Diario fiscale del 6 dicembre 2013: studi di settore, migliora il dialogo Fisco-contribuente?

 

 Indice:
 1) Studi di settore, arriva “Segnalazioni 2013”: filo diretto per chiarire incongruità, non normalità o incoerenze
 2) Spese per consulenze “gonfiate”: conseguenze fiscali
 3) INPS: interruzione servizio PEC
 4) La consegna del Modello Unico all’intermediario non basta: contribuente responsabile per il mancato invio
 5) Officine elettriche: impianti azionati da fonti rinnovabili
 6) INPS: verifiche reddituali nei confronti dei pensionati
 7) Tfr ai fondi anche durante il contratto di solidarietà

 
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1) Studi di settore, arriva “Segnalazioni 2013”: filo diretto per chiarire incongruità, non normalità o incoerenze
Dialogo in tempo reale con i soggetti interessati dagli studi di settore che intendono segnalare all’Agenzia delle entrate dati e informazioni utili a giustificare le situazioni di non congruità, non normalità o non coerenza.
E’, dunque, approdato sul sito internet dell’Agenzia il software “Segnalazioni 2013”.
Grazie all’applicativo, è inoltre possibile comunicare alle Entrate le cause di inapplicabilità o di esclusione dagli studi per il 2012.
Il canale telematico predisposto dalle Entrate, attivo dal 5 dicembre 2013, resterà operativo fino al 28 febbraio 2014 per permettere ai contribuenti di trasmettere notizie o elementi giustificativi relativi al periodo d’imposta 2012.
Il software è disponibile sul sito www.agenziaentrate.it nella sezione dedicata alle Applicazioni informatiche di supporto agli studi di settore (“Home – Cosa devi fare – Dichiarare – Studi di settore e parametri – Studi di settore -Applicazioni informatiche di supporto”).
(Agenzia delle entrate, comunicato n. 175 del 4 dicembre 2013)
 
2) Spese per consulenze “gonfiate”: conseguenze fiscali
In presenza di spese per consulenze decisamente eccessive quali sono le conseguenze fiscali ?. A proposito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 27199 del 4 dicembre 2013, ha stabilito che non è detraibile l’Iva se l’importo fatturato è troppo alto rispetto alla prestazione professionale.
Inoltre, l’Amministrazione finanziaria può ridurre induttivamente l’importo della consulenza e circoscrivere il beneficio. Insomma, una volta contestata l’antieconomicità dell’operazione è il contribuente a dover dimostrare che il lavoro richiesto merita un compenso così alto.
E’ stato, così, respinto il ricorso di una srl che aveva emesso una fattura di 125 mila euro per consulenza fiscale e, quindi, portando l’Iva in detrazione.
Il fisco ha ritenuto l’importo della prestazione eccessivo rispetto al volume d’affari dell’azienda.
La Suprema Corte ha ricordato che in tema di accertamento dell’Iva, il ricorso al metodo induttivo è consentito e ammissibile anche in presenza di contabilità formalmente regolare, quando tuttavia l’attendibilità della stessa risulti inficiata da presunzioni contrarie, anche semplici, purché gravi, precise e concordanti. In particolare, nel giudizio tributario, una volta contestata dall’Erario l’antieconomicità di una operazione posta in essere dal contribuente che sia imprenditore commerciale, diviene onere del contribuente stesso dimostrare la liceità fiscale della suddetta operazione, e il giudice tributario non può, al riguardo, limitarsi a constatare la regolarità della documentazione cartacea.
 
3) INPS: interruzione servizio PEC
L’INPS segnala a tutti i titolari e gestori di caselle PEC che per lo svolgimento di alcune attività di adeguamento dei propri sistemi, il gestore della Posta Elettronica Certificata al Cittadino CEC-PAC (Poste …

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