Diario quotidiano del 10 ottobre 2013: in vigore la Convenzione contro le doppie imposizioni tra l’Italia e la Repubblica di San Marino

Pubblicato il 10 ottobre 2013



determinazione delle prestazioni ASpI e mini ASpI da liquidarsi in funzione dell’effettiva aliquota di contribuzione; atto di autotutela nullo: occorre nuovo accertamento; convenzione tra Italia e San Marino in vigore; Tobin tax: aggiornato elenco soggetti che hanno richiesto la disapplicazione della regola “black list”; operazioni non imponibili: norme di un Trattato internazionale; liquidazione anticipata in unica soluzione degli importi non ancora percepiti delle prestazioni ASpI e mini ASpI per lo svolgimento di attività di lavoro autonomo

 

 

Indice:

1) Determinazione delle prestazioni ASpI e mini ASpI da liquidarsi in funzione dell’effettiva aliquota di contribuzione

2) Atto di autotutela nullo: allora occorre nuovo accertamento

3) Convenzione tra Italia e San Marino in vigore

4) Tobin tax: aggiornato elenco soggetti che hanno richiesto la disapplicazione della regola “black list”

5) Operazioni non imponibili: norme di un Trattato internazionale

6) Liquidazione anticipata in un’unica soluzione degli importi non ancora percepiti delle prestazioni ASpI e mini ASpI al fine dello svolgimento di attività di lavoro autonomo

 

 

1) Determinazione delle prestazioni ASpI e mini ASpI da liquidarsi in funzione dell’effettiva aliquota di contribuzione

L’INPS, con la circolare n. 144 del 8 ottobre 2013, ha fornito le istruzioni attuative del decreto n. 71253 del 25 gennaio 2013 del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle finanze, sulla determinazione delle prestazioni ASpI (Assicurazione Sociale per l’Impiego) e mini ASpI, che vengono liquidate in funzione dell’effettiva aliquota di contribuzione. Con la circolare vengono definite istruzioni operative e aspetti procedurali.

Il 16 maggio 2013 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale – Serie generale n. 113 il Decreto n. 71253 del 25 gennaio 2013 emanato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali di concerto col Ministero dell’Economia e delle Finanze. Detto decreto consente l’attuazione di quella parte della disciplina introdotta dalla Legge 28 giugno 2012 n. 92 (legge di riforma) che - in relazione all’estensione della nuova assicurazione ASpI ad alcune tipologie di lavoratori in precedenza non rientranti nel campo di applicazione dell’assicurazione contro la disoccupazione - ha disposto, a determinate condizioni, un allineamento graduale del contributo ASpI all’aliquota contributiva ordinaria ASpI dell’1,61% (1,31% + 0,30%) per gli anni dal 2013 al 2017. Il provvedimento interministeriale determina per l’anno 2013 le misure delle indennità di disoccupazione ASpI e mini ASpI, da liquidare alla nuova platea degli assicurati, in funzione dell’effettiva aliquota di contribuzione.

Con la presente circolare l’INPS fornise pertanto le istruzioni attuative del decreto in argomento.

Ambito di applicazione.

Dal combinato disposto dei commi 1, 2, 38 e 69, lettera c) dell’art. 2 della legge di riforma si ricava l’ambito di applicazione dell’Assicurazione sociale per l’impiego (ASpI) alle nuove tipologie di lavoratori.

Secondo i suddetti commi 1 e 2, dal 1° gennaio 2013 sono inclusi nell'ambito di applicazione dell'ASpI tutti i lavoratori dipendenti, ivi compresi gli apprendisti e i soci lavoratori di cooperativa che abbiano stabilito, con la propria adesione o successivamente all'instaurazione del rapporto associativo, un rapporto di lavoro in forma subordinata.

Secondo il suddetto comma 38, che ha integrato l’art.1 comma 1 del DPR n. 602 del 1970, l’Assicurazione sociale per l’impiego si applica anche ai lavoratori soci di cooperative di cui al medesimo DPR.

Il successivo comma 69, lettera c) ha abrogato, dal 1° gennaio 2013, l’art. 40 del RDL n. 1827 del 1935 che escludeva, tra gli altri, il personale artistico, teatrale e cinematografico dall’assicurazione obbligatoria per la disoccupazione involontaria.

