Diario quotidiano del 8 novembre 2013: spesometro rinviato al 31/1/2014 – E’ pronto il decreto che consente la rateizzazione dei debiti fiscali

Pubblicato il 8 novembre 2013



pronto il decreto che consente la rateizzazione dei debiti fiscali; accordi simulati: niente abuso; bonus assunzioni e diritto di precedenza; comunicazione polivalente (spesometro): aggiornato il software di compilazione; IVA: Assonime sul modello di comunicazione polivalente (spesometro); welfare: gli ultimi interpelli in materia di salute e sicurezza del lavoro; assistenza reciproca per le richieste di notifica degli altri Stati membri europei; rinuncia al trattamento di fine mandato: aspetti fiscali

 SPESOMETRO: SCADENZA RINVIATA AL 31 GENNAIO 2014, vedi comunicato stampa sul sito dell'Agenzia delle Entrate

 

 

 

 

 

Indice:

1) Pronto il decreto che consente la rateizzazione dei debiti fiscali

2) Accordi simulati: niente abuso

3) Bonus assunzioni e diritto di precedenza

4) Comunicazione polivalente (spesometro): aggiornato il software di compilazione

5) IVA: Assonime sul modello di comunicazione polivalente (spesometro)

6) Welfare: gli ultimi interpelli in materia di salute e sicurezza del lavoro

7) Assistenza reciproca per le richieste di notifica degli altri Stati membri concernenti i tributi rientranti nelle competenze del Dipartimento delle finanze

8) Rinuncia al trattamento di fine mandato: aspetti fiscali

 

 

1) Pronto il decreto che consente la rateizzazione dei debiti fiscali

Il Ministro dell’Economia e delle Finanze ha firmato il decreto che consente la rateizzazione dei debiti fiscali fino a 120 rate. Il testo ora attende solo la pubblicazione in G.U..

Le ultime modifiche arrivate non sono di poco conto. Per ottenere la rateizzazione di 10 anni la condizione di solvibilità viene assorbita nel rapporto tra rata e reddito mensile del nucleo familiare, se si tratta di persona fisica, e nel rapporto tra rata e valore della produzione, se ad essere debitrice è un’impresa.

La rateazione straordinaria fino a 120 rate può essere concessa se l’importo del debito spalmato sul massimo numero di 72 rate che possono essere accordate con il piano ordinario non risulta più finanziariamente sopportabile dal debitore e per questo diventa necessario aumentare il numero delle rate per rendere solvibile il debitore.

Per le persone fisiche e le ditte individuali con regimi semplificati la condizione di impossibilità a saldare il debito ricorre se l’ammontare della rata è superiore al 20% del reddito mensile del nucleo familiare.

Per tutti gli altri soggetti l’ammontare della rata non deve superare il 10% del valore del volume d’affari.

 

2) Accordi simulati: niente abuso

L’Amministrazione finanziaria non può contestare l’elusione fiscale sulla sola base del fatto che il contratto è simulato. Deve infatti provare che l’unico scopo è l’indebito risparmio di imposta in assenza di qualunque vantaggio economico per l’impresa dall’operazione commerciale.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 24914 del 6 novembre 2013, che ha, così, respinto il ricorso dell’Agenzia delle entrate.

La sezione tributaria della Suprema Corte ha dato torto al fisco che aveva recuperato a tassazione delle imposte, contestando a una cooperativa la simulazione di un contratto di soccida.

Secondo i giudici supremi l’obiezione delle Entrate è insufficiente a far valere l’elusione fiscale.

Iva: benefici fiscali ampi

Altra decisione della Suprema Corte è quella riguardante i benefici fiscali. Difatti, la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 24920 del 6 novembre 2013, ha stabilito che l’Iva fatturata può essere detratta anche se la compravendita non è andata a buon fine. Infatti, per negare il beneficio l’Amministrazione finanziaria è tenuta a provare la natura elusiva o fraudolenta dell'’operazione commerciale.

I giudici di legittimità hanno accolto il ricorso di una società che aveva chiesto il rimborso dell’Iva fatturata su una compravendita di beni ammortizzabili.

L’Ufficio aveva negato il beneficio perché il contratto non era andato a buon fine. La Cassazione ha evidenziato, invece, che la mera regolarità formali dei documenti contabili non basta a fondare il diritto alla detrazione o al rimborso dell’imposta fatturata.


3) Bonus assunzioni e diritto di precedenza

La Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro, con la circolare n. 15 del 6 novembre 2013 ha analizzato il diritto di precedenza che investe le aziende che vogliono usufruire del bonus assunzioni.

