Diario fiscale del 22 ottobre 2013: spesometro, ecco le istruzioni per gli operatori finanziari

operatori finanziari: pronte le specifiche per lo spesometro; confronto tra vecchie e nuove imposte su immobili (Tasi e IMU); bonus assunzioni: un flop; costo orario dei lavoratori delle cooperative del settore socio-sanitario-assistenziale-educativo; é reato penale la mancata esibizione di documenti agli ispettori del lavoro; società tra professionisti: orientamenti notarili; garante del contribuente in decadenza; trasferimento d’azienda: liquidazione del TFR

 

 

Indice:

1) Operatori finanziari: pronte le specifiche per lo spesometro

2) Confronto tra vecchie e nuove imposte su immobili (Tasi e IMU)

3) Bonus assunzioni: un flop

4) Costo orario dei lavoratori delle cooperative del settore socio-sanitario-assistenziale-educativo

5) E’ reato penale la mancata esibizione di documenti agli ispettori del lavoro

6) Società tra professionisti: orientamenti notarili

7) Garante del contribuente in decadenza

8) Trasferimento d’azienda: liquidazione del TFR

 

 

1) Operatori finanziari: pronte le specifiche per lo spesometro

È stato pubblicato il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 18 ottobre 2013 con allegate le specifiche tecniche per l’attuazione delle disposizioni relative alla comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini Iva, di importo pari o superiore a 3.600 euro, al lordo dell’Iva, il cui pagamento sia stato effettuato con moneta elettronica.

Gli operatori finanziari che emettono carte di credito hanno tempo fino al 12 novembre 2013 per comunicare all’Anagrafe tributaria i dati delle operazioni di acquisto effettuate dal 6 luglio al 31 dicembre 2011, dove l’acquirente consumatore finale (che, cioè, non agisce come imprenditore o professionista) ha pagato tramite moneta elettronica.

La disciplina generale dello spesometro prevede l’esonero dalla comunicazione per le operazioni effettuate nei confronti di soggetti privati, laddove il corrispettivo sia saldato mediante carte di credito, carte di debito o prepagate emesse dagli operatori finanziari di cui all’art. 7, comma 6, D.P.R. n. 605/1973.

L’obbligo di comunicazione di tali operazioni è infatti posto a carico degli operatori medesimi.

In questi termini, l’art. 23, comma 41, D.L. n. 98/2011, intervenendo sull’art. 21, D.L. n. 78/2010, ha stabilito che “gli operatori finanziari soggetti all’obbligo di comunicazione previsto dall’articolo 7, comma 6, del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 605 che emettono carte di credito, di debito o prepagate, comunicano all’Agenzia delle Entrate le operazioni di cui al comma 1-bis in relazione alle quali il pagamento dei corrispettivi sia avvenuto mediante carte di credito, di debito o prepagate emesse dagli operatori finanziari stessi, secondo modalità e termini stabiliti con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate”.

Le operazioni oggetto di comunicazione sono quelle rilevanti ai fini IVA, di importo pari o superiore a 3.600 euro (imposta compresa), per i pagamenti effettuati con i predetti strumenti.

La scadenza per l’invio della comunicazione – relativamente alle operazioni ricomprese nel periodo di osservazione tra la data di entrata in vigore del D.L. n. 98/2011 (6 luglio 2011) e il 31 dicembre 2012 – aveva formato oggetto di diverse proroghe, susseguitesi negli ultimi mesi, dovute all’estensione delle informazioni richieste agli operatori (che ha ricompreso, ad esempio, i codici fiscali dei fornitori dei dispositivi di pagamento POS), nonché per esigenze di semplificazione dell’adempimento.

Il tracciato è stato revisionato secondo quanto concordato con le associazioni di categoria, in attuazione del provvedimento direttoriale del 31 gennaio 2013.

 

2) Confronto tra vecchie e nuove imposte su immobili (Tasi e IMU)

In relazione ai confronti tra la nuova imposta Tasi e l’IMU sull’abitazione principale, comparsi su alcuni organi d’informazione, il Ministero dell’Economia e delle Finanze, con il comunicato stampa n. 186 del 20 ottobre 2013 ha fornito alcuni chiarimenti.

Il confronto tra la Tasi (tassa sui servizi indivisibili erogati dai Comuni) e le imposte contemplate nell’attuale ordinamento, spiega il MEF, deve prendere in considerazione non soltanto l’IMU ma anche la componente della Tares relativa ai servizi indivisibili.

Il gettito previsto dalla Tasi ad aliquota standard (1 per mille) viene ritenuto inferiore al gettito pari a circa 4,7 miliardi oggi garantito – ad aliquota standard – dall’IMU…

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