Una nuova puntata dei controlli degli organi di revisione sugli organismi partecipati

 

L’articolo 15 del disegno di legge di stabilità, con decorrenza 2015, apre le porte all’applicazione del patto di stabilità agli organismi partecipati controllati che beneficiano di affidamenti diretti. Più specificatamente il patto si applicherà alle società non quotate, aziende speciali e istituzioni che presentino congiuntamente i seguenti requisiti:

a) partecipazione pubblica di maggioranza o possibilità di nominare più del 50% degli organi di governo o di vigilanza;

b) titolarità di servizi in affidamento diretto da parte di soggetti pubblici per una quota superiore all’80% del valore della produzione.

L’obbiettivo da raggiungere ai fini del patto di stabilità sarà il conseguimento di un saldo economico (MOL o saldo finanziario per gli enti in contabilità finanziaria) non negativo. Gli organismi partecipati che presentano un saldo negativo dovranno definire un piano di rientro, quelli inadempienti, nell’anno successivo, dovranno:

  • contenere i costi operativi entro la media dell’ultimo triennio,

  • non potranno assumere personale e dovranno tagliare del 30%.

Con questa previsione di legge di fatto si supera il contenuto dell’art. 18, c. 2-bis L. 133/2008, come modificato dall’art. 19 L. 102/2009, che rimandava ad un DM (mai emanato) la regolamentazione del patto per le società in house SPL e strumentali.

E’ previsto anche un regime sanzionatorio per gli amministratori che vedranno il loro compenso tagliato del 30% cono possibilità di revoca in caso di reiterazione.

Contemporaneamente gli enti locali di riferimento si vedranno appesantire il proprio obbiettivo di in una quota pari allo sforamento dell’organismo partecipato in proporzione alla quota detenuta.

Inoltre il comma 15, prevede che gli organi di revisione effettuino una relazione annuale alla Corte dei conti sull’attuazione del patto di stabilità negli organismi partecipati. In attesa che i lavori parlamentari si compiano, è auspicabile che la norma non finisca per prevedere un ulteriore adempimento per l’organo di revisione.

Infatti i questionari SIQUEL della Corte dei Conti dedicano, sia sul rendiconto che sul preventivo, una sezione ad hoc agli organismi partecipati. Le informazioni sono molteplici e sono già oggetto di istruttoria da parte delle sezioni regionali di controllo. Si ritiene che, a regime, sarà sufficiente integrare i questionari con le nuove finalità imposte dall’articolo 14, senza prevedere un nuovo adempimento che rischia di essere una duplicazione.

Queste novità si innestano in consolidato sistema di norme e di giurisprudenza contabile che impegnano direttamente o indirettamente l’organo di revisione degli enti locali.

Volendo sintetizzare il quadro complessivo l’organo di revisione può fare affidamento al documento n. 14 dei Principi di vigilanza e controllo dell’Organo di revisione degli Enti locali emanati dal CNDEC che, seppur cristallizzato al novembre 2011, offre una disamina puntuale di tutte le verifiche da effettuare.

In sintesi in capo all’organo di revisione vi sono le seguenti incombenze:

  1. Parere obbligatorio al Consiglio ex art. 239, comma 1, lettera a), n. 3 del TUEL.

  2. Asseverazioni:

    1. verifica trasferimento risorse umane, strumentali e finanziarie ex art. 3 comma 30/32 Legge 244/2007 e art. 6 bis del D. Lgs. 165/2011,

    2. verifica crediti/debiti, art. 6, comma 4, Legge 135/2012.

  3. Generale controllo dei rapporti finanziari tra ente ed organismi partecipati finalizzati a:

    1. verificare la correttezza dei comportamenti fiscali,

    2. verificare l’inesistenza di fattispecie elusive (patto di stabilità, limiti del personale, capacità di indebitamento),

    3. verificare il rispetto del divieto di ricapitalizzazione (art. 6, comma 19 Legge 122/2010).

  4. Verifica dell’attuazione del nuovo art. 147 quater del TUEL come modificato dall’art. 9 del DL 102/2013 recentemente convertito.

  5. Verifica dell’esistenza dei presupposti giuridici della partecipazione all’organismo partecipato:

    1. Art. 3 comma 27, Legge 244/2007

    2. Art. 14 comma 32, Legge 122/2010

    3. Art. 4 L. 135/2012 ed art. 13 D. Lgs 163/2006

  6. Verifica del rispetto dei limiti di composizione e remunerazione dei CDA.

 

 

Marco Castellani

28 ottobre 2013

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