Diario quotidiano del 9 gennaio 2014: i nuovi adempimenti notarili per le compravendite immobiliari e tante altre nuove…

Pubblicato il 9 gennaio 2014



allegati ai prodotti editoriali: stop all’Iva agevolata; richiesta DURC estero; scadenza del versamento dei contributi per colf e badanti; agevolazioni fiscali per il risparmio energetico: guida delle Entrate; modificati i coefficienti di calcolo per usufrutto, rendite e pensioni; compravendite case: notai, più sicurezza; canone Rai: falsa la notizia sulla sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo; Equitalia: nel 2013 concesse 400 mila rateizzazioni per 3 miliardi di euro

 

Indice:

1) Allegati ai prodotti editoriali: stop all’Iva agevolata

2) Richiesta DURC estero

3) Scadenza del versamento dei contributi per colf e badanti

4) Agevolazioni fiscali per il risparmio energetico: guida delle Entrate

5) Modificati i coefficienti di calcolo per usufrutto, rendite e pensioni

6) Compravendite case: notai, più sicurezza

7) Canone Rai: falsa la notizia sulla sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo

8) Equitalia: nel 2013 concesse 400 mila rateizzazioni per 3 miliardi di euro

 

1) Allegati ai prodotti editoriali: stop all’Iva agevolata

Niente più Iva agevolata sui gadget e supporti integrativi allegati ai giornali. Difatti, dal 2014, i prodotti non editoriali acclusi alle pubblicazioni scontano l’imposta con l'aliquota propria (in genere il 22%) anziché con quella del 4% prevista per il settore. Si salvano, però, l’editoria scolastica e i libri per non vedenti, che possono essere accompagnati da supporti integrativi, i quali mantengono l’aliquota agevolata e conquistano anche la resa forfetaria.

Ciò a seguito di quanto previsto dall’art. 19 del D.L. n. 63/2013, che si applica ai prodotti editoriali consegnati o spediti dal 1° gennaio 2014.

L’art. 19 del D.L. n. 63/2013 ha modificato l’art. 74 stabilendo che, per la commercializzazione di prodotti editoriali insieme ad altri beni, eccettuati i supporti integrativi, si applica in ogni caso l’aliquota propria di ciascun bene; sono state inoltre soppresse le disposizioni di favore per i beni funzionalmente connessi ed è stata ridefinita in senso più restrittivo la nozione di supporti integrativi. Tale nozione comprende ora i nastri, i dischi, le videocassette e gli altri supporti sonori, videomagnetici o digitali ceduti, anche gratuitamente, in unica confezione, unitamente ai libri per le scuole di ogni ordine e grado e per le università, ivi inclusi i dizionari, ed ai libri fruibili dai disabili visivi, a condizione che i beni unitamente ceduti abbiano prezzo indistinto e che, per il loro contenuto, non siano commercializzabili separatamente.

Per conseguenza, solamente le cessioni congiunte dei supporti integrativi rientranti nella nuova definizione continuano a beneficiare dell’aliquota minima del 4%, salvo che vengano meno le suindicate condizioni (prezzo indistinto e commercializzazione congiunta), nel qual caso il supporto sconterà l’aliquota propria del bene. Inoltre, per effetto di una modifica al secondo periodo della lettera c) dell’art. 74, la cessione di libri congiuntamente a supporti integrativi risulta ora ammessa al sistema della resa forfetaria. In considerazione della nuova definizione di supporti integrativi, le disposizioni di favore riguardano soltanto i testi scolastici e universitari, nonché quelli per non vedenti.

 

2) Richiesta DURC estero

L’INAIL ha rilasciato una versione aggiornata dell’applicativo per la richiesta del Durc “estero”. Gli utenti con profilo “azienda” e “intermediario” possono richiedere un Durc da presentare esclusivamente a soggetti privati o amministrazioni esteri.

L’INAIL, con la nota n. 3 del 02 gennaio 2013, ha comunicato di avere rilasciato la versione 4.0.1.30 dell’applicativo utile al rilascio del DURC “estero”.

