Diario fiscale del 18 ottobre 2013: legge di stabilità, le prima valutazioni sui provvedimenti proposti

Pubblicato il 18 ottobre 2013



prime misure dalla Legge di stabilità 2014; legge di stabilità: modifiche alle detrazioni fiscali per lavoro dipendente; le risposte ai vari question time in materia di fisco; approvato il decreto sull’IMU; INPS: incontro formativo sul portale dei servizi per il CTU; interessi dovuti per il pagamento differito dei diritti doganali: uniformazione delle modalità di computo; le principali novità fiscali introdotte dal Governo Letta nel periodo giugno/settembre 2013; agevolazioni ZFU: richieste anche per i professionisti

 

 

Indice:

1) Prime misure dalla Legge di stabilità 2014

2) Legge di stabilità: modifiche alle detrazioni fiscali per lavoro dipendente

3) Le risposte ai vari question time in materia di fisco

4) Approvato il decreto sull’Imu

5) Inps: incontro formativo sul Portale dei servizi per il CTU

6) Interessi dovuti per il pagamento differito dei diritti doganali: uniformazione delle modalità di computo

7) Le principali novità fiscali introdotte dal Governo Letta nel periodo giugno/settembre 2013

8) Agevolazioni ZFU: richieste anche per i professionisti

 

 

1) Prime misure dalla Legge di stabilità 2014

Ecco di seguito i primi contenuti, in materia fiscale, della bozza della Legge di stabilità 2014:

Spese di giustizia

Aumentano le spese di giustizia per le controversie di importo minimo. Questo l'effetto del disegno di legge Stabilità per il 2014, che prevede l'aumento da 8 euro a 25 euro dell’anticipazione forfettaria, dovuta quale rimborso per le notificazioni richieste dall’ufficio giudiziario.

Ma anche per la fascia della cause di valore fino a 5.200 euro il caro-giustizia si farà sentire ancora di più: Attualmente il carico è di 93 euro, di cui 85 euro di contributo unificato e 8 euro di anticipazione forfettaria; con le disposizioni della futura legge di Stabilità si passa a 110 euro di cui 85 euro di contributo unificato e 25 di contributo forfettario.

Ma anche per la fascia della cause di valore fino a 5.200 euro il caro-giustizia si farà sentire ancora di più: Attualmente il carico è di 93 euro, di cui 85 euro di contributo unificato e 8 euro di anticipazione forfettaria; con le disposizioni della futura legge di Stabilità si passa a 110 euro di cui 85 euro di contributo unificato e 25 di contributo forfettario.

Processo tributario

Prevista la possibilità di pagare telematicamente il contributo unificato per il processo tributario. Sarà necessario un decreto ministeriale per le misure attuative.

Sempre per il processo tributario, arriva una chiarificazione sulla modalità di calcolo del contributo unificato.

Il valore della lite, parametro per la quantificazione del balzello, andrà determinato per ciascun atto impugnato anche in appello: Si conta, dunque, per ciascun atto impugnato, l’importo del tributo al netto degli interessi e delle eventuali sanzioni irrogate con l’atto impugnato; in caso di controversie relative esclusivamente alle irrogazioni di sanzioni, il valore è costituito dalla somma di queste.

Rivalutazione beni nel 2013

Si assiste all’ennesima riapertura delle disposizioni in materia di rivalutazioni dei beni di impresa.

Rivalutazione dei beni di impresa nel bilancio 2013: cioè nell’anno in cui, ai fini fiscali, assume piena rilevanza la precedente rivalutazione del 2008. In ogni caso, laddove i contribuenti titolari di reddito di impresa dovessero accedere alla nuova opportunità, gli effetti fiscali della rivalutazione in questione sono posticipati di tre anni. A fronte del maggior valore iscritto sui beni, il costo dell’imposta sostitutiva è del 16% per i beni ammortizzabili e del 12% su quelli non ammortizzabili, mentre, ai fini dell'affrancamento del saldo di rivalutazione, l’imposta sostitutiva dovuta è del 10%.

Incremento automatico dell’Ace

Incremento automatico dell’Ace nel triennio 2014-2016 grazie alla fissazione di nuove aliquote del rendimento nozionale che sono più alte rispetto a quelle già applicate per il 2011 e 2012. L’incremento delle aliquote del rendimento nozionale non avrà effetto nel calcolo degli acconti. Queste le novità che la legge di stabilità vorrebbe introdurre con riguardo all’aiuto alla crescita economica.

