Diario quotidiano del 18 novembre 2013: elaborazione dati da iscrivere tra i commercianti; riforma della Cassa di previdenza dei Ragionieri

Pubblicato il 18 novembre 2013



al via la riforma della Cassa di previdenza dei Ragionieri; tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro anche per l’impresa familiare di fatto; assistenza del Fisco alla prova dei cittadini; INPS per l’attività di elaborazione dati; INAIL: tasso di rateazione e dilazione; salvaguardati: presentazione istanze; statistiche per età degli iscritti all’Albo dei Commercialisti; Cassazione: valide le dichiarazioni di terzi nell’accertamento fiscale; rapporto delle entrate tributarie e contributive del periodo gennaio-settembre 2013 e Report delle entrate tributarie internazionali; Dogane: importazione di strumenti musicali; estensione del diritto al congedo; statistiche sui redditi: precisazione del Dipartimento Finanze

 

 

Indice:

1) Al via la riforma della Cassa di previdenza dei Ragionieri

2) Tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro anche per l’impresa familiare di fatto

3) Assistenza del Fisco alla prova dei cittadini: l’Agenzia misura la soddisfazione degli utenti di Call Center e Civis

4) INPS per l’attività di elaborazione dati

5) INAIL: tasso di rateazione e dilazione

6) Salvaguardati: presentazione istanze

7) Statistiche per età degli iscritti all’Albo dei Commercialisti

8) Cassazione: valide le dichiarazioni di terzi nell’accertamento fiscale

9) Rapporto delle entrate tributarie e contributive del periodo gennaio-settembre 2013 e Report delle entrate tributarie internazionali

10) Dogane: semplificata l’importazione di strumenti musicali

11) Estensione del diritto al congedo

12) Statistiche sui redditi: precisazione del Dipartimento Finanze

 

 

1) Al via la riforma della Cassa di previdenza dei Ragionieri

Lo scorso 14 novembre i Ministeri vigilanti (Economia e Lavoro) hanno approvato la riforma della Cassa di previdenza dei Ragionieri che prevede il progressivo aumento dell’età pensionabile, fino a 68 anni, e del contributo minimo soggettivo, che arriverà al 15% nel 2018.

Questi i punti essenziali della riforma:

Aumento dell’età pensionabile, introduzione della pensione di vecchiaia anticipata e aumento del contributo soggettivo minimo. L’età pensionabile passa a 68 anni con 40 anni di contributi per gli iscritti nati a partire dal 1° gennaio del 1963, mentre per i nati anteriormente a quella data si prevede un sistema di aumento progressivo (per chi è nato nel 1960, ad esempio, basteranno 38 anni di contributi).

Viene eliminata la pensione di anzianità, sostituita con la pensione di vecchiaia anticipata, a cui si potrà accedere a 63 anni con almeno 20 di contributi. Con questa opzione, però, l’intera pensione verrà calcolata in regime contributivo, compresi gli anni in cui si versava in regime retributivo.

Quanto al contributo minimo soggettivo, quest’ultimo passerà già a partire dal 2013 (quindi, con conguaglio per l’anno in corso) dall’8 al 10% e aumenterà di un punto percentuale l’anno fino al 2018. Fra cinque anni, dunque, il contributo minimo sarà del 15%, mentre quello massimo arriverà al 25%.

 

 

2) Tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro anche per l’impresa familiare di fatto

Tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro salvaguardata anche per l’impresa familiare di fatto. Il familiare che presta la sua attività di lavoro in modo continuativo nella famiglia o nell’impresa familiare ha diritto oltre che al mantenimento, agli utili e all’avviamento, anche alle regolari misure di tutela e prevenzione a favore dei lavoratori anche se il suo rapporto non scaturisce da uno specifico atto notarile.

Lo ha precisato il Ministero del Lavoro a seguito dell’interpello n. 9 del 2013 posto dalla Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa al ministero del lavoro e delle politiche sociali ai sensi dell'art. 12 del D.Lgs. 81/2008.

 

 

3) Assistenza del Fisco alla prova dei cittadini: l’Agenzia misura la soddisfazione degli utenti di Call Center e Civis

Il Fisco misura la qualità dei servizi con un’indagine che testa la soddisfazione degli utenti sull’assistenza telefonica, tramite Call Center, e su quella telematica con il canale Civis. Obiettivo: rilevare la customer satisfaction per valutare il livello di efficacia ed efficienza di questi servizi, in un’ottica di costante miglioramento delle performance a favore dei contribuenti.

