Diario quotidiano del 20 dicembre 2013: la Legge di stabilità si approverà con la fiducia

Pubblicato il 20 dicembre 2013



nel 2014 nessun aggravio fiscale sulla prima casa (!); tassazione alla fonte dei redditi e dei flussi finanziari esteri; transfer princing anche per l’Irap; Commercialisti: ristabilita l’equipollenza per l’accesso al Registro revisori; semplificazioni in materia ambientale; INAIL: cooperative agricole e loro consorzi; Irap: il contribuente può contestare la pretesa tributaria anche in sede di impugnazione della cartella; redditi esteri: white list per la Serbia e Montenegro; trattamento fiscale della svalutazione civilistica di beni materiali strumentali; lavoro accessorio: nuove modalità di invio della comunicazione obbligatoria di inizio attività; le modalità per i versamenti volontari alle PMI; posta la fiducia alla Legge di stabilità 2014

 

 Indice:

1) Nel 2014 nessun aggravio fiscale sulla prima casa

2) Tassazione alla fonte dei redditi e dei flussi finanziari esteri

3) Transfer princing anche per l’Irap

4) Commercialisti: ristabilita l’equipollenza per l’accesso al Registro

5) Semplificazioni in materia ambientale: le nuove regole per la gestione come sottoprodotto del materiale da scavo

6) INAIL: Cooperative agricole e loro consorzi - applicazione delle riduzioni ai premi assicurativi

7) Irap: il contribuente può contestare la pretesa tributaria anche in sede di impugnazione della cartella

8) Tassazione di redditi di fonte estera: rientra nella white list la Serbia e Montenegro

9) Trattamento fiscale della svalutazione civilistica di beni materiali strumentali

10) Lavoro accessorio: nuove modalità di invio della comunicazione obbligatoria di inizio attività

11) Le modalità per i versamenti volontari alle PMI

12) Posta la fiducia alla Legge di stabilità 2014

 

1) Nel 2014 nessun aggravio fiscale sulla prima casa

Nel 2014 la Tasi, la tassa comunale sui servizi indivisibili, per i proprietari di prima casa non risulterà più gravosa dell'Imu. Il gettito complessivo dell’Imu ad aliquota di base (4 per mille) e detrazione base sarebbe stato pari a 3,8 miliardi. Con la Tasi, calcolata ad aliquota base (1 per mille) e senza detrazioni il gettito risulta di 1,7 miliardi a cui vanno sommati 100 milioni di euro a titolo di Imu per le sole abitazioni principali di lusso (categorie catastali A1, A8 e A).

Nel complesso risulterà un minor prelievo sull'abitazione principale stimato in circa 2 miliardi.

Va inoltre considerato che il ddl stabilità per il 2014, in corso di approvazione in Parlamento, ha previsto a carico del Bilancio dello Stato l’assegnazione di 500 milioni di euro per finanziare l’introduzione, da parte dei Comuni, di detrazioni dalla TASI a favore dell’abitazione principale. Di fatto quindi il gettito della tassa sui servizi ad aliquota di base si riduce da 1,7 miliardi a 1,2 miliardi di euro, con l’utilizzo integrale delle predette risorse. Il confronto tra Imu e Tasi non tiene poi conto della maggiorazione Tares servizi indivisibili, pari a 30 centesimi/mq, gravante nel 2013 su tutti gli immobili comprese le abitazioni principali e abrogata contestualmente all’introduzione della Tasi. La Tasi è un tributo gestito interamente dai Comuni che, in base alle loro esigenze di bilancio, possono decidere di ridurre l’aliquota (fino ad azzerarla), di introdurre ulteriori detrazioni o agevolazioni, o di aumentare l’aliquota fino ad un massimo del 2,5 per mille. Anche nel caso di aliquota al 2,5 per mille, l’inserimento di detrazioni finanziate per 500 milioni porterà a un minore onere fiscale. Il carico fiscale complessivo sulle abitazioni principali si è dunque ridotto a seguito delle recenti riforme.

