Diario quotidiano del 4 ottobre 2013: accise, le nuove aliquote per bevande alcoliche e gasolio da riscaldamento

Pubblicato il 4 ottobre 2013



ZFU: chiarimenti dal MSE; il fisco può usare le dichiarazioni di terzi operatori; variazione aliquote di accisa; riconoscimento benefici contributivi alle cooperative ex legge L. 240/84; studi di settore: applicabile lo studio più nuovo se favorevole al contribuente; modifiche alla disciplina delle pensioni di inabilità

 

 

Indice:

1) ZFU: chiarimenti dal MSE

2) Il fisco può usare le dichiarazioni di terzi operatori

3) Variazione aliquote di accisa

4) Riconoscimento benefici contributivi alle Cooperative ex legge L. 240/84

5) Studi di settore: applicabile lo studio più nuovo se favorevole al contribuente

6) Modifiche alla disciplina delle pensioni di inabilità

 

 

1) ZFU: chiarimenti dal MSE

ZFU: chiarimenti su regioni Convergenza e provincia di Carbonia-Iglesias.

Il Ministero dello Sviluppo economico, con la circolare n. 32024 del 30 settembre 2013, ha fornito chiarimenti sulle agevolazioni.

Il Decreto 10 aprile 2013 del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze ha previsto la concessione di agevolazioni, sotto forma di esenzioni fiscali e contributive, in favore di imprese di micro e piccola dimensione localizzate nelle Zone Franche Urbane dell’Obiettivo Convergenza, nonché nel territorio dei comuni della provincia di Carbonia-Iglesias ai quali le misure agevolative sono applicate sperimentalmente nell'ambito dei programmi di sviluppo e degli interventi compresi nell’accordo di programma “Piano Sulcis”.

La suddetta circolare, in corso di pubblicazione nella G.U., fornisce chiarimenti in merito alla tipologia, alle condizioni, ai limiti, alla durata e alle modalità di fruizione delle agevolazioni fiscali e contributive previste dal suddetto decreto, al fine di portare a conoscenza di tutti i soggetti interessati, anteriormente all’adozione dei bandi per la presentazione delle domande, le modalità di funzionamento dell’intervento.

Beneficiari

Possono beneficiare delle agevolazioni le imprese di piccola e micro dimensione, già costituite e regolarmente iscritte nel Registro delle imprese alla data di presentazione dell’istanza. Le stesse devono, inoltre, trovarsi nel pieno e libero esercizio dei proprio diritti e non essere in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali.

In merito ai limiti dimensionali, secondo la Raccomandazione 2003/361/CE e il DM 18 aprile 2005:

- si considerano “microimprese” quelle che hanno meno di 10 occupati e un fattura, o un totale di bilancio annuo, inferiore ai 2 milioni di euro;

- si considerano “piccole imprese” quelle che hanno meno di 50 occupati e un fatturato annuo, o un totale di bilancio annuo, non superiore a 10 milioni di euro.

Le imprese devono svolgere le proprie attività all’interno del territorio della ZFU disponendo, alla data di presentazione dell’istanza, di un ufficio o locale destinato all’attività, anche amministrativa, ubicato all’interno del predetto territorio.
Riguardo ai benefici, le imprese possono fruire delle seguenti agevolazioni: Esenzione dalle imposte sui redditi; esenzione dall’IRAP; esenzione dall’IMU; esonero dal versamento dei contributi sulle retribuzioni di lavoro dipendente.

Con specifico riferimento al primo punto, il reddito derivante dallo svolgimento dell’attività svolta dall’impresa all’interno della ZFU, fino a concorrenza dell’importo di 100.000 euro per ciascun periodo di imposta (salvo le maggiorazioni previste per le assunzioni di nuovi dipendenti), è esente dalle imposte sui redditi, a decorrere dal periodo di accoglimento dell’istanza di agevolazione, nei limiti delle seguenti percentuali.

- 100%, per i primi cinque periodi d’imposta;

- 60% per i periodi d’imposta dal sesto al decimo;

- 40% per i periodi d’imposta undicesimo e dodicesimo;

- 20% per i periodi d’imposta tredicesimo e quattordicesimo.

Ai fini della determinazione del reddito per cui è possibile beneficiare dell’agevolazione non rilevano le plusvalenze e le minusvalenze realizzate, né le sopravvenienze attive e passive.

Nel caso in cui l’impresa richiedente svolga la propria attività anche al di fuori del territorio della ZFU, ai fini della determinazione del reddito prodotto all’interno del predetto territorio sussiste l’obbligo in capo all’impresa di tenere una contabilità separata.

Concessione e modalità di fruizione delle agevolazioni

Con riferimento alla concessione delle agevolazioni, viene precisato che l’importo dell’agevolazione è calcolato sulla base del rapporto tra l’ammontare delle risorse stanziate e l’ammontare del risparmio d’imposta e contributivo complessivamente richiesto dalle imprese istanti (c.d. modalità proporzionale).
Le agevolazioni si utilizzano mediante riduzione dei versamenti da effettuarsi in F24, da presentare esclusivamente attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, secondo modalità e termini definiti con apposito provvedimento.