A tale proposito, viene ricordato che con circolare n. 5/2012 il Dipartimento della Funzione Pubblica ha infatti specificato che ove il privato chieda il rilascio di un certificato da consegnare ad altro privato residente all’estero o ad un’Amministrazione di un Paese diverso dall’Italia, la dicitura prevista dall’art. 40, comma 2, del D.P.R. n. 445 del 2000 non deve essere apposta. In suo luogo, per evitare che tale certificato venga poi di fatto prodotto ad una Pubblica amministrazione italiana – e sia quindi nullo – deve essere apposta la dicitura “Ai sensi dell’art. 40, D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, il presente certificato è rilasciato solo per l’estero.”

Per richiedere il Durc “estero”, l’utente deve selezionare “Altri usi consentiti dalla legge” nel menù “Pratiche – Richiesta - Altra tipologia”, indicare nel campo a testo libero la “specifica uso” e valorizzare il flag “DURC Estero”.

Il certificato reca in calce la dicitura “Ai sensi dell’art. 40, D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445, il presente certificato è rilasciato solo per l’estero ed è valido 120 giorni dalla data di emissione”.

Sul sito sono stati pubblicati anche il modulo unificato di richiesta quadro C aggiornato e le relative istruzioni per la compilazione (link “Info – informazioni sulla procedura”).

 

3) Scadenza del versamento dei contributi per colf e badanti

Il 10 gennaio 2014 sarà l’ultimo giorno utile per effettuare il versamento dei contributi previdenziali relativi al trimestre ottobre – dicembre 2013 per il personale domestico.

Il versamento può essere effettuato tramite:

- MAV, pagamento mediante avviso inviato dall’INPS o generato attraverso il sito www.inps.it;

- rivolgendosi ai soggetti aderenti al circuito “Reti Amiche” (tabaccherie abilitate, sportelli bancari Unicredit Spa o sito internet del gruppo Unicredit Spa; sportelli di Poste Italiane);

- carta di credito online sul sito www.inps.it o telefonando al Contact Center numero verde gratuito 803164.

 

4) Agevolazioni fiscali per il risparmio energetico: guida delle Entrate

In relazione alle agevolazioni fiscali per il risparmio energetico, l’Agenzia delle entrate ha pubblicato ieri (08 gennaio 2014) la nota guida aggiornata a dicembre 2013.

La Legge di stabilità 2014 (Legge n. 147 del 27 dicembre 2013) ha prorogato la detrazione fiscale per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici.

L’agevolazione è stata confermata nella misura del 65% per le spese sostenute dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2014.

La detrazione è invece pari al 50% per le spese che saranno effettuate nel 2015.

Per gli interventi sulle parti comuni degli edifici condominiali e per quelli che riguardano tutte le unità immobiliari di cui si compone il singolo condominio, la

detrazione si applica nella misura del:

- 65%, se la spesa è sostenuta nel periodo compreso tra il 6 giugno 2013 e il 30 giugno 2015;

- 50%, per le spese che saranno effettuate dal 1° luglio 2015 al 30 giugno 2016.

Dal 1° gennaio 2016 (per i condomini dal 1° luglio 2016) l’agevolazione sarà invece sostituita con la detrazione fiscale (del 36%) prevista per le spese relative alle ristrutturazioni edilizie.

La suddetta guida descrive i vari tipi di intervento per i quali si può richiedere la detrazione (dall’Irpef e dall’Ires) e riassume gli adempimenti richiesti e le procedure da seguire per poterne usufruire.

Tra le principali disposizioni introdotte negli ultimi anni, si ricorda:

- l’obbligo di inviare una comunicazione all’Agenzia delle Entrate, quando i lavori proseguono oltre un periodo d’imposta;

- la modifica del numero di rate annuali in cui deve essere ripartita la detrazione (dal 2011 è obbligatorio, infatti, ripartire la detrazione in dieci rate annuali di pari importo)

- l’esonero dall’obbligo di presentazione dell’attestato di certificazione (o qualificazione) energetica per la sostituzione di finestre, per l’installazione dei pannelli solari e per la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale;

- la ritenuta d’acconto (del 4%) che banche e Poste devono operare sui bonifici

effettuati dai contribuenti non titolari di reddito d’impresa;

- l’eliminazione dell’obbligo di indicare separatamente il costo della manodopera nella fattura emessa dall’impresa che esegue i lavori.

