Diario quotidiano del 30 ottobre 2013: il conto corrente bancario intestato al condominio pagherà 100 euro di bollo

Pubblicato il 30 ottobre 2013

versamenti errati del diritto camerale: meno sanzioni; dichiarazioni stato disoccupazione e immediata disponibilità; F24 per pagare la multa per la falsa documentazione presentata; conto corrente intestato al condominio: imposta di bollo di € 100,00; online le nuove statistiche catastali: fotografato il patrimonio immobiliare italiano al 31 dicembre 2012; attivazione sperimentale della procedura di sdoganamento in mare

 

 

Indice:

1) Versamenti errati del diritto camerale: meno sanzioni

2) Dichiarazioni stato disoccupazione e immediata disponibilità

3) F24 per pagare la multa per la falsa documentazione presentata

4) Conto corrente intestato al Condominio: imposta di bollo di € 100,00

5) Online le nuove Statistiche catastali: fotografato il patrimonio immobiliare italiano al 31 dicembre 2012

6) Attivazione sperimentale della procedura di sdoganamento in mare

 

 

1) Versamenti errati del diritto camerale: meno sanzioni

Il Ministero dello Sviluppo economico, con la nota 172574 del 22 ottobre 2013, si é allineato ai principi di recente espressi dall’Agenzia delle entrate (circolare n. 27/E/2013), confermando che le sanzioni sui tributi camerali non colpiscono l’intero importo dovuto ma la parte non versata.

Gli omessi versamenti, totali o parziali, del diritto annuale saranno sanzionati con l’applicazione dell’aliquota del 30% solo sulla parte non versata e non più sull’intero importo.

Tale regola si applica sia nei casi di errati pagamenti della maggiorazione dello 0,40% sui versamenti del diritto annuale effettuati entro 30 giorni dal termine ordinario, sia nei casi di ravvedimento operoso.

Basta, quindi, con le sanzioni del 30% applicate sull’intero importo delle somme differite e aumentate dello 0,40%, senza considerare quelle versate.

In particolare, chiarisce il Ministero dello Sviluppo economico, a partire dai ruoli resi esecutivi successivamente all’emanazione della nota, indipendentemente dall’anno di competenza del diritto annuale, le camere di commercio provvederanno ad uniformare i propri comportamenti a quelli individuati dall’Agenzia delle Entrate nella suddetta circolare n. 27/2013.

In attesa dei necessari adeguamenti delle procedure informatiche, le camere di commercio applicheranno tali criteri agli esiti scaturenti dai controlli automatizzati, con riferimento a tutte quelle posizioni in relazione alle quali è necessario applicare un criterio diverso da quello finora seguito.

 
2) Dichiarazioni stato disoccupazione e immediata disponibilità

L’INPS ha provveduto ad aggiornare la modulistica per la richiesta delle prestazioni ASpI (SR134) e Mini-ASpI (SR133) pubblicata nell’apposita sezione del sito (www.inps.it) ed allegata alla circolare INPS n. 154 del 28 ottobre 2013, implementando conseguentemente la procedura di presentazione della domanda telematica da parte di cittadini, Patronati e contact center integrato.

Sono state inoltre integrate, nella Banca dati dei Percettori a disposizione dei Centri per l’Impiego, le funzionalità necessarie agli stessi per ricevere le dichiarazioni di immediata disponibilità da parte di cittadini, Patronati e contact center integrato, al fine degli adempimenti di competenza.

Nella predetta circolare 154/2013 sono descritti in dettaglio aspetti procedurali e modalità di trasmissione delle dichiarazioni attraverso il Sistema Informativo dei Percettori.

 

3) Modello F24 per pagare la multa per la falsa documentazione presentata

Ecco il codice tributo per versare con il Modello F24 Accise la sanzione amministrativa (multa per sospendere la riscossione, se la documentazione è falsa) che va dal 100 al 200% dell’ammontare degli importi a debito, con un minimo di 258 euro.

