio 2014), “per la validità della notificazione a persona giuridica, non è sufficiente che copia dell’atto sia consegnata a persona qualificatasi come ‘incaricata della ricezione’, essendo necessario l’ulteriore requisito del rinvenimento di tale incaricato presso la sede del destinatario”.

Nel caso di specie, la notifica dell’avviso di accertamento” é stata “effettuata nei pressi dell’ufficio postale, nelle mani del nipote del legale rappresentante” della società.

Peraltro, a parere della Corte Suprema, la “nullità della notificazione” non è stata sanata dalla impugnazione “di un atto diverso”, ossia, in questo caso, la “cartella esattoriale”.

 

5) Modificato il CUD 2014

E’ stato inserito nella descrizione dei punti 1 e 3 del modello e delle relative istruzioni il riferimento al comma 2 dell’art. 13 del TUIR che, per un mero errore materiale, non era stato incluso nel modello CUD 2014 già pubblicato.

(Agenzia delle entrate, nota del 23 gennaio 2014)

 

6) Sanatoria cartelle anche per multe e bollo

Al via l’operazione sanatoria per le cartelle che riguarderà non solo i tributi erariali ma anche tributi come il bollo dell’auto e le multe per la violazione del codice della strada. Esclusi, invece, i debiti Inps e Inail. Lo annuncia Equitalia in una nota. La scadenza è fissata per il 28 febbraio 2014.

Secondo quanto previsto dalla Legge di Stabilità approvata a dicembre, entro il 28 febbraio i contribuenti hanno la possibilità di pagare in un’unica soluzione, senza interessi di mora e interessi di ritardata iscrizione a ruolo, le cartelle e gli avvisi di accertamento esecutivi affidati entro il 31 ottobre 2013 a Equitalia per la riscossione. I cittadini interessati dovranno attivarsi per valutare la loro situazione e scegliere se aderire. In caso di dubbi - suggerisce la società di riscossione - è sempre opportuno chiedere chiarimenti agli sportelli di Equitalia dove gli addetti forniranno tutte le informazioni necessarie e la massima assistenza. Rientrano nella possibilità di regolarizzazione, per esempio, le entrate erariali come l’Irpef e l’Iva e, limitatamente agli interessi di mora, anche le entrate non erariali come il bollo dell’auto e le multe per violazione al codice della strada elevate da Comuni e Prefetture. Restano invece escluse le somme dovute per effetto di sentenze di condanna della Corte dei Conti, i contributi richiesti dagli enti previdenziali (Inps, Inail), i tributi locali non riscossi da Equitalia e le richieste di pagamento di enti diversi da quelli ammessi. La definizione agevolata è applicabile anche in presenza di rateizzazioni, sospensioni giudiziali o altre situazioni particolari.

 

7) Comunicazione polivalente: le risposte alle domande più frequenti in materia di enti non commerciali (FAQ)

Comunicazione polivalente: L’Agenzia delle entrate ha pubblicato ieri (23/01/2014) le risposte alle domande più frequenti in materia di enti non commerciali (FAQ).

In particolare, si tratta di due risposte date dalle Entrate ad altrettanti quesiti posti.

Gli enti non commerciali che si trovano nel regime speciale (Legge 398/1991) sono obbligati ad indicare nello spesometro anche i dati delle fatture passive, sia pure non ricorra l’obbligo di registrazione.

Riguardo gli acquisti promiscui, viene chiarito che se l’associazione ha delle difficoltà a distinguere gli importi riferiti all’attività commerciale rispetto a quelli riguardanti l’attività istituzionale, può, comunque, comunicare l’intero importo della fattura.

Soggetti che hanno optato per il regime fiscale di cui alla legge 16 dicembre 1991, n. 398: obbligo di comunicazione delle fatture passive

Con riferimento alle associazioni che hanno optato per il regime forfetario di cui alla legge 16 dicembre 1991, n. 398, si chiede se detti soggetti hanno l’obbligo di comunicare, oltre le operazioni attive, anche le informazioni relative alle fatture passive per le quali, in base al particolare regime agevolativo, non è previsto l’obbligo di registrazione.

L’art. 21 del D.L. 31 maggio 2013, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla Legge 30 luglio 2010, n. 122, stabilisce che l’obbligo di comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini IVA, per le quali è prevista l’emissione della fattura, è assolto con la trasmissione dell’importo di tutte le operazioni attive e passive effettuate per ciascun cliente e fornitore.

Al riguardo, con il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 2 agosto 2013 è stato disposto che sono obbligati alla comunicazione i soggetti passivi IVA che effettuano operazioni rilevanti ai fini dell’imposta.

In particolare, sono oggetto della comunicazione da parte dei soggetti passivi IVA, tra l’altro, i corrispettivi relativi alle cessioni di beni e prestazioni di servizi rese e ricevute per le quali sussiste l’obbligo di emissione di fattura.

Ciò posto, i soggetti che hanno esercitato l’opzione per il regime di favore previsto dalla legge 16 dicembre 1991, n. 398, anche se non sono tenuti alla registrazione analitica delle fatture passive ricevute, devono comunicare gli importi relativi agli acquisti di beni e servizi direttamente riferibili all’attività commerciale eventualmente svolta. Infatti, l’obbligo di comunicazione è correlato alla cessione di beni e alle prestazioni di servizi rese e ricevute e non a quello della registrazione, che costituisce un adempimento successivo e diverso rispetto all’emissione della fattura.

Ai punti 6.3 e 7.2 del citato provvedimento del 2 agosto 2013 sono riportati i criteri per l’individuazione del periodo di riferimento ai fini della suddetta comunicazione.

Enti non commerciali. Comunicazione informazioni fatture passive promiscue

Si chiede quali informazioni devono comunicare gli enti non commerciali con riferimento alle fatture passive che documentano gli acquisti riferibili sia all’attività commerciale che a quella istituzionale svolte dell’ente.

Gli enti non commerciali rientrano tra i soggetti obbligati all’invio della comunicazione, di cui all’art. 21 del D.L. n. 78 del 2010, limitatamente alle operazioni rilevanti ai fini IVA.

Nel caso in cui le fatture passive si riferiscano ad acquisti relativi sia alle attività istituzionali che a quelle commerciali, l’obbligo si ritiene assolto con l’invio degli importi riguardanti gli acquisti per attività commerciali.

Qualora per l’associazione sussistano difficoltà a distinguere gli importi riferiti all’attività commerciale rispetto a quelli riguardanti l’attività istituzionale, è possibile comunicare l’intero importo della fattura.

Si evidenzia che le spese relative alle utenze (elettricità, gas, acqua, telefono), che per gli enti non commerciale potrebbero rappresentare la più diffusa ipotesi di oneri promiscui, non costituiscono oggetto di comunicazione (vd., provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 2 agosto 2013, par. 4.1).

 

Vincenzo D’Andò