Diario quotidiano del 31 ottobre 2013: aggiornamenti sul registro dei revisori

Pubblicato il 31 ottobre 2013



in G.U. la Legge di conversione del decreto IMU; riapertura del Registro dei Revisori; chiuso un circolo culturale che elude il fisco; limite massimo incentivo occupazionale; tassazione casa: mini sgravi non bastano; aggiornato il software di compilazione dello spesometro per il 2012; proxy advisors: consultazione sui nuovi principi di best practice; le ultime di fisco dalla Cassazione

 

 

Indice:

1) In G.U. la Legge di conversione del decreto IMU

2) Riapertura del Registro dei Revisori

3) Chiuso un circolo culturale che elude il fisco

4) Limite massimo incentivo occupazionale

5) Tassazione casa: mini sgravi non bastano

6) Aggiornato il software di compilazione dello spesometro per il 2012

7) Proxy advisors: consultazione sui nuovi principi di best practice

8) Le ultime di fisco dalla Cassazione

 

 

1) In G.U. la Legge di conversione del decreto IMU

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 254 del 29 ottobre 2013, è stata pubblicata la Legge n. 124 del 28 ottobre 2013, di conversione del D.L. n. 102/2013, recante disposizioni urgenti in materia di IMU, di altra fiscalità immobiliare, di sostegno alle politiche abitative e di finanza locale, nonché di cassa integrazione guadagni e di trattamenti pensionistici. Il provvedimento é entrato in vigore a partire dal 30 ottobre 2013.

 

2) Riapertura del Registro dei Revisori

Inserimento automatico per circa 3 mila commercialisti. Il Consiglio dei Ministri ha sbloccato l’accesso al Registro dei revisori legali attraverso un Decreto Legge approvato nel corso della riunione del 29 ottobre 2013.

Infatti, il governo ha approvato il D.L. recante “Misure urgenti in materia di enti territoriali e a tutela della finanza pubblica” che, all’art. 3, comma 3, riporta la disposizione attesa, dai circa tremila commercialisti che hanno ottenuto i requisiti per l’accesso al Registro dopo il 13 settembre 2012, oramai da troppo tempo.

Il testo licenziato da Palazzo Chigi prevede che, al fine di consentire l’accesso all’esercizio dell’attività di revisore legale, fino alla data di entrata in vigore del regolamento di cui all’art. 4 del DLgs. 39/2010, fermo restando al momento della presentazione dell’istanza il possesso dei requisiti previsti dall’art. 1, comma 1, lett. a), b) e c) del DM 20 giugno 2012 n. 145 del Ministero dell’Economia, l’ammissione all’esame per l’iscrizione al Registro dei revisori e i relativi esoneri restino disciplinati dagli artt. 3, 4 e 5 del DLgs. n. 88/1992 e dalle relative disposizione attuative.

Fino all’emanazione del Regolamento attuativo riguardante l’esame di idoneità professionale, dunque, si torna alla precedente disciplina che, all’art. 5 del DLgs. 88/1992, dispone l’esonero dall’esame per coloro i quali abbiano già superato un esame di Stato tecnico-pratico e per i dipendenti pubblici che abbiano sostenuto un esame presso la Scuola superiore della Pubblica Amministrazione sulle medesime materie. Si tratta, in ogni caso, di un ritorno parziale alla vecchia disciplina, perché il provvedimento approvato stabilisce la sospensione dell’efficacia della sola disposizione di cui all’art. 1, comma 1, lett. d) del DM 145/2012 (riguardante, appunto, il superamento dell’esame di idoneità professionale).

Resta, invece, confermata la validità delle altre disposizioni disciplinanti i requisiti di accesso al Registro. I professionisti che volessero presentare adesso domanda di iscrizione dovranno comunque essere in possesso dei requisiti di onorabilità (art. 1, comma 1, lett. a) del DM 145/2012), aver conseguito una laurea almeno triennale nelle materie previste (lett. b) e concluso il tirocinio triennale (lett. c).

D.L. “Salva Roma”

Infine, si consente al Comune di Roma di aumentare di un ulteriore 0,3% l’aliquota dell’addizionale regionale IRPEF, attualmente fissato allo 0,9%.


