Diario quotidiano del 15 ottobre 2013: le sanzioni per l’intermediario che non invia le dichiarazioni si calcolano per ogni singolo file non inviato

Pubblicato il 15 ottobre 2013



mancato invio delle dichiarazioni fiscali da parte dell’intermediario: conseguenze sanzionatorie; non è dovuta l’Irap anche se il contribuente (medico nel caso di specie) ha alto reddito e auto di lusso; senza pagamento della ritenuta d’acconto il fisco “attacca” il dipendente; F24: leasing immobiliare, istituiti codici per imposta omessa o insufficiente; aggiornamenti sulle cartelle di Equitalia anche presso le Poste; TFR: aggiornato il coefficiente per il mese di settembre 2013; INAIL: rivalutazione delle prestazioni economiche per infortunio sul lavoro e malattia professionale; illegittimo il licenziamento se la patologia non è particolarmente grave; legge di stabilità per il 2014: oggi in CDM il varo delle misure; aziende trasporto pubblico: rimborso maggiori oneri

 

 

Indice:

1) Mancato invio delle dichiarazioni fiscali da parte dell’intermediario: conseguenze sanzionatorie

2) Non è dovuta l’Irap se il contribuente ha alto reddito e auto di lusso

3) Senza pagamento della ritenuta d’acconto il fisco “attacca” il dipendente

4) F24: leasing immobiliare, istituiti codici per imposta omessa o insufficiente

5) Aggiornamenti sulle cartelle di Equitalia anche presso le Poste

6) TFR: aggiornato il coefficiente di rivalutazione per il mese di settembre 2013

7) INAIL: rivalutazione delle prestazioni economiche per infortunio sul lavoro e malattia professionale

8) Illegittimo il licenziamento se la patologia non è particolarmente grave

9) Legge di stabilità per il 2014: oggi in CDM il varo delle misure

10) Aziende trasporto pubblico: rimborso maggiori oneri

 

 

1) Mancato invio delle dichiarazioni fiscali da parte dell’intermediario: conseguenze sanzionatorie

Sanzione per ogni file non inviato. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 23123 del 11 ottobre 2013, ha precisato le penalità a cui vanno incontro gli intermediari in caso di invio tardivo delle dichiarazioni.

Il cumulo giuridico si applica solo per le sanzioni relative alle dichiarazioni contenute nel medesimo file, ma non per i vari file trasmessi.

A una società erano state irrogate sanzioni per la ritardata presentazione di 70 dichiarazioni di sostituti d’imposta.

L’Ufficio aveva irrogato tante sanzioni per quanti erano i file, mentre ciascuna di queste sanzioni era calcolata applicando il cumulo giuridico con riferimento alle violazioni relative alle singole dichiarazioni. Il contribuente faceva ricorso in C.T.P. chiedendo l’applicazione del cumulo giuridico a tutte le sanzioni irrogate.

I giudici di primo grado lo accoglievano. Lo negava commissione tributaria di secondo grado. Infine, i giudici della Cassazione hanno chiarito che il cumulo giuridico si applica solo per multe relative ai modelli di ogni documento elettronico.

Il Collegio di legittimità ha spiegato che non trova applicazione alle aziende il cumulo giuridico previsto dall’art. 12 D.Lgs. n. 472/1997, bensì il concorso materiale tra violazioni commesse con più azioni od omissioni.

Pertanto, nel caso sottoposto all'esame della Corte, l’Agenzia ha applicato tante sanzioni quanti erano i file, mentre ciascuna sanzione, invece, è stata calcolata tenendo conto del cumulo giuridico delle sanzioni, riferibile alla dichiarazione, poiché la violazione prevista dall’art. 7-bis va riferita alla tardiva e omessa dichiarazione e non al file con il quale sono trasmessi i dati relativi alle dichiarazioni.

Dunque, non trattandosi di un’unica sanzione, ma di pluralità di sanzioni, non può trovare applicazione l’art. 10 della Legge 689/1981.