 

5) Modificati i coefficienti di calcolo per usufrutto, rendite e pensioni

Dal 1° gennaio 2014 il saggio degli interessi legali è dell’1% in ragione d’anno.

Per conseguenza, i coefficienti per la determinazione del valore dell’usufrutto a vita e delle rendite o pensioni nonché dei crediti fruttiferi sono stati modificati. In particolare, essi si applicano in relazione agli atti pubblici formati, agli atti giudiziari pubblicati o emanati, alle scritture private autenticate e a quelle non autenticate presentate per la regis­trazione, alle successioni apertesi e alle donazioni fatte dal 1° gennaio 2014.

Il valore dell’usufrutto a vita e delle rendite o pensioni vitalizie si calcola moltiplicando l’annu­alità per il coefficiente corrispondente all’età del beneficiario.

Età del beneficiario (anni compiuti)

Coefficiente

Età del beneficiario (anni compiuti)

Coefficiente

da 0 a 20

95,00

da 64 a 66

50,00

da 21 a 30

90,00

da 67 a 69

45,00

da 31 a 40

85,00

da 70 a 72

40,00

da 41 a 45

80,00

da 73 a 75

35,00

da 46 a 50

75,00

da 76 a 78

30,00

da 51 a 53

70,00

da 79 a 82

25,00

da 54 a 56

65,00

da 83 a 86

20,00

da 57 a 60

60,00

da 87 a 92

15,00

da 61 a 63

55,00

da 93 a 99

10,00

Il valore delle rendite o pensioni a tempo indeterminato o perpetue è determinato moltiplicando la rata annuale per 100 (piuttosto che per 40).

Il valore delle rendite o pensioni a tempo determinato è pari al valore attuale dell’annualità cal­colato al saggio d’interesse, sempre però che non superi 100 volte l’annualità.

 

6) Compravendite case: notai, più sicurezza

La Legge di Stabilità per il 2014 (Legge n. 147 del 27 dicembre 2013), modifica la normativa esistente nel senso di una maggiore sicurezza nelle contrattazioni, adottando di fatto proprio la prassi che si era andata consolidando presso gli studi notarili.

All’art. 1, commi 63 e seguenti della Legge di Stabilità viene introdotto un meccanismo per il quale il venditore di un immobile, o di un’azienda, non riceverà più il prezzo direttamente dall’acquirente al momento della firma del contratto di compravendita. A versargli l’importo sarà il notaio che avrà ricevuto il relativo importo dall’acquirente e lo terrà depositato fino a quando il contratto sarà trascritto presso i Registri immobiliari, oppure nel registro delle imprese in caso di cessione di aziende.

Le novità della Legge di Stabilità sono così sintetizzabili:

- Il notaio dovrà aprire un apposito “conto corrente dedicato” a tali operazioni;

- tra le somme che dovranno confluire nell’apposito conto corrente si riporta quanto indicato alla lett. c) dell’art. 63, della Legge di Stabilità: l’intero prezzo o corrispettivo, ovvero il saldo degli stessi, se determinato in denaro, oltre alle somme destinate ad estinzione delle spese condominiali non pagate o di altri oneri dovuti in occasione del ricevimento o dell’autenticazione, di contratti di trasferimento della proprietà o di trasferimento, costituzione od estinzione di altro diritto reale su immobili o aziende.

- la norma si applica solo agli importi versati contestualmente al momento dell’atto di compravendita, comprese le somme che l’acquirente ottiene dalla banca in caso di mutuo.

- restano escluse le somme oggetto di dilazione che le parti hanno concordato di regolare posteriormente alla stipula dell’atto definitivo.

