Diario quotidiano del 17 ottobre 2013: il Consisiglio dei Ministri ha licenziato la bozza della Legge di stabilità 2014

Pubblicato il 17 ottobre 2013



con la Legge di Stabilità 2014 arriva il riordino del sistema di tassazione locale; anche in caso di omesso versamento Iva i beni non sono confiscabili; aggiornato l’Annuario del contribuente; manovra “correggi deficit” in G.U.; regime di solidarietà negli appalti: circolare della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro; INAIL: servizi telematici - iscrizioni con “riattivazione” del codice ditta; Fondazione Studi Consulenti del lavoro: riforma da contro riformare; disciplina delle società in perdita sistematica: quando non occorre presentare l’istanza di interpello; la costruzione di rete in fibra ottica con Iva al 10%

 

 

Indice

1) Con la Legge di Stabilità 2014 arriva il riordino del sistema di tassazione locale

2) Anche in caso di omesso versamento Iva i beni non sono confiscabili

3) Aggiornato l’Annuario del contribuente

4) Manovra “correggi deficit” in G.U.

5) Regime di solidarietà negli appalti: circolare della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro

6) INAIL: servizi telematici - iscrizioni con “riattivazione” del codice ditta

7) Fondazione Studi Consulenti del lavoro: riforma da contro riformare

8) Disciplina delle società in perdita sistematica: quando non occorre presentare l’istanza di interpello

9) La costruzione di rete in fibra ottica con Iva al 10%

 

 

1) Con la Legge di Stabilità 2014 arriva il riordino del sistema di tassazione locale

Il Consiglio dei Ministri, il 15 ottobre 2013, ha approvato due disegni di legge, tra cui quello contenente disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di Stabilità 2014).

La Legge di Stabilità per il 2014 intende favorire la crescita e promuovere l’occupazione.

Con le misure disposte nel provvedimento si avvia un percorso di riduzione del carico fiscale sulle famiglie e sulle imprese.

La spending review che verrà progressivamente implementata nel corso del 2014 potrà ulteriormente contribuire a individuare le razionalizzazioni della spesa con le quali finanziare ulteriore riduzione della pressione fiscale.

Nel dettaglio, la Legge di Stabilità prevede interventi per 27,3 miliardi di euro nel triennio 2014-2016, di cui 11,6 nel solo 2014, così suddivisi:

- 14,6 miliardi nel triennio per sgravi fiscali (rispettivamente 9 per le famiglie e 5,6 per le imprese); i 3,7 miliardi del 2014 sono destinati per 2,5 miliardi alle famiglie (1,5 riguardano l’Irpef) e per 1,2 miliardi alle imprese;

- 11,2 miliardi nel triennio per azioni sociali, progetti di investimento, impegni internazionali, di cui 6,2 in conto capitale; per il 2014 si prevedono 6,4 miliardi;

- 1,5 miliardi per investimenti a livello locale e la restituzione di debiti commerciali di parte capitale.

La Legge di Stabilità va ad interessare, peraltro, le seguenti macro aree:

Interventi per persone, famiglie e società

- Riduzione dell’Irpef per i lavoratori

- Disposizioni in favore degli esodati

- Rifinanziamento della Cassa Integrazione Guadagni

- Nuove misure contro la povertà

- 5 x 1000

- Fondo per le politiche sociali

- Fondo per la non autosufficienza

- Finanziamento del Fondo per le Università

- Potenziamento della Protezione Civile e Piano per la difesa del suolo

Interventi per le imprese

- Riduzione del costo del lavoro per le imprese

- Detrazione dell’Irap per i nuovi assunti

- Potenziamento dell’ACE (Aiuto alla Crescita Economica)

- Rivalutazione dei beni di impresa e delle partecipazioni

- Incremento del Fondo di garanzia per le PMI

- Incremento del Fondo di sviluppo e coesione

- Stop all’aumento IVA per le imprese sociali

- Rifinanziamento del Fondo per i contratti di sviluppo

- Rifinanziamento del Fondo per la crescita sostenibile

Investimenti

- Allentamento dei vincoli del Patto di Stabilità per i Comuni

- Completamento del sistema MOSE di Venezia

- Fondi ANAS per le Infrastrutture e Salerno-Reggio Calabria

- Manutenzione straordinaria delle Ferrovie e velocizzazione del Corridoio Adriatico

