Diario quotidiano del 28 novembre 2013: Il termine per il pagamento degli acconti dovuti da tutti i contribuenti soggetti a IRES è prorogato al 10 dicembre 2013.

Pubblicato il 28 novembre 2013



Legge di stabilità 2014: novità dal maxiemendamento; e-commerce: l’artigiano non presenta la SCIA; uffici delle Entrate: accertato l’irregolare funzionamento del 25/11/2013; disposizioni antielusive e trasformazione societaria; CdM: la seconda rata Imu non si paga

 

 Indice:

 1) Legge di stabilità 2014: novità dal maxiemendamento

 2) E-commerce: l’artigiano non presenta la SCIA

 3) Uffici delle Entrate: accertato l’irregolare funzionamento del 25/11/2013

 4) Disposizioni antielusive e trasformazione societaria

 5) Pagamento contributi colf: ora possibile eseguirlo anche dal proprio smartphone

 6) Cdm: La seconda rata Imu non si paga

7) CdM: Il termine per il pagamento degli acconti dovuti da tutti i contribuenti soggetti a IRES è prorogato al 10 dicembre 2013.

 

1) Legge di stabilità 2014: novità dal maxiemendamento

Con 171 voti favorevoli, 135 contrari e nessun astenuto, il Senato ha accordato la fiducia al Governo, approvando il maxiemendamento interamente sostitutivo del disegno di legge di stabilità.

Tra le misure per lo sviluppo spicca la riduzione del cuneo fiscale sul lavoro, con misure che riguardano l’incremento della detrazione Irpef sui redditi da lavoro dipendente, gli sgravi contributivi per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, la riduzione dell’Irap sulla quota lavoro per i nuovi assunti a tempo indeterminato. Altri interventi riguardano la disciplina della deducibilità fiscale delle rettifiche sui crediti nel settore bancario e assicurativo, le agevolazioni per la capitalizzazione e il ricorso al capitale di rischio da parte delle imprese, la parziale deducibilità dell’Imu dalle imposte sui redditi delle imprese per gli immobili strumentali, la disciplina delle imposte sul patrimonio immobiliare, le detrazioni Irpef per le spese di ristrutturazione edilizia, la riqualificazione energetica e l’acquisto di mobili ed elettrodomestici.

Queste di seguito le novità dal maxiemendamento (approvato nella notte del 27/11/2013):

Introduzione IUC

Sul fronte della tassazione immobiliare la principale novità è relativa all’introduzione della IUC, la nuova imposta unica comunale. Quest’ultima racchiuderà i tributi dovuti per smaltimento lo smaltimento dei rifiuti e per i servizi indivisibili, per la cui quota saranno assoggettate a prelievo anche le abitazioni principali.

Infatti, la IUC si compone dell’imposta municipale propria (IMU), di natura patrimoniale dovuta dai possessori di immobili, escluse le abitazioni principali, e di una componente riferita ai servizi, articolata nel tributo per i servizi indivisibili (TASI), a carico sia del possessore che dell’utilizzatore dell’immobile, e nella tassa sui rifiuti (TARI), destinata a finanziare i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, a carico dell’utilizzatore.

La somma complessiva delle aliquote di TASI e IMU per ciascuna tipologia di immobili non potrà in ogni caso eccedere a regime l’aliquota massima consentita dalla legge statale per l’IMU al 31 dicembre 2013, fissata al 10,6 per mille. Per il 2014, l’aliquota massima non potrà eccedere il 2,5 per mille.

A differenza dell’IMU, la nuova IUC non prevede detrazioni specifiche fissate dalle legge statale, tuttavia i contribuenti potranno contare su maggiori detrazioni comunali, il cui fondo da 1 miliardo di euro messo a disposizione in un primo momento è stato aumentato di ulteriori 700 milioni. Di questi, 200 saranno destinati all’innalzamento al 30% della percentuale di deducibilità dell’IMU dovuta sugli immobili strumentali delle imprese.

Imprese, Imu deducibile al 30%

Il beneficio vale solo per il 2013 e non si estende all’Irap.

