Diario quotidiano dell’8 gennaio 2014: immobili e fisco, una panoramica delle novità

Pubblicato il 8 gennaio 2014

compensazione dei crediti d’imposta superiori a 15 mila euro;rimborsi a famiglie e imprese, il 2013 chiude a quota 13,5 miliardi; bollo forfettario sulle istanze on line; stipendi e compensi di dicembre entro il 12 gennaio 2014; tassazione immobili in continua evoluzione; Inps: riprende l’invio di note rettificative e avvisi del 2013

 

 Indice:

 1) Compensazione dei crediti d’imposta superiori a 15 mila euro

 2) Rimborsi a famiglie e imprese, il 2013 chiude a quota 13,5 miliardi

 3) Bollo forfettario sulle istanze on line

 4) Stipendi e compensi di dicembre entro il 12 gennaio 2014

 5) Tassazione immobili in continua evoluzione

 6) Inps: riprende l’invio di note rettificative e avvisi del 2013

 

1) Compensazione dei crediti d’imposta superiori a 15 mila euro

Professionisti soggetti alla certificazione per utilizzare in compensazione i crediti d’imposta superiori a 15 mila euro.

Dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Legge di stabilità 2014 (Legge n. 147/2013) emergono alcune considerazioni, di natura operativa, derivanti dalla lettura del comma 574 dell’unico articolo: Il riferimento è alla compensazione dei crediti per imposte sui redditi, ritenute, imposte sostitutive e Irap.

Come è noto, i crediti tributari possono essere compensati dal giorno successivo a quello di chiusura del periodo d'imposta per il quale deve essere presentata la dichiarazione, salvo evidenziare che, al fine di evitare utilizzi errati, il credito deve essere definitivamente quantificato, con l’obbligo di compilare e presentare la dichiarazione prima di procedere alla compensazione.

Purtroppo, però, i modelli dichiarativi definitivi non sono quasi mai disponibili nei primi mesi dell’anno: da ciò deriva che qualsiasi compensazione eseguita in data anteriore all’invio della dichiarazione deve, quantomeno, tenere in considerazione la possibilità di errore, con la conseguenza che l’utilizzo di crediti superiori a 15 mila euro potrebbe comportare il rischio dell’indebita compensazione, peraltro pesantemente sanzionata.

Le neo disposizioni non stabiliscono chiaramente se la dichiarazione, cui apporre il visto di conformità, debba essere predisposta (e presentata) preventivamente all’utilizzo dei crediti né se, al contrario, l’utilizzo possa essere eseguito anteriormente all’asseverazione e presentazione; la norma, infatti, fissa esclusivamente l’obbligo di apposizione del visto di conformità, a differenza di quanto prescritto per la compensazione del credito Iva (art. 17, c. 2, D.Lgs. 241/1997).

Permane, dunque, il problema operativo della corretta determinazione del credito in assenza della dichiarazione, nonché l’incertezza sull’obbligo di inviare quest’ultima prima dell’utilizzo in compensazione dei crediti, con inevitabili ripercussioni, in quest'ultimo caso, di natura finanziaria, soprattutto per i soggetti (lavoratori autonomi) che, fisiologicamente, risultano a credito per im