- Ricostruzione dell’Aquila

- Trasporto pubblico locale

- Ecobonus e ristrutturazioni edilizie

La nuova service tax (Trise)

Con la Legge di Stabilità 2014 arriva il riordino del sistema di tassazione locale che pone l’Italia in linea con gli standard europei. Al posto di l’IMU e TARES si istituisce una tassa sui servizi municipali il cui gettito andrà interamente ai Comuni.

La nuova Service Tax  comprenderà:

- La tassa che serve a coprire i costi del servizio di raccolta rifiuti (Tari). È calcolata in base ai metri quadrati o alla quantità di rifiuti e la versa chi occupa l’immobile;

- la tassa sui servizi indivisibili offerti dai comuni (Tasi). È calcolata sui metri quadrati o sul valore catastale ed è pagata dai proprietari.

La Service Tax è piena autonomia: una tassa locale pagata ai Comuni per pagare i servizi dei Comuni.

 

2) Anche in caso di omesso versamento Iva i beni non sono confiscabili

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 42350 del 15 ottobre 2013, ha stabilito che per i reati fiscali (tra cui l’omesso versamento Iva commessi dall’amministratore in favore dell’azienda) i beni delle società non sono confiscabili. Infatti la misura restrittiva può essere disposta solo in caso di illeciti previsti dalla 231 sulla responsabilità amministrativa degli enti.

La Suprema Corte, che ha dichiarato inammissibile il ricorso della Procura di Genova, ha poi precisato che l’impresa non può essere considerata un concorrente nel reato e nell’utilizzo del profitto dell’omesso versamento dell’Iva. La confisca non si può applicare neppure sulla base di questo ragionamento.

Il giudice di legittimità ha, inoltre, spiegato che l’empasse non può essere superato neppure con un intervento delle Sezioni unite. Si è in presenza di un vuoto normativo che va colmato.

 

3) Aggiornato l’Annuario del contribuente

L’Agenzia delle entrate ha aggiornato l’annuario del contribuente on line a seguito delle recenti modifiche normative.

In particolare, l’aggiornamento porta la data del 15 ottobre 2013.

Aggiornamento Parte I - Assistenza e servizi dell’Agenzia

La Parte è stata integrata con le informazioni sulle attività e sui servizi forniti dall’Agenzia in materia catastale e ipotecaria e sulle modalità di utilizzo del servizio “Reclami e suggerimenti”.

Nel capitolo dedicato ai servizi telematici le novità sono diverse: dalla nuova procedura di abilitazione al canale Entratel, operativa dal 1° ottobre 2013, alle nuove modalità di adesione al servizio “Cassetto fiscale delegato”. Inserite, infine, informazioni su “Sister”, la piattaforma telematica dei servizi catastali e di pubblicità immobiliare.

Aggiornamento Parte II - Il Fisco sulla casa

Nel capitolo che tratta la tassazione degli immobili è stato aggiornato il paragrafo sull’Imu con le recenti novità introdotte dal Decreto Legge n. 102/2013.

Tra le altre novità che l’Annuario segnala:

- la riduzione dell’aliquota di tassazione dell’imposta sostitutiva dovuta dalle persone fisiche che scelgono il regime della cedolare secca (per i contratti di locazione a canone concordato);

- la nuova detrazione (Irpef e Ires) del 65%, prevista fino al 31 dicembre 2013, della quale possono usufruire coloro che effettuano interventi antisismici su immobili che si trovano in zone sismiche ad alta pericolosità;

- la detrazione Irpef del 50% delle spese sostenute per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici nuovi.

 

4) Manovra “correggi deficit” in G.U.

Il D.L. n. 120 del 15 ottobre 2013, recante “disposizioni urgenti di riequilibrio della finanza pubblica nonché in materia di immigrazione”, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 242 del 15 ottobre 2013.