Tempi e modi della “prova Customer”

Le rilevazioni della soddisfazione dell’utenza partiranno domani e si concluderanno nel mese di dicembre. La partecipazione alle indagini è facoltativa. La raccolta e l’elaborazione delle valutazioni espresse avverrà in piena garanzia dell’anonimato, nel rispetto della normativa in materia di riservatezza e protezione dei dati personali. I risultati dell’indagine saranno pubblicati sul sito Internet istituzionale.

Per Civis la soddisfazione degli utenti passa dal web

Per il canale telematico Civis - utilizzato dagli utenti abilitati ai servizi telematici Fisconline ed Entratel - si tratta della prima indagine dalla sua attivazione. In particolare, l’Agenzia rileverà la soddisfazione dei cittadini sul servizio di assistenza legato alle comunicazioni di irregolarità e alle cartelle di pagamento emesse a seguito del controllo automatizzato delle dichiarazioni fiscali. Un campione di utenti riceverà una email con tutte le informazioni di carattere generale sull’indagine e il link che permette di accedere al questionario web.

Intervista telefonica per valutare la qualità del Call Center

L’indagine sul canale telefonico 848.800.444 avverrà intervistando un campione di utenti tra coloro che hanno contattato il numero verde dell’Agenzia per chiedere assistenza fiscale. Due-tre giorni dopo la telefonata al Call Center, il contribuente che ha espresso il proprio consenso sarà contattato da una società terza per una breve intervista telefonica con alcune semplici domande sul servizio ricevuto.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 162 14 novembre 2013)

 

 

4) INPS per l’attività di elaborazione dati

L’INPS, con il messaggio n. 18413 del 13 novembre 2013, è intervenuto in merito all’obbligo di iscrizione alla gestione commercianti per gli esercenti attività di elaborazione dati a seguito della riclassificazione dei codici ATECO 2007 (nuovo gruppo 63.1).

L’Istituto chiarisce che il nuovo gruppo comprende sia attività di elaborazione meccanica dei dati sia attività di consulenza e prestazione di servizi connessi; pertanto si rende necessaria la puntuale verifica della concreta attività svolta. In particolare devono essere considerate ricomprese nel settore terziario tutte le attività con codice 63.11.20, 63.11.30, 63.12.00.

 

 

5) INAIL: tasso di rateazione e dilazione

L’INAIL, con la circolare n. 54 del 13 novembre 2013, preso atto della decisione della Banca Centrale Europea di diminuire il tasso ufficiale di riferimento dallo 0,50% allo 0,25%, ha comunicato che, a decorrere dal 13 novembre 2013:

- Il tasso di interesse dovuto per rateazioni e dilazioni di pagamento per premi e accessori è fissato al 6,25%;

- il tasso d’interesse dovuto per le operazioni di calcolo delle sanzioni civili è stabilito nel 5,75%.

Chiarimenti sul DURC

Altresì, l’INAIL, con la circolare n. 53 del 11 novembre 2013, interviene nuovamente in merito al rilascio del Documento unico di regolarità contributiva.

In particolare, l’Istituto fornisce chiarimenti in relazione alla regolarità contributiva anche in presenza di una certificazione che attesti la sussistenza e l’importo di crediti certi, liquidi ed esigibili vantati nei confronti delle pubbliche amministrazioni di importo almeno pari agli oneri contributivi accertati e non ancora versati da parte di un medesimo soggetto.

 

 

6) Salvaguardati: presentazione istanze

Con la pubblicazione della circolare n. 44 del 12/11/2013 il Ministero del Lavoro fornisce (nel paragrafo I) le indicazioni per la presentazione delle istanze da parte dei 9.000 lavoratori da salvaguardare indicati agli articoli 11 e 11-bis del D.L. 102/2013, e cioè:

- n. 6.500 lavoratori il cui rapporto di lavoro si sia risolto, in ragione della risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro medesimo, che abbiano conseguito dopo la cessazione, la quale comunque non può essere anteriore al 1° gennaio 2009 e successiva al 31 dicembre 2011, un reddito lordo complessivo non superiore a 7500 euro e in possesso dei requisiti anagrafici e contributivi che avrebbero comportato la decorrenza del trattamento pensionistico entro il trentaseiesimo mese successivo alla data di entrata in vigore del decreto legge citato;

- n. 2.500 lavoratori che, nel corso dell'anno 2011, risultano a essere in congedo ai sensi dell'articolo 42, comma 5, del testo unico di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, e successive modificazioni, o aver fruito di permessi ai sensi dell'articolo 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, e successive modificazioni, il quale perfezionino i requisiti anagrafici e contributivi utili a comportare la decorrenza del trattamento pensionistico, secondo la disciplina vigente alla data di entrata in vigore del presente decreto, entro il trentaseiesimo mese successivo alla data di entrata in vigore del medesimo decreto.