2) Il fisco può usare le dichiarazioni di terzi operatori

Le dichiarazioni degli operatori commerciali circa l’assenza dei macchinari può essere usata dall’Amministrazione finanziaria per contestare la fatture false alla cartiera.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 22519 del 2 ottobre 2013 che ha ribaltato la decisione della CTR del Lazio che, ai fini della rettifica Iva e contestazione di fatture false, ha ritenuto insufficienti le testimonianze raccolte dalla Gdf presso gli operatori commerciali.

Questi avevano infatti testimoniato sulla assoluta mancanza di attrezzature da parte della società emittente i documenti contabili, mancanza che poteva classificarla come cartiera.

Conti esteri con nomi di fantasia non legittimano l’accertamento

Il possesso di estratti di conti esteri intestati a nomi di fantasia non legittima l’accertamento fiscale a carico del detentore perché non è prova sufficiente a dimostrare disponibilità economiche nel paradiso fiscale. Tra l’altro, è del tutto irrilevante che il contribuente si rifiuti di dare qualunque spiegazioni. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione che, con la sentenza n. 22508 del 2 ottobre 2013, ha respinto il ricorso dell’Amministrazione finanziaria. La sezione tributaria ha quindi confermato il verdetto della CTR di Milano che, ribaltando la decisione di primo grado, ha accolto i motivi presentati dai legali di una donna sorpresa all’aeroporto dalla Guardia di finanza con estratti conto bancari di conti esteri, intestati a nomi di fantasia. Questo perché, spiega il Collegio di legittimità, la sentenza impugnata dal fisco ha ritenuto, con accertamento di fatto insindacabile in questa sede, che la mera detenzione di estratti conto intestati ad altri soggetti, seppure con nomi di fantasia, non consentisse di ricondurre, in mancanza di altri elementi, alla detentrice dei documenti la titolarità dei conti correnti bancari. I giudici di appello hanno, altresì, accertato che non vi era “diversa documentazione” dalla quale emergessero in capo all'appellante disponibilità finanziarie all'estero.

Inoltre, secondo la Cassazione non è rilevante la mancata giustificazione del possesso dei documenti e l'atteggiamento del tutto non collaborativo tenuto dalla contribuente paiono costituire, per la loro assoluta neutralità, fatto decisivo che, ove valutato, avrebbe necessariamente comportato una diversa soluzione della controversia. Tra l’altro per la Cassazione non c’è stato alcun ribaltamento dell’onere della prova.

Niente condono a chi fa causa solo per fruire di benefici fiscali

Il condono è ormai nell’aria e il contribuente approfitta per impugnare gli avvisi di accertamento notificatigli anni prima: poi chiede subito la definizione delle liti pendenti ex art. 16 della Legge 289/02, ma il fisco dice no. E ha ragione: il colpo di spugna dietro il pagamento di una somma modesta si giustifica se la lite appare incerta e anche l’Amministrazione ha interesse a chiuderla.

Costituisce invece un abuso del processo la condotta del contribuente che utilizza il ricorso alla giustizia soltanto per creare il presupposto per fruire dal beneficio previsto dal legislatore.

(Corte di Cassazione, sentenza 22502 del 2 ottobre 2013)


3) Variazione aliquote di accisa

A seguito della recente emanazione di disposizioni legislative, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli con la nota n. RU 113220 del 1 ottobre 2013, illustra le novità intervenute di interesse per i prodotti disciplinati dal D.Lgs. n. 504/95.

Aliquote di accisa alcole e bevande alcoliche

L’art. 25, comma 1, del D.L. 12 settembre 2013, n. 104, recante “Misure urgenti in materia di istruzione, università e ricerca”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 214 del 12.9.2013 - Serie generale, ha disposto una variazione in aumento delle aliquote di accisa sulla birra, sui prodotti alcolici intermedi e sull’alcole etilico di cui all’Allegato I del testo unico approvato con il citato D.Lgs. n. 504/95.

In particolare, a decorrere dal 10 ottobre 2013, le aliquote di accisa afferenti i menzionati prodotti vengono incrementate nella misura di seguito indicata:

- Birra, da euro 2,35 ad euro 2,66 per ettolitro e per grado-Plato;

- Prodotti alcolici intermedi, da euro 68,51 ad euro 77,53 per ettolitro;

- Alcole etilico, da euro 800,01 ad euro 905,51 per ettolitro anidro.