L’effetto sui singoli contribuenti dipende tuttavia dalle modalità specifiche di applicazione delle aliquote e delle detrazioni, che sono lasciate all’autonoma determinazione dei Comuni.

(MEF, comunicato stampa n. 250 del 18 dicembre 2013)

 

2) Tassazione alla fonte dei redditi e dei flussi finanziari esteri

I redditi derivanti dagli investimenti detenuti all’estero e dalle attività estere di natura finanziaria sono in ogni caso assoggettati a ritenuta o ad imposta sostitutiva delle imposte sui redditi, secondo le norme vigenti, dagli intermediari residenti che intervengono nella riscossione dei relativi flussi finanziari e dei redditi, oltre che nei casi in cui detti investimenti ed attività siano ad essi affidati in custodia, amministrazione o gestione.

L’Agenzia delle entrate, con il provvedimento n. 151663 del 18 dicembre 2013, introduce, a decorrere dal 1 gennaio 2014, una ritenuta alla fonte a titolo d’acconto con l’aliquota del 20% sui seguenti redditi di capitale e redditi diversi, derivanti da investimenti all’estero e da attività estere di natura finanziaria, che concorrono a formare il reddito complessivo del contribuente:

- interessi e altri proventi, dovuti da soggetti non residenti, derivanti da contratti di mutuo, deposito e conto corrente, diversi da quelli bancari, di cui all’articolo 44, comma 1, lettera a), del TUIR;

- importi delle rendite perpetue e prestazioni annue perpetue di cui agli articoli 1861 e 1869 del codice civile il cui debitore sia un soggetto non residente, di cui all’articolo 44, comma 1, lettera c), del TUIR;

- compensi erogati da soggetti non residenti per prestazioni di fideiussione o di altra garanzia, di cui all’articolo 44, comma 1, lettera d), del TUIR;

- tutti gli interessi e altri proventi derivanti da altri rapporti aventi per oggetto l’impiego del capitale, di cui all’articolo 44, comma 1, lettera h), del TUIR;

- plusvalenze derivanti dalla cessione di immobili situati all’estero, di cui all’articolo 67, comma 1, lettera b), del TUIR;

- plusvalenze realizzate a seguito della cessione a titolo oneroso di terreni detenuti all’estero suscettibili di utilizzazione edificatoria secondo le disposizioni vigenti in materia nel Paese in cui è situato il terreno al momento della cessione, di cui all’articolo 67, comma 1, lettera b), del TUIR;

- redditi derivanti dalla locazione di immobili situati all’estero, di cui all’articolo 67, comma 1, lettera f), del TUIR;

- redditi esteri di natura fondiaria, compresi quelli dei terreni dati in affitto pur usi non agricoli, di cui alla lettera e) del medesimo articolo 67 del TUIR;

- redditi derivanti dalla concessione in usufrutto e dalla sublocazione di beni immobili situati all’estero, dall’affitto, locazione, noleggio o concessione in uso di veicoli, macchine e altri beni mobili detenuti all’estero, dall’affitto e dalla concessione in usufrutto di aziende aventi sede all’estero, di cui alla lettera h) dello stesso articolo 67 del TUIR;

- plusvalenze realizzate mediante la cessione di partecipazioni qualificate in società non residenti e fattispecie assimilate, di cui all’articolo 67, comma 1, lettera c), del TUIR.

Il prelievo alla fonte va effettuato nei confronti dei contribuenti appartenenti alle categorie alle quali si applicano gli obblighi di monitoraggio, nel momento in cui gli intermediari intervengono nella riscossione dei predetti redditi e flussi finanziari e deve essere versata entro il sedicesimo giorno del mese successivo a quello di effettuazione del prelievo, secondo le regole ordinarie.

Il prelievo va in ogni caso effettuato, indipendentemente da un incarico alla riscossione, a meno che il contribuente non attesti, mediante un’autocertificazione resa in forma libera, che i flussi non costituiscono redditi di capitale o redditi diversi derivanti da investimenti all’estero o da attività estere di natura finanziaria. L’autocertificazione può essere resa in via preventiva e riguardare la generalità dei flussi che saranno accreditati presso il medesimo intermediario, salva contraria specifica indicazione da parte del contribuente.

