Diario quotidiano del 19 dicembre 2013: più semplice (e meno sanzionato) compilare il quadro RW e tante altre novità…

Pubblicato il 19 dicembre 2013

Iva pagata a seguito di accertamento definitivo: come avvalersi di detrazione e rivalsa dell’imposta; noleggio occasionale imbarcazioni; regime IVA dell’attività di banca depositaria; profili fiscali del fondo patrimoniale; modelli impositivi applicabili ai redditi dei beni in comunione legale patrimoniale; Fisco: appunto sulle prossime scadenze; intermittenti calcolati per i giorni di effettivo lavoro; legge stabilità: modificata web-tax; ispezioni valide solo se ampiamente motivate; bozza di Unico 2014 Enti Non Commerciali; bozze di Unico Società di capitali e Cnm 2014; possibile dal 18 dicembre effettuare versamenti volontari a favore PMI; ufficio delle Dogane di Livorno trasferito; incentivi per l’assunzione di lavoratori in ASpI; lavoro accessorio: modifiche procedurali relative ai limiti economici; monitoraggio fiscale, più semplice compilare il quadro RW

 

Indice:

1) Iva pagata a seguito di accertamento definitivo: come avvalersi di detrazione e rivalsa dell’Imposta

2) Le regole per chi noleggia occasionalmente imbarcazioni

3) Regime IVA dell’attività di banca depositaria: servizi di controllo e di sorveglianza

4) Profili fiscali del fondo patrimoniale

5) Modelli impositivi applicabili ai redditi dei beni in comunione legale patrimoniale

6) Fisco: appunto sulle prossime scadenze

7) Intermittenti calcolati per i giorni di effettivo lavoro

8) Legge stabilità: modificata web tax

9) Ispezioni valide solo se ampiamente motivate

10) Disponibile la bozza di Unico Enti non commerciali 2014

11) Pronte le bozze di Unico Società di capitali e Cnm 2014

12) Possibile dal 18 dicembre effettuare versamenti volontari a favore PMI

13) Ufficio delle Dogane di Livorno trasferito

14) Incentivi per l’assunzione di lavoratori in ASpI

15) Lavoro accessorio: modifiche procedurali relative ai limiti economici

16) Monitoraggio fiscale, più semplice compilare il quadro RW: ecco il provvedimento sugli adempimenti

 

1) Iva pagata a seguito di accertamento definitivo: come avvalersi di detrazione e rivalsa dell’Imposta

Il contribuente può esercitare la rivalsa nei confronti dei cessionari dei beni o dei committenti dei servizi, ma solo dopo aver pagato imposte, sanzioni e interessi contenuti in un avviso di accertamento definitivo.

Il cessionario o committente potrà, a sua volta, esercitare il diritto alla detrazione dopo aver corrisposto al cedente o prestatore l’Iva addebitatagli in via di rivalsa.

L’Agenzia delle entrate, con la circolare n. 35/E del 17 dicembre 2013, ha sciolto i dubbi sulle regole per avvalersi di detrazione e rivalsa dell’Iva in presenza di un accertamento definitivo.

Adempimenti

Per esercitare la rivalsa dell’Iva pagata a titolo definitivo in sede di accertamento il cedente/commissionario deve emettere, e annotare nei registri Iva, una fattura (o una nota di variazione in aumento) con gli estremi identificativi dell’atto di accertamento che dà titolo alla rivalsa. Il diritto alla detrazione da parte del cessionario/committente è, invece, subordinato al pagamento dell’Iva accertata addebitatagli in via di rivalsa, con l’annotazione nel registro acquisti. L’Agenzia chiarisce che la norma non prevede particolari oneri a carico del committente/cessionario sul riscontro del versamento dell’imposta accertata, purché adempia agli ordinari doveri di diligenza e cautela nel verificare la correttezza e la regolarità della fattura ricevuta.

