Eventi sismici: domani scade il termine lungo per il pagamento delle imposte

di Sandro Cerato

Pubblicato il 15 ottobre 2013



è in scadenza il prossimo 16 ottobre il termine di versamento delle imposte per le società di capitali che hanno differito il termine di approvazione del bilancio 2012 a causa degli eventi sismici subiti

Come già anticipato in un precedente intervento, il Consiglio dei Ministri, con la Delibera 31.1.2013, pubblicata sulla G.U. 4.2.2013 n. 29, aveva stabilito (in deroga a quanto previsto dagli articoli 2364, comma 2, e 2478-bis, comma 1, codice civile) la proroga al 30 settembre 2013 del termine per la convocazione dell’assemblea dei soci per l’approvazione dei bilanci societari (relativi all’esercizio chiuso al 31 dicembre 2012) delle società di capitali realmente danneggiate dal sisma e aventi la sede legale od operativa (ovvero anche una sede produttiva secondaria) nel territorio delle province di Bologna, Modena, Ferrara e Mantova, Reggio Emilia, Mantova e Rovigo.

Con riferimento alle conseguenze fiscali della delibera sopra esaminata, è intervenuta l’Agenzia delle Entrate (R.M. 25.9.2013 n. 59) fornendo talune precisazioni in ordine ai versamenti delle imposte delle società interessate dalla posticipazione del termine per l’approvazione del bilancio.

In primo luogo, viene definitivamente chiarito che, la posticipazione del termine per l’approvazione dei bilanci produce alcune conseguenze in ambito fiscale. A tal fine occorre fare riferimento all’articolo 17 del decreto del Presidente della Repubblica 7 dicembre 2001, n. 435 secondo cui i versamenti a saldo (e l’eventuale primo acconto Ires) devono essere eseguiti:

  • entro il 16 del sesto mese successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta, oppure;

  • entro il trentesimo giorno successivo, maggiorando le somme dello 0,40 per cento a titolo di interesse corrispettivo.

I soggetti che, in base a disposizioni di legge, approvano il bilancio oltre il termine di quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio, devono versare il saldo e il primo acconto entro il giorno 16 del mese successivo a quello di approvazione del bilancio: se il bilancio non è approvato nel termine stabilito, il versamento deve essere comunque effettuato entro il 16 del mese successivo a quello di scadenza del termine stesso.

In base a quanto precede, l’Agenzia delle Entrate precisa che i soggetti che posticipano l'approvazione del bilancio ai sensi della citata delibera del 31 gennaio 2013 sono tenuti a versare il saldo dell'IRES e dell'IRAP entro il giorno 16 del mese successivo a quello di approvazione del bilancio (entro il 16 ottobre 2013), oppure entro i trenta giorni successivi applicando la maggiorazione dello 0,40% (entro il 16 novembre, che slitta a lunedì 18 novembre in quanto il 16 novembre cade di sabato).

Circa i versamenti degli acconti dell’imposta sui redditi e dell’Irap, la risoluzione in commento ricorda, invece, che, sempre ai sensi dell’articolo 17 del Dpr. n. 435/2001:

  • la prima rata deve essere versata entro il termine previsto per il saldo dovuto in base alla dichiarazione relativa all’anno d’imposta precedente;

  • la seconda rata deve essere versata “nel mese di novembre (ad eccezione di quella dovuta dai soggetti il cui periodo d'imposta non coincide con l'anno solare, che effettuano il versamento della seconda rata entro l'ultimo giorno dell'undicesimo mese dello stesso periodo d'imposta)”.

Pertanto, i soggetti che possono posticipare i termini per l’approvazione del bilancio (in base alla della delibera del 31 gennaio 2013), ai fini del versamento degli acconti, devono effettuare il versamento della prima rata IRES e IRAP entro lo stesso termine previsto per il versamento del saldo (entro il 16 ottobre 2013 senza maggiorazione ovvero entro i trenta giorni successivi applicando la maggiorazione dello 0,40%). I termini di versamento della seconda rata di acconto rimangono, invece, quelli fissati dall'articolo 17, comma 3, lettera b), del d.P.R. n. 435 del 2001, ovvero 2 dicembre 2013 ( poiché il 30 novembre cade di sabato).

La risoluzione in commento prosegue, poi, nell’esame dell’impatto fiscale derivante dalla possibilità di posticipare l’approvazione del bilancio sui soci delle società destinatarie della delibera. In particolare, viene affrontata la situazione dei soci di società a responsabilità limitata non trasparenti (artigiane o commerciali) iscritti negli elenchi IVS, i quali sono tenuti, ai fini previdenziali, alla compilazione del quadro RR del modello Unico PF per liquidare i contributi previdenziali, il cui ammontare è determinato su un reddito "figurativo" proporzionale alla loro quota di partecipazione nella società. Di conseguenza, gli stessi possono procedere alla corretta determinazione dei contributi solo successivamente all’approvazione del bilancio della società. Ne consegue che:

  • i contributi previdenziali possono essere versati entro il 16.10 ovvero 18.11.2013 (con la maggiorazione dello 0,40%);

  • l’IRPEF doveva essere versata entro i termini ordinari (17.6 ovvero 17.7.2013 con la maggiorazione dello 0,40%).

In buona sostanza, quindi, il differimento dei termini dei versamenti, come specificato per le società interessate dalla delibera del 31 gennaio 2013, si applica ai soli soci di srl non trasparenti con riguardo al versamento dei contributi previdenziali, ma non anche per il versamento delle imposte dovute dai soci medesimi.

Per i soci di srl trasparenti ex art. 116, TUIR, il differimento dei termini di versamento interessa, invece, sia l’IRPEF che i contributi previdenziali, considerato che tali soggetti “in assenza di un bilancio approvato della società non possono conoscere l’ammontare del reddito di propria spettanza”. Ad ogni modo, il differimento in commento opera solo per la quota di versamenti afferente al reddito imputato per trasparenza dalla società che beneficia della posticipazione del termine per l’approvazione del bilancio.

 

15 ottobre 2013

Sandro Cerato