3) Chiuso un circolo culturale che elude il fisco

Distribuisce tessere per eludere il fisco, è legittimo chiudere il circolo culturale. Se all’interno del locale staziona una persona addetta al tesseramento, la quale rilascia le tessere al momento dell’ingresso dei clienti senza alcuna formalità e trascrive direttamente i nominativi sul libro dei soci e sul verbale di assemblea che peraltro riporta una data antecedente, non c’è alcun dubbio: Non ci si trova all’interno della sede di una associazione, bensì all’interno di un bar vero e proprio. Tanto più se nel locale non viene svolta alcuna attività socio culturale né vi sono spazi ad essa destinata, ma soltanto la somministrazione e ascolto della musica. Il Tar Lazio con la sentenza 9013 depositata il 18 ottobre 2013, ha riconosciuto la legittimità dell’ordinanza di chiusura dell’esercizio di somministrazione abusivamente aperto dall’associazione, nonostante il fatto che quest’ultima avesse vantato l’adesione a un'associazione riconosciuta a livello nazionale.

La sentenza osserva che molto spesso l’attività viene proposta come circolo privato al solo fine di eludere le limitazioni poste dalla legge e dai regolamenti locali alla apertura di nuovi esercizi di somministrazione al pubblico. Sta di fatto che i controlli sono comunque ammessi. E nello specifico hanno dato esito positivo.

 

4) Limite massimo incentivo occupazionale

La Fondazione Studi del Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro con la circolare n. 14 del 30 ottobre 2013 analizza l’agevolazione per l’assunzione di giovani tra i 18 ed i 29 anni, inserita nell’art. 1 del D.L. n. 76/2013, convertito in Legge 99/2013.

L’incentivo viene confrontato con le istruzioni operative descritte nella Circolare Inps n. 131/2013, che introduce alcune restrizioni non riscontrabili nel testo normativo e interpreta l'incentivo come un'agevolazione contributiva.

La circolare della Fondazione Studi chiarisce le differenze tra l’erogazione di un contributo e l’agevolazione contributiva.

Il D.L. n. 76/2013, convertito con modificazioni in Legge n. 99/2013, ha previsto, all’art. 1, una specifica agevolazione per l’inserimento di lavoratori di età compresa tra i 18 e i 29 anni che ricadano in una delle due seguenti casistiche:

a) siano privi di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi;

b) siano privi di un diploma di scuola media superiore o professionale.

In tale frangente merita soffermarsi su una particolare previsione che è stata poi ripresa nella successiva circolare attuativa dell’Inps.

Per meglio comprendere la problematiche oggetto di analisi la Fondazione Studi richiama le due fonti.

D.L. n. 76/2013, art.1, conv. con mod. in L. n. 99/2013

c.1 - Al fine di promuovere forme di occupazione stabile di giovani fino a 29 anni di età […] è istituito […]un incentivo per i datori di lavoro […].

c.4 - L'incentivo è pari a un terzo della retribuzione mensile lorda imponibile ai fini previdenziali […].

Circolare Inps n. 131/2013, punto 6, coordinamento con altri incentivi

Nell’eventualità in cui sussistano sia i presupposti di applicazione dell’incentivo previsto dall’articolo 1 del dl 76/2013 sia i presupposti di applicazione di incentivi previsti da altre disposizioni sotto forma di riduzione contributiva in senso stretto (esempio riduzioni ex art. 25, co. 9, l. 223/1991), l’incentivo previsto dall’articolo 1 del dl 76/2013 è applicabile mensilmente in misura non superiore alla contribuzione agevolata dovuta dal datore di lavoro per il medesimo lavoratore.

Il testo normativo sopra richiamato parla chiaramente di un incentivo alle assunzioni, commisurato alla retribuzione dovuta al lavoratore e di importo massimo pari a € 650,00. Tale incentivo può essere assimilato ad un contributo erogato per l’occupazione stabile di lavoratori ricadenti in una determinata fascia di età e di situazione personale.

L’Inps, nell’impartire le istruzioni operative, prevede però ulteriori paletti, non riscontrabili nel dettato normativo. Infatti, l’Istituto interpreta tale incentivo quale agevolazione contributiva, prevedendo, quindi, che la stessa non possa essere applicata in misura superiore alla contribuzione dovuta dal datore di lavoro per il lavoratore. Ovviamente tale potere esula da quanto nelle possibilità dell’Inps, il quale dovrebbe solamente fornire le istruzioni procedurali per dare attuazione a quanto previsto normativamente. Non compete all’Istituto prevedere ampliamenti o restrizioni della portata di una norma di legge.

Per meglio esplicare le differenze tra erogazione contributo e agevolazione contributiva viene richiamato quanto previsto da una norma ormai ampiamente consolidata e pacificamente applicata dall’Inps stesso: la L. n. 223/91, la quale prevede, in caso di assunzione di lavoratore percettore di indennità di mobilità, sia un’agevolazione contributiva che l’erogazione di un contributo mensile, assimilabile all’incentivo in analisi.