La legge di Stabilità sposta in avanti di tre anni l’adeguamento del rendimento nozionale legato ai rendimenti finanziari medi dei titoli obbligazionari pubblici introducendo delle misure fisse.

La legge di stabilità prevede ora che la fissazione tramite decreto dell’aliquota interverrà solo a partire dal 2017 mentre per i primi sette anni di applicazione (2011-2016) la misura è già fissata in modo definitivo ma con un incremento rispetto a quanto originariamente previsto per il primo triennio. Infatti in base alla nuova previsione il rendimento nozionale da utilizzare per il calcolo dell’aiuto alla crescita economica è fissato a una aliquota del 3% con riferimento al triennio 2011-2014 poi incrementato e fissato per il periodo d’imposta in corso al 31.12.2014, al 31.12.2015 e al 31.12.2016 rispettivamente al 4, 4,5 e 4,75%. Dopo di che dovrà intervenire il decreto ministeriale.

Un’altra misura assunta riguarda invece la rilevanza dell’Ace nella determinazione degli acconti d'imposta. Si stabilisce che i soggetti che beneficiano della deduzione devono determinare gli acconti d’imposta per il periodo d’imposta in corso al 31.12.2014 e al 31.12.2015 utilizzando l’aliquota percentuale del rendimento nozionale relativa al periodo d'imposta precedente.

Detrazioni fiscali dal 19% al 18% già a decorrere dal 2013

Taglio retroattivo per detrazioni fiscali e crediti d’imposta.

Il governo avrà tempo sino a fine gennaio per mettere a punto interventi calibrati, vale a dire voce per voce. Se non ci riuscirà, scatteranno i tagli lineari. In questo caso, gli sconti Irpef sugli oneri previsti dall’art. 15 Tuir passeranno dall’attuale 19 al 18% già per quest’anno e al 17% per il 2014.

Dalle spese mediche agli interessi passivi sui mutui, dalle spese funebri ai costi per la frequenza di scuole secondarie e università, senza tralasciare i premi assicurativi sulla vita e le erogazioni liberali. Lo prevede la bozza di legge di stabilità 2014.

Ma entro il 31 gennaio 2014, cioè dopo 30 giorni dall’entrata in vigore della manovra di stabilità, palazzo Chigi sarà chiamato pure a un altro impegnativo compito: fare ordine tra i diversi crediti d’imposta attualmente vigenti.

Sgravi Irap per nuove assunzioni

Sgravi Irap per le imprese che assumono lavoratori a tempo indeterminato. Ma attenzione alla media. L’agevolazione non scatterà in automatico, bensì solo all’incremento della base occupazionale registrata nel periodo d’imposta precedente. Mentre i professionisti dicono addio all’esenzione Irap che era stata disciplinata, a partire dal 2014, dalla legge di Stabilità dello scorso anno. Lo prevede lo schema di ddl Stabilità 2014. Per quanto riguarda le assunzioni, il provvedimento introduce ai fini Irap una deduzione del costo dei nuovi dipendenti a tempo indeterminato fino a un massimo di 15 mila euro annui per ciascun lavoratore. Viene integralmente riscritto l’articolo 11, comma 4-quater del DLgs n. 446/1997. Il beneficio, applicabile a partire dal 2014, potrà essere fruito nell'esercizio in cui avviene l’assunzione e nei due successivi. Tuttavia la norma pone alcuni paletti. In primo luogo il neo-assunto deve andare a incrementare il numero medio dei dipendenti a tempo indeterminato registrato nell’anno precedente.

Agevolazione sulle ristrutturazioni edilizie

Le detrazioni per gli incentivi delle ristrutturazioni e per l’ecobonus vengono prorogati anche per il 2014, rispettivamente al 50% e al 65%. Poi scenderanno, nel biennio successivo, al 40 e 50%. E’ quanto prevede la Legge di Stabilità.

Compensazioni Irpef/Ires

In materia di imposte dirette, basta alle libere compensazioni tra crediti e debiti fiscali.

Difatti,  nel momento in cui gli importi superano i 15.000 euro, la compensazione avrà bisogno del visto di conformità, con un meccanismo analogo a quello già introdotto per l’Iva.

Bollo su estratti conto

Si prevede l’aumento dall’1,5 (prevista per il 2013) al 2 per mille  (prevista per il 2014) dell’imposta di bollo sulle comunicazioni periodiche alla clientela relative a prodotti finanziari, compresi i depositi bancari e postali.