È stato istituito, dall’Agenzia delle entrate con la risoluzione 72/E del 28 ottobre 2013, il codice tributo per versare la somma dovuta a titolo di sanzione dal contribuente/debitore che ha presentato dichiarazione fraudolenta al concessionario della riscossione affinché sospenda ogni iniziativa di riscossione in riferimento a partite a ruolo da lui stesso indicate (comma 537, art. 1, Legge 228/2012).

Ferma restando la responsabilità penale, la multa che si applica in questo caso va dal 100 al 200% del debito fiscale, con un importo minimo di 258 euro.

Per versare la sanzione, poiché è consentita la riscossione delle entrate tributarie ed extratributarie con le modalità stabilite dall’articolo 17 del D.Lgs. 241/1997, nel modello F24 Accise, nella “Sezione Accise/Monopoli e altri versamenti non ammessi in compensazione”, deve essere riportato il codice tributo 5347 in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a debito versati”.

Inoltre, nel campo “ente” va indicata la lettera “M”, nel campo “provincia” la sigla della provincia dove ha sede l’ufficio dell’Agenzia che ha emesso il provvedimento di ordinanza/ingiunzione, nel campo “codice identificativo” il codice concessione (nel caso non sia presente, 999999).

Altresì, nel campo “rateazione” si indica il numero della rata nel formato “NNRR”, dove “NN” rappresenta il numero della rata in pagamento e “RR” il numero complessivo delle rate (in caso di pagamento in un’unica soluzione, va scritto “0101”).

Infine, vanno riportati il mese e l’anno in cui è emesso il provvedimento di ordinanza-ingiunzione, rispettivamente, nel campo “mese” e nel campo “anno di riferimento”.

Codici soppressi

L’Agenzia delle entrate, con la risoluzione 71/E del 28 ottobre 2013, ha soppresso i codici tributo 6703, 6713, 6714, 6717, 6718 che consentivano la fruizione di agevolazioni e incentivi fiscali, da parte di determinate categorie di imprese, attraverso crediti d’imposta da utilizzare in compensazione.

Tenuto conto dei periodi ammessi ai benefici e delle modifiche normative intervenute, il ministero dello Sviluppo economico ha richiesto la soppressione dei suddetti codici tributo.

In particolare, si tratta di:

- incentivi fiscali per il commercio (6703);

- agevolazioni per investimenti innovativi 6713);

- agevolazione per spese di ricerca (6714);

- agevolazione per l’acquisto di strumenti di pesatura (6717);

- agevolazione per la promozione dell’imprenditoria femminile (6718).

L’efficacia operativa della soppressione dei codici tributo decorre dal quinto giorno lavorativo successivo alla data di pubblicazione della risoluzione.

 

4) Conto corrente intestato al condominio: imposta di bollo di € 100,00

Nel caso in cui il conto corrente bancario sia intestato ad un condominio, trattandosi di “soggetto diversi da persona fisica”, l’imposta di bollo deve essere corrisposta nella misura annua di € 100,00.

Ciò a causa della previsione dettata dall’art. 13, comma 2-bis della Tariffa  allegata al D.P.R. n. 642 del 1972

Lo ha chiarito l’Agenzia delle Entrate rispondendo a una interrogazione a risposta immediata (n. 5-01163) in Commissione Finanze della Camera il 16 ottobre 2013.

L’interrogazione partiva proprio dalla distinzione posta dal comma 2-bis dell’art. 13 della Tariffa allegata al D.P.R. n. 642 del 1972 tra “persone fisiche”,

per le quali l’imposta è di € 34,20, e “soggetti diversi da persona fisica”, per i quali è invece prevista l’imposta di € 100,00. Ora, dato che il condominio non è certamente una persona giuridica (come peraltro affermato dalla Corte di Cassazione con le Sentenze n. 9148 del 8 aprile 2008 e n. 16920 del 21 luglio 2009), il dubbio era legittimo.

L’Agenzia delle Entrate, però, rispondendo all’interrogazione, e pur citando le citate sentenze della Corte di Cassazione, giunge alla contraddittoria conclusione che il condominio intestatario del conto corrente sia da considerare “soggetto diverso da persona fisica”.