 

2) Non è dovuta l’Irap se il contribuente ha alto reddito e auto di lusso

Il pagamento dell’Irap dei professionisti sembra cadere colpo dopo colpo sotto le ultime decisioni della Corte di cassazione. Infatti, non paga necessariamente l’imposta il contribuente che dichiara un grosso reddito e che si sposta con un’auto di lusso. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione che, con la sentenza n. 23113 dell'11 ottobre 2013, ha accolto il ricorso di un medico. Dunque la sezione tributaria ha ribaltato il verdetto della C.T.R. di Milano che aveva condannato al pagamento dell’Irap un medico per il solo fatto di possedere un’automobile di grossa cilindrata e di aver dichiarato oltre 100 mila euro. Per i giudici di merito questi due dati erano da soli sufficienti a configurare, o meglio, a far presumere l’esistenza di un’organizzazione autonoma del professionista. Ma lui si era difeso producendo in contraddittorio dei documenti che attestavano con certezza l’assenza di collaboratori o dipendenti e l’impiego di attrezzature minime. Quindi il professionista ha fatto ricorso in Cassazione con successo.

Per la Suprema Corte, infatti, in tema di Irap, presupposto per l’applicazione dell’imposta, secondo la previsione dell’art. 2 del D.Lgs n. 446/1997, è l’esercizio abituale di un’attività autonomamente organizzata diretta alla produzione o allo scambio di beni ovvero alla prestazione di servizi, che ricorre qualora il contribuente sia il responsabile dell’organizzazione e impieghi beni strumentali, eccedenti per quantità o valore, il minimo generalmente ritenuto indispensabile per l’esercizio della professione, oppure si avvalga in modo non occasionale dì lavoro altrui.

Secondo la Cassazione, la C.T.R. non ha fatto corretto uso di tale principio, giacché ha dedotto l’esistenza dell’autonoma organizzazione solo dall’entità del reddito conseguito (che di per sé non è indice di assoggettamento al tributo) e dall’auto utilizzata dal contribuente per giungere sul posto di lavoro, senza peraltro prendere nella giusta considerazione i dati risultanti dalla dichiarazione (solo 620 euro per compensi ai collaboratori).

 

3) Senza pagamento della ritenuta d’acconto il fisco “attacca” il dipendente

Il fisco può emettere accertamento direttamente a carico del lavoratore per il mancato pagamento della ritenuta d’acconto, ancor prima di rivolgersi all’azienda. Il dipendente può, comunque, agire in via di regresso contro la società. Lo ha sancito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 23121 dell'11 ottobre 2013, con la quale ha accolto il ricorso dell’Agenzia delle entrate.

Secondo la Suprema Corte, anche il sostituito deve ritenersi già originariamente (e non solo in fase di riscossione) obbligato solidale al pagamento dell'imposta: soggetto perciò egli stesso all’accertamento e a tutti i conseguenti oneri. Fermo restando, ovviamente, il diritto di regresso verso il sostituto che, dopo avere eseguito la ritenuta, non l’abbia versata all’Erario, esponendolo così all’azione del fisco. Su questo principio, ad avviso della Corte, non incide un altro orientamento di legittimità secondo cui costituisce ritenuta a titolo di acconto quella operata su di un reddito che concorre a formare la base imponibile, mentre costituisce ritenuta a titolo di imposta quella operata su di un reddito non assoggettabile a imposizione.

 

4) F24: leasing immobiliare, istituiti codici per imposta omessa o insufficiente

I codici tributo istituiti dall’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 67/E del 14 ottobre 2013, consentono di pagare, tramite il Modello “F24 Versamenti con elementi identificativi”, l’imposta sostitutiva dei tributi ipotecari e catastali dovuta a seguito di avviso di liquidazione.

In particolare, sono quattro i codici tributo per versare, tramite F24, la “sostitutiva” delle imposte ipotecaria e catastale sui contratti di leasing immobiliare, dovuta a seguito dell’avviso di liquidazione inviato dall’ufficio:

- “A130” per l’imposta

- “A131” per la sanzione

- “A132” per gli interessi

- “A100” per le spese di notifica.