In particolare si fa riferimento all'art. 5 del D.Lgs. n.368/2001 che regola il diritto di precedenza dei lavoratori assunti con contratto a tempo determinato. Nella circolare vengono illustrate le condizioni per godere dell'incentivo e le modalità di esercizio del diritto.

 

4) Comunicazione polivalente (spesometro): aggiornato il software di compilazione

L’Agenzia delle entrate ha reso disponibile la versione 1.0.2 del 06 novembre 2013 del software “Modello di Comunicazione Polivalente” che è un prodotto che permette agli utenti la compilazione delle comunicazioni Polivalenti (ovvero lo spesometro).

La stessa  Agenzia ha, inoltre, aggiornato il software di controllo versione 1.0.3. del 6 novembre 2013.

Aggiornamenti

Nella versione 1.0.2 del software sono state apportate le seguenti modifiche e integrazioni:

- Corretta anomalia sulla stampa dei moduli;

- ridotta la gravità dell’errore sul controllo del valore dell’imposta.

 

5) IVA: Assonime sul modello di comunicazione polivalente (spesometro)

La circolare di Assonime n. 35 del 06 novembre 2013 illustra le modalità di compilazione del “modello polivalente” del 10 ottobre 2013, disciplinate dal provvedimento del 2 agosto 2013, n. 94908 del Direttore dell’Agenzia delle Entrate.

Il modello consente di segnalare all’Agenzia delle entrate i dati relativi a diverse tipologie di comunicazione: La comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini IVA (c.d. “spesometro”), la comunicazione delle operazioni in contanti legate al turismo, la comunicazione degli acquisti di beni da operatori della Repubblica di San Marino, la comunicazione delle operazioni intercorse con operatori residenti o domiciliati in Paesi a fiscalità privilegiata, la comunicazione dei dati da parte dagli operatori commerciali che svolgono attività di leasing finanziario e operativo, di locazione e/o di noleggio di autovetture, caravan, altri veicoli, unità da diporto e aeromobili.

Per maggiore chiarezza espositiva, nella circolare sono prese in considerazione le modalità di compilazione del modello con riferimento, separatamente, ad ognuna di tali comunicazioni.

Comunicazione delle operazioni Iva

Dal 1° gennaio 2012 per le operazioni per le quali sussiste l’obbligo di emissione della fattura occorre comunicare all’Agenzia delle entrate, per ciascun cliente e fornitore, tutte le operazioni (attive e passive) effettuate, indipendentemente dall’importo.

Le operazioni per le quali non è obbligatorio emettere fattura vanno comunicate solo se di importo non inferiore a 3.600 euro (compreso Iva).

Chi deve fare la comunicazione

Devono trasmettere la comunicazione i soggetti che effettuano operazioni rilevanti ai fini dell’Iva.

Sono esclusi:

- i soggetti che si avvalgono del regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità

- solo per gli anni 2012 e 2013, lo Stato, le regioni, le province, i comuni e gli altri organismi di diritto pubblico (in relazione alle operazioni effettuate e ricevute nell’ambito delle attività istituzionali, diverse da quelle che costituiscono esercizio d’impresa).

Sono escluse dall’obbligo di comunicazione le operazioni già monitorate dall’Amministrazione finanziaria.

In particolare, non vanno comunicate:

- le importazioni;

- le esportazioni (art. 8, comma 1, lettere a e b del Dpr 633/72);

- le operazioni intracomunitarie (per le quali è già previsto l’invio dei modelli Intra);

- le operazioni per le quali vi è già un obbligo di comunicazione all’Anagrafe tributaria;

- le operazioni di importo pari o superiore a 3.600 euro, effettuate nei confronti di contribuenti non soggetti passivi ai fini dell’Iva, non documentate da fattura, il cui pagamento è avvenuto mediante carte di credito, di debito o prepagate.

Quando e come trasmettere i dati

Le comunicazioni relative al 2012 devono essere inviate:

- entro il 12 novembre 2013, dai soggetti che effettuano la liquidazione mensile dell’Iva;

- entro il 21 novembre 2013, dagli altri contribuenti.

Le comunicazioni relative al 2013 e quelle per gli anni successivi devono essere trasmesse:

- entro il 10 aprile dell’anno successivo a quello cui si riferiscono le operazioni, dai soggetti che effettuano la liquidazione mensile dell’Iva

- entro il 20 aprile dell’anno successivo a quello cui si riferiscono le operazioni, dagli altri contribuenti.