Sale al 30% la deducibilità da Ires e Irpef dell’Imu pagata dalle imprese sugli immobili strumentali. Ma solo per quest’anno. Mentre resta confermata l’indeducibilità dall’Irap.

Contributi Inps, aliquota bloccata

I professionisti senza cassa vincono la battaglia dell’aumento dei contributi Inps. Per l’anno 2014, infatti, l’aliquota resterà bloccata all’attuale misura del 27,72%, e non scatterà l’aumento programmato di un punto percentuale (28,72%). Ma la guerra degli aumenti ricomincerà dal 2015, peraltro con un incremento doppio (del 2%). Per i pensionati d'oro (pensioni oltre 91.340 euro), inoltre, tre anni di ticket per tre aliquote: 6, 12, e 18%. Dal 1° gennaio 2014, in base al maxiemendamento al ddl stabilità, non ci sarà per le partite Iva l’incremento di un punto percentuale previsto per gli iscritti alla gestione separata Inps.

Notai con conti bancari ad hoc

Conti bancari ad hoc per i notai. Devono essere depositate le somme relative al prezzo della vendita di immobili o aziende e anche agli onorari e tasse e sono impignorabili. Dai conti previsto una ricaduta positiva per le Pmi: gli interessi saranno utilizzati per alimentare il credito agevolato.

Leasing, durata fiscale ridotta a metà dell’ammortamento

Durata fiscale del leasing ridotto alla metà del periodo di ammortamento e a 12 anni per gli immobili. Sulle operazioni di locazione finanziaria si fa un passo indietro e si reintroducono norme di maggior favore per i contribuenti.

La durata fiscale del leasing. Le regole oggi in vigore prevedono che la deducibilità del costo di un leasing sia riconosciuta in un periodo pari ai due terzi della durata dell’ammortamento fiscale. Con riguardo ai leasing immobiliari tale periodo è nella maggior parte dei casi pari a 18 anni (almeno per i contribuenti per i quali il coefficiente di ammortamento dei cespiti immobiliari è pari al 3%). Inoltre dopo le ultime modifiche il periodo di deducibilità è slegato dalla durata civilistica del contratto. In precedenza la norma consentiva la deducibilità nei tempi sopra descritti solo nel caso in cui la durata contrattuale fosse di medesima durata.

Ipt sul riscatto del bene in leasing. Il secondo intervento proposto dalla legge di stabilità è quello della eliminazione dell’ipt nel caso di riscatto degli autoveicoli in leasing.

Nuova imposta di registro nel caso di subentro. Ma non ci sono solo notizie positive. Il terzo intervento è infatti di segno opposto. Oggi nel caso di subentro in un contratto di leasing immobiliare non è dovuta alcuna imposta di registro proporzionale. La legge di stabilità (presumibilmente con finalità antielusive ma anche per pareggiare la perdita di gettito derivante dalle prime due novità sopra commentate) introduce sempre dal 2014 la debenza dell'imposta di registro nella misura del 4% calcolata per la cessione del contratto nel caso di subentro in un leasing immobiliare. La base imponibile è fissata nel prezzo pattuito tra le parti per il subentro aumentato della quota capitale compresa nei canoni ancora da pagare oltre al prezzo di riscatto.

Cuneo fiscale. Leggero ampliamento della no tax area

Il cuneo fiscale premia gli stipendi più bassi, attraverso la rimodulazione delle fasce reddituali di detrazione. Per i lavoratori dipendenti, ma anche per gli assimilati (co.co.co., soci di cooperative, borse di studio, sacerdoti ecc.) lo sgravio Irpef teorico massimo sarà pari a 1.880 euro e non più a 1.840: ciò significa, di fatto, un leggero ampliamento della no tax area dagli attuali 8.000 a 8.174 euro annui. Ma è nella fascia reddituale immediatamente successiva che arrivano le novità principali: oggi ai lavoratori con reddito complessivo compreso tra 8 mila e 15 mila euro spettano 1.338 euro fissi più una quota di detrazione variabile che diminuisce all'aumentare dell'imponibile. In futuro la “base2 verrà dimezzata (669 euro), ma la quota accessoria sarà più favorevole.

