Diario fiscale del 15 novembre 2013: tutte le novità per i pagamenti con F24

Pubblicato il 15 novembre 2013



aggio della riscossione e Tarsu con F24; fisco: meno tutele per i contribuenti; oltre 96mila cittadini riceveranno rimborsi Irpef a dicembre; INPS: rinnovata l’area dei Lavoratori Migranti; DTL possono negare, motivando, l’accesso alle dichiarazioni dei lavoratori rese in sede di visita ispettiva; associazioni sportive con esercizio non coincidente con l’anno solare: come e quando ricalcolare l’acconto Ires/Irap dovuto; pubblicata per la prima volta un’analisi statistica delle dichiarazioni dei redditi presentate nel 2012 per “Contribuente tipo”

 

 

Indice:

1) Aggio della riscossione e Tarsu con Modello F24

2) Fisco: meno tutele per i contribuenti

3) Oltre 96mila cittadini riceveranno rimborsi Irpef a dicembre

4) INPS: rinnovata l’area dei Lavoratori Migranti

5) DTL possono negare, motivando, l’accesso alle dichiarazioni del lavoratori rese in sede di visita ispettiva

6) Associazioni sportive con esercizio non coincidente con l’anno solare: come e quando ricalcolare l’acconto Ires/Irap dovuto

7) Pubblicata per la prima volta un’analisi statistica delle dichiarazioni dei redditi presentate nel 2012 per “Contribuente tipo”

 

 

1) Aggio della riscossione e Tarsu con Modello F24

Nel corso di un question time del 13 novembre 2013 il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha precisato che l’aggio della riscossione, ossia il corrispettivo che Equitalia e gli altri agenti della riscossione incassano per la loro attività svolta, resta fermo all’8%.

Ciò poiché i conti di Equitalia non permettono ulteriori riduzioni, oltre a quella già effettuata a partire dal 1° gennaio di quest’anno che ha visto passare l’aggio della riscossione dal 9% all’8%. Non è, quindi, possibile attuare quanto previsto dalla Legge n. 135/2012 che ne prevedeva l’opportunità di abbattimento fino a 4 punti percentuali.

Tarsu e maggiorazione Tares con Modello F24

Con altro question time lo stesso Ministero dell’Economia e delle Finanze ha chiarito che la tassa sui rifiuti, c.d. “TARSU”, e la maggiorazione “TARES” potranno essere versate tramite Modello F24. La soluzione è adottabile anche dai Comuni che non sono convenzionati.

Si ricorda che i codici tributo per la “TARES” sono stati istituiti con le risoluzioni dell’Agenzia delle Entrate nn. 37 e 42 del 2013.

 

2) Fisco: meno tutele per i contribuenti

Secondo la Corte di Cassazione (sentenza n. 25515 del 13 novembre 2013) l’Agenzia delle entrate può erogare le sanzioni fiscali anche prima dello scadere dei 60 giorni di termine dalla consegna del verbale di ispezione al contribuente.

Inoltre, l’atto impositivo è valido anche quando sono state violate le garanzie previste dallo Statuto del contribuente per la procedura di accertamento se l’accesso della polizia tributaria è avvenuto presso terzi.

Dunque punto a favore dell’Amministrazione finanziaria. Per la Corte Suprema il mancato rispetto del termine dilatorio non rende illegittimi gli avvisi di accertamento, stante l’inoperatività della tutela apprestata dallo Statuto ai casi in cui non vi è stato un PVC nei confronti di un contribuente, ma l’ufficio si è avvalso di verifiche compiute nei confronti di terzi.

Anche un lieve ritardo della dichiarazione Iva fa perdere il diritto della detrazione

Secondo quando stabilito dalla Corte di Cassazione, con la sentenza n. 25477 del 13 novembre 2013, la presentazione della dichiarazione Iva anche con un solo giorno di ritardo fa perdere il diritto alla detrazione. Ciò anche se tali detrazioni siano state computate per mesi di competenza.

Inoltre, l’omessa presentazione nei termini della dichiarazione Iva legittima l’accertamento con metodo induttivo da parte del fisco.


3) Oltre 96mila cittadini riceveranno rimborsi Irpef a dicembre

In arrivo 75 milioni di euro di rimborsi Irpef per chi ha perso il lavoro. Sono oltre 96mila i cittadini che riceveranno le somme a dicembre.

75 milioni di euro di rimborsi fiscali sotto l’albero di Natale per gli oltre 96mila contribuenti che, non avendo più un datore di lavoro e vantando un credito fiscale, hanno usufruito dell’opportunità offerta dal Decreto del Fare (art. 51-bis del Dl n. 69/2013) di presentare il modello 730 Situazioni particolari (Sp), lo scorso settembre.

Tempi e modalità

A partire dal 15 dicembre i contribuenti che hanno comunicato il proprio codice Iban riceveranno i rimborsi direttamente sul proprio conto corrente. Per tutti gli altri contribuenti, a partire dal 21 dicembre, saranno, invece, disponibili presso gli uffici postali i rimborsi in contanti.

