Decreto IMU-2

di Marco Castellani

Pubblicato il 22 novembre 2013

IMU; abolizione della prima rata IMU; agevolazioni IMU; IMU e abitazioni concesse ai figli; retroattività delle domande di riconoscimento del reguisito di ruralità; ristoro IMU e Fondo di solidarietà 2013; cedolare secca; TARES: criteri, adempimenti ed agevolazioni; Tarsu, TIA 1 TIA 2; adempimenti degli enti locali: bilancio di previsione 2013; efficacia delle delibere IMU 2013; relazione di inizio mandato; sperimentazione: proroga; agevolazioni per gli enti in sperimentazione e cancellazione per il 2014 del meccanismo di virtuosità; approvazione del rendiconto; bilancio consolidato; pagamento dei debiti delle PA

Si illustrano le principali novità per gli enti locali contenute nel Decreto-Legge 31 agosto 2013 n. 102, convertito, con modificazioni, dalla Legge 28 ottobre 2013 n. 124, recante “Disposizioni urgenti in materia di IMU, di altra fiscalita' immobiliare, di sostegno alle politiche abitative e di finanza locale, nonche' di cassa integrazione guadagni e di trattamenti pensionistici” (cosiddetto Decreto Imu-2 o Decreto Imu-CIG)

 

IMU

Gli articoli 1, 2 e 2-bis del testo definitivo della Legge di conversione del Decreto contengono norme fiscali che regolano la debenza e il calcolo dell’imposta municipale propria (IMU), la cui prima rata era già stata oggetto di sospensione per alcune tipologie di immobili da precedenti interventi legislativi (D.L. n. 35/2013, convertito dalla Legge n. 64/2013, D.L. n. 54/2013 convertito dalla Legge n. 85/2013

 

Abolizione della prima rata IMU

L’articolo 1 cancella per l’anno 2013 la prima rata dell’Imu per quegli immobili il cui pagamento della prima rata è stato sospeso dal citato D.L. n. 54/2013, ovvero:

  1. abitazione principale e relative pertinenze, esclusi i fabbricati classificati nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9;

  2. unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa, adibite ad abitazione principale e relative pertinenze dei soci assegnatari, nonché alloggi regolarmente assegnati dagli Istituti autonomi per le case popolari (IACP) o dagli enti di edilizia residenziale pubblica, comunque denominati, aventi le stesse finalità degli IACP, istituiti in attuazione dell'art. 93 del Dpr. N. 616/1977;

  3. terreni agricoli e fabbricati rurali di cui all'articolo 13, commi 4, 5 e 8, del Dl n. 201/2011

Si ricorda che gli immobili oggetto di sospensione ex D.L. n. 54/2013, includono anche i fabbricati assimilati dal Comune all’abitazione principale, ai sensi dell’articolo 13, comma, 10 del D.L. n. 201/2011, ovvero i fabbricati degli anziani ricoverati nelle case di riposo ed i residenti all’estero. Anche per tali fabbricati opera l’abolizione della prima rata Imu.

Come sottolineato dall’IFEL nella nota di lettura del provvedimento e dal Ministero dell’Economia e delle Finanze nella circolare n. 2/DF del 23 maggio 2013, l’abolizione della prima rata opera non solo per i fabbricati assimilati nel 2012 ma anche per quelli già assimilati nel 2013 o per quelli che saranno assimilati entro il prossimo 30 novembre, ovvero entro la data prevista per l’approvazione del bilancio di previsione. Il Ministero evidenzia potenziali problemi di copertura del mancato gettito nelle finanze dei singoli enti, derivanti dal fatto che il contributo a ristoro delle finanze comunali per il mancato gettito dell’Imu attualmente garantito, è calcolato in base alle riscossioni registrate per l’anno 2012.

 

Agevolazioni Imu

L’articolo 2 abolisce l’imponibilità dei fabbricati costruiti e destinati dall'impresa costruttrice alla vendita (cosiddetti “fabbricati-merce”) a decorrere dalla seconda rata 2013 dell’IMU, confermando tale esenzione obbligatoria anche a regime. Come sostenuto da ANCI Emilia-Romagna nella nota di lettura al Decreto, la norma trova applicazione per le sole imprese costruttrici, lasciando soggette alla tassazione ordinaria dell’IMU gli immobili appartenenti alle imprese immobiliari che gestiscono o compravendono tali immobili.

Il comma 2, lettera b) dell’articolo 2 modifica il riferimento al comma 10, sesto periodo dell’articolo 13 del D.L. n. 201/2011 (Decreto Salva-Italia) in base al quale si chiarisce che agli alloggi regolarmente assegnati dagli Istituti autonomi per le case popolari (IACP) o dagli enti di edilizia residenziale pubblica, comunque denominati, aventi le stesse finalità degli IACP, va applicata ai fini IMU la detrazione prevista per l’abitazione principale.

Il comma 3 esclude dal pagamento dell’IMU a decorrere dall’anno 2014 anche gli immobili destinati allo svolgimento di attività di “ricerca scientifica”.

I commi 4 e 5 ampliano la platea degli immobili assimilati ai fini IMU alle abitazioni principali.

Il comma 4 modifica la disciplina dell’IMU delle abitazioni di cooperative edilizie a proprietà indivisa assegnate ai soci, equiparandole ex lege all’abitazione principale. Vengono inoltre equiparati all’abitazione principale, a decorrere dal 2014, anche gli alloggi sociali assegnati a nuclei familiari svantaggiati, che non sono in grado di accedere alla locazione di alloggi nel libero mercato.

Il comma 5, consente di considerare abitazione principale l’unico immobile – purché non locato – appartenente a militari, carabinieri, pubblica sicurezza, vigili del fuoco e personale appartenente alla carriera prefettizia, in servizio permanente, anche in assenza dei requisiti di residenza anagrafica e di dimora abituale previsti in via generale dalla normativa vigente.

Ai sensi del comma 5-bis introdotto dalla Legge di conversione del Decreto, il riconoscimento dei benefici IMU per gli immobili indicati nei precedenti commi dell’articolo 2 del Decreto è comunque subordinato alla presentazione di un’apposita dichiarazione ad opera del soggetto passivo interessato, da trasmettere a pena di decadenza entro il termine ordinario per la presentazione delle dichiarazioni di variazione ai fini IMU utilizzando l’apposito modello ministeriale.

 

IMU e abitazioni concesse ai figli

L’articolo 2-bis della Legge di conversione del Decreto concede ai Comuni la facoltà di deliberare l'assimilazione ai fini Imu all'abitazione principale delle case concesse in comodato a parenti in linea retta, entro il primo grado (genitori e figli), purché non "di lusso", ed utilizzate da tali soggetti come abitazione principale. L'assimilazione produce i propri effetti solo ai fini della determinazione della seconda rata Imu . I comuni possono condizionare il beneficio al possesso di determinati requisiti reddituali, legati anche all'ISEE. Si precisa inoltre che l'assimilazione può riguardare una sola unità immobiliare.

Il comma 2 dell’articolo 2-bis precisa che il mancato g