Ai fini del corretto adempimento dei predetti obblighi di sostituzione tributaria, il contribuente deve fornire ogni utile informazione per individuare l’eventuale natura reddituale del flusso nonché la fattispecie e la relativa base imponibile. In mancanza di tali informazioni, le ritenute o le imposte sostitutive vanno applicate sull’intero importo del flusso ricevuto in pagamento.

Per le persone fisiche titolari di reddito d’impresa o di lavoro autonomo si presume che i flussi finanziari siano derivanti dall’esercizio di tali attività, salva indicazione contraria da parte dei medesimi contribuenti.

L’intermediario comunica le posizioni per le quali non sia stato applicato il prelievo alla fonte.

Il contribuente può richiedere all’intermediario la restituzione dell’imposta non dovuta ovvero applicata in misura superiore a quanto dovuto entro il 28 febbraio dell’anno successivo a quello del prelievo. In tal caso l’intermediario scomputa l’importo restituito dai versamenti successivi. In alternativa alla richiesta all’intermediario, il contribuente può presentare all’Amministrazione finanziaria istanza di rimborso con le modalità e i termini stabiliti dall’articolo 38 del D.P.R. n. 602/73.

 

3) Transfer princing anche per l’Irap

Il transfer pricing vale anche ai fini Irap. Ma per le contestazioni sugli anni pregressi non si applicheranno le sanzioni, che saranno invece dovute dall’esercizio 2013 in poi. A prevederlo è un emendamento alla legge di stabilità approvato in commissione Bilancio alla Camera.

 

4) Commercialisti: ristabilita l’equipollenza per l’accesso al Registro

La Commissione Bilancio del Senato ha approvato un emendamento al D.L. n. 126/2013 che ristabilisce l’equipollenza tra il percorso formativo per l’accesso alla professione di Dottore Commercialista e quello per lo svolgimento della funzione di revisione legale.

L’approvazione dell’emendamento supera dunque il regolamento attuativo del D.Lgs. n. 39/2010, messo a punto nelle scorse settimane dai Ministeri dell’Economia e della Giustizia che, invece, prevedeva uno specifico esame aggiuntivo per l’iscrizione al Registro da parte dei Commercialisti.

Laurini, ritorno all’equipollenza scelta di equità

Soddisfazione del Commissario straordinario della categoria per l’approvazione al senato dell’emendamento che ripristina per i commercialisti l'esonero dall’esame per la revisione. Plauso all’impegno dell'esecutivo

“Un sentito ringraziamento al Governo per aver sostenuto in sede parlamentare un’istanza legittima e assolutamente non corporativa, al fine di riaffermare il ruolo nella società e nello Stato dei commercialisti italiani e di tutte le professioni regolamentate. La nostra battaglia in difesa dell’equipollenza non è stata dettata da interessi di parte, riconducibili ad una specifica categoria, ma rivolta a ristabilire equità e giustizia, dal momento che un ulteriore esame per l’accesso al Registro dei revisori legali non era imposto ai commercialisti dalla direttiva europea, ne è condizione della terzietà prevista dalla direttiva stessa. Anzi, è in perfetta linea con l’orientamento europeo e con la concreta attuazione che dello stesso si è data nei diversi Paesi membri dell’Ue”.

È quanto affermato da Giancarlo Laurini, commissario del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili.

 

5) Semplificazioni in materia ambientale: le nuove regole per la gestione come sottoprodotto del materiale da scavo

Assonime, con la circolare n. 41 del 19 dicembre 2013, descrive l’evoluzione della disciplina nazionale per la gestione del materiale da scavo alla luce del diritto europeo.

Sono illustrate le disposizioni del Codice dell’ambiente che indicano le condizioni in presenza delle quali il materiale da scavo deve essere qualificato come “non rifiuto”, “rifiuto”, “sottoprodotto” o “end of waste”.