Sarà inoltre prevista l’imposta di bollo forfetaria di 16 euro per le istanze presentate alle pubbliche amministrazioni per via telematica e per i conseguenti atti e certificati. In arrivo, infine, l’uniformazione della dichiarazione dell’imposta di bollo assolta in modo virtuale.

 

2) Legge di stabilità: modifiche alle detrazioni fiscali per lavoro dipendente

Legge di stabilità: Il cuneo fiscale premia i single ?. Ai non sposati lo sconto fiscale in busta paga scatterà dai redditi a partire da 8mila euro che è il limite dal quale opererà la modifica della bozza del DDL alle detrazioni fiscali per lavoro dipendente.

Il capofamiglia invece, per avere qualche euro in più in busta-paga, deve guadagnare almeno 11mila euro se è sposato e senza prole, 13mila euro se oltre al coniuge ha pure un figlio a carico e 15mila se ha coniuge e due figli a carico. In questi casi, rispettivamente, gli sconti annui saranno di 78 euro (6,5 euro mensili), 114 euro (9,5 euro mensili) e 40 euro (3,3 euro al mese) pari all’Irpef oggi versata. Per conseguenza anche lo sconto massimo sarà diverso: Per il single e per il capofamiglia con solo coniuge o con coniuge e un figlio a carico, infatti, arriverà a 182 euro annui in corrispondenza del reddito di 15mila euro; per il capofamiglia con due figli a carico oltre al coniuge a 177 euro in corrispondenza del reddito di 16mila euro.

Modifica delle detrazioni fiscali

In atto sul lavoro dipendente si applicano quattro tipi di detrazioni (art. 13 del DPR n. 917/1986, Tuir):

- una detrazione di 1.840 euro per i redditi fino a 8mila euro;

- una detrazione di 1.338 euro per i redditi oltre gli 8mila e fino a 15mila euro a cui aggiungere in proporzione al reddito un’ulteriore detrazione di 502 euro;

- una detrazione di 1.338 euro, da proporzionare in base al reddito, per i redditi oltre i 15mila e fino a 55mila;

- una maggiorazione (da 10 a 40 euro) per i redditi tra 23mila e 28mila euro.

La bozza di legge di stabilità prevede una modifica limitatamente ai redditi superiori a 8mila euro e abroga la maggiorazione per i redditi da 23 a 28 mila euro.

A seguito della modifica, da quattro le detrazioni diventeranno tre, ossia:

- detrazione di 1.840 euro per i redditi fino a 8mila euro;

- detrazione di 1.520 euro (+ 182 euro) per i redditi oltre 8mila e fino a 15mila euro a cui aggiungere in proporzione al reddito un'ulteriore detrazione di 320 euro (- 182 euro);

- detrazione di 1.520 euro (+ 182 euro), da proporzionare in base al reddito, per i redditi oltre 15mila e fino a 55mila euro.

Gli sconti Inail alle imprese. La riduzione del costo del lavoro interesserà anche le imprese e arriverà dal taglio dei premi Inail. La bozza di legge di stabilità, infatti, prevede a partire dal prossimo anno un riduzione dei premi e dei contributi per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali per 1miliardo di euro che salirà a 1,1 miliardi nel 2015 e a 1,2 miliari a partire dal 2016.

Imu imprese deducibile al 20%

Legge di Stabilità. Sono due le novità comparse all’ultimo momento rispetto alla bozza circolante. La prima prevede la deducibilità al 20% da Ires e Irpef dell’imposta municipale sui capannoni industriali. La seconda, la fissazione al 2,5 per mille del tetto massimo sulla Tasi (tassa sui servizi indivisibili) per l’abitazione principale. Tasi che insieme alla Tari (tassa sui rifiuti), anch’essa con un tetto massimo del 2,5 per mille, costituirà la Trise che prenderà il posto della Tares e dell’Imu sulla prima casa. Il peso complessivo dell’Imu e della Tasi non potrà superare il tetto massimo dell’imposta municipale, cioè il 6 per mille sulle prime case di pregio e il 10,6 sugli altri immobili. Per quanto riguarda l’Imu di capannoni e alberghi va segnalato il ritorno della sua deducibilità da Ires e Irpef (ma non dall’Irap) al 20% anziché al 50% coprendola con il ripristino dell’Irpef, ma solo al 50%, sulle case sfitte.


3) Le risposte ai vari question time in materia di fisco

Queste le risposte alle interpellanze parlamentari del 16 ottobre 2013:

Equitalia, le rate fino a 10 anni possono attendere

La più lunga rateazione di Equitalia che avrebbe potuto dare respiro a tanti contribuenti in difficoltà può attendere.

