Diario fiscale del 21 ottobre 2013: agenti di commercio, cosa accade a chi non ha provveduto alle modifice presso la CCIAA?

Pubblicato il 21 ottobre 2013



agenti di commercio: modalità operative conseguenti alla scadenza dei termini per l’adeguamento ex albi e ruoli; redditometro: da solo non giustifica l’accertamento fiscale; società in perdita sistematica: nota di Assonime; al via il “bonus giovani”: nota dei CDL; le ultime decisioni della Cassazione; dirigente arrestato: Agenzia delle entrate al fianco degli inquirenti; soppressa la norma sulla responsabilità amministrativa degli enti per i delitti in materia di privacy e altri reati; abolita la vidimazione del registro degli infortuni in FVG; gestione artigiani e commercianti: avvisi bonari dall’INPS

 

 

Indice:

1) Agenti di commercio: modalità operative conseguenti alla scadenza dei termini per l’adeguamento ex albi e ruoli

2) Redditometro: da solo non giustifica l’accertamento fiscale

3) Società in perdita sistematica: nota di Assonime

4) Al via il “bonus giovani”: nota dei CDL

5) Le ultime decisioni della Cassazione

6) Dirigente arrestato: Agenzia delle entrate al fianco degli inquirenti

7) Soppressa la norma sulla responsabilità amministrativa degli enti per i delitti in materia di privacy e altri reati

8) Abolita la vidimazione del registro degli infortuni in FVG

9) Gestione artigiani e commercianti: avvisi bonari dall’INPS

 

 

1) Agenti di commercio: modalità operative conseguenti alla scadenza dei termini per l’adeguamento ex albi e ruoli

Come è noto il 30 settembre 2013 è scaduto il termine per assolvere agli adempimenti conseguenti alla soppressione dei ruoli di agente/rappresentante di commercio, agente di affari in mediazione, mediatore marittimo e dell’elenco autorizzato degli spedizionieri.

A tal proposito, il Ministero dello Sviluppo Economico, con la circolare n. 3662/C del 10 ottobre 2013, ha emanato le disposizioni riguardanti le procedure da attivare per i soggetti inadempienti e/o ritardatari.

Alla luce di ciò, le imprese iscritte nei soppressi ruoli di agente/rappresentante di commercio, agente di affari in mediazione, mediatore marittimo e nel soppresso elenco autorizzato degli spedizionieri e attive al 12/05/2012, che non hanno provveduto ad aggiornare la propria posizione nel Registro delle Imprese e nel Rea entro il 30 settembre 2013, hanno la possibilità di adeguarsi tardivamente pagando le sanzioni Rea (l’oblazione sarà dovuta per ciascun legale rappresentante nella misura di euro 10,00 se la pratica viene inviata entro il 30 ottobre 2013 e nella misura di euro 51,33 per ogni legale rappresentante se la pratica è successiva al 30 ottobre), pena l’inibizione alla continuazione dell’attività tramite provvedimento del Conservatore del Registro delle Imprese con conseguente inizio della procedura di cui all’art. 19, comma 3 della L. 241/1990, concedendo un congruo termine per l’adeguamento.


2) Redditometro: da solo non giustifica l’accertamento fiscale

Le sole risultanze derivanti dal redditometro non giustificano l’accertamento fiscale, ciò poiché rappresentano delle presunzioni semplici al pari dei parametri o degli studi di settore.

Lo ha stabilito la Commissione Tributaria Regionale della Lombardia con la sentenza 209/63/2013.

Dunque, per contestare redditi non dichiarati servono anche prove più concrete.

La querelle è scaturita da un avviso di accertamento con il quale l’Agenzia delle Entrate ha rideterminato il reddito di un contribuente con l’applicazione del vecchio redditometro, poiché disponeva, oltre alla prima casa, di una seconda abitazione e di una macchina.

Nella fase del contenzioso il contribuente si è difeso sostenendo che le presunzioni derivanti dall’applicazione dei coefficienti previsti dai decreti del 1992 sono di carattere semplice. Nel merito, la ricorrente ha sostenuto che il compagno ha contribuito a sostenere i costi di mantenimento dei beni indice posti a base della rettifica.

La Commissione Tributaria Provinciale ha respinto il ricorso del contribuente che, invece, è poi stato accolto dalla Commissione Tributaria Regionale della Lombardia secondo cui il redditometro costituisce un accertamento di natura statistica come sostenuto, tra l’altro, dalla sentenza 23554/2012 della Cassazione.