Poi viene analizzata la disciplina operativa per la gestione del materiale da scavo come sottoprodotto, introdotta con il Decreto ministeriale 10 agosto 2012 n. 161, emanato in attuazione dell’articolo 49 del D.L. n. 1/2012 e successivamente integrata dalle disposizioni del D.L. n. 69/2013 (c.d. decreto Fare).

 

6) INAIL: Cooperative agricole e loro consorzi - applicazione delle riduzioni ai premi assicurativi

L’Inail, con la circolare n. 60 del 16 dicembre 2013, informa che, a seguito dell’intervento della legge 98/2013 - di conversione del Decreto Legge 69/2013 - verrà applicata alle cooperative agricole e ai loro consorzi una riduzioni ai premi assicurativi in proporzione alla quantità di prodotto coltivato o allevato dai soci in zone di montagna o svantaggiate.

La disposizione, per quanto concerne i premi assicurativi riscossi direttamente dall’Inail, riguarda esclusivamente le imprese cooperative e loro consorzi che trasformano, manipolano e commercializzano prodotti agricoli e zootecnici propri o dei loro soci ricavati dalla coltivazione dei fondi, dalla silvicoltura e dall'allevamento di animali e che per l'esercizio di tali attività non ricorrono normalmente e in modo continuativo ad approvvigionamenti dal mercato di prodotti agricoli e zootecnici in quantità prevalente rispetto a quella complessivamente trasformata, manipolata e commercializzata

 

7) Irap: il contribuente può contestare la pretesa tributaria anche in sede di impugnazione della cartella

Il contribuente può contestare una pretesa tributaria anche in sede di impugnazione della cartella emessa sulla base delle sue dichiarazioni; purché ovviamente tale cartella costituisca il primo atto con cui la pretesa viene portata a conoscenza del contribuente. E non è affatto necessario che il contribuente versi quanto chiesto in cartella e quindi presenti domanda di rimborso, impugnando il silenzio-rigetto. Ordinanza 28209/13.

Irap/Medici

Niente Irap per il medico convenzionato che abbia attrezzature proprie minime da non integrare l’autonoma organizzazione. Ordinanza 28210/13.

Irap/Avvocati

Niente Irap per l’avvocato sulla base di un «discreto livello di guadagni (38 mila euro nel 2003)». Ordinanza 28212/13.

Reddito d’impresa

Il reddito di impresa deve essere necessariamente imputato all’esercizio di competenza senza alcun poter discrezionale per il contribuente. Ordinanza 28159/13.

Adempimenti fiscali

Nel caso in cui la società abbia optato per il regime di contabilità presso terzi nel caso in cui derivi in base a un diverso calcolo l’imposta da versare, il termine entro cui effettuare l’adempimento resta lo stesso (entro il 18 di ciascun mese). Ordinanza 28165/13.

Contenzioso

Non sussiste l’obbligo del contraddittorio preventivo in tutti i casi in cui si debba procedere a iscrizione a ruolo, ma soltanto qualora esistano incertezze su aspetti rilevanti della dichiarazione. Ordinanza 28186/13.

Liquidatore

La domanda giudiziale introdotta dal liquidatore di una società di capitali cancellata dal registro delle imprese è improponibile. Ordinanza 28187/13.

Accertamento/Autorizzazione

Il giudice ha il potere-dovere di verificare, in caso di autorizzazione della procura all’accesso domiciliare, se in concreto ci fossero le condizioni per autorizzare a tale perquisizione. Ordinanza 28188/13.

Contraddittorio preventivo

Non è necessario instaurare un contraddittorio preventivo qualora sussistano incertezze su aspetti rilevanti della dichiarazione. Ordinanza 28189/13.

Operazioni inesistenti

Nel procedimento penale, nella fattispecie emissione di fatture per operazioni inesistenti, l’art. 525 del Cpp esige che a deliberare la sentenza concorrano a pena di nullità assoluta gli stessi giudici che hanno partecipato al dibattimento. Sentenza 50928/13.