Al momento resta, infatti, bloccato il decreto attuativo per mettere in atto la possibilità di estendere fino a 10 anni il piano di rateazione del debito. La conferma arriva dalla risposta fornita dal Governo, tramite il sottosegretario all’Economia Alberto Giorgetti, nel corso del question time in commissione Finanze.

Il dato che emerge dalle parole del ministero dell’Economia è che la stesura del decreto non è neanche iniziata. Una situazione che, di fatto, contrasta con quanto previsto dal decreto del fare (D.L. 69/2013) approvato dal Parlamento a inizio agosto. Il termine per attuare la norma sulle 120 rate era quello dei 30 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione: la scadenza, quindi, sarebbe stata lo scorso 20 settembre. Così come è già scaduto il nuovo termine entro cui doveva essere rivisto l’attuale sistema dell'aggio della riscossione, vale a dire la remunerazione che Equitalia e gli altri concessionari percepiscono per l’attività svolta e che si traduce in un costo aggiuntivo per il contribuente nel conto finale della cartella di pagamento. In questo caso, il decreto del fare aveva addirittura anticipato i tempi per un restyling che sarebbero scaduti il 31 dicembre. Naturalmente al nuovo termine del 30 settembre 2013 il regolamento per riscrivere i compensi spettanti a Equitalia non è stato varato.

Le sanzioni alle case fantasma

Tra le risposte al question time ce n’è anche una che riguarda la conclusione dell’operazione case fantasma, di cui sono stati presentati da poco i risultati ossia l’attribuzione da parte dell’Agenzia delle entrate a più di 492mila immobili di una rendita presunta complessiva di 288 milioni di euro mentre altre 769mila unità immobiliari sono state censite con rendita definitiva dopo la presentazione degli atti di aggiornamento catastale da parte dei proprietari. Una delle richieste di chiarimento riguardava anche le sanzioni applicabili alle unità a cui è stata attribuita una rendita presunta. La risposta del Ministero dell’Economia spiega che si applicano le regole previste dal DLgs 23/2011 sul federalismo fiscale municipale, che ha previsto una quintuplicazione delle penalità previste per la mancata dichiarazione degli immobili al Catasto o delle variazioni di consistenza o destinazione: il 75% delle sanzioni irrogate finisce nelle casse dei Comuni.

Il conto del condominio

Altro chiarimento riguarda l’applicazione dell’imposta di bollo sul conto corrente intestato al condominio. La risposta del Mef è stata che trattandosi di soggetto diverso da una persona fisica (per cui l’imposta di bollo è di 34,20 ad eccezione dei casi in cui scatta l’esenzione) si applica un prelievo annuale di 100 euro. Anche se è stato sottolineato come la questione meriti ulteriori approfondimenti da parte dell'amministrazione finanziaria.

L’interesse sulla rivalutazione degli immobili

Il saggio d’interesse da applicare alla seconda e terza rata della rivalutazione degli immobili prevista fine 2008 è del 3%, in luogo del tasso degli interessi legali, ma allo stesso tempo l’Agenzia delle entrate precisa di aver dato istruzioni agli uffici per non applicare la sanzione sulla differenza di interessi dovuti.

Il quesito formulato riguardava il caso dei contribuenti che avevano optato per il versamento rateizzato dell’imposta sostitutiva ma nella seconda e terza tranche (in scadenza rispettivamente il 16 giugno 2010 e il 16 giugno 2011) e avevano applicato il saggio d’interesse legale più basso. Una situazione prodotta da una controversa applicazione della norma di riferimento che faceva riferimento al saggio d’interesse legale ma in realtà l’aliquota del 3% era stata fissata da un decreto in vigore dal 1° gennaio 2007 al 31 dicembre 2008.

L’Agenzia delle entrate ribadisce che la scelta del 3% era funzionale a una scelta legislativa di applicare una misura fissa negli anni ma allo stesso tempo proprio per la confusione normativa che si è generata non sono dovute le sanzioni in caso di avvenute contestazioni con i controlli automatizzati.

 

4) Approvato il decreto sull’Imu

La Camera dei Deputati ha approvato il Disegno Di Legge di conversione del Decreto Legge 31 agosto 2013, n. 102 recante disposizioni urgenti in materia di IMU, di altra fiscalità immobiliare, di sostegno alle politiche abitative e di finanza locale, nonché di cassa integrazione guadagni e di trattamenti pensionistici (C.1544-A).