Dunque, valgono le stesse considerazioni più volte espresse in ordine a parametri e studi di settore, per i quali la motivazione dell’atto non può esaurirsi nel semplice scostamento dalle risultanze del metodo statistico.

L’avviso dell’Amministrazione finanziaria deve contenere l’esito del contraddittorio, necessario per adattare lo strumento al caso concreto.

Inoltre nella motivazione devono emergere le ragioni per le quali sono state disattese le contestazioni sollevate dal contribuente, facendo comparire la gravità, precisione e concordanza a sostegno della presunzione operata.

Proprio a causa della “natura meramente presuntiva del redditometro gli elementi di accertamento da esso derivanti devono essere corredati da ulteriori dati idonei a sostenere le risultanze, così come stabilito in materia di parametri e studi di settore”.

Peraltro, anche qualora si volesse attribuire all’accertamento sintetico operato una portata probatoria più ampia, le presunzioni derivanti sarebbero di carattere relativo, per le quali è sempre prevista la prova contraria a carico del contribuente.

Il redditometro per il 2008 è nullo

A proposito dell’invio da parte dell’Agenzia delle Entrate di accertamenti fiscali da “Redditometro” ai contribuenti, è emersa l’anomalia presente in questi accertamenti.

Consiste nel fatto che l’Agenzia delle Entrate sta rideterminando il reddito dei contribuenti per il 2008 senza valutare se la presunta differenza di reddito tra l’accertato e il dichiarato riguarda anche altri periodi d’imposta.

In particolare, per questa tipologia di accertamento fiscale il legislatore ha stabilito che “l’Ufficio può determinare induttivamente il reddito o il maggior reddito in relazione agli elementi indicativi di capacità contributiva individuati con lo stesso decreto, quando il reddito dichiarato non risulta congruo rispetto ai predetti elementi per due o più periodi d’imposta” art. 38 commi 4, 5 e 6 del DPR n. 600/73).

Ne deriva, quindi, come l’operato dell’Amministrazione finanziaria sia palesemente illegittimo e ciò è confermato anche dalla Cassazione, la quale in più occasioni ha chiarito che condizione basilare per la legittimità del redditometro per un determinato periodo d’imposta è “ … la pur sommaria indicazione delle ragioni in base alle quali la dichiarazione si ritiene incongrua anche per altri periodi d’imposta, così da legittimare l’accertamento sintetico” (sent. Cass., sez. trib, n. 26541 del 05/11/2008, sent. Cass., sez. trib, n. 17200 del 23/07/2009).

Del medesimo avviso, tra l’altro, è sempre stata anche la Direzione Centrale dell’Agenzia delle Entrate (circolare n. 49/E del 9 agosto 2007).

La logica legata a questa tipologia di accertamento, d’altronde, consiste nel fatto che la disponibilità dei beni e di taluni servizi presuppone un loro mantenimento nel tempo e, quindi, l’esistenza di un reddito con carattere di periodicità.

In pratica, a fronte di una disponibilità costante nel tempo di determinati beni, si dovrebbe avere un reddito costante nel tempo del contribuente (ossia per due o più periodi d’imposta).

Ovviamente, tale inversione di tendenza dell’Amministrazione finanziaria con la presa in considerazione di un solo anno oltre a risultare una violazione di legge si pone anche in pieno contrasto con lo Statuto dei Diritti del Contribuente, il quale prevede che “i rapporti tra contribuente e amministrazione finanziaria sono improntati al principio della collaborazione e della buona fede” (art. 10, comma 1, della legge 27 luglio 2000, n. 212).

 

3) Società in perdita sistematica: nota di Assonime

Assonime, con la nota pubblicata il 18 ottobre 2013, spiega come con la risoluzione n. 68/E del 16 ottobre 2013 l’Agenzia delle entrate fornisca importanti indicazioni in merito alla disapplicazione della disciplina delle c.d. società in perdita sistematica di cui all’art. 2, commi 36-quinquies–36-duodecies, del d.l. n. 138/2011.