 

8) Tassazione di redditi di fonte estera: rientra nella white list la Serbia e Montenegro

I proventi di natura finanziaria dei titoli di Stato emessi dalle repubbliche di Serbia e del Montenegro sono soggetti all’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi nella misura ridotta del 12,50%.

La Convenzione contro le doppie imposizioni stipulata con la Jugoslavia trova applicazione anche nei confronti degli Stati sorti a seguito della dissoluzione della stessa.

Lo ha precisato l’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 99/E del 19 dicembre 2013.

La tassazione dei redditi di natura finanziaria, ossia dei redditi di capitale e dei redditi diversi di natura finanziaria, è stata recentemente modificata, con l’introduzione di un’aliquota unica del 20% (art. 2, comma 6, del D.L. 138/2011).

Tuttavia, allo scopo di salvaguardare interessi generali di natura pubblica, è stata prevista un’eccezione a tale regola per alcune tipologie di proventi finanziari (comma 7).

I rendimenti dei titoli pubblici italiani ed equiparati (art. 31 del Dpr 601/1973), nonché i proventi derivanti dalle obbligazioni emesse dagli Stati white list (art. 168-bis del Tuir), scontano infatti l’imposta con aliquota ridotta al 12,50%.

La risoluzione evidenzia che, in attesa del decreto ministeriale - previsto dalla norma del Tuir - con cui dovranno essere individuati gli Stati che consentono un adeguato scambio di informazioni, per stabilire se Serbia e Montenegro rientrano o meno nella white list, occorre far riferimento al precedente elenco specificato dal Dm del 4 settembre 1996.

Anche se in tale lista è indicata la ex Jugoslavia, nella stessa vano ricomprese sia la Repubblica di Serbia sia la Repubblica del Montenegro.

Infatti, come già precisato con la risoluzione n. 421/2008, la convenzione contro le doppie imposizioni stipulata tra l’Italia e la Repubblica di Jugoslavia trova applicazione nei confronti degli Stati nati dalla disgregazione dell’entità statale preesistente

Inoltre, sia la Serbia sia il Montenegro hanno riconosciuto la validità degli accordi contenuti nel Trattato stipulato nel 1984 tra Italia e Jugoslavia, confermando la loro disponibilità a scambiare informazioni in materia fiscale.

Conseguentemente, ai rendimenti percepiti sui titoli emessi da tali Stati va applicata l’imposta sostitutiva del 12,50%, sempre che presentino i requisiti caratterizzanti le obbligazioni, prevedano cioè il rimborso alla scadenza di una somma almeno pari a quella mutuata.

 

9) Trattamento fiscale della svalutazione civilistica di beni materiali strumentali

L’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 98/E del 19 dicembre 2013, si occupa del trattamento fiscale della svalutazione civilistica di beni materiali strumentali nell’ipotesi di quote di ammortamento imputate a conto economico inferiori a quelle massime previste dall’art. 102, comma 2, del TUIR.

L’Agenzia delle Entrate torna a fornire chiarimenti in merito alla problematica, già trattata nella circolare 26/2012, delle modalità di “riassorbimento”, ai fini Ires e Irap, della svalutazione delle immobilizzazioni materiali avente rilevanza solo civilistica.

Tale circolare aveva chiarito che, in caso di svalutazione con rilevanza solo civilistica, il contribuente, oltre alle quote di ammortamento del bene imputate al conto economico, può dedurre annualmente, attraverso una variazione in diminuzione, anche una quota della svalutazione di bilancio.

Più in particolare, con riferimento all’ipotesi di svalutazione di un bene senza variazione della vita utile residua (in questo caso, si tratta di beni acquisiti dopo l’entrata in vigore della nuova disciplina Irap, cioè l’1 gennaio 2008, nonché di quelli acquisiti prima e che, a tale data, non presentavano alcun disallineamento tra il valore civile e quello fiscale), aveva precisato che il disallineamento tra il valore civile e quello fiscale, generato a seguito della svalutazione fiscalmente non rilevante, viene riassorbito attraverso variazioni in diminuzione da effettuarsi in dichiarazione nel corso del processo di ammortamento del bene, utilizzando:

- Ai fini Ires, il criterio di ammortamento stabilito dal Tuir, applicando il coefficiente tabellare stabilito dalle norme tributarie al costo, al lordo della svalutazione fiscalmente non rilevante ai fini Irap, il criterio di ammortamento utilizzato in sede civilistica, ossia ripartendo il valore fiscale del bene (valore contabile residuo al lordo della svalutazione non dedotta fiscalmente) sulla base della vita utile residua del bene stesso.

