La sorpresa (poco gradita) della mini-IMU

Nei giorni è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il Decreto-legge 30 novembre n. 133 recante “Disposizioni urgenti concernenti l’IMU, l’alienazione di immobili pubblici e la Banca d’Italia”, che secondo le aspettative avrebbe sancito la definitiva cancellazione dell’Imu sulle abitazioni principali e sugli immobili ad essa asse assimilati. Il testo definitivo del Decreto, complice le ormai consuete difficoltà di cassa dello Stato, sta tuttavia rivelando non poche sorprese, perlopiù indigeste, alle amministrazioni comunali ed ai contribuenti interessati.

L’articolo 1 del Decreto costituisce una nuova (tormentata) tappa del tortuoso cammino, irto di modifiche ed aggiornamenti legislativi, che contraddistingue l’Imu 2013. Le novità dell’articolo 1 complicano alquanto la vita delle amministrazioni locali che colmano di incognite le stime sul ricavo relativo all’Imu 2013 e all’esito del ristoro assicurato ai Comuni per la cancellazione dell’imposta sulla prima casa e su alcune tipologie di immobili. Il Governo all’indomani del suo insediamento si era assunto l’impegno a cancellare per il 2013 il tributo sulle abitazioni principali e sugli immobili ad essa assimilati, rifondendo del mancato introito i Comuni.

Il Decreto si rimangia in parte questa promessa prevedendo che entro il 20 dicembre 2013 i Comuni dovrebbero ricevere un importo pari al 50% del mancato gettito Imu calcolato applicando le aliquote e la detrazione di base. La seconda tranche di trasferimenti a conguaglio verrà invece pagata ai Comuni non prima del prossimo mese di febbraio 2014 e sarebbe pari al 60% del maggiore gettito derivante dalle scelte da parte dei comuni di applicazione di maggiori aliquote Imu (o di minori detrazioni) rispetto quelle base. Il restante 40% del maggior gettito così determinato dovrebbe essere invece versato dai contribuenti entro il prossimo 16 gennaio 2014 (si parla in tal senso di una Mini-Imu).

Il Decreto opera un profondo cambio di scenario rispetto la logica che si era imposta nei precedenti provvedimenti normativi e ministeriali, che fino ad ora calibravano l’ammontare del ristoro Imu che lo Stato avrebbe assicurato agli enti locali sulla base delle aliquote adottate nel 2012 dai singoli comuni. Il meccanismo così impostato favoriva gli enti che nel corso del 2012 avevano elevato le aliquote Imu oltre alle percentuali base, penalizzando invece tutte quelle amministrazioni che spesso nel corso del 2013 pur essendo consapevoli della cancellazione dell’imposta avevano approvato per l’anno in corso aumenti delle aliquote confidando in corrispondenti maggiori trasferimenti da parte dello Stato.

Le nuove disposizioni del comma 1 del Decreto coinvolgerebbero invece nella debenza del conguaglio del 16 gennaio i contribuenti di tutti i Comuni che hanno elevato, nel 2012 come nel 2013, le aliquote Imu sulle abitazioni principali e sulle tipologie di immobili ad esse assimilati ad una percentuale maggiore rispetto le aliquote base. Il sistema di calcolo così previsto costituirebbe di fatto un vantaggio per tutti quegli enti che avevano invece optato per una diminuzione delle aliquote sulle tipologie di immobili beneficiari della cancellazione dell’imposta, e che riceveranno un trasferimento compensativo pari all’Imu standard, più alto dell’incasso che avrebbero riscosso dai cittadini.

Tutti questi palesi effetti distorsivi dovrebbero tuttavia essere corretti da un contorto meccanismo valutativo che, mediante un’apposita metodologia concordata dal Ministero dell’Economia con l’ANCI, dovrebbe condurre, in base ai versamenti Imu 2012 ed alle manovre effettuate dai Comuni negli ultimi 12 mesi, alla stima dei conguagli da assicurare ai singoli Comuni. Il meccanismo lascia pertanto nella nebbia gli enti locali, che si ritrovano nel 2013 a dover rifare i calcoli delle entrate relative al ristoro dell’Imu, sia a titolo di trasferimenti che di conguagli da Mini-Imu, peraltro con bilanci preventivi approvati con numeri ben diversi…

Contenuto disponibile esclusivamente agli utenti abbonati
Per continuare a leggere il contenuto di questo articolo è necessario essere abbonati. Se sei già un nostro abbonato, effettua il login attraverso il modulo di autenticazione posto in cima alla pagina. Se non sei abbonato o ti è scaduto l'abbonamento, che aspetti?
Condividi:
Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it