Il provvedimento passa ora all’esame dell’altro ramo del Parlamento.

 

5) Inps: incontro formativo sul Portale dei servizi per il CTU

A seguito dell’introduzione dell’Accertamento Tecnico Preventivo Obbligatorio, avvenuta con legge 15 luglio 2011, n. 111 (Legge di stabilità 2012), l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale ha reso disponibile sul proprio sito internet www.inps.it la procedura informatica “Portale dei servizi per il CTU” che, con l’inserimento del codice identificativo (PIN), permette di instaurare una comunicazione diretta tra i Consulenti Tecnici d’Ufficio (CTU) e l’INPS in materia di contenzioso giudiziario medico legale.

Utilizzando questa procedura, il CTU medico legale può trasmettere direttamente all’INPS i dati relativi alle operazioni da svolgere (in primis, l’indicazione della sede, della data e dell’ora di inizio delle operazioni peritali, ottenendone una ricevuta protocollata) e la bozza della relazione peritale, può ricevere le osservazioni del Medico CTP dell’Istituto, può verificare la situazione dei pagamenti a lui dovuti secondo le disposizioni del Giudice.

Le modalità per l’accesso al servizio e le funzionalità gestite nel Portale sono descritte in dettaglio nella circolare Inps n. 139 del 13 dicembre 2012.
E’ stata, pertanto, ideata dalla Direzione Regionale Campania un’iniziativa volta ad informare i Medici sulle potenzialità degli strumenti informatici messi a disposizione dall’Istituto per la gestione del processo.

L’intervento informativo si articolerà in tre edizioni, di una giornata cadauna, nelle date del 19, 20 e 27 Novembre p.v., con orario 14:30 – 18:00 e si terrà presso la sala multimediale dell’ Ordine dei Medici di Napoli (via Riviera di Chiaia, 9/C, Napoli).

Lo stesso è rivolto ai Medici iscritti all’Albo gestito dal medesimo Ordine che abbiano svolto incarichi di C.T.U. in vertenze giudiziarie con l’INPS a decorrere dallo 01/01/2012.

La volontà di partecipazione all’iniziativa, non valida ai fini E.C.M., dovrà essere comunicata dagli interessati necessariamente tramite e-mail, anche non certificata, entro il 14 Novembre p.v., al seguente indirizzo di posta elettronica: cristofaro.salvato@inps.it

Nella stessa e-mail, sarà necessario indicare anche la data dell’incontro a cui si vorrà presenziare, secondo un ordine di preferenza (ad es: 1° data_________, 2° data_________).

Al fine di ottenere le credenziali d’accesso al portale dei servizi per CTU (PIN), gli aderenti all’iniziativa dovranno scaricare, sempre all’interno della stessa pagina web, il modulo in formato elettronico editabile.

Una volta compilato e stampato, questo dovrà essere consegnato, congiuntamente ad una copia del documento identificativo personale, al funzionario Inps presente in sala, presso l’apposito desk a ciò destinato, il quale provvederà all’immediato rilascio del PIN.

Qualora non sia stato possibile il download del modulo, ne sarà distribuita una copia cartacea al desk, il giorno dell’incontro.

 

6) Interessi dovuti per il pagamento differito dei diritti doganali: uniformazione delle modalità di computo

Poiché sono pervenute segnalazioni circa le divergenti modalità di computo degli interessi dovuti per il pagamento differito dei diritti doganali, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, con la nota n. 115837 RU del 15 ottobre 2013 ha diramato le necessarie istruzioni al fine di uniformare al riguardo le modalità operative di tutti i dipendenti Uffici.

Peraltro, gli Uffici doganali possano concedere agli operatori la possibilità di differire per non oltre 30 giorni il pagamento dei diritti doganali senza il pagamento degli interessi.

Le dilazioni di pagamento concesse per periodi maggiori fino ad un massimo di 90 giorni comprensivi dei primi trenta, invece, comportano l’obbligo della corresponsione degli interessi, con esclusione dei primi trenta giorni, al saggio stabilito semestralmente con decreto del Ministro dell’Economia e delle finanze (MEF) sulla base del rendimento netto dei buoni ordinari del tesoro a tre mesi.

I due semestri oggetto di determinazione di detto saggio di interesse da parte del MEF sono così standardizzati:

- 13 gennaio - 12 luglio;

- 13 luglio - 12 gennaio dell’anno successivo.