In particolare, Assonime ricorda che ai sensi del citato art. 2 devono ritenersi “di comodo” – oltre a quelle che non superano il c.d. test di operatività (c.d. società non operative) – anche le società “che presentano dichiarazioni in perdita fiscale per tre periodi d’imposta consecutivi” o che nel corso di un triennio “siano per due periodi d’imposta in perdita fiscale ed in uno abbiano dichiarato un reddito inferiore all’ammontare determinato ai sensi dell’articolo 30, comma 3” della l. n. 724/1994 e, cioè, inferiore al c.d. reddito minimo.

Risultano escluse dalla disciplina in esame quelle società che possono invocare le c.d. cause di esclusione previste dall’art. 30 della l. n. 724/1994 o le c.d. cause di disapplicazione automatica individuate dal Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate dell’11 giugno 2012. Rimane in ogni caso ferma la possibilità di richiedere la disapplicazione della disciplina in esame mediante istanza di interpello ai sensi dell’art. 37-bis, comma 8, del D.P.R. n. 600/1973.
Ciò posto, una società aveva chiesto ai sensi del citato art. 37-bis la disapplicazione della disciplina in esame in quanto la perdita fiscale del 2010 era stata determinata dalla rateizzazione della plusvalenza conseguita in tale esercizio, nel senso che, in assenza di tale rateizzazione essa avrebbe registrato un reddito imponibile con conseguente inesistenza dei presupposti applicativi della disciplina in esame.

In particolare, la società evidenziava che nel 2010 aveva conseguito una plusvalenza derivante dalla cessione di un immobile che aveva concorso a formare un utile di esercizio e, tuttavia, registrava una perdita fiscale per effetto dell’esercizio della facoltà prevista dall’art. 86, comma 4, del TUIR, di rateizzare la plusvalenza in quote costanti in 5 esercizi.

La società richiedeva di poter considerare, ai fini della disciplina in esame, l’importo della plusvalenza nella sua interezza. Ciò non solo per non penalizzare un contribuente che si è limitato semplicemente ad esercitare una facoltà prevista dal legislatore, ma anche in virtù della c.d. causa di disapplicazione automatica di cui al citato Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate, lett. h), secondo cui sono escluse dalla disciplina in esame le “società per le quali risulta positiva la somma algebrica della perdita fiscale di periodo e degli importi che non concorrono a formare il reddito imponibile per effetto di proventi esenti, esclusi o soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta o ad imposta sostitutiva, ovvero di disposizioni agevolative”.

In altri termini, ponendo attenzione a tale ultimo aspetto, l’istante riteneva di dover ricomprendere tra le disposizioni agevolative previste dalla predetta causa di disapplicazione automatica anche la facoltà prevista dall’art. 86, comma 4, del TUIR.

L’Amministrazione finanziaria ha accolto la soluzione interpretativa prospettata dal contribuente.

In particolare, l’Agenzia delle entrate ha evidenziato che l’art. 86, comma 4, del TUIR “lasciando la facoltà al contribuente di scegliere la modalità e la tempistica di tassazione delle plusvalenze, è qualificabile […] quale “disposizione agevolativa” e che, pertanto, in questi casi i contribuenti possono disapplicare automaticamente la disciplina delle società in perdita sistematica senza la necessità di presentare l’istanza di disapplicazione.

Ovviamente, l’Agenzia delle entrate ha precisato che se nell’esercizio in cui viene realizzata la plusvalenza i contribuenti, che hanno esercitato la facoltà prevista dall’art. 86, comma 4, del TUIR, tengono conto del valore integrale della plusvalenza, negli esercizi successivi essi devono ridurre il “risultato fiscale di periodo dell’importo corrispondente alla variazione in aumento effettuata in dichiarazione, in relazione alla quota di plusvalenza rinviata”.

 
4) Al via il “bonus giovani”: nota dei CDL

Il bonus per i giovani svantaggiati, di età compresa tra 18 e 29 anni, introdotto dal Dl 76/2013, è operativo dallo scorso 1° ottobre: grazie alla ripartizione dei fondi avvenuta con il decreto di riprogrammazione delle risorse del 7 agosto 2013 e alle circolari n. 131 e 138 dell’Inps, i datori di lavoro hanno a disposizione tutte le istruzioni per poter presentare le istanze.

Lo ricorda il Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro nella nota del 18 ottobre 2013.

