Diario quotidiano del 9 dicembre 2013: è bancarotta preferenziale se si pagano le banche ma non il fisco

 

 Indice:

 1) Antiriciclaggio: adempimenti del collegio sindacale

 2) Pubblicata in consultazione la bozza dell’OIC 12 Composizione e schemi del bilancio d’esercizio

 3) Bancarotta preferenziale per chi paga le banche ma non il fisco

 4) Entrate Tributarie gennaio-ottobre 2013: gettito in linea con obiettivi annuali

 5) Associati in partecipazione: circolare INPS per regolarizzazione

 6) Aumento acconto IRES: circolare Assonime

 7) Fattura elettronica Pa: parte la fase sperimentale: al via il nuovo Sistema di Interscambio

 8) Beni in godimento ai soci e finanziamenti all’impresa nel 2012: valido l’invio dei dati fino al 31 gennaio 2014

 

1) Antiriciclaggio: adempimenti del collegio sindacale

Anche il collegio sindacale non incaricato della revisione legale dei conti deve comunicare le eventuali violazioni sul denaro in contante.

L’Istituto di Ricerca dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, con la circolare n. 36/IR del 5 dicembre 2013, ha fornito nuovi chiarimenti per i professionisti sulle misure antiriciclaggio.

In particolare, vengono esaminate alcune risposte recentemente fornite dal Ministero dell’Economia e delle finanze, dall’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia e dalla Guardia di Finanza a fronte di quesiti aventi ad oggetto l’adozione delle misure antiriciclaggio previste dal DLgs. n. 231/2007 da parte dei professionisti destinatari della disciplina.

Le tematiche affrontate nei quesiti (che rispecchiano i problemi comunemente riscontrati dai professionisti in fase di adempimento dei principali obblighi antiriciclaggio) vanno dalla corretta individuazione delle prestazioni oggetto dell’adeguata verifica all’identificazione del titolare effettivo; dalla conservazione dei dati nel fascicolo della clientela alla registrazione delle operazioni; dalla segnalazione di operazioni sospette alle transazioni in denaro contante.

Viene affermato, in tema di violazione al divieto di utilizzo del denaro contante, che la relativa comunicazione deve essere effettuata anche dal collegio sindacale non incaricato della revisione legale dei conti, dal momento che l’esenzione di cui all’art. 12, comma 3-bis deve ritenersi circoscritta alle disposizioni di cui al Titolo II, capi I, II e III (vale a dire: adeguata verifica della clientela, registrazione e conservazione dei dati, segnalazione di operazioni sospette), mentre l’obbligo di comunicazione di cui all’art. 51 è inserito nel Titolo III del decreto. Ne consegue che tutti i sindaci, siano essi revisori legali dei conti ovvero destinatari della normativa giacché “professionisti” ai sensi dell’art. 12, sono tenuti all’osservanza dell’obbligo di comunicazione in commento.

Sul punto l’IRDCEC osserva che la risposta ministeriale, se da un lato appare corretta in termini giuridici, poiché fondata sull’interpretazione strettamente letterale della norma di esonero di cui all’art. 12, comma 3-bis, dall’altro non è immune da critiche, giacché non valuta con la dovuta attenzione la circostanza che, in presenza di un organo di revisione diverso dal collegio sindacale, quest’ultimo di fatto non svolge controlli di natura contabile e, dunque, non ha la possibilità di verificare le eventuali irregolarità commesse dalla società controllata sulle transazioni in contanti.

Tra le questioni affrontate, anche il regime sanzionatorio, in particolare quello inerente al pesante regime sanzionatorio previsto dal legislatore per le violazioni dell’obbligo di registrazione.

Difatti il DLgs. n. 231/2007 impone l’applicazione di una sanzione penale, consistente nella multa pecuniaria di importo variabile da 2.600 a 13.000 euro, a carico di chi, essendovi tenuto, ometta di effettuare la registrazione di cui all’art. 36, ovvero la effettui in modo tardivo o incompleto.

Nel sottolineare ancora una volta che la sanzione penale per l’omessa o tardiva registrazione è sproporzionata rispetto alla gravità della violazione, l’IRDCEC evidenzia in generale la…

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