Gasolio per il riscaldamento delle coltivazioni sotto serra

L’art. 6, comma 1, del D.L. 21 giugno 2013, n. 69, recante “Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia”, convertito, con modificazioni, in Legge 9 agosto 2013, n. 98, pubblicata nel S.O. n. 63/L alla Gazzetta Ufficiale n. 194 del 20.8.2013 - Serie generale, ha previsto, a decorrere dal 1° agosto 2013 e fino al 31 dicembre 2015, l’applicazione di un aliquota ridotta di accisa sul gasolio utilizzato per il riscaldamento delle coltivazioni sotto serra.

Più specificamente, la stessa disposizione individua i destinatari della misura nei coltivatori diretti e negli imprenditori agricoli professionali iscritti nella relativa gestione previdenziale ed assistenziale e fissa altresì, per l’anno 2013, l’accisa al livello di imposizione pari a euro 25 per 1.000 litri.

L’attribuzione del descritto beneficio ai citati soggetti è condizionata all’obbligo di rispettare la progressiva riduzione del consumo di gasolio per finalità ambientali, da assumere in sede di richiesta dell’assegnazione del medesimo prodotto di cui al decreto del Ministro dell’economia e delle finanze 14 dicembre 2001, n. 454.

L’Agenzia segnala, infine, che il comma 4 del predetto art. 6 rimanda la disciplina delle modalità per la concreta applicazione della misura agevolata in esame ad uno specifico decreto che sarà adottato dal Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze.

 

4) Riconoscimento benefici contributivi alle Cooperative ex legge L. 240/84

L’INPS, con il messaggio n. 15570 del 1 ottobre 2013, chiarisce l’interpretazione autentica contenuta nel Decreto “Fare” dell’art. 9, comma 5, Legge n. 67/1988, in materia di riconoscimento dei benefici contributivi alle cooperative che trasformano, manipolano e commercializzano prodotti agricoli e zootecnici (Cooperative ex Legge n. 240/1984).

L’Istituto conferma, in gran parte, le disposizioni già emanate per la concessione dei benefici contributivi previsti per le zone montane e svantaggiate a favore delle predette cooperative, così come espresse nel messaggio n. 6613/2006 e poi ulteriormente chiarite nei messaggi n. 8594/2012 e n. 20771/2012, , con l’unica eccezione della frase contenuta nel messaggio n. 8594/2012: “I citati benefici non spettano, in ogni caso, per i prodotti che, benché conferiti direttamente dai soci della cooperativa, provengono da soggetti terzi, in virtù di contratti di tipo associativo con il socio della cooperativa, ma estranei al rapporto societario”. Tale frase è da intendersi, per effetto della norma di interpretazione autentica, definitivamente superata.

In sostanza, rimangono invariate le indicazioni per cui il beneficio contributivo dovrà essere calcolato in misura congrua rispetto alla quantità di prodotto coltivato o allevato in zone di montagna o svantaggiate e successivamente conferito alla cooperativa.


5) Studi di settore: applicabile lo studio più nuovo se favorevole al contribuente

Il contribuente può chiedere l’applicazione dello studio di settore nuovo se più vantaggioso.

Ciò sulla base di quanto stabilito dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 20809 del 2013.

Dunque, il contribuente, in sede di accertamento parametrico, può evitare di vedersi applicare lo studio settoriale del connesso periodo d’imposta accertato, potendo, invece, scegliere quello emanato per una successiva annualità, ovviamente più recente.

Questo qualora lo stesso contribuente risulti più avvantaggiato da ultima versione degli studi stessi.

In particolare, la Suprema Corte afferma che l’uso degli studi di settore “costituisce un sistema unitario, frutto di un processo di progressivo affinamento degli strumenti di rilevazione della normale redditività per categorie omogenee di contribuenti, che giustifica la prevalenza, in ogni caso, e la conseguente applicazione reatroattiva dello strumento più recente, in quanto più affinato e, pertanto, affidabile”.


6) Modifiche alla disciplina delle pensioni di inabilità

La Legge di stabilità 2013 (L. 228/2012), in vigore dal 1° gennaio 2013 ha apportato modifiche alla disciplina delle pensioni di inabilità (art. 2 della legge 12 giugno 1984, n. 222) nell’ipotesi in cui il richiedente abbia contribuzione accreditata in due o più forme assicurative.

Si dispone che “Per i soggetti iscritti a due o più forme di assicurazione obbligatoria per invalidità, vecchiaia e superstiti dei lavoratori dipendenti, autonomi, e degli iscritti alla gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, e alle forme sostitutive ed esclusive della medesima, il trattamento di inabilità di cui all’articolo 2 della legge 12 giugno 1984, n. 222, è liquidato tenendo conto di tutta la contribuzione disponibile nelle gestioni interessate, ancorchè tali soggetti abbiano maturato i requisiti contributivi per la pensione di inabilità in una di dette gestioni“.

A scioglimento di ogni riserva, l’INPS con la circolare n. 140 del 03 ottobre 2013, fornisce le istruzioni per l’applicazione di detta normativa.

 

Vincenzo D’Andò