Inoltre, viene riconosciuto un bonus aggiuntivo di detrazione Irpef nella fascia tra 23-28 mila euro, la cui misura varia in ragione del reddito complessivo dichiarato (10 euro se il reddito è compreso tra 23 mila e 24 mila euro, 20 euro tra 24 mila e 25 mila euro, 30 euro tra 25 mila e 26 mila euro, 40 euro tra 26 mila e 27.700 euro e 25 euro tra i 27.700 e i 28 mila euro).

Rottamazione cartelle

Colpo di spugna sugli interessi sulle somme iscritti a ruolo: entro il 30 giugno 2014, i debitori potranno aderire all'estinzione agevolata delle pendenze, che prevede il pagamento integrale delle somme dovute, compreso l’aggio spettante all’agente della riscossione, ma senza gli interessi. L’abbuono degli interessi riguarda i crediti erariali e degli enti locali iscritti nei ruoli affidati ai concessionari fino al 31 ottobre 2013.

La sanatoria, non riguardando i tributi e le sanzioni, risulterà tanto più vantaggiosa quanto più oneroso è l’importo degli interessi maturati. Le disposizioni agevolative riguardano, precisamente, i carichi inclusi in ruoli emessi da uffici statali, agenzie fiscali, regioni, province e comuni, affidati agli agenti della riscossione fino al 31 ottobre 2013. Relativamente a questi ruoli, i debitori potranno estinguere il debito senza il pagamento di interessi, mentre occorrerà pagare integralmente la somma pari all’intero importo originariamente iscritto a ruolo, oppure la residua somma ancora dovuta, nonché le somme spettanti all’agente della riscossione a titolo di remunerazione del servizio di riscossione ai sensi dell’art. 17 del dlgs n. 112/99.

Ad assumere l’iniziativa saranno gli agenti della riscossione, che entro il 30 maggio 2014 informeranno, mediante posta ordinaria, i debitori della possibilità di sottoscrivere, entro il 30 giugno 2014, un atto con il quale dichiarano di avvalersi della facoltà di definizione agevolata. Contestualmente, i debitori dovranno versare almeno il 50% delle somme dovute (tributi, sanzioni e aggio). La differenza dovrà essere corrisposta entro il 16 settembre 2014.

Con decreto del ministero dell’economia e delle finanze sarà approvato il modello del predetto atto di adesione e saranno stabilite le modalità di versamento delle somme pagate dai debitori, di riversamento in tesoreria da parte degli agenti della riscossione, di rendicontazione delle somme riscosse e di invio dei relativi flussi informativi.

Rivalutazione per le quote e i terreni

Torna la rivalutazione di quote e terreni detenuti da persone fisiche. Il maxiemendamento alla Legge di stabilità 2014 riapre infatti i termini per rideterminare il valore di acquisto dei terreni edificabili delle partecipazioni non negoziate nei mercati regolamentati possedute alla data del 1° gennaio 2014. La norma, introdotta con la Legge n. 448/2001 e più volte riproposta, consente di aumentare il costo fiscalmente riconosciuto dei beni (detenuti al di fuori del regime di impresa), a fronte del pagamento di un'imposta sostitutiva. Così facendo si riduce quindi l’eventuale plusvalenza in caso di cessione. Cambiano le date, ma non le regole già in vigore per le ultime “stagioni” di rivalutazione. I contribuenti che intendano avvalersi di questa opportunità dovranno versare l'imposta (4% per i terreni, 4% o 2% per le partecipazioni a seconda che queste siano qualificate o meno) sul valore dei beni risultante da un’apposita perizia giurata. Il termine ultimo per la perizia e per il pagamento del tributo (o della prima rata, in caso di ripartizione in tre annualità) è fissato al 30 giugno 2014.