Rivalsa anche per gli strumenti deflattivi del contenzioso tributario

Quando il contribuente definisce l’accertamento utilizzando uno degli strumenti deflattivi del contenzioso tributario, come, per esempio, l’adesione, l’acquiescenza e la conciliazione giudiziale, può comunque addebitare in via di rivalsa l’Iva relativa all’accertamento. In tutti questi casi, infatti, si tratta di accertamenti divenuti definitivi.

Rivalsa e detrazione solo a giudizio concluso

Non è consentita la rivalsa, né l’esercizio del diritto alla detrazione, dell’imposta versata a seguito di atti non divenuti definitivi, né in pendenza di giudizio sull’avviso di accertamento. Ovviamente, a conclusione del contenzioso, si potrà esercitare la rivalsa nei confronti del cessionario/committente di quanto già versato nel corso del procedimento tributario.

Rateazione e compensazione

Il diritto alla rivalsa potrà essere esercitato anche in caso di rateazione degli importi dovuti al Fisco, a condizione che la prima rata, che perfeziona la procedura e rende definitivo l’accertamento, sia stata pagata a partire dal 24 gennaio 2012. In questo caso il diritto alla rivalsa potrà essere esercitato in relazione al pagamento delle singole rate. Inoltre, l’Agenzia chiarisce che, anche nell’ipotesi in cui l’Iva contestata sia assolta in parte mediamente versamento e in parte mediante compensazione con un credito Iva riconosciuto in sede definizione dell’accertamento, sarà possibile effettuare la rivalsa per l’intero ammontare di imposta accertato.

Esportatore abituale: Detrazione solo dopo avere pagato l’Iva accertata

Anche l’esportatore abituale, cui il Fisco ha contestato di aver effettuato acquisti senza pagare Iva oltre il plafond disponibile, può esercitare il diritto alla detrazione dell’Iva pagata dopo l’accertamento. Con riferimento ai tempi, l’Agenzia precisa che occorre far valere questo diritto, al più tardi, con la dichiarazione relativa al secondo anno successivo a quello in cui ha provveduto a pagare l’imposta, la maggiore imposta, le sanzioni e gli interessi. Ciò nel rispetto del principio di neutralità del tributo, per cui l’opportunità di detrarre l’Iva a debito pagata dopo l’accertamento è riconosciuta anche quando chi è tenuto a versare l’imposta non è il cedente/prestatore ma il cessionario/committente.

Decorrenza delle nuove regole

Il nuovo quadro normativo si applica agli accertamenti divenuti definitivi dopo l’entrata in vigore del Decreto liberalizzazioni (24 gennaio 2012), che ha modificato l’art. 60, settimo comma, del Dpr n. 633/1972. In ogni caso, il diritto alla detrazione può essere esercitato al più tardi con la dichiarazione relativa al secondo anno successivo a quello in cui è stata corrisposta l'imposta

addebitata in via di rivalsa.

 

2) Le regole per chi noleggia occasionalmente imbarcazioni

Più facile e immediato per i contribuenti che svolgono in forma occasionale attività di noleggio di imbarcazioni e navi da diporto dichiarare e versare l’imposta sostitutiva del 20%.

Tra le novità la possibilità di richiedere l’agevolazione con la dichiarazione dei redditi.

Con il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate del 17 dicembre 2013, infatti, viene stabilito come vada dichiarata e versata l’imposta sostitutiva e quali documenti conservare per poter fruire dell’agevolazione, riservata a coloro che effettuano il noleggio per un periodo non superiore a 42 giorni.

I passi da compiere prima del noleggio

Il provvedimento precisa che per poter fruire dell’imposta sostitutiva è necessario aver precedentemente inviato all’Agenzia delle entrate la “comunicazione di effettuazione del noleggio in forma occasionale”, disponibile sul sito internet delle Entrate. Il modello va sempre trasmesso prima dell'inizio di ogni noleggio, allegandolo a un messaggio di posta elett