Questi lavoratori dovranno presentare l’istanza di salvaguardia alle competenti Direzioni territoriali del Lavoro entro il 26 febbraio 2014.

Nel paragrafo II della circolare si impartiscono invece istruzioni alle Commissioni per la trasmissione all’INPS delle istanze della prima procedura di salvaguardia di cui al D.l. 1 giugno 2012 e alla circ. 19/2012 del 31 luglio 2012, dai lavoratori dipendenti delle Regioni o degli enti locali, risultanti beneficiari dell’istituto dell’esonero in virtù di leggi regionali e in precedenza oggetto di decisioni di non accoglimento, in quanto, in base all’art. 2 commi 5-bis e 5-ter del D.L. n. 101/2013, è stata superata la posizione ministeriale in merito all’accessibilità alla salvaguardia da parte dei lavoratori dipendenti non statali esonerati in virtù di leggi regionali e da parte di coloro nei cui confronti l’istituto dell’esonero si considera comunque in corso qualora il provvedimento di concessione sia stato emanato a seguito di domande presentate prima del 4 dicembre 2011.

Oltre alle indicazioni di cui sopra, le Commissioni (paragrafi II e III) dovranno esaminare le istanze presentate per la prima volta da queste categorie di lavoratori in occasione della c.d. “prima salvaguardia”, nel paragrafo II viene fissato al 27 febbraio 2014 il nuovo termine entro il quale i lavoratori interessati dai commi 5 –bis e 5 – ter potranno presentare per la prima volta istanza di salvaguardia alle competenti Direzioni territoriali del Lavoro.

La circolare traccia infine le fasi e le modalità operative per l’intero procedimento amministrativo di presentazione e l’esame delle istanze e riportando in allegato la modulistica da utilizzare.

(INPS, nota del 15 novembre 2013)

 

 

7) Statistiche per età degli iscritti all’Albo dei Commercialisti

Il documento dell’Istituto di Ricerca dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili (IRDCEC) n. 23 del 15 novembre 2013 presenta le elaborazioni statistiche sull’Albo dei Dottori commer­cialisti e degli Esperti contabili condotte dall’Istituto di Ricerca, con dati aggiornati al 30 giugno 2013.

I dati esposti nel documento rappresentano un aggiornamento e un appro­fondimento di quelli riportati nel Rapporto statistico annuale (“Rapporto 2013 sull’Albo dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili” presentato a giugno 2013) e nei report provenienti dalla Rilevazione Statistica degli Ordini Territoriali (RSO relativa al I Trimestre 2013, diffusa a ottobre 2013).

In particolare, il documento presenta le statistiche per età degli iscritti all’Albo, esposte per classi e per età puntuale, elaborate tenendo conto della specifica relativa al titolo professionale dell’iscritto.

Il documento, inoltre, presenta i dati relativi ai neoiscritti nel triennio 2010-2012 tenendo conto, accanto ai Dottori commercialisti e ai Ragionieri, anche degli Esperti contabili.

I dati, in questo caso, sono elaborati fino al livello di dettaglio relativo al singolo Ordine territoriale.

Infine, nel rappresentare la situazione al 30 giugno 2013 degli iscritti con le stesse specifiche di cui sopra, il documento presenta i dettagli fino al livello del singolo Ordine territoriale.

L’età puntuale in assoluto più rappresentata è quella di 46 anni (44 anni per i Dottori, 48 anni per i Ragionieri).

Il documento citato è disponibile sul sito www.irdcec.it.

 

 

8) Cassazione: valide le dichiarazioni di terzi nell’accertamento fiscale

Sono valide le dichiarazioni di terzi nell’accertamento fiscale. Non si tratta di testimonianze per le quali vale il divieto in materia tributaria ma di persone sentite dalla Gdf le cui dichiarazioni assumono il valore di veri e propri elementi indiziari (Corte di Cassazione, ordinanza n. 25576 del 14 novembre 2013).

