Diario fiscale del 21 ottobre 2013: agenti di commercio, cosa accade a chi non ha provveduto alle modifice presso la CCIAA?

Pubblicato il 21 ottobre 2013

agenti di commercio: modalità operative conseguenti alla scadenza dei termini per l’adeguamento ex albi e ruoli; redditometro: da solo non giustifica l’accertamento fiscale; società in perdita sistematica: nota di Assonime; al via il “bonus giovani”: nota dei CDL; le ultime decisioni della Cassazione; dirigente arrestato: Agenzia delle entrate al fianco degli inquirenti; soppressa la norma sulla responsabilità amministrativa degli enti per i delitti in materia di privacy e altri reati; abolita la vidimazione del registro degli infortuni in FVG; gestione artigiani e commercianti: avvisi bonari dall’INPS

 

 

Indice:

1) Agenti di commercio: modalità operative conseguenti alla scadenza dei termini per l’adeguamento ex albi e ruoli

2) Redditometro: da solo non giustifica l’accertamento fiscale

3) Società in perdita sistematica: nota di Assonime

4) Al via il “bonus giovani”: nota dei CDL

5) Le ultime decisioni della Cassazione

6) Dirigente arrestato: Agenzia delle entrate al fianco degli inquirenti

7) Soppressa la norma sulla responsabilità amministrativa degli enti per i delitti in materia di privacy e altri reati

8) Abolita la vidimazione del registro degli infortuni in FVG

9) Gestione artigiani e commercianti: avvisi bonari dall’INPS

 

 

1) Agenti di commercio: modalità operative conseguenti alla scadenza dei termini per l’adeguamento ex albi e ruoli

Come è noto il 30 settembre 2013 è scaduto il termine per assolvere agli adempimenti conseguenti alla soppressione dei ruoli di agente/rappresentante di commercio, agente di affari in mediazione, mediatore marittimo e dell’elenco autorizzato degli spedizionieri.

A tal proposito, il Ministero dello Sviluppo Economico, con la circolare n. 3662/C del 10 ottobre 2013, ha emanato le disposizioni riguardanti le procedure da attivare per i soggetti inadempienti e/o ritardatari.

Alla luce di ciò, le imprese iscritte nei soppressi ruoli di agente/rappresentante di commercio, agente di affari in mediazione, mediatore marittimo e nel soppresso elenco autorizzato degli spedizionieri e attive al 12/05/2012, che non hanno provveduto ad aggiornare la propria posizione nel Registro delle Imprese e nel Rea entro il 30 settembre 2013, hanno la possibilità di adeguarsi tardivamente pagando le sanzioni Rea (l’oblazione sarà dovuta per ciascun legale rappresentante nella misura di euro 10,00 se la pratica viene inviata entro il 30 ottobre 2013 e nella misura di euro 51,33 per ogni legale rappresentante se la pratica è successiva al 30 ottobre), pena l’inibizione alla continuazione dell’attività tramite provvedimento del Conservatore del Registro delle Imprese con conseguente inizio della procedura di cui all’art. 19, comma 3 della L. 241/1990, concedendo un congruo termine per l’adeguamento.


2) Redditometro: da solo non giustifica l’accertamento fiscale

Le sole risultanze derivanti dal redditometro non giustificano l’accertamento fiscale, ciò poiché rappresentano delle presunzioni semplici al pari dei parametri o degli studi di settore.

Lo ha stabilito la Commissione Tributaria Regionale della Lombardia con la sentenza 209/63/2013.

Dunque, per contestare redditi non dichiarati servono anche prove più concrete.

La querelle è scaturita da un avviso di accertamento con il quale l’Agenzia delle Entrate ha rideterminato il reddito di un contribuente con l’applicazione del vecchio redditometro, poiché disponeva, oltre alla prima casa, di una seconda abitazione e di una macchina.

Nella fase del contenzioso il contribuente si è difeso sostenendo che le presunzioni derivanti dall’applicazione dei coefficienti previsti dai decreti del 1992 sono di carattere semplice. Nel merito, la ricorrente ha sostenuto che il compagno ha contribuito a sostenere i costi di mantenimento dei beni indice posti a base della rettifica.

La Commissione Tributaria Provinciale ha respinto il ricorso del contribuente che, invece, è poi stato accolto dalla Commissione Tributaria Regionale della Lombardia secondo cui il redditometro costituisce un accertamento di natura statistica come sostenuto, tra l’altro, dalla sentenza 23554/2012 della Cassazione.

Dunque, valgono le stesse considerazioni più volte espresse in ordine a parametri e studi di settore, per i quali la motivazione dell’atto non può esaurirsi nel semplice scostamento dalle risultanze del metodo statistico.

L’avviso dell’Amministrazione finanziaria deve contenere l’esito del contraddittorio, necessario per adattare lo strumento al caso concreto.

Inoltre nella motivazione devono emergere le ragioni per le quali sono state disattese le contestazioni sollevate dal contribuente, facendo comparire la gravità, precisione e concordanza a sostegno della presunzione operata.

Proprio a causa della “natura meramente presuntiva del redditometro gli elementi di accertamento da esso derivanti devono essere corredati da ulteriori dati idonei a sostenere le risultanze, così come stabilito in materia di parametri e studi di settore”.

Peraltro, anche qualora si volesse attribuire all’accertamento sintetico operato una portata probatoria più ampia, le presunzioni derivanti sarebbero di carattere relativo, per le quali è sempre prevista la prova contraria a carico del contribuente.

Il redditometro per il 2008 è nullo

A proposito dell’invio da parte dell’Agenzia delle Entrate di accertamenti fiscali da “Redditometro” ai contribuenti, è emersa l’anomalia presente in questi accertamenti.

Consiste nel fatto che l’Agenzia delle Entrate sta rideterminando il reddito dei contribuenti per il 2008 senza valutare se la presunta differenza di reddito tra l’accertato e il dichiarato riguarda anche altri periodi d’imposta.

In particolare, per questa tipologia di accertamento fiscale il legislatore ha stabilito che “l’Ufficio può determinare induttivamente il reddito o il maggior reddito in relazione agli elementi indicativi di capacità contributiva individuati con lo stesso decreto, quando il reddito dichiarato non risulta congruo rispetto ai predetti elementi per due o più periodi d’imposta” art. 38 commi 4, 5 e 6 del DPR n. 600/73).

Ne deriva, quindi, come l’operato dell’Amministrazione finanziaria sia palesemente illegittimo e ciò è confermato anche dalla Cassazione, la quale in più occasioni ha chiarito che condizione basilare per la legittimità del redditometro per un determinato periodo d’imposta è “ … la pur sommaria indicazione delle ragioni in base alle quali la dichiarazione si ritiene incongrua anche per altri periodi d’imposta, così da legittimare l’accertamento sintetico” (sent. Cass., sez. trib, n. 26541 del 05/11/2008, sent. Cass., sez. trib, n. 17200 del 23/07/2009).

Del medesimo avviso, tra l’a