Le novità di settembre e ottobre in materia di finanza locale


Proroga del termine di approvazione del bilancio di previsione

Per effetto di una disposizione introdotta nel D.L. n. 102 del 31 agosto 2013 (cosiddetto Decreto Imu-Lavoro) si è sancito il differimento del termine di approvazione dei bilanci preventivi 2013 al prossimo 30 novembre 2013.

Si presume che la nuova scadenza, che andrà a sovrapporsi con le scadenze di approvazione della salvaguardia degli equilibri di bilancio (attualmente ancora stabilito al 30 settembre 2013) e col termine ultimo per procedere all’assestamento di bilancio (anch’esso al 30 novembre), solleverà non poche difficoltà operative per gli enti locali. A tal fine l’ANCI ha ufficialmente richiesto il differimento al 30 novembre 2013 anche per il termine per l’approvazione delle delibere di riequilibrio di bilancio.

 

Contributo a riduzione del debito

Il Ministero dell’Interno, Dipartimento per gli affari interni e territoriali, con Comunicato del 6 agosto 2013 ha reso noto che, in attuazione all’articolo 17 comma 13 bis D.L. 95/2012 convertito dalla Legge n. 135/2012 (cosiddetta Legge Spending review-bis), con Provvedimento del 15 luglio 2013 è stato erogato alle province del contributo complessivo pari a € 100 milioni finalizzato alla riduzione del debito. Circa l’utilizzo delle somme, il Ministero precisa che le province, in assenza di specifica disposizione, non debbano restituire le somme non utilizzate nell’anno 2012, che possono essere destinate alla riduzione del debito negli anni 2013 e successivi.

http://finanzalocale.interno.it/docum/comunicati/com060813.html

 

Patto di stabilità e Spending review-bis

E’ stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n.210 del 7 settembre 2013 il Decreto del MEF del 07/08/2013 avente ad oggetto “ Riparto del concorso finanziario agli obiettivi di finanza pubblica delle Regioni a statuto ordinario per gli anni 2013 e 2014, di cui all’articolo 16, comma 2, del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135”. La riduzione delle risorse dallo Stato alla Regione liberano equivalenti spazi finanziari mediante cessione delle risorse per il Patto di stabilità interno verticale in favore degli enti locali.

http://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2013-09-07&atto.codiceRedazionale=13A07395&elenco30giorni=false

 

Patto di stabilità e virtuosità

Novità rilevanti vengono messe in campo dal legislatore in riferimento ai parametri di calcolo dei saldi obiettivo per l’anno 2013 del Patto di stabilità.

Si ricorda che a dicembre 2012 la Legge 24 dicembre 2012 n. 228 (cosiddetta Legge di stabilità 2013) aveva confermato il meccanismo di riparto della manovra tra i singoli enti basato sulla virtuosità, in base al quale gli enti locali ritenuti virtuosi concorrono al Patto in misura inferiore (con il solo obbligo di garantire il saldo zero di competenza mista) rispetto agli enti che risultano non virtuosi.

In attesa dell’emanazione di un Decreto che indicasse quali enti dovevano essere considerati virtuosi, tutti gli Enti locali, sulla base della legge e delle indicazioni del ministero dell’Economia, fino ad oggi si sono considerati non virtuosi e quindi hanno calcolato il proprio obiettivo per l’anno 2013 applicando, alla spesa corrente media sostenuta nel periodo 2007-2009, le percentuali massime del 13% per i Comuni sotto i 5 mila abitanti, del 15,8% per gli altri Comuni e del 19,8% per le Province.

Ora la Conferenza Unificata Stato, città e autonomie locali ha invece approvato la decisione di cancellare per il 2013 il meccanismo della virtuosità. Per effetto del venir meno del meccanismo di virtuosità tutti gli enti saranno tenuti ad effettuare il ricalcolo dell’obiettivo di bilancio ai fini del rispetto del Patto sulla base delle percentuali più basse indicate dalla legge, ossia il 12% per i Comuni sotto i 5 mila abitanti, il 14,8% per gli altri Comuni e il 18,8% per le Province.

 

Monitoraggio Patto di stabilità 2013

È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 213 dell’11 settembre 2013 il Decreto del MEF n. 70998 del 2 settembre 2013 relativo al monitoraggio semestrale del Patto di stabilità interno per l’anno 2013 per le province e i comuni con popolazione superiore a 1.000 abitanti.

La data ultima per l’invio del prospetto del monitoraggio del primo semestre è fissata a 30 giorni dopo la data della pubblicazione del decreto stesso sulla Gazzetta Ufficiale, ossia al prossimo 11 ottobre 2013. Le risultanze del Patto di stabilità interno per l’intero anno 2013, invece, devono essere inviate entro il 31 gennaio 2014.

http://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2013-09-11&atto.codiceRedazionale=13A07439&elenco30giorni=false

Tutti i prospetti dovranno essere trasmessi esclusivamente utilizzando il sistema web appositamente previsto per il patto di stabilità interno nel sito http://pattostabilitainterno.tesoro.it/Patto/”.

 

Ristoro Imu

È stato disposta l’erogazione in favore dei Comuni del secondo acconto del Fondo di solidarietà comunale, finalizzato al ristoro delle finanze dei Comuni in seguito al mancato gettito relativo alla oramai definitiva cancellazione dell’acconto Imu operata dai diversi interventi legislativi messi in campo negli ultimi mesi da Legislatore e Governo.

La procedura per l’erogazione dei rimborsi è attualmente disciplinata ai sensi dell’articolo 3 del D.L. n. 102/2013, che ha contestualmente accantonato un apposito fondo da distribuire entro il 30 settembre 2013.