Novità per il nuovo anno

A partire dal 2014 i contribuenti che non hanno più un posto di lavoro potranno presentare la dichiarazione 730 non soltanto nel caso di somme a credito, ma anche nel caso di importi a debito.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 161 del 14 novembre 2013)

 

4) INPS: rinnovata l’area dei Lavoratori Migranti

L’Area dedicata ai Lavoratori Migranti, accessibile dalla home page del sito Internet dell’INPS, è stata riorganizzata e semplificata per facilitare l’utente nella navigazione e nel reperimento delle numerose informazioni in essa contenute.
La sezione è stata revisionata ed aggiornata con la finalità di fornire sia ai cittadini che agli operatori del settore una completa e costante informazione in materia di sicurezza sociale ed in particolare su:

- disposizioni normative nazionali, estere ed internazionali;

- titoli di soggiorno e procedure di assunzione per i lavoratori immigrati;

- prestazioni pensionistiche e a sostegno del reddito in regime internazionale;

distacchi;

- assistenza sanitaria;

- convenzioni contro la doppia imposizione fiscale;

- servizio di pagamento pensioni all’estero e REDEST.

Tale prodotto web rappresenta un unicum nel panorama dei siti istituzionali della Pubblica Amministrazione italiana.

(INPS, nota del 14 novembre 2013)

 

5) DTL possono negare, motivando, l’accesso alle dichiarazioni del lavoratori rese in sede di visita ispettiva

Ministero recepisce orientamento del Consiglio di Stato.

Secondo il Ministero del Lavoro, intervenuto sul tema con la circolare n. 43 dell’8 novembre 2013, gli ispettori devono negare al datore di lavoro ed ai suoi eventuali obbligati in solido, il diritto di accesso alle dichiarazioni rilasciate dai lavoratori in sede di ispezione.

Dopo una serie di orientamenti contrastanti e oscillanti nel tempo, è sopraggiunta la pronuncia del Consiglio di Stato di luglio n. 4035/13 con cui, pur entro certi limiti e previa valutazione caso per caso, si riafferma la legittimità per gli ispettori delle DTL di sottrarre all'accesso le dichiarazioni rese durante l'accesso ispettivo.

Accesso atti ispettivi concesso per un pieno diritto di difesa

Il TAR Emilia Romagna - Bologna nel 2010 decise su causa pilota promossa dal Consiglio provinciale di Bologna. La sentenza del Tar Emilia Romagna Bologna n. 8124 del 16 dicembre 2010 confermava il pieno diritto della parte di conoscere, come peraltro avviene in campo penale, tutti gli elementi alla base del procedimento sanzionatorio che viene comminato, consentendo anche al datore di lavoro di porre in essere il pieno diritto di difesa garantito dall’art. 24 della Costituzione.

(Consiglio Nazionale dei Consulenti del lavoro, nota del 14 novembre 2013)

 

 

6) Associazioni sportive con esercizio non coincidente con l’anno solare: come e quando ricalcolare l’acconto Ires/Irap dovuto

Sulla misura dell’acconto IRES ed IRAP per il 2013 (nonché sulle particolarità del caso) è intervenuta la circolare n. 25 del 14 novembre 2013 dell’Ufficio Studi Tributari della Federazione Italiana Giuoco Calcio (F.I.G.C.).

Preliminarmente viene rammentato che il 2 dicembre 2013 (il 30 novembre cade di sabato) scade il termine per il versamento del 2° acconto delle imposte IRES ed IRAP per il 2013 determinato sulla base del bilancio chiuso al 31 dicembre 2012.

Il comma 20 del D.L. n. 76 del 28 giugno 2013, convertito nella legge n. 99 del 9 agosto 2013, ha stabilito che la misura dell’acconto dell’imposta sul reddito delle società (IRES ed IRAP) per il periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2013, è aumentata dal 100% al 101%.

Il secondo periodo dello stesso comma 20 prevede che “la disposizione produce effetti esclusivamente sulla seconda o unica rata di acconto, effettuando il versamento in misura corrispondente alla differenza fra l’acconto complessivamente dovuto e l’importo dell’eventuale prima rata di acconto”.

Pertanto, i soggetti che hanno effettuato il versamento della prima rata di acconto IRES ed IRAP, calcolata nella misura del 40% del 100% delle imposte dovute sul bilancio chiuso al 31 dicembre 2012, dovranno procedere al ricalcolo dell’acconto complessivo, nella misura del 101% delle imposte dovute per il 2012 e versare la differenza tra l’importo ricalcolato al 101% e l’importo versato in sede di 1° acconto.

A tale riguardo, la circolare della F.I.G.C. ricorda che nella determinazione dell’imposta gravante sul reddito dell’esercizio precedente, sulla quale ricalcolare l’acconto, occorre tenere conto della minore deducibilità dei costi delle auto aziendali in vigore dal 2013.

Anche per i soggetti con esercizio non coincidente con l’anno solare – come numerose società ed associazioni sportive che chiudono il bilancio al 30 giugno – l’acconto dovuto per l’esercizio 2013/2014 (in corso al 31 dicembre 2013) ammonta complessivamente al 101% dell’imposta dovuta per l’esercizio 2012/2013.

