Diario quotidiano del 23 ottobre 2013: certificazione di crediti e rilascio del DURC

Pubblicato il 23 ottobre 2013



no al redditometro se sono indicati incrementi patrimoniali nel loro complesso; certificazione di crediti e rilascio del DURC: primi chiarimenti; spesometro: compilazione del modello polivalente; liquidazione: é illegittimo l’avviso di accertamento recapitato all’ex socio

 

 

Indice:

1) No al redditometro se sono indicati incrementi patrimoniali nel loro complesso

2) Certificazione di crediti e rilascio del DURC: primi chiarimenti

3) Spesometro: compilazione del modello polivalente

4) Liquidazione: é illegittimo l’avviso di accertamento recapitato all’ex socio

 

 

1) No al redditometro se sono indicati incrementi patrimoniali nel loro complesso

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 23740 del 21 ottobre 2013, ha stabilito l’illegittimità dell’accertamento sintetico basato sul redditometro con il mero rinvio agli incrementi patrimoniali.

L’Amministrazione finanziaria ha l’onere di specificare le spese sostenute dal contribuente.

La Suprema Corte ha, così, accolto il ricorso di un contribuente che aveva ricevuto una rettifica dell’Irpef basata sul rinvio a non meglio specificati incrementi patrimoniali.

Nel caso di specie, il fisco aveva contestato un incremento di 80 mila euro senza indicare a cosa potesse essere riferito.

In proposito, secondo la Cassazione l’indicazione di una somma complessiva, senza specificazione dell’entità e di altri elementi identificativi dell’unica o delle plurime spese sostenute per incrementi patrimoniali, viola la normativa che, invece, richiede l’esistenza di elementi di fatto certi da porre a base dell’accertamento sintetico.


2) Certificazione di crediti e rilascio del DURC: primi chiarimenti

Primi chiarimenti sulle modalità per il rilascio del DURC alle imprese che, pur essendo debitrici nei confronti degli enti previdenziali, vantano crediti verso le pubbliche amministrazioni.

Emanata dal Ministero del Lavoro la circolare n. 40 del 21 ottobre 2013.

La Direzione generale per l’Attività Ispettiva, con la suddetta circolare, d’intesa con gli Istituti previdenziali, fornisce le prime importanti indicazioni per la corretta applicazione dell’art. 13 bis, comma 5, del D.L. n. 52/2012 e del D.M. 13 marzo 2013, che prevedono il rilascio del Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC) “in presenza di una certificazione (…) che attesti la sussistenza e l’importo di crediti certi, liquidi ed esigibili vantati nei confronti delle pubbliche amministrazioni di importo almeno pari agli oneri contributivi accertati e non ancora versati da parte di un medesimo soggetto”.

Il meccanismo chiarito dalla circolare vuole superare quelle problematiche che non consentivano alle imprese di ottenere un DURC attestante la regolarità - giacché debitrici nei confronti degli Istituti e/o delle Casse edili - sebbene fossero a loro volta creditrici nei confronti delle pubbliche amministrazioni.

Dunque, gli Istituti previdenziali e le Casse edili devono rilasciare il DURC alle imprese che hanno ottenuto la certificazione di uno o più crediti nei confronti della pubblica amministrazione.

Tali crediti, vantati nei confronti delle amministrazioni statali, degli enti pubblici nazionali, delle Regioni, degli enti locali e degli enti del Servizio Sanitario Nazionale, devono essere certi, liquidi ed esigibili e “di importo almeno pari agli oneri contributivi accertati e non ancora versati da parte del soggetto titolare dei crediti certificati”.

Viene previsto il rilascio di un DURC attestante la regolarità pur in presenza di mancati versamenti di contributi e/o premi e/o relativi accessori, a condizione della sussistenza di crediti certificati di importo almeno pari alle somme non versate agli Istituti e/o Casse.

Il Documento è rilasciato “su richiesta del soggetto titolare dei crediti certificati”: Pertanto, qualora il DURC debba essere richiesto d’ufficio da parte di una P.A., il soggetto interessato, nella fase di avvio del singolo procedimento all’interno del quale è prevista tale acquisizione d’ufficio, dovrà dichiarare di vantare crediti nei confronti della pubblica amministrazione per i quali ha ottenuto la certificazione tramite Piattaforma informatica e che conseguentemente il DURC dovrà essere acquisito “ex art. 13 bis, comma 5, D.L. n. 52/2012”.