L’attuale meccanismo di calcolo dei rimborsi del mancato gettito Imu suscita tuttavia diversi dubbi nel mondo degli enti locali. I calcoli dei rimborsi dovuti infatti sono stati fatti utilizzando come parametro il gettito Imu dell’anno 2012. In tal modo perciò gli enti che avevano disposto un aumento delle aliquote dell’Imu sulla prima casa nel corso del 2013 non si vedono riconosciuti tali maggiori rimborsi.

Con riferimento agli enti che, a seguito dei diversi interventi normativi che hanno soppresso il pagamento dell’acconto dell’Imu, hanno fatto ricorso a maggiori anticipazioni di cassa, il Ministero dell’Economia e delle Finanze, ai sensi dell’art.13, comma 3, del D.L. 31 agosto 2013 n. 102, ha reso noto che il tasso di interesse da applicare alle erogazioni a saldo previste dal comma 2 del medesimo art.13 del decreto – legge n. 102/2013 è pari al 3,44%.

Gli enti che hanno usufruito di queste anticipazioni di cassa dovranno presentare in via telematica un apposito modello di certificazione (approvato con il DM del 10 settembre 2013 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 16 settembre 2013) in cui dovrà essere indicato l’importo degli interessi sostenuti nel periodo dal 16 giugno 2013 al 30 settembre 2013. L’invio del modello dovrà avvenire entro il prossimo 30 ottobre 2013. Il modello sarà messo a disposizione dei Comuni sul sito istituzionale della Direzione centrale della Finanza locale dal 30 settembre al 30 ottobre 2013.

DM Ministero dell’Interno del 10 settembre 2013

http://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2013-09-16&atto.codiceRedazionale=13A07502&elenco30giorni=false

 

Pagamento debiti delle Pubbliche Amministrazioni

È stata emanata in data 9 agosto 2013 la Circolare n. 4/2013 del Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione (disponibile all’indirizzo http://www.funzionepubblica.gov.it/media/1089936/circolare_4_2013.pdf) in cui si offre un quadro sintetico degli adempimenti posti a carico delle Amministrazioni dal Decreto Legge 8 aprile 2013 n. 35, convertito con modificazioni dalla Legge 6 giugno 2013, n. 64 (cosiddetto Decreto Pagamenti PA).

Il provvedimento illustra inoltre il sistema di sanzioni sanciti dalla citata normativa in capo ai dirigenti per l’omessa attuazione dei singoli adempimenti previsti già scaduti e per quelli ancora in via di attuazione.

 

Dissesto e garanzia dello Stato

La Corte europea dei diritti dell’uomo ha emesso una sentenza (richiesta 43870/04) in cui si sancisce che lo stato di dissesto finanziario di un Comune non può bloccare l’esecuzione di una sentenza che intima il pagamento di un credito, specie nei casi in cui la causa è nata prima della dichiarazione di dissesto. Secondo i giudici della Corte di Strasburgo nei casi in cui l’ente si trova nell’impossibilità di soddisfare un credito, deve necessariamente intervenire lo Stato centrale a provvedere, in quanto il Comune non è altro che un suo «componente».

http://hudoc.echr.coe.int/sites/eng/pages/search.aspx#{“languageisocode”:[“FRA”],”itemid”:[“001-126434”]}

 

Divieto di applicazione dell’avanzo vincolato

La Sezione regionale di controllo per il Piemonte della Corte dei Conti nella Delibera n. 310/2013/PAR del 28 agosto 2013 nega la deroga all’applicazione del comma 3-bis dell’art. 187 del D. Lgs. 267/2000 introdotto dal D.L. n. 174/2012 convertito dalla Legge n. 174/2012 (cosiddetto Decreto Enti locali), che vieta l’impiego dell’avanzo di amministrazione non vincolato laddove l’ente stia utilizzando entrate a specifica destinazione ovvero si trovi in anticipazione di cassa, richiesta da un consorzio pubblico e motivata dalla mancanza di incassi per ritardi nei pagamenti di enti pubblici sovraordinati (che determinano pertanto il ricorso all’anticipazione di cassa dell’ente creditore).

La Sezione fa presente che l’unica eccezione al divieto di impiego dell’avanzo non vincolato in caso di anticipazione di cassa è quella introdotta dal comma 2-bis del’art. 1 del D.L. n. 54/2013 convertito dalla Legge . n. 85/2013 (cosiddetto Decreto IMU) correlata agli effetti finanziari in capo ai comuni determinati dalla sospensione dell’IMU.

https://servizi.corteconti.it/bdcaccessibile/ricercaInternet/doDettaglio.do?id=4000-10/09/2013-SRCPIE

 

Limiti di indebitamento e mutui garantiti da Stato o Regioni

Ai fini del calcolo della capacità d’indebitamento di cui all’articolo 204, comma 1 TUEL, l’ente locale non deve considerare gli interessi passivi relativi alle rate di ammortamento dei mutui garantiti con contributi concessi dallo Stato o dalla Regione al fine di agevolare la realizzazione degli investimenti. dai giudici della Sezione Piemonte della Corte dei conti nella Deliberazione n. 311/2013 del 29 agosto 2013.in tal senso di sono espressi i giudici contabili della Sezione per il Piemonte della Corte dei Conti che nella Deliberazione n. 311/2013 del 29 agosto 2013 ricordano che l’articolo 204 del TUEL prevede che detto calcolo debba essere operato “al netto dei contributi statali e regionali in conto interessi”.

Piemonte – Deliberazione n. 311/2013 del 29 agosto 2013

https://servizi.corteconti.it/bdcaccessibile/ricercaInternet/doDettaglio.do?id=4001-10/09/2013-SRCPIE

 

Marco Castellani

8 ottobre 2013


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