Bollo dossier titoli e Ivafe

Confermato l'incremento al 2 per mille della “minipatrimoniale” sui risparmi a partire dal prossimo 1° gennaio. Nel 2014, infatti, il bollo proporzionale dello 0,15% previsto dal governo Monti salirà allo 0,2%. Anche per gli asset detenuti all'estero, che scontano l’Ivafe. Saranno colpiti tutti gli investimenti finanziari custoditi in dossier titoli (azioni, obbligazioni, titoli di stato, fondi ecc.), ma anche i conti deposito e le polizze assicurative. Confermata la misura minima dell’onere fiscale, pari a 34,2 euro su base annua: di fatto, quindi, per i piccoli portafogli fino a 17.100 euro il bollo peserà più del 2 per mille.

Mediazione tributaria

Il reclamo-mediazione fa ricalcolare anche i contributi. In caso di accordo tra contribuente e amministrazione finanziaria sugli accertamenti fino a 20 mila euro, la base imponibile riconosciuta dalle parti in chiave fiscale servirà anche per quantificare i contributi previdenziali e assistenziali (sui quali, peraltro, non saranno dovuti sanzioni e interessi). L’articolo 17-bis del dlgs n. 546/1992 viene modificato anche con riguardo ai termini per la riscossione degli importi dovuti.

Altresì, la presentazione del reclamo diventa condizione di procedibilità del ricorso e non più di inammissibilità dell’impugnazione.

Quindi, una volta rilevata dal giudice, verrà rinviata la trattazione, per consentire di svolgere la mediazione.

Garante del contribuente

Il garante monocratico resta in carica, ma con stipendio dimezzato. Le funzioni dei 21 garanti regionali non passeranno più, quindi, ai presidenti di Ctr. Il maxiemendamento stabilisce però che il compenso non potrà superare il 50% di quello spettante attualmente.

La riduzione degli emolumenti sarà ufficializzata con decreto Mef entro il 1° marzo 2014.

Niente spesometro per i produttori agricoli sotto i 7 mila euro di volume d'affari. Ciò a seguito del maxiemendamento del governo al ddl stabilità 2014.

Stante l’esonero della maggior parte degli adempimenti, riferibili in particolare alla disciplina Iva, la novità è importante giacché questi produttori avrebbero avuto problemi nella predisposizione delle comunicazioni indicate, in assenza dell’obbligo di registrazione dei documenti.

Società agricole

A seguito dell’abrogazione dell’opzione (comma 1093, art. 1, legge 296/2006) per la tassazione fondiaria delle società commerciali (srl, cooperative, società in nome collettivo e in accomandita semplice) a cura del comma 513, art. 1, legge 228/2012 (legge di stabilità 2013), il maxiemendamento prevede la determinazione degli acconti, per i due periodi d'imposta successivi a quello in corso al 31/12/2014 (per i solari 2015 e 2016), tenendo conto della novità introdotta ovvero considerando la perdita degli effetti dell’opzione esercitata a suo tempo. Tale diversa determinazione degli acconti deve essere eseguita anche per le società di trasformazione, di cui al successivo comma 1094 (art. 1, legge 296/2006), che fino al 31/12/2014 determinano il proprio reddito utilizzando un coefficiente di redditività pari al 25%.

 

2) E-commerce: l’artigiano non presenta la SCIA

Dietro interpello posto da un’impresa, il MISE ha fornito chiarimenti in merito alla possibilità di intraprendere un’attività di vendita dei propri prodotti attraverso il commercio elettronico.

In particolare, ha precisato che per lo svolgimento di un’attività di vendita dei propri prodotti nella rete Internet, mediante sito web:

- Non è necessaria la presentazione della Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA), qualora si tratti di un’impresa artigiana (art. 4, comma 2, lett. f), D.Lgs. n. 114/1998);

- al contrario, è richiesta la presentazione della SCIA, se si tratta di un’azienda agricola regolarmente iscritta al Registro Imprese (art. 4, comma 4-bis, D.L. n. 228/2001).