La risoluzione odierna affronta la particolare ipotesi in cui la svalutazione civilistica effettuata da una società di capitali riguarda un bene ammortizzato in bilancio in misura inferiore a quella massima consentita ai fini Ires.

Da un punto di vista contabile, la svalutazione esprime una perdita durevole di valore subita dal bene strumentale, dipendente dal verificarsi di fatti aventi carattere di straordinarietà e gravità.

Il manifestarsi della perdita durevole di valore comporta l’anticipata imputazione al conto economico di una quota del costo dell’immobilizzazione, ossia della quota non più recuperabile attraverso i flussi di cassa derivanti dall’utilizzazione o dalla cessione del bene.

L’ammortamento, invece, è il procedimento contabile attraverso il quale si ripartisce il costo pluriennale di un’immobilizzazione materiale sugli esercizi in cui questa produrrà la sua utilità per l’impresa.

Sostanzialmente, sia la svalutazione sia l’ammortamento si concretizzano in una rettifica del valore dell’immobilizzazione materiale.

Sotto il profilo Ires, l’articolo 102, comma 2, del Tuir, stabilisce che la deduzione delle quote di ammortamento del costo dei beni materiali strumentali “è ammessa in misura non superiore a quella risultante dall’applicazione al costo dei beni dei coefficienti stabiliti con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze…” (decreto ministeriale 31 dicembre 1988). La deduzione, ovviamente, è consentita nel rispetto del principio contenuto nell’articolo 109, comma 4, del Tuir, in base al quale “Le spese e gli altri componenti negativi non sono ammessi in deduzione se e nella misura in cui non risultano imputati al conto economico relativo all’esercizio di competenza” (principio di previa imputazione al conto economico).

Dal punto di vista Irap, le quote di ammortamento transitate a conto economico sono deducibili, ai fini della determinazione del valore della produzione netta delle società di capitali, ai sensi dell’articolo 5 del decreto legislativo 446/1997. L’Agenzia delle Entrate, in applicazione dei principi espressi nella circolare 26/2012, ritiene che, anche nella fattispecie rappresentata nella risoluzione (che, si ricorda, prevede ammortamenti di bilancio inferiori a quelli massimi consentiti ai fini Ires), la svalutazione civilistica possa essere riassorbita, ai fini Ires e Irap, attraverso l’effettuazione di variazioni in diminuzione in dichiarazione.

Più precisamente, ai fini Ires, queste variazioni in diminuzione (articolo 109, comma 4, lettera a), Tuir):

- devono essere effettuate a partire dall’esercizio in cui la svalutazione è stata contabilizzata;

- devono essere determinate nella misura massima, pari alla differenza tra la quota di ammortamento fiscale, calcolata in base al coefficiente previsto dal Dm 31 dicembre 1988, e la quota di ammortamento imputata a conto economico;

- qualora la variazione in diminuzione non sia effettuata nella misura massima consentita, la corrispondente quota di svalutazione non dedotta non sarà più deducibile a titolo di ammortamento, ma sarà recuperabile solo in sede di eventuale realizzo del cespite.

La soluzione dell’Agenzia, da un lato, consente di evitare ogni possibile arbitraggio da parte del contribuente, sia per quanto riguarda i tempi del riassorbimento sia per ciò che concerne l’entità della svalutazione annualmente riassorbita; dall’altro, permette di estinguere nel minor tempo possibile il disallineamento tra il valore civile e quello fiscale del bene, generato dalla svalutazione di bilancio.