Tuttavia, la stessa Agenzia conclude ritenendo che la problematica “appare meritevole di ulteriori approfondimenti tecnici da parte degli Uffici dell'Amministrazione finanziaria”.

 

5) Online le nuove Statistiche catastali: fotografato il patrimonio immobiliare italiano al 31 dicembre 2012

Disponibili dal 29 ottobre 2013, sul sito dell’Agenzia delle Entrate, le informazioni tecniche relative allo stock immobiliare censito in catasto al 31 dicembre 2012.

Si tratta di circa 72 milioni di immobili o loro porzioni, di cui circa 63 milioni sono unità immobiliari a destinazione ordinaria e speciale, per una rendita complessiva di 36,5 miliardi di euro.

E’, quindi, possibile conoscere, per le province e per i capoluoghi italiani, tutti i numeri aggiornati sulle unità immobiliari urbane distinte per tipologia, la loro consistenza e la rendita catastale.

Per la prima volta, inoltre, le statistiche comprendono anche i dati delle province di Trento e Bolzano, che gestiscono in proprio gli archivi censuari del Catasto.

Quanto pesa il mattone italiano

Secondo la fotografia scattata dall’Osservatorio del mercato immobiliare, insieme alla Direzione centrale del Catasto, le abitazioni sono oltre il 50% delle unità registrate in catasto, mentre le pertinenze (soffitte, cantine, box e posti auto) e i negozi raggiungono quasi il 40% (gruppo C). Seguono a distanza gli immobili per le attività produttive e commerciali (gruppo D) e gli immobili a destinazione particolare di interesse collettivo (gruppo E) pari a circa il 3% del totale.

La rendita del patrimonio immobiliare

In termini di rendita catastale case, uffici, negozi e pertinenze sono pari al 65% del totale, per un valore corrispondente di circa 23 miliardi di euro, mentre gli immobili speciali destinati all’uso produttivo e commerciale raggiungono, sebbene la loro minore numerosità, una quota del 29%, quindi oltre 10 miliardi di euro.

Dove trovare i dati

Tutte le informazioni relative alle statistiche catastali possono essere consultate sul sito dell’Agenzia seguendo questo percorso: Home page/Osservatorio del mercato immobiliare/Pubblicazioni/Statistiche catastali.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 150 del 29 ottobre 2013)

 

6) Attivazione sperimentale della procedura di sdoganamento in mare

Nell’ambito delle iniziative strategiche intraprese dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli per il rilancio della competitività del sistema portuale nazionale, è stata introdotta, su base sperimentale (la sperimentazione deve avere una durata minima di 6 mesi), la procedura di pre-clearing (procedura di sdoganamento anticipato delle merci) per effettuare la presentazione anticipata delle dichiarazioni doganali di esito rispetto all’arrivo della nave.

Tale procedura non è applicabile alle merci per le quali è richiesta la presentazione, ai fini dell’accettazione delle dichiarazioni, della documentazione (certificazioni/nulla-osta) attestante l’esecuzione dei controlli di competenza di altre Amministrazioni che intervengono nel processo di sdoganamento.

Alla luce delle semplificazioni introdotte con lo Sportello Unico Doganale, riguardanti la presentazione della dichiarazione prima del rilascio delle certificazioni/nulla-osta di competenza di altre Amministrazioni, e considerata la possibilità di avvalersi del sistema di monitoraggio del traffico navale attuato dalle Capitanerie di Porto ai sensi del D.Lgs. 196/2005 (Attuazione della direttiva 2002/59/CE relativa all'istituzione di un sistema comunitario di monitoraggio e di informazione sul traffico navale), la procedura di pre-clearing è stata rivista per consentire la presentazione/accettazione della dichiarazione doganale con maggiore anticipo (cd. sdoganamento in mare) ed estenderla anche alle merci che richiedono certificazioni di competenza di Amministrazioni per le quali è attiva l’interoperabilità nell’ambito dello Sportello Unico Doganale.

L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli con la nota n. 121784 del 25 ottobre 2013 (ma pubblicata il 29 ottobre 2103) ha impartito le istruzioni per l’attivazione in via sperimentale dello sdoganamento in mare.

 

Vincenzo D’Andò