(Ministero dello Sviluppo Economico, risoluzione n. 183332 del 11 novembre 2013)

 

3) Uffici delle Entrate: accertato l’irregolare funzionamento del 25/11/2013

L’Agenzia delle entrate ha accertato l’irregolare funzionamento dell’attività dei propri Uffici e dei collegamenti telematici e telefonici nella giornata del 25 novembre 2013.

Le operazioni di ripristino dei sistemi da parte del partner tecnologico Sogei, funzionali al regolare svolgimento delle attività, si sono concluse alle ore 19 dello stesso giorno.

Con il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia del 26 novembre 2013 si attesta che, a causa dei conseguenti malfunzionamenti tecnici dei sistemi informatici delle Entrate, il 25 novembre 2013 non è stato possibile erogare i servizi ai cittadini e consentire loro di rispettare gli adempimenti in scadenza.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 167 del 26 novembre 2013)

 

4) Disposizioni antielusive e trasformazione societaria

In caso di elusione, per la società che si è trasformata, i ripensamenti non sono ammessi. La nuova forma giuridica (da società di capitali in società semplice), ai fini fiscali, fa perdere il requisito necessario per accedere ai regimi del consolidato e dell’Iva di gruppo.

Lo ha precisato l’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 84/E del 27 novembre 2013.

Dunque, una trasformazione da Srl a società semplice, se considerata elusiva dal Fisco, comporta un “ritorno al passato” solo ed esclusivamente riguardo alla determinazione delle imposte dovute e alla tenuta dei libri e delle scritture contabili previsti dall’art. 14 del Dpr 600/1973 per le società di capitali, ma resta valida sul piano civilistico.

In sostanza, l’applicazione dell’art. 37-bis del Dpr 600/1973, che sancisce l’inopponibilità all’Amministrazione finanziaria di quei comportamenti (atti, fatti e negozi) assunti solo allo scopo di ottenere indebiti vantaggi fiscali, ha come conseguenza il disconoscimento degli stessi vantaggi, la richiesta della maggiore imposta dovuta e l’adozione, per il caso specifico, delle regole contenute nella norma elusa.

Questo, però, non cambia ciò che è effettivamente avvenuto sul piano civilistico, cioè se una società a responsabilità limitata si è trasformata in società semplice, tale rimane, non soltanto nella forma, ma anche nella sostanza. Pertanto, sul fronte civilistico continuerà a essere una società semplice e, così, non potrà optare per il consolidato fiscale nazionale né aderire alla procedura di liquidazione dell’Iva di gruppo, regimi entrambi preclusi alle società semplici.

In particolare, a seguito di una istanza di interpello, l’istante ha prospettato dettagliatamente due possibili comportamenti da mettere in atto per i prossimi periodi d’imposta, considerato che l’operazione straordinaria effettuata nel 2002 non è “piaciuta” al Fisco e ha generato un avviso di accertamento per l’anno 2007, con successiva adesione.

Adesso, la società starebbe valutando l’ipotesi di ritornare sui suoi passi (riacquisire cioè lo status di Srl) ma, nello stesso tempo, chiede se può effettuare scelte tipiche da società di capitali (adesione al consolidato nazionale e alla liquidazione dell'Iva di gruppo) pur rimanendo società semplice. Il tutto motivato dal fatto che, in seguito all’accertamento, ai fini fiscali deve comunque comportarsi come una società a responsabilità limitata, pagando le imposte e tenendo la contabilità come tale, e utilizzando la modulistica delle società di capitali (Unico Sc).

Quello che intende fare la contribuente, però, non è attuabile perché non possono coesistere due diverse soggettività, una fiscale l’altra civilistica. Ora, la contribuente è soggettivamente una società semplice.

Questa la via da seguire nell’eventuale ipotesi del passaggio da società semplice in società di capitali: L’eventuale trasformazione da società semplice in società a responsabilità limitata dovrà avvenire in neutralità fiscale, senza generare plusvalenze o minusvalenze fiscalmente rilevanti, e non comporterà due periodi di imposta distinti nello stesso esercizio. Il valore fiscale dei beni deve essere ridotto degli ammortamenti riconosciuti in deduzione dal reddito imponibile accertato.