Il quadro gestionale di questo incentivo (1/3 dell’imponibile lordo contributivo, per max 650 euro mensili) si presenta però molto complesso e i datori che si accingono a realizzare queste fattispecie di assunzioni devono prestare attenzione ad attuare una serie di verifiche, per non veder vanificato l’incentivo: Occorre infatti preliminarmente verificare il rispetto dei requisiti soggettivi dei lavoratori: l’età anagrafica compresa tra 18 e 29 anni di età e le altre condizioni.

E’ inoltre richiesto che gli stessi siano privi di impiego regolarmente retribuito da almeno 6 mesi o, alternativamente, siano privi di diploma di scuola media superiore o professionale.

Bisogna poi vagliare i diversi vincoli che la norma richiede in capo ai potenziali beneficiari: in questo caso, occorre il rispetto dei paletti imposti dalla legge 92/2012 per la fruizione delle agevolazioni sulle assunzioni, unitamente alla regole previgenti.

Una volta presentata la domanda, l’Inps, entro tre giorni dall’invio, verifica - a seconda della regione in questione - la disponibilità residua dei fondi e, in caso affermativo, comunica in modalità telematica che è stato prenotato l’importo massimo dell’incentivo per il lavoratore indicato nella domanda iniziale.

Ricevuta la comunicazione di prenotazione positiva dall’Inps, il datore di lavoro è tenuto al rispetto di due termini: entro sette giorni lavorativi deve stipulare il contratto di lavoro o quello di trasformazione; entro quattordici giorni lavorativi ha l’onere di comunicare l’avvenuta instaurazione dell’assunzione, chiedendo la conferma della prenotazione effettuata in suo favore.

 
5) Le ultime decisioni della Cassazione

Ecco di seguito il deposito delle decisioni della Cassazione fiscale del 17 ottobre 2013:

Sentenza 23573/13 - Compensazione di crediti. In tema di compensazione del credito sub iudice la circostanza che l’accertamento di un credito sia oggetto di altro giudizio pendente e non ancora definito con il riconoscimento di cosa giudicata non impedisce che il suo titolare lo eccepisca in compensazione nel giudizio che contro di lui il suo debitore introduca per far valere un proprio credito.

Ordinanza 23624/13 - Imposta di bollo. Per non versare l’imposta di bollo auto è necessario che il veicolo abbia un interesse collezionistico o storico sulla scorta di quanto previsto dall’Asi.

Ordinanza 23643/13 - Contenzioso. L’avviso di ricevimento del piego raccomandato contenente la copia del ricorso per cassazione spedita per la notifica a mezzo posta può essere prodotto fino all’udienza di discussione.

Sentenza 23644/13 - Scritture contabili. Le irregolarità riscontrate dalla Gdf sulla tenuta delle scritture contabili non può essere giustificata dal contribuente dalla circostanza che si affidasse alla contabilità separata in quanto taluni costi generali dell’attività erano imputati per certe annualità all’attività esente e per altre a operazioni imponibili.

Ordinanza 23645/13 - Contenzioso. Contro il diniego dell’amministrazione di procedere all’esercizio del potere di autotutela può essere proposta impugnazione soltanto per dedurre eventuali profili di illegittimità del rifiuto e non per contestare la fondatezza della pretesa tributaria.

Ordinanza 42632/13 - Reati tributari/entrate. Illegittimo il provvedimento di archiviazione del Gip in merito a due distinti reati tributari (dichiarazione fraudolenta e dichiarazione infedele) quando non abbia provveduto a notificare il provvedimento anche all’Agenzia delle entrate parte assolutamente interessata all’esito della vicenda.

Sentenza 42639/13 - Sequestro preventivo. Legittimo il sequestro preventivo di beni immobili e di somme appartenenti all’amministratore unico (nonché socio di maggioranza di una srl) in relazione al mancato versamento dell’Iva. Il fatto che la società versasse in una situazione di assoluta illiquidità non rappresenta un’esimente perché la somma evasa era entrata a far parte del patrimonio sociale e pertanto era obbligo dei rappresentanti legali procedere al versamento.

Sentenza 42640/13 - Confisca per equivalente. Corretta la confisca per equivalente nei confronti del soggetto che non aveva effettuato un versamento sostenendo di aver assunto la qualifica di liquidatore soltanto 18 giorni prima della scadenza del termine per procedere al pagamento.

Sentenza 42641/13 - Reati tributari. La condotta posta in essere da chi emette fatture per operazioni inesistenti e quella che si avvale di dette fatture sono autonome e non danno luogo a un illecito plurisoggettivo.