Tale certificazione potrà essere esibita direttamente agli Istituti e/o Casse edili, fino alla scadenza del termine assegnato al titolare del credito certificato per sanare una irregolarità contributiva; in questa ipotesi gli Istituti e/o le Casse edili rilasceranno, ove ne ricorrano le condizioni, un DURC ex art. 13 bis, comma 5, D.L. n. 52/2012 ancorché non sia stato richiesto esplicitamente dalle stazioni appaltanti.

 

3) Spesometro: compilazione del modello polivalente

Il modello spesometro è ora polivalente. I soggetti titolari di partita Iva sono obbligati a comunicare e trasmettere entro il 12 novembre 2013 per i contribuenti mensili e al 21 novembre 2013 per gli altri.

In base all’art. 21 del D.L. n. 78/2010, rimodulato dal D.L. n. 16/2012, i soggetti passivi Iva devono comunicare all’Agenzia delle entrate:

- Tutte le operazioni documentate da fattura, quale che sia l’importo. Unica eccezione è data dai commercianti al minuto ed assimilati (art. 22 DPR 633/72) e dalle agenzie di viaggi (art. 74-ter del medesimo D.P.R.) che, in relazione agli anni 2012 e 2013, possono segnalare solo le operazioni di almeno € 3.600,00;

- le operazioni non documentate da fattura, se di almeno € 3.600,00;

- le operazioni in contanti di importo di almeno € 1.000,00 legate al turismo effettuati dai soggetti di cui agli artt. 22 e 74-ter del DPR 633/72 (si indicano nel quadro TU del modello dello spesometro);

- leasing e noleggio;

- acquisti da San Marino e operazioni black list (è possibile continuare ad utilizzare le precedenti modalità di comunicazione per le operazioni effettuate fino al 31 dicembre 2013).

Comunicazione operazioni IVA

Il modello per la comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini IVA (c.d. “Spesometro”, ovvero modello di comunicazione polivalente), è stato sostituito, per recepire le osservazioni delle associazioni di catego­ria e degli operatori economici.

Rispetto al Modello approvato ad agosto, il nuovo modello, più completo, contiene due nuovi quadri: Quadro FN per le operazioni con soggetti non residenti e quadro SE per acquisti da operatori di San Marino.

Nelle istruzioni al nuovo modello sono stati chiariti alcuni aspetti che avevano creato dubbi negli operatori.

Queste alcune delle indicazioni più significative.

Le operazioni già monitorate dall’Amministrazione Finanziaria o già inserite in Anagrafe tributaria non vanno inserite anche nello Spesometro (come le operazioni già comunicate all’Anagrafe tributaria, tra cui la fornitura di energia elettrica, telefonia, contratti di assicurazione, atti di compravendita immobili, ecc.).

Si tratta, ad esempio delle operazioni:

- relative a cessioni di beni e prestazioni di servizi, effettuate o ricevute, registrate o sog­gette a registrazione, riguardanti operatori economici aventi sede, domicilio o residenza nei Paese black list (che devono essere indicate in separata sezione del modello polivalente, quadro BL), appositamente istituita per adempiere alle relative comunicazioni periodiche;

- già acquisite tramite i modelli Intrastat;

- di importo superiore a 3.600 euro effettuate nei confronti di contribuenti non soggetti IVA, qualora il relativo pagamento sia avvenuto con carte di credito, di debito o prepagate.

Devono invece essere incluse le operazioni relative ai servizi internazionali, che vanno esposte al netto dei diritti doganali.

Trasmissione analitica o aggregata

Le operazioni da indicare nello spesometro possono essere trasmesse elencando i dati in forma analitica o aggregata: una volta scelta l’una o l’altra forma, la decisione risulta vincolante per l’intero contenuto della comunicazione, anche in caso di invio sostitutivo.

Se si sceglie la modalità aggregata, per ogni cliente e fornitore andranno riportati:

- Il numero delle operazioni effettuate, i cui dati sono esposti in forma aggregata;

- l’importo totale (imponibile e Iva);

- l’importo delle note di variazione (imponibile ed Iva).

Casi particolari

Le istruzioni alla compilazione del modello polivalente hanno fornito i seguenti chiarimenti:

Contribuenti nel regime dei minimi (regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile)

I contribuenti si trovano nel regime dei minimi, avendone i requisiti, sono esonerati dalla comunicazione. Si tratta di operazioni comunque rilevanti ai fini Iva, per cui il cessionario o committente ha l’obbligo di comunicarle (anche se il cedente/cessionario è soggettivamente esonerato).