Sono pertanto obbligatoriamente assoggettati all’ASpI, oltre ai lavoratori in precedenza assicurati contro la disoccupazione involontaria, i lavoratori dipendenti appartenenti alle seguenti categorie:

- apprendisti;

- soci lavoratori delle cooperative di cui al D.P.R. n. 602 del 1970;

- personale artistico, teatrale e cinematografico, con rapporto di lavoro subordinato.

In relazione agli apprendisti va tuttavia precisato quanto disposto dalla Circolare INPS n. 140 del 14 dicembre 2012 che al punto 3.3, chiarisce:

“In relazione all’estensione dell’Assicurazione Sociale per l’Impiego al personale apprendista, l’art. 2, comma 36, della legge n. 92/2012, nel modificare l’art. 2, comma 2, del T.U. di cui al D.lgs. 14 settembre 2011, n. 167, introduce - con effetto sui periodi contributivi maturati a decorrere dal 1° gennaio 2013 - a carico del datore di lavoro, un contributo pari all’1,31% della retribuzione imponibile, dovuto per gli apprendisti, artigiani e non artigiani.
Tenuto conto dell’impianto normativo dell’art. 2 nel suo complesso, nonché dei riflessi sulle previsioni contenute nell’articolo 3 della legge di riforma in materia di Fondi di solidarietà, anche l‘aliquota contributiva dovuta per gli apprendisti deve essere incrementata dello 0,30%, di cui all’art. 25 della legge n. 845/1978; conseguentemente la contribuzione ASpI per gli apprendisti si attesterà in misura pari al 1,61%, in analogia a quanto avviene per gli altri lavoratori dipendenti.

La norma in argomento dispone altresì che su tale contributo non opera lo sgravio contributivo disciplinato dall’art.22, comma 1, della legge 12 novembre 2011, n. 183 (v. punti 2.1 e 8 della circolare n. 128/2012).

Si precisa, infine, che – stante la tecnica legislativa utilizzata - sul contributo per gli apprendisti non trovano applicazione le riduzioni del cuneo contributivo di cui alle leggi n. 388/2000 e n. 266/2005, previste dal co. 26 (v. prec. punto 3). Potranno, invece, continuare ad operare – ove spettanti – le misure compensative ex art. 8 del D.L. n. 203/2005, convertito con modificazioni nella legge n. 248/2005.”

Considerata l’evidenza che per gli apprendisti l’aliquota contributiva è dovuta da subito nella misura piena dell’1,61 %, rientrano nell’ambito di applicazione del Decreto interministeriale in argomento solamente:

- i soci lavoratori delle cooperative di cui al D.P.R. n. 602 del 1970, con rapporto di lavoro subordinato

- il personale artistico, teatrale e cinematografico, con rapporto di lavoro subordinato

là dove, per i suddetti lavoratori - secondo quanto previsto dall’art. 2, comma 27, secondo periodo della Legge di Riforma - risultino già interamente applicate le quote di riduzione contributiva di cui alle leggi n. 388/2000 e n. 266/2005.

Ammontare dell’aliquota e della prestazione.

Stante quanto disposto dall’art. 2, comma 27, secondo periodo della legge di riforma, per le due tipologie di lavoratori da ultimo individuate, la misura della contribuzione ASpI è pari, per il 2013, allo 0,32%, comprensivo della percentuale (0,06%) di frazionamento del contributo di cui all’articolo 25, c. 4 della legge n. 845/1978 (0,30%).

Le indennità ASpI e miniASpI, ai sensi dell’art. 2 del Decreto interministeriale in argomento, sono pertanto liquidate, con riferimento all'anno 2013, in misura proporzionale all'aliquota effettiva di contribuzione e cioè per un importo pari al 20 per cento della misura delle indennità come calcolate ai sensi dei commi da 6 a 9 e da 20 a 22 dell’art. 2 della legge 28 giugno 2012, n. 92.

Modalità di calcolo della prestazione in presenza di contribuzione piena e di contribuzione ridotta nel periodo di riferimento

E’ possibile il caso in cui un lavoratore presenti una situazione tale per cui alle 52 settimane che soddisfano il requisito contributivo per l’accesso alla indennità ASpI o miniASpI concorrano i versamenti per l’assicurazione contro la disoccupazione derivanti da diversi rapporti di lavoro, uno o più a contribuzione piena ed uno o più a contribuzione ridotta, quest’ultima secondo quanto disposto dall’art. 2, comma 27, secondo periodo della legge di riforma.