- se nell’atto le parti hanno previsto che il prezzo o corrispettivo sarà pagato solo dopo l’avveramento di un determinato evento o l’adempimento di una determinata prestazione, il notaio o altro pubblico ufficiale svincolerà il prezzo o corrispettivo depositato solo quando gli verrà fornita la prova, risultante da atto pubblico o scrittura privata autenticata, ovvero secondo le diverse modalità probatorie concordate tra le parti, che l’evento dedotto in condizione si sia avverato o che la prestazione sia stata adempiuta.

- gli importi depositati presso il conto corrente dedicato “costituiscono patrimonio separato” e sono quindi indipendenti dalle vicende personali del notaio. Pertanto in caso di morte del notaio, o in caso di separazione legale, o nei riguardi dei creditori personali, gli importi confluiti nel conto

corrente dedicato non potranno far parte della massa ereditaria, restano estranei al regime patrimoniale del matrimonio del notaio e i creditori non potranno in alcun modo rivalersi per il soddisfacimento dei propri crediti.

- per il Notaio, da un punto di vista strettamente economico, sarà un’operazione neutrale o in perdita per i costi di gestione, poiché l’eventuale margine positivo rappresentato dagli interessi sulle somme depositate, al netto delle spese di gestione del servizio, sarà finalizzato a rifinanziare i fondi di credito agevolato, riducendo i tassi della provvista dedicata, destinati ai finanziamenti alle piccole e medie imprese.

- la somma depositata a titolo di prezzo corrispettivo verrà svincolata una volta eseguita la registrazione e la pubblicità dell’atto ai sensi della normativa vigente, e verificata l’assenza di formalità pregiudizievoli ulteriori rispetto a quelle esistenti alla data dell’atto e da questo risultanti.

- un apposito decreto ministeriale da adottare entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, definirà termini, condizioni e modalità di attuazione delle norme in commento.

Va sottolineato che la disciplina riguarda solo gli importi da versare in sede di contratto definitivo. Restano esclusi gli importi versati fuori da quel contratto, in particolare gli importi versati anteriormente al contratto definitivo come quelli corrisposti in sede di contratto preliminare o compromesso. L’unico mezzo di tutela in quel caso resta la facoltà delle parti di chiedere al Notaio di far confluire anche le somme versate in sede di compromesso presso il conto corrente dedicato, considerando che al riguardo occorrerà il consenso di tutti (venditore, acquirente e notaio).

 

7) Canone Rai: falsa la notizia sulla sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo

È falsa e destituita di ogni fondamento la notizia diffusa nei giorni scorsi sulla presunta decisione della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo riguardo l’illegittimità della riscossione del Canone radiotelevisivo.

Al contrario, la Corte Europea si è pronunciata con decisione 33/04 del 31 marzo 2009, affermandone la piena legittimità.

Pertanto, tutti i possessori di un apparecchio atto o adattabile alla ricezione di programmi radiotelevisivi sono tenuti al pagamento del Canone entro il 31 gennaio 2014. In caso di inottemperanza, saranno applicate le sanzioni previste dalla Legge.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 3 del 8 gennaio 2014)

 

8) Equitalia: nel 2013 concesse 400 mila rateizzazioni per 3 miliardi di euro

In cinque anni pagamenti dilazionati per oltre 2 milioni di contribuenti. Sono 398 mila le rateizzazioni concesse da Equitalia nel 2013 per un valore che supera i 2,9 miliardi di euro. Le dilazioni sono oggi lo strumento più utilizzato dai contribuenti per fare fronte al pagamento delle cartelle. Complessivamente dal 2008, anno in cui le rateizzazioni sono diventate di competenza di Equitalia, ne sono state concesse 2,2 milioni per un ammontare di 24,7 miliardi di euro.

Più dei due terzi delle rateizzazioni in essere (77,2%) riguarda persone fisiche e il restante 22,8% società. Considerando gli importi, il 65,9% è stato concesso a imprese e il 34,1% a persone fisiche. Il 71% delle rateizzazioni riguarda debiti fino a 5 mila euro, il 25,8% debiti tra 5 mila e 50 mila euro e il 3,2% oltre 50 mila euro.