Accertamento induttivo legittimo

E’ legittimo il ricorso da parte dell’Ufficio all’accertamento induttivo attraverso la media aritmetica in presenza di una contabilità parallela per la quale il contribuente non abbia fornito giustificazioni adeguate (Corte di Cassazione, ordinanza n. 25554 del 14 novembre 2013).

Spese di lavoro prestato dall’amministratore di Srl

Ex legge è indeducibile dall’imponibile il compenso per il lavoro prestato e l’opera svolta dall’amministratore unico di società di capitali. Nella precedente normativa, infatti, risultavano deducibili esclusivamente le spese per prestazioni di lavoro dipendente (Corte di Cassazione, ordinanza n. 25572 del 14 novembre 2013).

Bancarotta

Nella bancarotta fraudolenta l’amministratore di fatto deve essere individuato nel soggetto che non solo abbia una veste formale ma che in concreto abbia funzioni gerarchiche e direttive nell’organizzazione, produzione e commercializzazione dei beni e servizi facenti capo alla società (Corte di Cassazione, ordinanza n. 45671 del 14 novembre 2013).

Contenzioso

La mancata assistenza legale del contribuente per liti il cui valore superi il vecchio importo di cinque milioni di lire rappresenta un vizio che doveva essere eccepito nella fase di merito e pertanto la lite va rinviata in primo grado proprio per sanare tale lacuna.

(Corte di Cassazione, ordinanza n. 25564 del 14 novembre 2013)

Processo tributario

Il giudice tributario non può recepire acriticamente i contenuti di una sentenza penale tributaria definitiva e inserirli nella propria decisione, ma deve valutare se gli elementi richiamati hanno un’effettiva attinenza al caso concreto (Corte di Cassazione, ordinanza n. 25569 del 14 novembre 2013).

Iva

In tema di Iva il rimborso spetta anche senza la presentazione del modello VR (Corte di Cassazione, ordinanza n. 25568 del 14 novembre 2013).

 

 

9) Rapporto delle entrate tributarie e contributive del periodo gennaio-settembre 2013 e Report delle entrate tributarie internazionali

È disponibile sui siti www.finanze.gov.it e www.rgs.mef.gov.it il rapporto sull’andamento delle entrate tributarie e contributive del periodo gennaio-settembre 2013.

Le entrate tributarie e contributive nei primi nove mesi del 2013 sono complessivamente in linea con quelle registrate nell’analogo periodo dell’anno precedente, con una lieve flessione dello 0,1%.

Le entrate tributarie risultano sostanzialmente invariate rispetto allo stesso periodo del 2012 (-72 milioni).

Questo dato integra quello anticipato con la nota tecnica del 5 novembre relativo alle sole entrate tributarie erariali (-0,3%); il rapporto, infatti, oltre alle entrate tributarie del bilancio dello Stato, prende in considerazione anche i principali tributi degli enti territoriali e le poste correttive.

Le entrate contributive evidenziano, in termini di cassa, una lieve flessione dello 0,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, nel corso del quale era stato registrato dall’INPS un incasso straordinario per il recupero di crediti già cartolarizzati.

Ai fini di un confronto omogeneo, al netto di questo incasso i contributi risultano in aumento dello 0,2%, con un’inversione di tendenza rispetto ai risultati dei mesi precedenti.

Il rapporto è stato redatto congiuntamente dal Dipartimento delle Finanze e dal Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato ai sensi dell’art. 14, comma 5, della legge di contabilità e finanza pubblica (L. 31 dicembre 2009, n.196).
Sul sito del Dipartimento Finanze è altresì disponibile il Report delle entrate tributarie internazionali che fornisce una analisi dell’andamento tendenziale del gettito tributario del periodo gennaio-settembre 2013 per i principali Paesi europei, sulla base delle informazioni diffuse con i “Bollettini mensili” di Francia, Germania, Irlanda, Portogallo, Regno Unito e Spagna.

(Ministero dell’Economia e delle Finanze, comunicato stampa n. 218 del 15 novembre 2013)

 

 

10) Dogane: semplificata l’importazione di strumenti musicali

Semplificazioni per l’importazione di strumenti musicali. Equivalenza tra lo zucchero greggio di canna e la barbabietola da zucchero per ottenere zucchero bianco.