Sentenza 42642/13 - Dichiarazione fraudolenta. Il delitto di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti si compone di due fasi. Una prima con la dichiarazione fiscale che contenga effettivamente l’indicazione di elementi passivi fittizi e un’altra in cui le fatture devono essere conservate nei registri contabili o nella documentazione fiscale dell’azienda.

Ecco adesso di seguito il deposito delle decisioni della Cassazione fiscale del 15 ottobre 2013:

Sentenza 42334/13 - Sanzioni lavoro. Rileva penalmente la mancata esibizione della documentazione richiesta dall’ispettore del lavoro. Secondo la Cassazione il reato sussiste anche in assenza di indagini di polizia amministrativa.

Sentenza 23314/13 - Agevolazioni fiscali. Risultano deducibili per l’acquirente dei beni i costi delle operazioni soggettivamente inesistenti.

Sentenza 23315/13 - Diritti del contribuente. In una causa superiore a 2.582,28 euro il contribuente, dopo aver depositato personalmente il ricorso, può sanare l’irritualità del ricorso stesso munendosi di assistenza tecnica. Questo spiega la Cassazione per tutelare al massimo il diritto alla difesa previsto dall’articolo 24 della Costituzione.

Sentenza 23317/13 - Agevolazioni fiscali. Il diritto alla detrazione non può essere esercitato in modo differente dal titolo che lo legittima, e cioè dall’indicazione dell’imposta come liquidata nella fattura. Il tutto perché quando la detrazione è superiore o inferiore a quella cui il soggetto passivo ha diritto, perché l’imposta indicata in fattura è in tutto o in parte non dovuta in relazione all’operazione specifica, è necessario procedere alla rettifica.

Sentenza 23387/13 - Concordato preventivo. Gli atti di frode, nell’ottica della revoca all’ammissione al concordato preventivo, non sono costituiti solamente da quegli atti in frode ai creditori, ma anche da quei comportamenti volontari idonei a pregiudicare le aspettative di soddisfacimento dei creditori.

Sentenza 23319/13 - Agevolazioni fiscali. Per quanto concerne gli oneri deducibili per effetto degli accantonamenti al fondo copertura dei rischi di cambio, è necessario conteggiare l’accantonamento attraverso l’evidenziazione del saldo dei crediti e debiti di valuta estera calcolato secondo il cambio corrente al momento della loro insorgenza.

Sentenza 23321/13 - Operazioni fiscali. I ricavi e i costi di cui nell’esercizio di competenza non sia ancora certa l’esistenza o determinabile l’ammontare vanno imputati all’esercizio in cui si verificano tali condizioni.

Sentenza 23323/13 - Sentenze fiscali. Non può essere dichiarata la nullità della sentenza di primo grado quando il contribuente non abbia ricevuto la notifica dell’avviso di trattazione, in quanto si tratta di censura sanabile ex se dal momento che è stato lo stesso contribuente a instaurare il processo.

Sentenza 23325/13 - Agevolazioni fiscali. È onere del contribuente che rivendichi la legittimità della deduzione degli esborsi fatturati e quella della detrazione dell’Iva correlativamente indicata fornire la prova dell’effettiva esistenza delle operazioni.

Sentenza 23329/13 - Leasing. Ai fini fiscali non è sufficiente, come ha fatto l’Agenzia delle entrate nel contratto di leasing, qualificare il contratto come traslativo per configurare una cessione di beni immobili. Occorre dimostrare, invece, che fosse intenzione di entrambe le parti procedere al trasferimento della proprietà del bene alla scadenza del rapporto con l’apposita opzione di acquisto.

Sentenza 23331/13 - Iva. In tema di Iva nelle cd. “operazioni triangolari”, la prova dell’avvenuta esportazione richiede la dimostrazione dell’avvenuta uscita della merce dal territorio doganale.


6) Dirigente arrestato: Agenzia delle entrate al fianco degli inquirenti

Al dirigente arrestato già applicata la misura sanzionatoria della sospensione

La Direzione regionale delle Marche dell’Agenzia delle Entrate ha offerto da subito la massima collaborazione all’Autorità giudiziaria per far piena luce sulla vicenda che ha portato all’arresto di un dirigente della Direzione provinciale di Pesaro e Urbino, nell’ambito di un’inchiesta in cui si ipotizza il reato di corruzione e concussione.

