UNICO 2013: i tempi supplementari per i ritardatari

di Sandro Cerato

Pubblicato il 7 ottobre 2013



siamo ai tempi supplementari per chi non è riuscito a presentare correttamente il modello Unico 2013 entro il 30 settembre: ecco le inee guida per i ritardatari nella presentazione della dichiarazione dei redditi, tenendo conto che è ancora possibile il ravvedimento sprint per che deve versare le imposte

Il termine di presentazione del mod. UNICO 2013 (Unificato o meno) è scaduto il 30 settembre 2013. Per chi non ha rispettato il predetto termine originario, è comunque prevista la possibilità di usufruire di un allungamento dei termini per poter presentare una dichiarazione cosiddetta tardiva: i contribuenti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare, che non hanno trasmesso il Modello Unico 2013 entro il 30 settembre 2013, possono, infatti, a norma dell’art. 2 c. 7 del DPR 322/1998, presentarlo entro i successivi 90 giorni, quindi entro il 30 dicembre 2013, perché il 29 dicembre cade di domenica, fermo restando l'applicazione delle sanzioni amministrative previste. Pertanto, un modello dichiarativo (scadenza naturale 30.09.2013) presentato in via telematica entro il 30.12.2013 (poiché il 29 cade di domenica) è comunque valido a tutti gli effetti.

Analoga possibilità è prevista anche per i contribuenti con periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare: per tali soggetti, infatti, la scadenza del termine per la presentazione del dichiarativo deve essere ricondotta all’ultimo giorno del nono mese successivo alla chiusura dell’esercizio così che anche i termini per la dichiarazione presentata entro novanta giorni dalla scadenza del termine slittano in misura corrispondente.

Per completezza espositiva si precisa che, non si considera tardiva la dichiarazione inviata entro i 5 giorni successivi alla comunicazione telematica dell’avvenuto scarto inviato dall’Agenzia delle Entrate (il tutto a condizione che la dichiarazione originaria sia stata tempestivamente inviata). Questo anche se i 5 giorni scadono dopo il termine di presentazione delle dichiarazioni.

Le dichiarazioni dei redditi (Modello Unico 2013) trasmesse entro i successivi 90 giorni si chiamano tardive e richiedono, oltre alla loro presentazione dei 90 giorni successivi alla scadenza del termine, anche il contestuale pagamento della sanzione compresa tra un minimo di € 258 ad un massimo di € 1.032. Per ciò che concerne le sanzioni amministrative, in caso di dichiarazione presentata entro novanta giorni dalla scadenza del termine, è possibile avvalersi del ravvedimento operoso e, in particolare, per il caso in questione, di quello previsto dall'art. 13, c. 1, lett. c, D. Lgs. 18.12.1997, n. 472 che richiede il versamento di 1/10 della sanzione minima (€ 258), ovvero di € 25 ( € 258/10) utilizzando il codice tributo 8911. Ad ogni modo, la riduzione della sanzione risulta applicabile purché la violazione non sia stata già constatata, e comunque sempre che non siano iniziati accessi, verifiche, o altre attività amministrative di accertamento delle quali l’autore o i soggetti solidalmente obbligati abbiano avuto formale conoscenza.

La sanzione deve essere versata con riferimento a ciascuna dichiarazione compresa nel modello Unico (i.e. Dichiarazione dei redditi + Dichiarazione Iva € 25*2= €50), ma non deve essere versata in riferimento al modello degli studi di settore poiché esso non costituisce una dichiarazione autonoma, ma è parte integrante della dichiarazione dei redditi.

Da un punto di vista prettamente operativo, il pagamento della sanzione deve essere effettuato contestualmente alla regolarizzazione. In caso di presentazione della dichiarazione entro l’ultimo giorno utile (30.12.2013), la sanzione dovrà essere pagata, dal contribuente, entro la medesima scadenza del termine del 30 dicembre 2013, utilizzando, alternativamente:

  • il codice tributo previsto per le altre violazioni tributarie (versamento cumulativo per tutte le dichiarazioni regolarizzate - codice tributo 8911)

  • gli specifici codici previsti per la sanzione pecuniaria relativa a ciascun tributo (ad esempio se si intende regolarizzare la propria posizione IRAP potrà adoperare o il codice tributo generico 8911 oppure quello specifico 8907).

Nel caso in cui il contribuente, oltre a non aver presentato la dichiarazione, non abbia nemmeno pagato le imposte secondo le scadenze previste, questo dovrà altresì versare:

  • le imposte non versate all’Erario nei termini previsti;

  • gli interessi pari all’2,5% ( misura che si applica dal 1 gennaio 2012) calcolati dal giorno in cui scadeva il termine di pagamento;

  • la sanzione pari al 3%, se il pagamento viene eseguito entro 30 giorni dalla scadenza prescritta (ravvedimento breve), ovvero entro il 30.10.2013, oppure la sanzione pari al 3,75%, se si paga con un ritardo superiore a 30 giorni ma entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno d’imposta in cui la violazione è stata commessa (ravvedimento lungo), ovvero dal 30.10.2013 al 30.12.2013.

Inoltre, per i contribuenti che regolarizzano gli omessi o i tardivi versamenti di imposte e ritenute entro i quattordici giorni successivi alla scadenza (entro il 14.10.2013), l’art. 23, c. 31, del decreto legge n. 98/2011, ha previsto la possibilità di ridurre ulteriormente la misura della sanzione ridotta. In particolare, la sanzione si riduce allo 0,2% per ogni giorno di ritardo, se il versamento dell’imposta è effettuato entro quattordici giorni dalla scadenza e allo stesso si accompagna quello, spontaneo, dei relativi interessi legali e della sanzione entro il termine di trenta giorni dalla scadenza.

Si rammenta, infine, che, se il contribuente non presenta il Modello Unico 2013 nemmeno entro i 90 giorni successivi, quindi entro il 30 dicembre 2013, la dichiarazione si considera omessa. In questo caso non è più ammessa alcuna regolarizzazione e l’Ufficio sarà autorizzato ad applicare le seguenti sanzioni:

  • nel caso in cui l’imposta non sia dovuta, andrà applicata la sanzione compresa tra il minimo di € 258,00 e il massimo di € 1.032,00, aumentabile fino al doppio per i soggetti obbligati alla tenuta delle scritture contabili;

  • nel caso in cui l’imposta sia dovuta, andrà applicata la sanzione compresa tra il 120% e il 240% dell’ammontare delle imposte dovute, con un minimo di € 258.

 

7 ottobre 2013

Sandro Cerato