Il provvedimento consentirà all’Italia di mantenere gli impegni assunti con Bruxelles per il contenimento del deficit entro la soglia del 3% del PIL.

L’intervento da 1,6 miliardi di euro (ribattezzato “manovrina”), con il fine di consentire di rimettere l’Italia in linea per il raggiungimento degli obiettivi di contenimento del deficit, dovrebbe scongiurare l’apertura di una nuova procedura di infrazione comunitaria.

 

5) Regime di solidarietà negli appalti: circolare della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro

La circolare della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro n. 13 del 16 ottobre 2013 ricostruisce il regime di solidarietà negli appalti.

Il regime di solidarietà negli appalti è stato interessato negli ultimi mesi da un susseguirsi di interventi legislativi che ne hanno esteso l’ambito di applicazione, sia relativamente ai soggetti interessati che alle materie oggetto dall’obbligazione solidale.

Da ultimo il legislatore è intervenuto con il Decreto Legge 28 giugno 2013, n.76, convertito con modificazioni dalla legge 9 agosto 2013, n. 99, pubblicata nella G.U. 22 agosto 2013, n. 196 che ha operato un’interpretazione autentica dell’articolo 29 del D.Lgs. 276/2003 cd. legge Biagi, recante la disciplina della solidarietà tra committente, appaltatore e subappaltatori relativamente a trattamenti retributivi e contributivi dei lavoratori limitando la deroga consentita seguendo le procedure eventualmente previste dai contratti collettivi, nonché chiarendo che il regime è applicabile anche ai lavoratori autonomo mentre è esclusa la pubblica amministrazione.

Altro intervento recente è contenuto nel Decreto Legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito con modificazioni dalla Legge 9 agosto 2013, n. 98, pubblicata nella G.U. 20 agosto 2013, n. 194 che invece ha apportato modifiche alla legge 4 agosto 2006, n. 248 la quale dopo gli importanti interventi dello scorso anno contenuti nella Legge 7 agosto 2012, n. 134, prevede responsabilità solidali sul fronte tributario nell’ambito degli appalti di opere o servizi.

La modifica consiste nella eliminazione dell’Iva dalla solidarietà.

Lo scorso anno, inoltre, il legislatore è intervenuto più volte rendendo la materia delle responsabilità solidali negli appalti di difficile applicazione sia per le imprese, giustamente timorose di essere coinvolte col proprio patrimonio nel caso di inadempienze dei soggetti interessati alla filiera degli appalti, ma anche per i professionisti che debbono orientare e consigliare i loro clienti non solo nella fase patologica e quindi nel momento in cui il problema investe già l’obbligato solidale, ma soprattutto in fase preventiva al fine invece di consentire di adottare adeguati strumenti di tutela nella fase contrattuale e nella esecuzione dell’appalto.

 

6) INAIL: servizi telematici - iscrizioni con “riattivazione” del codice ditta

L’INAIL, con la nota n. 6262 del 14 ottobre 2013, comunica le modalità previste dall’Istituto per le iscrizioni con “riattivazione” del codice ditta.

Al fine di mantenere l’unicità della situazione contributiva e contabile, nel caso in cui un soggetto identificato da un determinato codice fiscale cessi l’attività e successivamente inizi nuovamente un’attività soggetta all’obbligo assicurativo, l’Istituto mantiene fermo il codice ditta già assegnato in precedenza, procedendo alla “riattivazione” dello stesso, con istituzione di una nuova posizione assicurativa territoriale per ogni singola sede di lavoro indicata nella denuncia di esercizio.

 

7) Fondazione Studi Consulenti del lavoro: riforma da contro riformare

La Fondazione Studi Consulenti del lavoro ha emesso il parere n. 4 del 14 ottobre 2013 sull’art. 117 costituzione: una riforma da contro riformare.

Eccolo di seguito:

Come è noto la riforma costituzionale del 2001 ha previsto che la potestà legislativa generale appartiene allo Stato e alle Regioni, posti sullo stesso piano, con attribuzione della competenza per materie specifiche.