In questo caso, quale che sia l’aliquota contributiva contro la disoccupazione, piena o ridotta, versata nel corso del rapporto di lavoro la cui cessazione ha dato luogo allo stato di disoccupazione involontario, si procederà secondo le modalità di seguito indicate.

Determinata la retribuzione media imponibile ai fini previdenziali degli ultimi due anni, si individuerà la percentuale di settimane a contribuzione ridotta rispetto al totale della contribuzione utile in fase di precarica dati.

In particolare:

- per l’indennità di disoccupazione ASpI l’individuazione avverrà all’interno delle 52 settimane utili ai fini del soddisfacimento del requisito contributivo precedenti la data di cessazione del rapporto di lavoro;

- per l’indennità di disoccupazione mini ASpI l’individuazione avverrà all’interno delle settimane di lavoro presenti nei dodici mesi precedenti la data di cessazione del rapporto di lavoro.

A questo fine la procedura DsWeb sarà opportunamente adeguata per potere rilevare, ove possibile in modo automatico, i casi in cui si debba applicare la suddetta riduzione e per consentire l’acquisizione della percentuale di settimane a contribuzione ridotta. Dell’avvenuto adeguamento sarà dato avviso con apposito messaggio.

Al momento, pertanto la rilevazione e quantificazione di tale numero di settimane è a cura dell’operatore di sede.

Sin d’ora, invece, la procedura è stata opportunamente modificata per consentire l’acquisizione dei dati seguenti per le tipologie di lavoratori rientranti nell’ambito di applicazione del decreto in argomento:

- Domande di indennità ASpI: Numero settimane a contribuzione ridotta nelle 52 settimane precedenti rispetto alla data cessazione del rapporto di lavoro.

- Domande di indennità miniASpI: Numero settimane a contribuzione ridotta nei 12 mesi precedenti la data di cessazione del rapporto di lavoro.

A seguito dell’inserimento di detto numero di settimane, verrà calcolata la percentuale delle settimane a contribuzione ridotta, rispetto a 52 settimane per le domande di indennità ASpI ovvero alle settimane di lavoro ultimo anno per le domande di indennità miniASpI.

Il dato “Numero settimane a contribuzione ridotta” può essere inoltre acquisito o modificato dall’operatore di sede qualora i dati relativi ai rapporti di lavoro in oggetto presenti in UniEmens non siano aggiornati e comunque nel primo periodo di rilascio del servizio.

Il dato “Numero settimane a contribuzione ridotta” è, invece, obbligatorio se l’operatore di sede ha dovuto indicare la seguente qualifica/categoria per i lavoratori interessati in quanto il servizio di Precarica dati UniEmens non ha individuato in UniEmens rapporti di lavoro della tipologia in argomento:

L Soci lavoratori cooperative con rapporto di lavoro subordinato in progressivo adeguamento contributivo

T Personale artistico con rapporto di lavoro subordinato in progressivo adeguamento contributivo.

All’esito dell’acquisizione dei dati in procedura sarà liquidata una prestazione ridotta in funzione della presenza di settimane a contribuzione piena e di settimane a contribuzione ridotta.

Istruzioni operative e aspetti procedurali.

Sulla base di quanto fin qui esposto, con riferimento all’anno 2013, le Strutture territoriali potranno procedere alla definizione delle domande di indennità ASpI e miniASpI, relative ai lavoratori appartenenti alle due tipologie sopra individuate.


2) Atto di autotutela nullo: allora occorre nuovo accertamento

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 22827 del 8 ottobre 2013, ha stabilito che quando l’Amministrazione finanziaria annulla il provvedimento di autotutela con il quale ha reso invalido un atto impositivo deve procedere a un nuovo accertamento non potendo rivivere il vecchio procedimento.

La Suprema Corte ha così respinto il ricorso del fisco che prima aveva annullato, in autotutela, un accertamento, poi aveva invalidato tale annullamento con la pretesa di far rivivere il primo accertamento.

Ciò non è possibile poiché l’Ufficio è tenuto a riavviare dall’inizio la procedura e a spiccare un nuovo atto impositivo entro i termini.