Per quanto riguarda l’Irap, la risoluzione 98/2013 conferma, dunque, i principi enunciati nella circolare 26/2012 e afferma che la svalutazione non dedotta si riassorbe applicando il criterio di ammortamento contabile, ossia ripartendo il valore Irap del bene (valore contabile residuo al lordo della svalutazione fiscalmente non dedotta) sulla base della vita utile residua.

Pertanto, l’importo complessivamente deducibile ai fini Irap è costituito dalla somma tra la quota di ammortamento dedotta per derivazione e la quota di svalutazione dedotta attraverso la variazione in diminuzione nella dichiarazione Irap.

 

10) Lavoro accessorio: nuove modalità di invio della comunicazione obbligatoria di inizio attività

Le disposizioni in materia di lavoro accessorio prevedono quale unico ma obbligatorio adempimento che i committenti, prima dell’inizio della prestazione, effettuino la comunicazione di inizio attività indicando i dati anagrafici e il codice fiscale propri e del prestatore di lavoro, il luogo dove si svolge l’attività lavorativa e il periodo presunto di attività.

Il Ministro del Lavoro, con D.M. del 12 marzo 2008, ai sensi dell’articolo 72, comma 5, del D. Lgs. 276/03, (art. 2), ha previsto, infatti, che i beneficiari delle prestazioni di tipo accessorio sono tenuti, prima dell’inizio della prestazione, a comunicare all’INAIL, per via telematica o tramite call center, i dati anagrafici e il codice fiscale propri e del prestatore di lavoro, indicando, altresì, il luogo dove si svolge il lavoro e il periodo presunto dell’attività lavorativa (art. 5).

Finora l’assolvimento dell’obbligo di comunicazione è avvenuto, per i voucher cartacei distribuiti presso le sedi INPS, con la trasmissione della dichiarazione all’INAIL a mezzo fax o tramite il sito www.inail.it/Sezione Servizi on line.

Per gli altri canali di distribuzione dei voucher (tabaccai abilitati, sportelli delle Banche popolari, uffici postali, procedura telematica) la comunicazione è trasmessa direttamente all’INPS tramite contact center o tramite sito istituzionale.

Al fine di razionalizzare e uniformare l’adempimento relativo alla comunicazione obbligatoria di inizio prestazione a carico dei committenti, nonché di rendere più tempestiva ed efficiente la gestione degli interventi previdenziali e assistenziali connessi allo svolgimento delle prestazioni del lavoro accessorio, l’INPS e l’INAIL - con determinazioni presidenziali INPS n. 43 del 1 marzo 2013 e INAIL n. 87 del 4 aprile 2013 - hanno stipulato un Accordo finalizzato alla realizzazione del coordinamento informativo e operativo per una migliore gestione dei buoni lavoro, prevedendo che tutte le comunicazioni di inizio attività nonché le eventuali variazione siano effettuate direttamente all’INPS, esclusivamente in modalità telematica, qualunque sia il canale di acquisizione dei buoni lavoro.

L’INPS si impegna, da parte sua, a trasmettere in tempo reale all’INAIL le comunicazioni ricevute, concernenti anche le variazioni, nel rispetto della normativa vigente relativa al trattamento dei dati personali e a garantire qualità e completezza di ogni informazione di cui all'art. 5, comma 1, del DM 12/3/2008.

Per conseguenza, a partire dal 15 gennaio 2014, le comunicazioni di inizio attività relative all’impiego dei voucher cartacei distribuiti dalle sedi territoriali dell’INPS, contenenti i dati riferiti all’attività lavorativa affidata al prestatore (luogo e periodo della prestazione) nonché i dati anagrafici del committente e del prestatore, dovranno essere effettuate esclusivamente on line, tramite i seguenti canali, giàattivi per i voucher distribuiti da tabaccai, uffici postali e Banche popolari:

procedura informatica già disponibile sul portale del sito www.inps.it; accessibile, dal sito dell’Istituto, tramite i seguenti percorsi alternativi:

- Per i committenti muniti di PIN: Servizi On Line - Lavoro Occasionale Accessorio - Committenti/Datori di Lavoro (accesso con PIN);

- Per i possessori di voucher (accesso con codice fiscale e codice di controllo): Servizi On Line - Lavoro Occasionale Accessorio - Attivazione voucher INPS;

- Per i delegati: Servizi On Line - Lavoro Occasionale Accessorio - Consulenti associazioni e delegati (accesso con PIN).