In proposito, non sembrano emergere particolari difficoltà di calcolo degli interessi in parola nei casi in cui sia la data di decorrenza della dilazione di pagamento (determinata ai sensi dell’art. 80 del TULD) che lo stesso periodo di dilazione del pagamento dei diritti afferenti la fiscalità interna è interamente compreso in uno dei due semestri oggetto di determinazione del saggio d’interesse da parte del MEF.

Difatti, in tali ipotesi è pacifica l’applicazione, per il computo degli interessi, del saggio di riferimento del semestre in cui ricadono sia il dies a quo che il periodo di dilazione del pagamento.

Viceversa, sembrano aver suscitato divergenze interpretative e conseguenti diverse modalità di computo degli interessi in questione i casi in cui il periodo di dilazione (con esclusione dei primi trenta giorni) del pagamento dei diritti afferenti la fiscalità interna ricada in tutto o in parte nel semestre successivo a quello in cui è compresa la data di decorrenza (determinata ex art. 80 del TULD) della dilazione di pagamento. Difatti, in queste ipotesi, sulla base di quanto segnalato, alcuni Uffici per il conteggio degli interessi applicano il tasso di riferimento del semestre in cui è compresa la data di decorrenza del periodo per il quale è concesso il pagamento differito, altri Uffici, invece, applicano il tasso di riferimento del semestre in cui ricade il periodo di dilazione (con esclusione dei primi trenta giorni) del pagamento dei diritti afferenti la fiscalità interna.

Al riguardo, l’Agenzia delle Dogane ritiene corretta l’interpretazione della norma adottata dagli Uffici che operano secondo quest’ultima modalità; ciò poiché tali tipologie di interessi, avendo natura compensativa, ossia nello specifico mirano a compensare l’erario nazionale degli svantaggi connessi alla concessione all’operatore del beneficio del pagamento differito dei diritti doganali afferenti la fiscalità interna, non possono che essere conteggiati sulla base del saggio di interesse vigente al momento dell’effettivo godimento di detto beneficio o, specularmente, dell’effettivo scompenso sopportato dall’erario nazionale.

Pertanto, al fine di uniformare le modalità di calcolo degli interessi in argomento, gli Uffici dovranno operare secondo le seguenti procedure:

a) nel caso in cui il periodo di dilazione (computato senza tener conto dei primi trenta giorni) del pagamento dei diritti afferenti la fiscalità interna ricada interamente in un semestre, dovrà applicarsi il saggio di interesse stabilito con decreto del MEF per lo stesso semestre;

b) nel caso in cui il periodo di dilazione (calcolato, sempre, senza considerare i primi trenta giorni) del pagamento dei diritti afferenti la fiscalità interna ricada a cavallo dei due semestri, dovranno applicarsi entrambi i saggi di interesse stabiliti con appositi decreti del MEF, ognuno con riferimento ai giorni ricadenti nel rispettivo semestre.

 

7) Le principali novità fiscali introdotte dal Governo Letta nel periodo giugno/settembre 2013

Assonime, con la circolare n. 32/2013, illustra in maniera sintetica le principali novità normative dell’estate 2013 che hanno riguardato la disciplina fiscale.

In particolare, vengono evidenziate le novità fiscali di maggior rilievo introdotte dal c.d. “Decreto sugli eco-bonus” (D.L. n. 63 del 4 giugno 2013, convertito con modificazioni dalla Legge n. 90 del 3 agosto 2013), dal c.d. “Decreto del fare” (D.L. n. 69 del 21 giugno 2013, convertito con modificazioni dalla Legge n. 98 del 9 agosto 2013), dal c.d. “Decreto lavoro” (D.L. n. 76 del 28 giugno 2013, convertito con modificazioni dalla Legge n. 99 del 9 agosto 2013) e, infine, dal c.d. “Decreto IMU” (D.L. n. 102 del 31 agosto 2013).

 

8) Agevolazioni ZFU: richieste anche per i professionisti

Agevolazioni per la Zona Franca Urbana anche per i professionisti: E’ questa la richiesta del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro al Ministero dello Sviluppo Economico.

Come si ricorderà, la circolare n. 32024 del 30 settembre 2013, ha previsto che gli sconti fiscali e retributivi nelle Zfu possano essere chiesti anche da “professionisti purché svolgano la propria attività in forma di impresa e siano iscritti, alla data di presentazione dell'istanza di agevolazione, al Registro delle imprese”. Una disposizione fortemente incongruente con le norme generali sulle professioni, che ha fatto scaturire la richiesta di rettifica da parte del Consiglio nazionale.


Vincenzo D’Andò