Sono questi dei punti chiariti dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli con la circolare n. 19/D del 15 novembre 2013 incentrata su Regolamento (UE) n. 1063/2013 e Regolamento (UE) n. 1076/2013 della Commissione recanti alcune modifiche al Regolamento (CEE) n. 2454/93.

Perfezionamento attivo

Il Regolamento (UE) n.1063/2013 ha modificato il punto 3 dell’allegato 74 del Reg. to CEE 2454/93 riguardante l’utilizzo della compensazione per equivalenza nel settore dello zucchero. In particolare tale norma prevede la possibilità di applicare il sistema della compensazione per equivalenza tra lo zucchero greggio di canna e lo zucchero greggio di barbabietola purché si ottenga zucchero bianco.

Ammissione temporanea

La modifica prevista dal Regolamento (UE) n.1076/2013 si è resa necessaria a seguito di alcuni episodi verificatisi recentemente presso alcune dogane aeroportuali dell’Unione a viaggiatori (musicisti) che portavano a seguito strumenti musicali portatili per svolgere spettacoli, concerti all’interno dell’Unione.

Al fine di evitare difficoltà in futuro per l’importazione di tale tipo di merce il Comitato Codice Doganale sez. procedure speciali ha deciso di modificare l’art. 569 del Reg.to CEE 2454/93 per introdurre delle semplificazioni per gli strumenti musicali che vengono importati dai viaggiatori allo scopo di essere utilizzati come materiale professionale. In particolare non sarà necessario dichiarare esplicitamente tali merci al regime di ammissione temporanea, ma potranno essere dichiarate con altro atto, secondo le modalità previste dall’art.233 del Reg.to CEE 2454/93.

Con il regolamento sopra indicato è stato modificato anche l’art. 232 parag. 1) del Reg.to CEE 2454/93 al fine di introdurre la fattispecie prevista dal comma 1 bis dell’art.569 sopra citato fra le ipotesi in cui il vincolo al regime di ammissione temporanea e la riesportazione di tali merci possa essere effettuata con altro atto.

Inoltre, al fine di evitare problemi analoghi a quelli sopra rappresentati per fattispecie simili, è stata inserita l’ipotesi degli strumenti musicali portatili utilizzati per scopi professionali nei casi previsti dall’art.230 del Reg.to CEE 2454/93 in cui è applicabile l’importazione in franchigia e nei casi previsti dall’art.231 del Reg.to CEE 2454/93 relativo all’esportazione di merce in caso di traffico turistico, frontaliero e di importanza economica trascurabile. Anche con le procedure sopra citate gli strumenti musicali portatili potranno essere dichiarati con altro atto.

 

 

11) Estensione del diritto al congedo

Estensione del diritto al congedo (art. 42, comma 5, DLgs n. 151/2001) a parente o affine entro il terzo grado convivente con la persona in situazione di disabilità grave. L’INPS, con la circolare n. 159 del 15 novembre 2013, chiarisce la materia alla luce della sentenza della Corte costituzionale n. 203 del 3 luglio 2013.

La Corte costituzionale con la sentenza n. 203 del 3 luglio 2013 ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 42, comma 5, del D.Lgs. n. 151 del 26 marzo 2001 (Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità) nella parte in cui, in assenza di altri soggetti idonei a prendersi cura della persona disabile in situazione di gravità, non include nel novero dei soggetti legittimati a fruire del congedo straordinario il parente o l’affine entro il terzo grado convivente della persona in situazione di disabilità grave, in violazione degli artt. 2,3,4,29,32,35 e 118, 4° comma, della Costituzione.

Con le pronunce additive contenute nelle precedenti sentenze n. 233 dell’8 giugno 2005, n. 158 del 18 aprile 2007 e n. 19 del 26 gennaio 2009, la Corte aveva già progressivamente esteso il novero dei soggetti legittimati a fruire del congedo straordinario di cui al citato art. 42, comma 5, del d.lgs. 26 marzo 2001, n. 151, sottolineando che la ratio del beneficio in esame consiste essenzialmente nel favorire l’assistenza del disabile grave in ambito familiare e

nell’assicurargli continuità nelle cure.

Il rispetto dei predetti principi costituzionalmente espressi ed una prospettiva di sussidiarietà hanno indotto la Consulta a valorizzare la famiglia anche come strumento di attuazione di interessi generali, quali il benessere della persona e l’assistenza sociale in un’ottica di solidarietà interpersonale.