Nel modello di pagamento andranno indicati, nella sezione “Contribuente”, i dati anagrafici e il codice fiscale di chi versa, nella sezione “Erario ed altro”, il codice ufficio, il codice atto e l’anno di riferimento, reperibili nell’avviso di liquidazione. Nel campo “tipo”, infine, va la lettera “F”.

 

5) Aggiornamenti sulle cartelle di Equitalia anche presso le Poste

Al via una stretta collaborazione tra Equitalia e Poste italiane per facilitare ai contribuenti il pagamento delle cartelle. L’ultimo risultato di questa sinergia è il nuovo servizio, per ora attivo in via sperimentale soltanto a Roma e provincia, che consente ai cittadini di pagare l’importo aggiornato del debito direttamente agli sportelli postali, senza ulteriori verifiche e adempimenti.

Un’ulteriore semplificazione, frutto dall’ampliamento dell’utilizzo del canale telematico. L’aumento dei flussi informativi tra i due enti permette, infatti ora, ai terminali delle Poste, di effettuare un calcolo sempre aggiornato degli importi da pagare, tenendo conto di eventuali diminuzioni, degli interessi e delle possibili maggiorazioni, come, ad es., quelle previste dalla legge dopo sessanta giorni dalla notifica della cartella.

La sperimentazione avrà una breve durata poiché entro l’anno il nuovo servizio sarà operativo in tutti i 14mila uffici postali che, afferma Equitalia, rimangono aperti anche il pomeriggio e il sabato mattina.

 

6) TFR: aggiornato il coefficiente di rivalutazione per il mese di settembre 2013

Il TFR accantonato al 31 dicembre 2012 va rivalutato per i lavoratori che hanno cessato il loro rapporto tra il 15 settembre ed il 14 ottobre 2013, del 1,617958%.

 

7) INAIL: rivalutazione delle prestazioni economiche per infortunio sul lavoro e malattia professionale

L’Inail, con la circolare n. 50 del 10 ottobre 2013, informa circa la rivalutazione delle prestazioni economiche per infortunio sul lavoro e malattia professionale nel settore industriale, agricolo, medici radiologi e tecnici sanitari di radiologia autonomi a decorrere dal 1° luglio 2013.

In considerazione di ciò, illustra i riferimenti retributivi per procedere alla prima liquidazione delle prestazioni, alla riliquidazione delle prestazioni in corso, nonché gli indirizzi operativi alle Unità territoriali ai fini della riliquidazione.

 

8) Illegittimo il licenziamento se la patologia non è particolarmente grave

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 23068 del 10 ottobre 2013, ha stabilito la illegittimità del licenziamento di un lavoratore che presenti una patologia fisica non eccessivamente invalidante e, comunque, compatibile con le mansioni assegnategli, una volta adottate le cautele di legge in grado di ridurre i rischi per la salute; ciò anche se il medico competente dell’azienda aveva espresso parere negativo all’idoneità.

Secondo i giudici della Suprema Corte “nel caso di contrasto tra il contenuto del certificato del medico curante e gli accertamenti compiuti dal medico di controllo, il giudice del merito deve procedere alla loro valutazione comparativa al fine di stabilire quale delle contrastanti motivazioni sia maggiormente attendibile, atteso che le norme che prevedono la possibilità di controllo della malattia, nell’affidare la relativa indagine ad organi pubblici per garantirne l’imparzialità, non hanno inteso attribuire agli atti di accertamento compiuti da tali organi una particolare ed insindacabile efficacia probatoria che escluda il generale potere di controllo del giudice”.

 

9) Legge di stabilità per il 2014: oggi in CDM il varo delle misure

Sono tante le indiscrezioni per una manovra che dovrebbe vedere la luce oggi, martedì nel corso del Consiglio dei Ministri.

La Legge di Stabilità, che da sempre è il documento di sintesi della volontà politica e dell’impegno economico del governo, si arricchisce sempre più di nuovi dettagli. Certo il condizionale è d’obbligo, soprattutto dopo l’intervento, via tweet, del presidente del Consiglio, Enrico Letta. “Giornali a caccia di indiscrezioni spacciate per fatti su Legge Stabilità - scrive il premier - Invito a leggere testo vero del Cdm martedì. Il resto è solo caos...”.