Pertanto, in generale la competenza ad emanare leggi risulta essere:

- esclusiva dello Stato;

- residuale (esclusiva) delle Regioni;

- concorrente

Con la legge 131-2003 (c.d. La Loggia) il Legislatore interviene ulteriormente, precisando che rimangono in vigore le leggi dello Stato nelle materie in cui la competenza è passata alle regioni, fino a che queste ultime non produrranno normativa sulle materie stesse.

Ciò ha determinato una notevole difficoltà di individuazione della normativa competente a tutto svantaggio del certezza del diritto. La menzionata riforma costituzionale in materia lavoristica crea difformità di comportamenti e di modalità attuative in relazione a diversi istituti contrattuali e alla stessa gestione delle procedure di accesso alla occupazione.

In materia di apprendistato professionalizzante le Regioni entro il 30 settembre 2013 avrebbe dovuto approvare le apposite linee guida, laddove questo non sia avvenuto troverà direttamente applicazione la normativa del D.L. 76/2013: eliminazione del piano formativo per la formazione trasversale , adozione di un modello unico per la tenuta del libretto formativo e per le imprese multi localizzate previsione delle regole della formazione centralizzandole in un'unica Regione.

Da ciò si evince che nasceranno difformità normative tra le Regioni inerti e quelle che invece hanno approvato le menzionate linee guida.

Ciò si aggiunge alla già difficile situazione inerente alle diverse modalità operative che le Regioni hanno adottato per la formazione, relativamente alla quale le Regioni hanno la facoltà di organizzare percorsi formativi trasversali. Ne deriva, quindi, che anche il legislatore ordinario sta cercando di superare il modello della regionalizzazione ex art. 117 cost.

Così come portatore di difficoltà operative è il sistema del collocamento diffuso sul territorio che tante difficoltà e numerose complicazioni porta per gli imprenditori e i consulenti del lavoro che li assistono.

Altre problematiche sorgono in materia di tirocini formativi. Infatti, la Corte Costituzionale (con la sentenza 287/2012) ha dichiarato costituzionalmente illegittimo l'art. 11 D.L. n. 138/2011,

conv. in L. n. 148/2011, in quanto la regolamentazione statale invade la competenza regionale in materia di tirocini. Pertanto la materia dei tirocini rimane regolata dalle rispettive normative regionali e in via residuale dall'art. 18 della L. 196/97 e relativo regolamento di attuazione D.M. n. 142/98. Ciò determina una inaccettabile differente regolamentazione dei tirocini a seconda della Regione interessata.

Non possono, inoltre, essere dimenticate le differenti posizioni regionali in materia di obbligatorietà e vidimazione del registro infortuni. La regionalizzazione dei centri per l'impiego ha creato diverse modalità operative e diverse procedure di accesso alla c.d. Occupazione. Il tutto con grande sperpero di denaro pubblico e disagi per le aziende.

Ulteriormente, va sottolineata la diversità regionale delle procedure in materia di cassa integrazione in deroga, che incidono molte spesso sul diritto stesso dei lavoratori di accedere alla prestazione assistenziale e/o previdenziale.

La delicatezza della materia lavoristico previdenziale, l'esigenza di dare certezza al diritto e di uniformare i trattamenti normativi tra i lavoratori italiani, la necessità di sburocratizzare le procedure per rendere più semplice l’accesso alle procedure da parte degli imprenditori richiederebbero un’unica normativa nazionale assorbente. La regionalizzazione ha portato ad una segmentazione territoriale dei rapporti di lavoro, creando spesso delle incomprensibili conflittualità con le norme nazionali.

La sopra menzionata riforma dell’art. 117 costituzione sta dunque manifestando tutti i limiti di un modalità legislativa affrettata e parziale, in un contesto normativo articolato e già compiuto in sè.

La soluzione per questo lungo elenco di criticità è il ritorno alla versione dell'art. 117 ante riforma del 2001.

 

8) Disciplina delle società in perdita sistematica: quando non occorre presentare l’istanza di interpello

La disciplina fiscale relativa alle società in perdita sistematica (art. 2, commi da 36-decies a 36-duodecies, del D.L. 138/2011) può essere disapplicata automaticamente.