La Corte costituzionale afferma, nella pronuncia in argomento, che il testo attualmente in vigore dell’art. 42 sopracitato, come modificato dal decreto legislativo n. 119 del 18 luglio 2011 ha, da un lato, ampliato la platea dei soggetti a cui è riconosciuto il diritto alla fruizione del beneficio, e, dall’altro, ha individuato, tra i soggetti medesimi, un rigido ordine gerarchico.

Alla luce dell’evoluzione legislativa sopra esposta ed in linea con l’orientamento

giurisprudenziale già consolidato, la Corte ha individuato nella limitazione della sfera soggettiva attualmente vigente un fattore di pregiudizio dell’assistenza del disabile grave nei casi in cui i soggetti legittimati dalla norma a prestare assistenza si trovino impossibilitati a svolgere tale funzione.

La Consulta ha considerato, inoltre, che il legislatore ha già riconosciuto il ruolo dei parenti e degli affini entro il terzo grado nell’assistenza ai disabili in condizione di gravità, attribuendo loro il diritto ai tre giorni mensili di permessi retribuiti ai sensi dell’art. 33, comma 3, della legge n. 104 del 5 febbraio 1992 nell’ipotesi di mancanza, decesso o patologie invalidanti degli altri soggetti.

La Corte, quindi, evidenzia che tale discrasia normativa costituisce ulteriore argomento a sostegno della dichiarazione di illegittimità costituzionale dell’art. 42, comma 5, del citato D.Lgs. 26 marzo 2001, n. 151 nella parte in cui non include nel novero dei soggetti legittimati a fruire del congedo ivi previsto, e alle condizioni ivi stabilite, il parente o l’affine entro il terzo grado convivente, in caso di mancanza, decesso o in presenza di patologie invalidanti degli altri soggetti idonei a prendersi cura della persona in situazione di disabilità grave.

Modulistica

La presentazione delle domande di congedo straordinario deve essere effettuata esclusivamente in modalità telematica, attraverso uno dei seguenti tre canali:

- WEB - servizi telematici accessibili direttamente dal cittadino tramite PIN attraverso il portale dell’Istituto - servizio di “Invio OnLine di Domande di Prestazioni a Sostegno del Reddito”;

- Patronati– attraverso i servizi telematici offerti dagli stessi;

- Contact Center Multicanale – attraverso il numero verde 803164.

 

 

12) Statistiche sui redditi: precisazione del Dipartimento Finanze

Precisazione sull’analisi diffusa il 14 novembre 2013 dal Dipartimento Finanze sui redditi: “imprenditori” e “datori di lavoro” categorie distinte.

In merito agli articoli pubblicati il 15 novembre 2013 su alcuni organi d’informazione, relativi ai dati delle dichiarazioni dei redditi classificati per reddito prevalente, diffusi il 14 novembre 2013 sul sito del Dipartimento delle Finanze, il MEF ritiene opportuno aggiungere alcune precisazioni a proposito del confronto evidenziato tra i redditi dichiarati dai lavoratori dipendenti e quelli degli imprenditori. La definizione di “imprenditori” quale sinonimo di “datori di lavoro” ha infatti portato a confondere l’analisi dei dati. La quota maggiore degli imprenditori presa in esame non ha personale alle proprie dipendenze, quindi non è un “datore di lavoro”.

A tal proposito, a pag. 63 dell’analisi dei dati Irpef, pubblicata come di consueto a corredo delle tabelle statistiche, viene infatti presentata la disamina dei soggetti con reddito da “lavoro dipendente prevalente” che, integrata con le informazioni del proprio sostituto d’imposta (estratte dal modello 770), consente un corretto confronto tra redditi medi di dipendenti ed i datori di lavoro.
I lavoratori dipendenti che hanno come datore di lavoro una persona fisica (dichiaranti lavoro autonomo, d’impresa o allevamento) sono pari al 9,6% del totale e dichiarano un reddito medio da lavoro dipendente di 10.647 euro, mentre i corrispondenti datori di lavoro persone fisiche (circa 575.000 soggetti) dichiarano un reddito medio da attività economica pari a 33.653 euro, ossia circa il triplo.

I dipendenti che sono invece impiegati presso società o enti (90,4 % del totale) dichiarano un reddito medio da lavoro dipendente pari a 21.674 euro contro un reddito medio del sostituto d’imposta pari a circa 132.000 euro.

(Ministero dell’Economia e delle Finanze, comunicato stampa n. 219 del 15 novembre 2013)

 

Vincenzo D’Andò