La Lombardia guida la “classifica” delle regioni con 321 mila rateizzazioni attive per un importo di 5 miliardi di euro, seguita dal Lazio (290 mila per un importo di 3,6 miliardi), dalla Campania (283 mila per un importo di 3 miliardi di euro) e dalla Toscana (206 mila per un importo di 1,7 miliardi).

«Oggi la gestione delle richieste di rateizzazione rappresenta una delle principali attività di Equitalia – dice l’amministratore delegato di Equitalia Benedetto Mineo – Nel 2013 più del 50% delle riscossioni è avvenuto tramite il pagamento dilazionato delle cartelle. Cittadini e imprese stanno ricevendo la massima assistenza ai nostri sportelli dove possono trovare consulenza mirata anche nelle situazioni più complesse».

Le modalità per pagare a rate le cartelle sono state ampliate dalle nuove norme introdotte nella seconda metà del 2013 con la possibilità di ottenere un piano straordinario di rateizzazione fino a 120 rate (10 anni), mentre in precedenza il limite era quello del piano ordinario a 72 rate. L’importo minimo di ogni rata è, salvo eccezioni, pari a 100 euro. I piani di rateizzazione sono alternativi per cui in caso di mancata concessione di una dilazione straordinaria, si può chiedere una rateazione ordinaria. Una volta ottenuta la rateizzazione, e finché i pagamenti sono regolari, il contribuente non è più considerato inadempiente con gli enti creditori ed Equitalia non iscrive fermi o ipoteche, né attiva qualsiasi altra procedura cautelare ed esecutiva. Inoltre con una rateizzazione in corso è possibile richiedere il Durc (Documento unico di regolarità contributiva) e il certificato di regolarità fiscale per poter lavorare con le pubbliche amministrazioni.

Come ottenere fino a 120 rate

In caso di grave e comprovata situazione di difficoltà legata alla congiuntura economica ed estranea alla propria responsabilità, i contribuenti possono chiedere di pagare secondo un piano straordinario che può arrivare fino a un massimo di 120 rate (10 anni). I criteri per ottenere un piano straordinario di rateizzazione sono contenuti in un apposito decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze che stabilisce il numero di rate concedibili in base alla disponibilità economica del richiedente. Presentando una domanda motivata, si possono ottenere più di 72 rate quando l’importo della singola rata è superiore al 20% del reddito mensile del nucleo familiare. Questo parametro è valido anche per le ditte individuali. Per le altre imprese, invece, la rata deve essere superiore al 10% del valore della produzione mensile e deve essere garantito un indice di liquidità adeguato (compreso tra 0,5 e 1).

Come ottenere fino a 72 rate

Per debiti fino a 50 mila euro è tutto più semplice e veloce: si può ottenere un piano ordinario di rateizzazione compilando un modulo disponibile sul sito internet www.gruppoequitalia.it e negli sportelli di Equitalia, e riconsegnarlo a mano oppure spedirlo con raccomandata con ricevuta di ritorno. Per importi oltre 50 mila euro è sufficiente allegare alcuni documenti che dimostrino lo stato di difficoltà economica. È possibile richiedere rate variabili e crescenti, anziché rate costanti, in modo da poter pagare meno all’inizio nella prospettiva di un miglioramento della condizioni economiche.

Proroga e decadenza

I piani di rateizzazione, ordinari e straordinari, possono essere prorogati una sola volta. In entrambi i casi si può chiedere una proroga ordinaria (in ulteriori 72 rate) oppure, in presenza dei requisiti previsti, una straordinaria (massimo 120 rate). Si decade dal beneficio della rateazione in caso di mancato pagamento di otto rate anche non consecutive.

Come presentare la domanda

La domanda, comprensiva della documentazione necessaria, inclusa copia del documento di riconoscimento, si può presentare tramite raccomandata con ricevuta di ritorno oppure a mano presso uno degli sportelli dell’agente della riscossione competente per territorio o specificati negli atti inviati da Equitalia. I moduli sono disponibili sul sito www.gruppoequitalia.it, nella sezione “Rateizzare”, e presso tutti gli uffici sul territorio.

(Equitalia, comunicato del 08 gennaio 2014)

 

Vincenzo D’Andò