Lo precisa l’Agenzia delle entrate con la risoluzione n. 68/E del 16 ottobre 2013.

Non occorre, quindi, presentare un’apposita istanza di interpello, qualora la società in perdita che realizza una plusvalenza, tramite la cessione di un bene posseduto da almeno tre anni, si comporti nel seguente modo:

- Per il periodo d’imposta in cui la plusvalenza viene realizzata, incrementa il risultato fiscale di periodo dell’importo pari alle quote rinviate agli esercizi successivi, grazie all’opzione di cui all’art. 86, comma 4, del Tuir;

- per i periodi d’imposta successivi, rispetto ai quali è stato operato il rinvio della tassazione, riduce il risultato fiscale di periodo dell’importo corrispondente alla variazione in aumento effettuata in dichiarazione, in relazione alla quota di

plusvalenza rinviata.

Dunque, resta fuori dall’osservazione triennale la società che opta per la rateizzazione delle plusvalenze (art. 86, comma 4, Tuir), a condizione che gli effetti fiscali connessi alla scelta vengano sterilizzati sia nel periodo di imposta del realizzo sia in quelli successivi ai quali viene attribuita la quota parte della plusvalenza.

 

 

9) La costruzione di rete in fibra ottica con Iva al 10%

Si applica la tassazione agevolata per le infrastrutture destinate all’installazione di impianti di comunicazione elettronica, assimilate “ad ogni effetto” alle opere di urbanizzazione primaria.

Lo ha chiarito l’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 69/E del 16 ottobre 2013, che, in risposta alla consulenza giuridica richiesta da un’associazione in merito alla possibilità di applicare l’aliquota Iva agevolata alle infrastrutture destinate all’installazione di reti e impianti di comunicazione elettronica in fibra ottica, riconosce la validità della soluzione interpretativa prospettata dall’interessata, sentito anche il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, competente in materia urbanistica ed edilizia.

Secondo il ministero interpellato, il Dpr 380/2001 (“Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia”) riporta gli interventi di urbanizzazione primaria e secondaria, riproducendo sostanzialmente l’elenco degli interventi di cui alla legge 847/1964 (opere di urbanizzazione primaria: strade residenziali, spazi di sosta o di parcheggio, fognature, rete idrica, rete di distribuzione dell’energia elettrica e del gas, pubblica illuminazione, spazi di verde attrezzato; opere di urbanizzazione secondaria: asili nido e scuole materne, scuole dell’obbligo nonché strutture e complessi per l’istruzione superiore dell’obbligo, mercati di quartiere, delegazioni comunali, chiese e altri edifici religiosi, impianti sportivi di quartiere, centri sociali, aree verdi di quartiere).

Per questi interventi, il n. 127-quinquies, della tabella A, parte III, allegata al Dpr 633/1972, prevede l’aliquota Iva agevolata del 10%.

Il legislatore, nell’ampliare la categoria delle opere di urbanizzazione, ha operato una scelta di carattere generale, e non di dettaglio, al pari di quella operata nel classificare come opere di urbanizzazione primaria le strade residenziali, gli spazi di sosta e di parcheggio, le fognature e così via.

Pertanto quando il legislatore ha stabilito che “le infrastrutture destinate all’installazione di reti e impianti di comunicazione elettronica in fibra ottica sono assimilate ad ogni effetto alle opere di urbanizzazione primaria di cui all’articolo 16, comma 7, del testo unico di cui al Dpr 380/2001” (art. 2, comma 5, D.L. 112/2008), tale assimilazione riguarda anche le disposizioni in materia di Iva, anche se il n. 127-quinquies del Dpr 633/1972 si riferisce testualmente alla Legge 847/ 1964.

Queste considerazioni sono valide anche per i cavedi multiservizi e i cavidotti per il passaggio di reti di telecomunicazioni.

Viene, pertanto, ritenuta superata la precedente risoluzione n. 41/E del 2006.

 

Vincenzo D’Andò