Un messaggio che è certo rivolto alla stampa in cerca di notizie, ma anche all'interno del governo per frenare la diffusione di indiscrezioni, talvolta imprecise.

SERVICE TAX, a studio aliquota massima: Il governo sta ancora lavorando all’individuazione dell’aliquota massima.

Si ipotizza un’aliquota di partenza del 3 per mille ovvero una tassa di 30 centesimi a metro quadro. Sembra allo stato assai probabile che una quota ricada anche sugli inquilini. Il governo ha già annunciato di mettere sul piatto già 2 miliardi per abbassare il peso del prelievo. Fino, se possibile ad azzerarlo, sulla prima casa bilanciando sugli altri immobili.

IVA, un’altra aliquota ?

Si preannuncia la revisione delle aliquote Iva. Tema non semplice perchè tira in ballo le competenze dell’Ue. Ed è un fiorire di ipotesi: le attuali 3 aliquote (ora sono tre: 4%, 10% e 22%) potrebbero diventare quattro.

Si stanno effettuando simulazioni con una quarta aliquota al (7-8%), nella quale far confluire alcuni beni ora al 4% ed altri del 10%. Ma potrebbe anche non essere un’aliquota aggiuntiva prevedendo la scomparsa dell’aliquota al 10%. Bensì oppure che alcuni beni salterebbero da un’aliquota all’altra.

Cuneo fiscale: bonus a primavera

Per tagliare il cuneo fiscale (la parte che grava sui lavoratori) si ipotizza un intervento che alla fine si concretizzerebbe in € 200,00 in unica soluzione in più in busta paga (a primavera) nel 2014.

L’intervento complessivo (lavoratori e imprese) sarebbe sui 10 miliardi in tre anni a scalare: 5 nel 2014, 3 nel 2015, 2 nel 2016. Ancora da fissare la ripartizione del beneficio tra lavoratori e imprese. Ma almeno il primo anno dovrebbero essere favoriti i lavoratori. Il bonus arriverebbe ai redditi dei dipendenti sotto i 55.000 euro.

 

10) Aziende trasporto pubblico: rimborso maggiori oneri

Dal 1° gennaio 2005, ai lavoratori addetti ai pubblici servizi di trasporto si applica il trattamento previdenziale di malattia secondo le modalità e i limiti previsti dalla legge per la generalità dei lavoratori del settore industria.

Mediante la contrattazione collettiva di categoria, inoltre, possono essere definiti trattamenti aggiuntivi rispetto a quelli erogati dall’Inps ai lavoratori del settore industria. I maggiori oneri derivanti dagli accordi nazionali stipulati dalle associazioni datoriali e dalle organizzazioni sindacali di categoria sono finanziati utilizzando le somme residuate dagli importi destinati al fine di assicurare il rinnovo del contratto collettivo relativo al settore del trasporto pubblico locale.

L’INPS con la circolare n. 146 dell’11 ottobre 2013 illustra le modalità che le imprese interessate devono seguire per il recupero degli importi spettanti fino all’anno 2010.

Gestione ex Enpals: Circolare INPS, domande di riscatto del corso legale di laurea

L’INPS, infine, ha pubblicato la circolare n. 147 del 14 ottobre 2013 incentrata sulla “Presentazione e consultazione telematica in via esclusiva - Decorrenza”. Nuove modalità di presentazione della domanda di Riscatto di Laurea. Utilizzo del canale telematico.

E’ estesa alla gestione ex Enpals la modalità di presentazione telematica in via esclusiva, a decorrere dal 4/11/2013 delle domande di riscatto del corso legale di laurea.

A partire da tale data l’istanza presentata in forma diversa da quella telematica non sarà procedibile fino a quando il richiedente non abbia provveduto a trasmetterla nella forma indicata.

Per facilitare l’utente nella predisposizione della comunicazione telematica sono stati previsti nella fase di acquisizione un insieme di controlli sulla correttezza e coerenza dei dati inseriti con l’obiettivo di assicurarne la qualità.

 

Vincenzo D’Andò