L’Amministrazione aveva già autonomamente avviato l’iter previsto dalla normativa disciplinare accertando profili di illegittimità amministrativa per i quali era stata disposta la sanzione della sospensione disciplinare dal servizio unitamente alla revoca dell’incarico dirigenziale.

“In questo momento - commenta il Direttore regionale delle Marche Carlo Palumbo - la priorità è accertare la verità dei fatti, assicurare piena collaborazione alle autorità inquirenti e tutelare la serenità dei nostri colleghi funzionari che operano ogni giorno con onestà e impegno”.

L’Agenzia delle Entrate condanna con risolutezza qualsiasi comportamento disonesto e da anni orienta i propri sistemi di controllo interno nell’individuazione e prevenzione di ogni possibile abuso con particolare riferimento ai potenziali comportamenti fraudolenti.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 144 del 18 ottobre 2013)

 

7) Soppressa la norma sulla responsabilità amministrativa degli enti per i delitti in materia di privacy e altri reati

La Legge n. 119 del 15 ottobre 2013, pubblicata sulla G.U. n. 242 del 15 ottobre 2013, con la quale è stato convertito il D.L. n. 93 del 14 agosto 2013, recante disposizioni urgenti in materia di sicurezza e contrasto alla violenza, ha soppresso la disposizione che prevedeva l’estensione del catalogo dei reati che possono dar luogo a responsabilità amministrativa dell’ente ai sensi del D.Lgs 231/2001, (art. 9. co. 2 del D.L. 93/2013).

Per effetto della modifica l’ente non potrà pertanto essere chiamato a rispondere per le fattispecie di:

- Trattamento illecito dei dati (art. 167 Codice della privacy);

- falsità nelle dichiarazioni al Garante (art. 168 Codice della privacy);

- inosservanza dei provvedimenti del Garante (art. 170 Codice della privacy);

- frode informatica commessa con sostituzione dell’identità digitale (art. 640 ter, co. 3, c.p);

- indebito utilizzo, falsificazione, alterazione e ricettazione di carte di credito o di pagamento (art. 55, co. 9, D.Lgs 21 novembre 2007, n. 231).

(Assonime, nota del 18 ottobre 2013)

 

8) Abolita la vidimazione del registro degli infortuni in FVG

Abolita la vidimazione del registro degli infortuni sul lavoro nella Regioni Friuli Venezia Giulia dal 17 ottobre 2013.

Nella seduta del Consiglio Regionale dello scorso 1° ottobre è stato approvato un emendamento alla cd. “Legge Europea” che determina l’abolizione della vidimazione del registro degli infortuni sul lavoro nella Regioni Friuli Venezia Giulia.

L’operazione è stata possibile per la competenza regionale in materia sanitaria che attrae la vigilanza sul lavoro.

Il prossimo passo sarà l’abolizione della tenuta stessa del registro. Il provvedimento, che entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione sul BUR (bollettino ufficiale Regionale) è stato pubblicato sul BUR n.42 del 16 ottobre 2013.

(Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, nota del 18 ottobre 2013)

 

9) Gestione artigiani e commercianti: avvisi bonari dall’INPS

Entro il 21 ottobre 2013, saranno messe a disposizione del contribuente, all’interno del Cassetto previdenziale Artigiani e Commercianti, gli avvisi bonari relativi alle rate in scadenza a maggio 2013 e agosto 2013 per i lavoratori autonomi iscritti alle gestioni degli artigiani e commercianti. Le comunicazioni potranno essere visualizzate accedendo nel Cassetto e selezionando dal “Menù” posto a sinistra dello schermo una delle seguenti opzioni:

- Posizione assicurativa/Avvisi Bonari;

- Comunicazione bidirezionale/Avvisi bonari.

Con la prima opzione si potranno visualizzare i dati utilizzati per la formazione dell’avviso bonario, con la seconda verrà visualizzata la comunicazione che solitamente veniva spedita.

Contestualmente sarà anche inviata una email di alert ai titolari.

Qualora gli interessati avessero già effettuato il pagamento, potranno comunicare gli estremi del modello F24 chiamando il call-center dell’Istituto al numero verde 803164 per consentire un rapido abbinamento del versamento.

In caso di mancato pagamento l’importo dovuto sarà richiesto tramite avviso di addebito con valore di titolo esecutivo

(INPS, messaggio n. 16786 del 18 ottobre 2013)

 

Vincenzo D’Andò