Per quanto riguarda le imposte indirette, l’operazione di trasformazione sarà fuori campo Iva per carenza del requisito soggettivo dell'imposta e, quindi, sconterà l’imposta di registro (168 euro).

 

5) Pagamento contributi colf: ora possibile eseguirlo anche dal proprio smartphone

L’INPS rende noto che con l’ultimo aggiornamento della PDA Application “Inps Servizi Mobile”, scaricabile dal 27 novembre 2013 dagli store per apple e android, è stato rilasciato il nuovo servizio per il pagamento dei contributi dei lavoratori domestici tramite smartphone, senza limitazione di orario.

I contributi si possono pagare con le carte di credito VISA, poiché il nuovo servizio incluso nella PDA application Inps Servizi Mobile si collega al POS virtuale di Intesa SanPaolo, come già avviene per i servizi disponibili nel Potale dei pagamenti del sito www. Inps.it.

Dopo avere selezionato il servizio “Pagamento Lavoratori domestici” dal menu dell’app Servizi Mobile, si accede al nuovo servizio inserendo il proprio codice fiscale e il proprio codice PIN. Si visualizza dapprima la schermata con le Avvertenze sul servizio, corredata da due pulsanti: il primo per conoscere il costo operazione, che è pari all’1,275% dell’importo da pagare, il secondo per procedere al pagamento. Effettuata nella schermata successiva la scelta tra rapporti di lavoro domestico Attivi o Cessati, nell’ipotesi di selezionare Attivi, si aprirà la schermata con i dati di tutti i rapporti di lavoro in essere. Selezionando il rapporto di lavoro per il quale si intende pagare i contributi, vengono visualizzati i dati del lavoratore e il menu per scegliere il trimestre di riferimento dell’anno, con il dettaglio delle settimane di lavoro e l’importo della quota associativa da sommare, se si è iscritti ad Associazioni datoriali come, ad esempio, Ebilcoba.

A questo punto, utilizzando il pulsante “Paga” si può effettuare il pagamento visualizzando prima la schermata con il riepilogo dei dati e poi quella con l’esito dell’operazione.Il servizio sarà presto accessibile anche dal Menu Servizi del sito Mobile m.inps.it.

(INPS, nota del 27 novembre 2013)

 

6) Cdm: La seconda rata Imu non si paga

Il Consiglio dei ministri, ieri (27/11/2013), ha approvato il decreto che cancella la seconda rata dell’Imu sulla prima casa.

L’esecutivo ha approvato con un unico atto la cancellazione della seconda rata dell’Imu.

“Il governo ha mantenuto l’impegno che aveva assunto di abolire il pagamento della seconda rata dell’Imu e ha contemporaneamente modificato lo statuto della Banca d'Italia con la rivalutazione delle quote secondo il documento dell’istituto reso pubblico qualche giorno fa”. Lo ha detto in conferenza stampa il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni al termine del Cdm.

L’importo della rata dell’Imu abolita è di 2,150 miliardi, compresi gli immobili strumentali agricoli e viene coperta essenzialmente con interventi sul sistema bancario, spiega Saccomanni, con una quota di un terzo con anticipi sull’imposizione del risparmio amministrato e 2 terzi con aumenti di anticipi su Ires e Irap a fronte di un aumento delle aliquote che graverà solo per un anno sulle banche.

7) CdM - COMUNICATO STAMPA - PROROGA ACCONTI: Il termine per il pagamento degli acconti dovuti da tutti i contribuenti soggetti a IRES è prorogato al 10 dicembre 2013. Questo comunicato stampa differisce con quanto affermato nella conferenza stampa di ieri sera, nella quale la proroga sembra estesa anche ai soggetti irpef.  D'altronde, manca ancora la norma ufficiale nella quale potrebbe esserci - si dice - un aumento degli acconti per i soggetti Ires dal 101% al 102,50% che giustificherebbe lo slittamento limitato asi soggetti ires.

 

Vincenzo D’Andò