“Da tale annullamento”, osserva la Cassazione, “non può farsi conseguire, come al contrario ritenuto dall’Agenzia delle entrate nel ricorso in Cassazione, l’ulteriore effetto di riviviscenza dell’originario atto impositivo il quale, travolto dal primo provvedimento, è stato eliminato dall'ordinamento”.

Ciò poiché la permanenza certa del potere impositivo nelle mani dell’Amministrazione, impone, in ogni caso, alla stessa l’obbligo del positivo esercizio di tale potere con l’emissione di un nuovo atto impositivo. Il tutto rispettando i termini sanciti dalla legge per l’accertamento fiscale. Ciò non toglie, tuttavia, che l’esercizio del potere di autotutela implica consumazione del potere impositivo, “sicché rimosso con effetto ex tunc l’atto di accertamento illegittimo o infondato, l’Amministrazione finanziaria conserva e anzi è tenuta a esercitare, nella permanenza dei presupposti di fatto e di diritto, la potestà impositiva”.

Il potere di sostituzione dell’atto impositivo incontra i soli limiti del termine decadenziale previsto per la notifica degli avvisi di accertamento e del divieto o elusione del giudicato sostanziale formatosi sull’atto viziato.


3) Convenzione tra Italia e San Marino in vigore

E’ già in vigore la convenzione contro le doppie imposizioni tra Italia e San Marino.

Con la comunicazione formale da parte dello Stato italiano, il 3 ottobre 2013 è entrata in vigore la Convenzione contro le doppie imposizioni tra l’Italia e la Repubblica di San Marino.

Il Senato della Repubblica italiana aveva ratificato la Convenzione l’8 luglio 2013. La ratifica da parte dello Stato sammarinese è invece avvenuta nel giugno 2012.

Con l’entrata in vigore della Convenzione contro le doppie imposizioni tra l’Italia e San Marino, sottoscritta nel marzo del 2002, la disciplina dei rapporti economici tra i due Paesi entra in una nuova fase, da tempo invero auspicata.

Le disposizioni convenzionali, modificate dal Protocollo firmato nel giugno 2012 ed immediatamente ratificato da San Marino, realizzano condizioni favorevoli allo sviluppo degli investimenti esteri, i quali sono, in tal modo, tutelati dall’esistenza di un quadro coerente di norme pattizie in materia tributaria, idoneo a garantire il regolato svolgimento delle operazioni economiche tra i due Paesi.

Dovrebbe inoltre essere imminente l’uscita di San Marino dalla cd. “black list” di cui al Decreto del Ministero delle Finanze italiano del 4 maggio 1999.

La comunicazione formale da parte dell’Italia, in merito al completamento delle procedure interne di ratifica della Convenzione, rappresenta l’ultimo atto di un iter che ha portato, prima, all’approvazione del disegno di legge di ratifica da parte del Consiglio dei Ministri e, successivamente, all’approvazione da parte delle due Camere del Parlamento italiano.

Le disposizioni della Convenzione si applicheranno a decorrere dal 1° gennaio 2014.

Trattamento convenzionale di dividendi, interessi e royalties

La Convenzione introduce un regime fiscale favorevole per dividendi, interessi e royalties.

Le disposizioni convenzionali prevedono che i dividendi transfrontalieri sono assoggettati a tassazione nello Stato del percipiente.

Trasparenza fiscale e scambio di informazioni

Con l’entrata in vigore della Convenzione, lo scambio di informazioni in materia fiscale tra l’Amministrazione sammarinese e quella italiana sarà improntato agli standard di trasparenza e scambio di informazioni accolti dalla comunità internazionale e recepiti nell’art. 26 dell’accordo, per effetto della modifica apportata dal Protocollo sottoscritto nel giugno del 2012.

 

4) Tobin tax: aggiornato elenco soggetti che hanno richiesto la disapplicazione della regola “black list”

L’Agenzia delle entrate, il 9 ottobre 2013, ha pubblicato l’elenco dei soggetti localizzati in Stati o territori con i quali non sono in vigore accordi per lo scambio di informazioni o per l’assistenza al recupero dei crediti, che hanno richiesto la disapplicazione della regola “black list”.

Tale elenco é aggiornato all’8 ottobre 2013.