Autotrasportatori iscritti all’Albo

Possono annotare le fatture emesse entro il trimestre solare successivo a quello di loro emissione ai sensi dell’art. 74 comma 4 del DPR 633/72, l’obbligo di inserimento nella comunicazione scatta al momento in cui le fatture sono registrate (l’obbligo di comunicazione va, quindi, osservato con riferimento al periodo di registrazione delle fatture).

Farmacie

I corrispettivi emessi a fronte dell’incasso delle distinte riepilogative ASL sono oggetto di comunicazione.

SNAI

Sono oggetto di comunicazione i corrispettivi degli estratti conto al gestore degli apparecchi da intrattenimento ex art. 110, comma 7, TULPS; le fatture del pubblico esercizio dove sono collocati gli apparecchi, i corrispettivi da singole giocate al Lotto da soggetti privati.

Cessioni gratuite oggetto di autofattura rientranti nell’attività propria dell’impresa cedente

Sono da comunicare con l’indicazione della partita IVA del cedente.

Operazioni documentate da fatture cointestate

Devono essere comunicate per ognuno dei cointestatari.

Leasing

Per i contratti di leasing e noleggio, permane l’esonero dalla comunicazione per i soli prestatori che effettuano la specifica e più dettagliata comunicazione relativamente ai dati dell’attività caratteristica, la quale, peraltro, con l’ultima versione del tracciato record (allegata al Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 21 novembre 2011), comprende anche i dati delle operazioni non riguardanti il leasing o il noleggio. Si tratta dunque di un esonero disposto al fine di evitare duplicazione di adempimento in capo alle società di leasing e noleggio. Per i soggetti utilizzatori dei beni in leasing o in noleggio permane invece l’obbligo di comunicazione per lo Spesometro.

Operazioni in applicazione del regime IVA del margine

Le relative operazioni, non documentate da fattura, sono oggetto di comunicazione se il totale risulta di importo non inferiore € 3.600,00.

Schede carburante

Sono esclusi dallo Spesometro gli acquisti di carburanti effettuati con carte di credito, debito o prepagate. Per i casi in cui permane la tenuta delle schede carburante, il modello prevede la possibilità del soggetto obbligato alla comunicazione di riportarne i dati con le stesse modalità del documento riepilogativo.

Vendite per corrispondenza

Vengono comunicate con le stesse modalità delle altre operazioni effettuate attraverso i canali distributivi ordinari.

Quindi, per le operazioni con fattura occorre comunicare la vendita indipendentemente dall’importo, per quelle senza fattura la comunicazione sarà effettuata con riguardo alla soglia dei 3.600 euro (sempre al lordo dell’Iva).

Attività in contabilità separata

Nel caso di contribuente che esercita due attività in contabilità separata ai sensi dell’art. 36 DPR 633/72, la fattura del fornitore che contiene costi promiscui ad entrambe le attività, può essere comunicata, ancorché possa dar luogo a distinte registrazioni, compilando un dettaglio unico, al netto di eventuali voci fuori campo IVA.


4) Liquidazione: é illegittimo l’avviso di accertamento recapitato all’ex socio

L’avviso di accertamento recapitato all’ex socio è assolutamente illegittimo.

Ciò secondo quanto stabilito dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 23727 del 21 ottobre 2013.

L’Amministrazione finanziaria ha recuperato a tassazione somme ingenti per ricavi non dichiarati.

In tale contesto, in sede di liquidazione societaria il fisco ha chiamato in causa anche l’ex socio con la notifica dell’avviso di accertamento.

Ma, in sede giurisprudenziale, questa procedura non è apparsa legittima.

Difatti, prima i giudici tributari hanno escluso la “responsabilità” dell’ex socio, ritenendolo “estraneo al rapporto tributario tra la società e l’amministrazione finanziaria”.

Poi la Corte di Cassazione ha affermato che “la responsabilità dei soci per le obbligazioni fiscali non assolte è limitata alla parte da ciascuno di essi conseguita nella distribuzione dell’attivo”.

“in base al bilancio finale di liquidazione”, si sarebbe dovuta accertare “la distribuzione dell’attivo” anche all’ex socio. Ma tale prova, fondamentale, non è stata messa sul tavolo dal Fisco.

Lacuna, questa, fondamentale, perché “distribuzione dell’attivo” da parte della società e “riscossione dell’attivo” da parte del socio rappresentano “condizione per il coinvolgimento del socio nel processo, posto che egli, rispetto ai creditori della società non è debitore in quanto tale, ma lo diventa nella specifica ipotesi di riscossione della quota”.

 

Vincenzo D’Andò