Nei menù delle relative aree dedicate sarà disponibile la nuova voce “Attivazione voucher INPS”.

Tramite la nuova funzionalità sarà possibile inserire i dati delle prestazioni di lavoro, completi di dati anagrafici del prestatore, data inizio, data fine e luogo della prestazione, e attivare i voucher cartacei INPS associati alla prestazione indicata.

Contact Center INPS-INAIL al numero 803164 gratuito da telefono fisso, oppure da cellulare al n. 06164164, con tariffazione a carico dell’utenza chiamante;

Sede INPS.

Al fine di consentire un graduale accesso all’utilizzo esclusivo della modalità telematica ed agevolare il più possibile la fruizione dei servizi da parte dell’utenza che si avvale dei voucher cartacei distribuiti dalle Sedi INPS, è prevista una fase transitoria per il periodo fino al 14 gennaio 2014, durante la quale sarà possibile trasmettere le comunicazioni/variazioni delle prestazioni lavorative sia attraverso i canali INPS sia tramite il fax INAIL o il sito www.inail.it/Sezione Servizi on line

A decorrere dal 15 gennaio 2014, la dichiarazione di inizio attività lavorativa e le comunicazioni di eventuali variazioni, dovranno essere comunicate direttamente all’INPS ed esclusivamente con modalità telematica. Dalla medesima data cessa, inoltre, l’adempimento diretto a carico dei beneficiari della comunicazione all’Inail e di conseguenza non saranno più operativi il fax INAIL e la sezione del sito www.inail.it che saranno disattivati.

(INPS, circolare n. 177 del 19 dicembre 2013)

 

11) Le modalità per i versamenti volontari alle PMI

I versamenti volontari al fondo di garanzia per le piccole e medie imprese stabiliti dal D.L. 69/2013 possono essere effettuati con tre modalità: recandosi allo sportello di ciascuna tesoreria provinciale, tramite bonifico bancario o postale o con versamento su conto corrente postale.

Per effettuare il versamento tramite bonifico occorre utilizzare i codici Iban predisposti dalla Banca d’Italia per ciascuna delle tesorerie provinciali, indicati in allegato al presente comunicato. La causale del bonifico deve indicare la destinazione del versamento a favore della microimprenditorialità (articolo 1, comma 5-ter, del decreto-legge n. 69 del 2013) e il “capitolo numero n. 3693 del capo 18 del bilancio dello Stato” (lo specifico capitolo d’entrata definito con decreto ministeriale e destinato a tale scopo).

Per semplificare le modalità di versamento delle contribuzioni volontarie può essere utilizzato anche il solo Iban della tesoreria “Roma succursale”: IT61Z0100003245348018369300.

Il versamento mediante conto corrente postale può essere effettuato su bollettino intestato alla Tesoreria di Roma numero 871012, indicando il numero del capitolo d’entrata nel bilancio dello Stato e la causale.

(MEF, comunicato stampa n. 251 del 19 dicembre 2013)

 

12) Posta la fiducia alla Legge di stabilità 2014

La Camera dei Deputati ha approvato gli articoli del disegno di legge, già approvato dal Senato, recante bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2014 e bilancio pluriennale per il triennio 2014-2016 (C. 1866-A).

Successivamente il Ministro per i rapporti con il Parlamento, Dario Franceschini, ha posto, a nome del Governo, la questione di fiducia sull'approvazione, senza emendamenti ed articoli aggiuntivi, dell’articolo unico del disegno di legge concernente Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2014) (C. 1865-A), nel testo della Commissione come risultante dalle correzioni comunicate dalla Presidenza. La fiducia sarà votata nella seduta di oggi (20/12/2013).

 

Vincenzo D’Andò