 

5) Operazioni non imponibili: norme di un Trattato internazionale

L’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 63/E del 9 ottobre 2013, ha fornito chiarimenti riguardo il trattamento tributario di un Trattato internazionale, in particolare del Trattato istitutivo della Forza di gendarmeria europea (EUROGENDFOR), in tema di “Tributi e diritti doganali”.

Viene prospettato come soluzione interpretativa da parte dell’istante che gli acquisti effettuati dal personale di EUROGENDFOR, di cui all’art. 20 del Trattato, superiori ad € 300,00 devono essere considerati non imponibili ai fini IVA, conformemente a quanto stabilito dall’art. 72 del D.P.R. n. 633/1972.

A tal proposito, secondo il parere dell’Agenzia delle entrate, le disposizioni di cui all’art. 19 e 20 del Trattato consentano l’applicazione del regime di non imponibilità - similmente a quanto previsto dall’art. 72 del DPR n 633 del 1972 - agli acquisti di consistente importo di beni e servizi effettuati da parte di EUROGENDFOR per uso ufficiale (sostenuti in nome e per conto di EUROGENDFOR e risultanti da fatture a questa intestate), nonché agli acquisti di consistente importo effettuati dal personale in forza al QG Permanente, alle condizioni indicate nell’art. 20 del Trattato.

In entrambi i casi, il limite per definire “consistente” l’importo ai fini dell’applicabilità del citato articolo 20 del Trattato può essere mutuato dall’art. 72, comma 2, del DPR 26 ottobre 1972, n. 633 ed individuato nella somma di euro 300,00 (trecento).

Per quanto concerne le modalità con le quali il personale interessato può

usufruire del beneficio in esame, viene condiva la soluzione proposta di considerare applicabile il regime di non imponibilità laddove l’acquirente presenti copia dell’istanza allegata alla presente nota - in precedenza inoltrata ai competenti uffici per il visto - dalla quale risultino dettagliatamente i beni per i quali si richiede il beneficio in questione e che tali beni soddisfano i requisiti indicati nell’articolo 20 del Trattato Istitutivo.

Ad integrazione della nota n. 954-147875 dell’8 novembre 2012, al fine di esonerare il fornitore da ogni responsabilità, l’Agenzia precisa che analogo modello dovrà essere compilato in duplice copia anche in relazione agli acquisti di cui all’articolo 19 del Trattato, con l’indicazione dettagliata dei beni per i quali si richiede il beneficio e l’attestazione che gli stessi soddisfano i requisiti per beneficiare dell’agevolazione di cui all’articolo 19 del Trattato medesimo.

Una copia della dichiarazione, debitamente compilata e sottoscritta dall’autorità competente, sarà trattenuta dal fornitore dei beni e servizi di importo superiore a trecento euro, che potrà così emettere fattura in regime di non imponibilità, con l’indicazione della norma di cui all’articolo 19 o 20 del Trattato istitutivo.

 

6) Liquidazione anticipata in un’unica soluzione degli importi non ancora percepiti delle prestazioni ASpI e mini ASpI al fine dello svolgimento di attività di lavoro autonomo

Liquidazione anticipata in un’unica soluzione degli importi non ancora percepiti delle prestazioni ASpI e mini ASpI al fine dello svolgimento di attività di lavoro autonomo.

In tema l’INPS ha pubblicato la circolare n. 145 del 9 ottobre 2013.

Questi gli argomenti trattati:

- Istruzioni operative, aspetti procedurali e contabili;

- Monitoraggio.

L’8 giugno 2013 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il Decreto n. 73380 del 29 marzo 2013 emanato dal Ministero del Lavoro di concerto col Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Il decreto ministeriale attua le disposizioni di cui all’art. 2 comma 19 della Legge 28 giugno 2012 n. 92 il quale - in via sperimentale e nel limite massimo di 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2013, 2014 e 2015 – prevede che il lavoratore avente diritto alla corresponsione dell'indennità di disoccupazione ASpI o mini ASpI possa richiedere la liquidazione anticipata in un’unica soluzione degli importi del relativo trattamento non ancora percepiti, al fine di intraprendere un'attività di lavoro autonomo, ovvero per avviare un'attività in forma di auto impresa o di micro impresa, o per associarsi in cooperativa.

Con la suddetta circolare l’INPS fornisce pertanto le istruzioni relative al decreto in argomento.


Vincenzo D’Andò