L. n. 223/91 Art. 8 c.4 Al datore di lavoro che, senza esservi tenuto ai sensi del comma 1, assuma a tempo pieno e indeterminato i lavoratori iscritti nella lista di mobilità è concesso, per ogni mensilità di retribuzione corrisposta al lavoratore, un contributo mensile pari al cinquanta per cento della indennità di mobilità che sarebbe stata corrisposta al lavoratore.

Art. 25 c.9 Per ciascun lavoratore iscritto nella lista di mobilità assunto a tempo indeterminato, la quota di contribuzione a carico del datore di lavoro, é per i primi diciotto mesi, quella prevista per gli apprendisti dalla legge 19 gennaio 1955, n. 25, e successive modificazioni.

Si palesa subito come l’incentivo da ultimo previsto per i giovani possa essere ben assimilabile al contributo previsto a suo tempo dalla Legge n. 223/91 per i lavoratori in mobilità. Ed è ormai assodato come lo stesso Istituto non si sia mai mosso nella direzione di limitare tale contributo alla sola quota di contribuzione ancora dovuta dal datore di lavoro, pari al 10%.

Quanto operato dall’Inps appare sicuramente un’interpretazione forzata che si discosta molto dal dettato normativo.

In base all'articolo 12 delle preleggi, “nell’applicare la legge non si può ad essa attribuire altro senso che quello fatto palese dal significato proprio delle parole secondo la connessione di esse, e dalla intenzione del legislatore”. Un’interpretazione di tale portata avrebbe trovato il proprio fondamento su una differente stesura normativa come, ad esempio, “l’incentivo è applicabile fino a concorrenza dei contributi dovuti”. La stesura adottata, invece, porta ad avere, a latere della contribuzione dovuta per il lavoratore – sia questa ordinaria che agevolata – un incentivo che si muoverà su binari autonomi. La contribuzione dovuta dall’azienda, stante la ratio sott’intesa, non potrà mai essere negativa, anche a seguito del riconoscimento di un’agevolazione, la stessa potrà, al massimo, portare ad azzerare la contribuzione. L’incentivo in analisi è invece - utilizzando una terminologia già nota al ministero (si veda circolare n. 5/2008 Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale) - “una riduzione dell’onere economicopatrimoniale” in senso più ampio, non contingentata all’onere contributivo maturato mensilmente in capo al datore di lavoro.

Non deve nemmeno trarre in inganno il metodo di calcolo dell’incentivo stesso. Infatti anche se la determinazione è attuata in percentuale sull’imponibile contributivo, metodo di calcolo assimilabile alla determinazione della contribuzione dovuta dal datore di lavoro, lo stesso risulta, per espressa previsione legale, un incentivo e non abbattimento della quota di contribuzione. In base alle scelte del legislatore, i metodi di calcolo possono essere vari: nel caso di riassunzione percettore di indennità di mobilità è una percentuale dell’indennità percepita dal lavoratore, in caso di rioccupazione percettore ASpI è una percentuale dell’indennità erogata allo stesso, per rioccupazione lavoratori licenziati per GMO nei 12 mesi precedenti (vedi Decreto Direttoriale del Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali n.264 del 19 aprile 2013) si tratterà di € 190,00 mensili, nel caso in analisi si parla di un terzo della retribuzione imponibile mensile.


5) Tassazione casa: mini sgravi non bastano

“Il governo non deve pensare tanto a mini detrazioni perché è necessario che la situazione torni almeno a come era prima”.

Lo afferma uno dei relatori alla Legge di Stabilità, Giorgio Santini (Pd), interpellato in Senato in merito alle modifiche alla Tasi, sottolineando la consapevolezza che questo “comporti un mare di problemi di copertura”.

Sul capitolo casa, vale a dire la Tasi, “ci sono tre partire che interagiscono: il livello della franchigia, il livello delle aliquote, il rimborso statale. E” un’equazione a tre incognite e sono tutte e tre pesanti ma bisogna risolverla mettendoci più soldi”.

Giovannini, favorevole riduzione uso contante

Il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini è favorevole alla riduzione del limite dell’uso del denaro contante (sotto mille euro) così come auspicato dal ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni.

“Il collega Saccomanni ritiene di intervenire per ridurre l’uso del contante. Noi la pensiamo all’opposto di lui”. Così in un tweet Angelino Alfano.

Per Alfano anzi “occorre aumentare l’uso del contante e contrastare l’evasione consentendo di conservare scontrini e fatture e scaricare tutte le tasse”.