 

6) Welfare: gli ultimi interpelli in materia di salute e sicurezza del lavoro

Il Ministero del Lavoro ha pubblicato i seguenti interpelli in materia di salute e sicurezza del lavoro:

- n. 15/13 - Applicazione Legge n. 3/2003 alle sigarette elettroniche;

- n. 14/13 - Limiti di utilizzo delle procedure standardizzate;

- n. 13/13 - Lavoro a domicilio;

- n. 12/13 - Obbligatorietà del DVR, sicurezza pareti vetrate e spogliatoi ed armadi per il vestiario per le strutture penitenziarie;

- n. 11/13 - Accordo Stato-Regioni del 21/12/2011;

- n. 10/13 - Formazione addetti emergenza;

- n. 09/13 - Imprese familiari;

- n. 08/13 - Art. 41, comma 2, visita medica preventiva.

 

7) Assistenza reciproca per le richieste di notifica degli altri Stati membri concernenti i tributi rientranti nelle competenze del Dipartimento delle finanze

Al via l’assistenza reciproca tra Stati membri per le notifiche di atti tributari.

Qualora una tax authority comunitaria sia impossibilitata a recapitare l’accertamento al debitore residente all’estero, o laddove ciò si rivelasse troppo complicato, potrà chiedere aiuto ai “colleghi” di oltreconfine.

Per l’Italia l’attività di notifica sarà svolta da Equitalia, dietro la regia del Dipartimento delle finanze. La Direzione relazioni internazionali del Df fungerà infatti da ufficio di collegamento con le autorità estere, gestendo le richieste di assistenza in entrata e in uscita. Le regole procedurali per l’affidamento dei compiti all’agente della riscossione sono state stabilite con Decreto Mef del 28 ottobre 2013, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 260 del 6 novembre 2013.

Il quadro normativo in materia di assistenza reciproca in materia di recupero dei crediti risultanti da dazi e tributi è recato dal D.lgs. n. 149/2012, che ha attuato la direttiva 2010/24/Ue.

Il Df sarà collegato alle omologhe autorità estere tramite la rete telematica comune “Ccn”. Tutto viaggerà via posta elettronica certificata. Sarà proprio attraverso la Pec che le Finanze trasmetteranno all’ufficio competente di Equitalia la richiesta formulata dall’estero, il documento oggetto di notifica e gli altri elementi utili ai fini dell’individuazione del contribuente.

Le richieste dovranno essere effettuate attraverso il modulo standard approvato dal Regolamento di esecuzione n. 1189/2011.

Per le notifiche di Equitalia sarà utilizzato il modello in lingua italiana, ferma restando la possibilità per il destinatario di chiedere la notifica in un’altra delle lingue ufficiali utilizzate nell’Ue entro i successivi sette giorni.

L’agente della riscossione dovrà rendicontare periodicamente e inviare via Pec al Dipartimento il riepilogo dell’attività in corso.

Entro il 31 gennaio di ogni anno, poi, il Df accrediterà sul conto bancario della società del gruppo Equitalia il compenso di 12,81 euro per ciascuna notifica effettuata. Per quanto riguarda le richieste di notifica rivolte agli altri stati membri, sarà sempre il Df a fungere da tramite. Comuni, province e regioni dovranno però rivolgersi alla Direzione legislazione tributaria e federalismo fiscale.


8) Rinuncia al trattamento di fine mandato: aspetti fiscali

Secondo quanto riportato su fiscoggi.it (notiziario telematico dell’Agenzia delle entrate) del 7 novembre 2013, la rinuncia al trattamento di fine mandato (da parte di un amministratore di società di capitali), esigibile al termine dell’incarico dell’amministratore, comporta dal punto di vista fiscale le seguenti conseguenze:

Per la società non si determina alcuna sopravvenienza attiva, ciò poiché la rinuncia dell’amministratore-socio rappresenta l’espressione di una volontà di patrimonializzare la società stessa.

Per conseguenza, la rinuncia del credito dovrà essere iscritta direttamente in una riserva di patrimonio netto quale conferimento da parte del socio.

In capo all’amministratore, invece, la rinuncia determina una presunzione di incasso giuridico del credito (circolare 73/1994 risposta 3.20), secondo la quale “la rinuncia ai crediti correlati a redditi che vanno acquisiti per cassa (come i compensi agli amministratori) presuppone l’avvenuto incasso giuridico del credito e quindi l’obbligo di sopportare a tassazione il loro ammontare, anche con applicazione della ritenuta fiscale” (risoluzione 152/2002).

Al trattamento di fine mandato va obbligatoriamente applicato, dall’1 gennaio 2011, il regime di tassazione ordinario.

Le somme pagate dalle aziende agli amministratori a fine rapporto concorrono pertanto alla determinazione del reddito complessivo, tassato secondo gli scaglioni Irpef (art. 24, comma 31, della Legge 214/2011).


Vincenzo D’Andò