Tuttavia, a parere dell’Ufficio Studi tributari, la prima rata di acconto, da versare entro il giorno 16 del sesto mese successivo alla chiusura del bilancio e, quindi, nel caso di specie, entro il prossimo 16 dicembre, andrà versata calcolando il 40% del 100%, e non del 101%, dell’imposta dovuta per l’esercizio 2012/2013.

Ciò poiché il predetto secondo periodo del comma 20 citato dispone testualmente che la disposizione produce effetti esclusivamente sulla seconda o unica rata di acconto.

Pertanto, in assenza di interpretazioni difformi, la circolare della F.I.G.C. sostiene che l’aumento dell’acconto al 101% anche per i soggetti con periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare, possa effettuarsi in sede di seconda rata (da versare entro l’undicesimo mese dalla chiusura dell’esercizio e, nel caso di specie entro il 31 maggio 2014), in misura corrispondente alla differenza tra l’acconto complessivamente dovuto (101%) e l’importo della prima rata di acconto.

Tutto quanto sopra, tenendo, però, in considerazione la possibilità di ridurre l’acconto in previsione di una eventuale minore imposta dovuta per l’esercizio in corso rispetto a quella dovuta per l’esercizio precedente.


7) Pubblicata per la prima volta un’analisi statistica delle dichiarazioni dei redditi presentate nel 2012 per “Contribuente tipo”

MEF, nuove statistiche sulle dichiarazioni Irpef 2012 analisi dei contribuenti in base al reddito prevalente.

È disponibile sul sito del Dipartimento delle Finanze un nuovo esame statistico delle dichiarazioni dei redditi presentate nel 2012 (anno d’imposta 2011); l’analisi viene effettuata per la prima volta sulla base del reddito prevalente dei contribuenti.

L’elaborazione focalizza l’attenzione sul tipo di reddito prevalentemente posseduto dalle persone fisiche (41,3 milioni di contribuenti). Come è noto, l’Irpef viene infatti applicata alla somma di tutti i redditi imponibili posseduti e questo tipo di analisi consente di avere una visione di sintesi della platea dei contribuenti, attribuendo ogni contribuente ad una sola categoria per poi analizzare nel dettaglio la categoria stessa. Il reddito prevalente è quello di ammontare più elevato risultante dal confronto dei valori assoluti dei redditi soggetti a tassazione ordinaria Irpef o a tassazione sostitutiva in regime di cedolare secca (prevista per gli immobili locati).

Composizione percentuale dei contribuenti in base al reddito prevalente

L’analisi dei redditi dichiarati dai contribuenti mostra che circa l’83% dei soggetti detiene prevalentemente reddito da lavoro dipendente o pensione. In particolare il 49% dei contribuenti (20,1 milioni) è un lavoratore dipendente ed il 34% (14 milioni), ossia più di un contribuente su tre, ottiene il suo reddito prevalente da pensione. Solo il 5% (2,1 milioni) dei contribuenti dichiara in prevalenza un reddito derivante dall’esercizio di attività d’impresa o di lavoro autonomo abituale. Non trascurabile è la percentuale di coloro che dichiarano prevalentemente reddito da fabbricati (5%, pari a oltre 2 milioni) e reddito da partecipazione (più del 3%, pari a 1,4 milioni), in quest’ultimo caso si tratta prevalentemente di soci di società di persone.

Inoltre, confrontando redditi posseduti e prevalenti, si evince che, nell’ambito del reddito da lavoro dipendente e da pensione la percentuale di soggetti che possiede tali redditi come prevalenti supera il 90%. La percentuale scende all’89% e 83% se si considerano i redditi d’impresa e di lavoro autonomo abituale. All’estremo opposto è il caso dei possessori di redditi da fabbricati, in cui la percentuale di prevalenza è solo del 10%.

Imprenditori

I soggetti con reddito d’impresa prevalente sono circa 1,5 milioni (89% di coloro che dichiarano reddito d’impresa), per un valore medio di 20.469 euro; un terzo detiene solo reddito di specie mentre la percentuale di soggetti che detiene anche redditi da lavoro dipendente è del 3,7%.

Le imprese familiari sono circa 175.000 e sono localizzate prevalentemente in Lombardia e Veneto.

I contribuenti che dichiarano un reddito complessivo maggiore di 100.000 euro (oltre 25.000 imprenditori) operano prevalentemente nelle attività “farmaceutiche” (14,9%) e di ‘promozione finanziaria’ (9,1%).

Lavoratori autonomi

I soggetti con reddito da lavoro autonomo prevalente sono circa 570.000 (83% di coloro che dichiarano tale reddito). Il 19% di essi detiene solo reddito di specie e rilevante è la percentuale di coloro che detengono oltre al reddito da lavoro autonomo quello da lavoro dipendente (10%).

Se si considerano i lavoratori autonomi con reddito complessivo maggiore di 100.000 euro (circa 77.000 soggetti) emerge che la metà opera in tre attività economiche: studi medici, poliambulatori e studi legali.

(Ministero dell’Economia e delle Finanze, comunicato stampa n. 215 del 14 novembre 2013)

 

Vincenzo D’Andò