Governo apre sulle detrazioni per la casa

Il Parlamento riapre il cantiere delle tasse sulla casa e il governo apre alla reintroduzione delle detrazioni. Già perchè con l’arrivo della nuova tassa sulla casa, la Tasi, le imposte rischiano di aumentare.


6) Aggiornato il software di compilazione dello spesometro per il 2012

Il software per la compilazione dell’elenco clienti e fornitori (per il periodo d’imposta 2012) trova il primo aggiornamento.

Infatti, l’Agenzia delle entrate ha reso disponibile sul proprio sito internet la Versione 1.0.1 del 30/10/2013 del software “Modello di Comunicazione Polivalente”. Si tratta del prodotto gratuito che permette agli utenti la compilazione delle comunicazioni Polivalenti.

Questi di seguito sono gli importanti aggiornamenti.

Nella versione 1.0.1 del software sono state apportate le seguenti modifiche e integrazioni:

- Frontespizio: eliminato il controllo di obbligatorietà della “Data inizio procedura o data di decesso del contribuente;

- Quadro FA (OPERAZIONI DOCUMENTATE DA FATTURA ESPOSTE IN FORMA AGGREGATA): modificata la dicitura “partita IVA cliente” in “partita IVA cliente/fornitore” e “codice fiscale cliente” in “codice fiscale cliente/fornitore”;

- Quadro SE: corretto il controllo sull’obbligatorietà del Cognome o della Denominazione;

- Quadro FR: eliminato il controllo sulla Casella Autofattura “Se barrata la casella è attesa la coincidenza della partita IVA del fornitore con la partita IVA indicata nel record B”;

- Quadro TA : corretto il controllo sul calcolo dei contatori dei righi compilati dei singoli quadri.


7) Proxy advisors: consultazione sui nuovi principi di best practice

Il 28 ottobre 2013 il Best Practice Principles for Governance Research Providers Group, che riunisce i maggiori rappresentanti dell’industria dei proxy advisors, ha aperto una consultazione sui principi di best practice da applicare nello svolgimento di certi servizi di consulenza da loro forniti.

Il Gruppo si è costituito nel febbraio 2013 per dar seguito alle raccomandazioni espresse dall’ESMA nel Final Report and Feedback Statement on the Consultation Regarding the Role of the Proxy Advisory Industry, pubblicato il 19 febbraio 2013. Nel Final Report l’ESMA evidenziava, in particolare, la necessità per i proxy advisors di dotarsi di norme di autodisciplina per individuare e gestire i conflitti di interesse e migliorare la trasparenza al fine di rendere più accurati e più affidabili i loro pareri.

Nel documento di consultazione il Gruppo propone l’adozione di alcuni Principi di best practice a tutti coloro che forniscono servizi di governance research.

In particolare, questi principi sono volti a disciplinare sulla base del comply or explain:

- la definizione e la pubblicazione di una research policy e, se del caso, delle linee-guida sull’attività di voto;

- la definizione e la pubblicazione della policy relativa alla gestione dei conflitti di interesse;

- la definizione e la pubblicazione delle policies relative al dialogo con emittenti, azionisti, stakeholders e pubblico in generale.

La consultazione si chiude il 20 dicembre 2013. Il Gruppo intende pubblicare la versione finale dei principi di autodisciplina nel marzo 2014.

(Assonime, nota del 30 ottobre 2013)

 

 

8) Le ultime di fisco dalla Cassazione

Ecco il deposito delle decisioni della Corte di Cassazione del 29 ottobre 2013:

Ordinanza 24364/13 - Accertamento. Nell’accertamento induttivo dei redditi l’Amministrazione finanziaria può fondare il proprio convincimento sullo scostamento di quanto dichiarato dagli standard degli studi senza per questo dover verificare tutti i dati richiesti per uno studio generale del comparto merceologico, essendo sufficiente anche uno solo di questi ultimi.

Ordinanza 24366/13 - Contenzioso. L’indicazione della sanzione nel frontespizio della sentenza costituisce un mero errore materiale, il quale non può essere corretto con il procedimento revocatorio, il cui presupposto attiene invece alla trattazione di un tema del tutto differente da quello esaminato.

Sentenza 44211/13 - Processo penale. Il PM può chiedere l’emissione di decreto penale di condanna solo per una delle ipotesi tassativamente indicate nell’articolo 129 del Cpp e non anche per la mancanza, insufficienza o contraddittorietà della prova.

Sentenza 24362/13 - Sindaci. Per decretare la responsabilità dei sindaci è necessario individuare un nesso di causalità tra il comportamento illegittimo di cui taluno è chiamato a rispondere e le conseguenze che ne siano derivate nell’altrui sfera giuridica.

 

Vincenzo D’Andò