BONUS ASSUNZIONI: gli incentivi per assumere lavoratori under 30

di Marta Bregolato

Pubblicato il 19 settembre 2013



per contrastare la disoccupazione giovanile il Governo ha proposto degli incentivi che agevolino l'accesso di giovani lavoratori nel mercato del lavoro

Uno dei dati più allarmanti che si leggono nelle riviste specializzati, nei quotidiani di economia e che si riscontrano anche più semplicemente camminando per le strade della città è che l’Italia sta scontando uno dei più alti tassi di disoccupazione giovanile europea, l’Italia infatti ha toccato il massimo storico.

Un’indagine Istat condotta nel primo trimestre del 2013 riporta i seguenti preoccupanti dati:

  • Disoccupazione complessiva: 12,8%;

  • Perdita netta di posti di lavoro nel 1' trimestre 2013: 3,4% ovvero 645.000 posti di lavoro persi;

  • Disoccupazione giovanile: 41,2%;

  • Totale disoccupati: 3,3 milioni;

  • Aumento della disoccupazione maschile: 13,9%;

  • Aumento della disoccupazione femminile: 20,1%;

  • Disoccupati in età compresa fra i 15 e i 24 anni: 41,9%.

Non si registravano dati così allarmanti dal 1977, conclusione: abbiamo toccato il fondo.

L’aria che si respira è di così totale sconforto che un altro dato cresce esponenzialmente ovvero quello degli inoccupati.

Ricordiamo che con questo termine si intende coloro che non hanno ancora mai avuto un contratto di lavoro. Si tratta spesso di neolaureati o neodiplomati che, dopo il percorso scolastico o universitario si affacciando al mondo del lavoro e che pertanto rientrano nella percentuale di giovani privi di impiego in Italia.

Se a questo affianchiamo anche il fenomeno, purtroppo sempre più dilagante e culturalmente degradante per il nostro paese, della “fuga dei cervelli” (con conseguente dispersione della forza lavoro qualificata) il futuro che spetta al mondo del lavoro italiano, in particolare giovanile, non è certo esilarante e diventa sempre più chiaro quanto sia urgente porre rimedio a questa situazione.

Ecco quindi che l’attuale Governo Letta con il suo Ministro del Lavoro Enrico Giovannini hanno inserito nel cosiddetto Pacchetto Lavoro (D.L. 28 giugno 2013 – pubblicato in G.U. Serie ordinaria n. 150 del 28.06.201 in vigore dallo stesso giorno di pubblicazione), all’articolo 1 commi 12 e 16, alcune importanti novità tese a favorire proprio l’assunzione di giovani.

Il D.L. è stato nei termini convertito con Legge di conversione 09.08.2013 n. 99 pubblicata in G.U. Serie Generale n. 196 del 22.08.2013.

Vediamo nel dettaglio i destinatari e le misure concrete dell’incentivo.

Beneficiari degli incentivi:

Beneficeranno dell’incentivo i datori di lavoro (anche non imprenditori) che assumeranno con contratto a tempo indeterminato soggetti definiti secondo il Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 26.03.2013 “svantaggiati” con l’introduzione però di un vicolo anagrafico; devono essere giovani di età compresa tra i 18 anni e i 29 anni (anzi per l’esattezza 29 anni 2 364 giorni) in presenza di uno dei seguenti requisiti:

  • Che non abbiano un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi;

  • Senza diploma di scuola media superiore.

Originariamente il D.L. 76/2013, oggetto come abbiamo indicato nelle premesse di recente conversione in Legge n. 99 del 09.08.2013, prevedeva un ulteriore requisito per l’ammissione all’incentivo, ovvero che i neo assunti dovessero vivere da soli con una o più persone a carico.

In sede di conversione questo requisito è stato stralciato.

Inizialmente la norma aveva destato qualche “scalpore giornalistico” nonché qualche critica politica e qualche perplessità in relazione alla presunta co-sussistenza dei requisiti.

A dipanare ogni dubbio è intervenuta una nota del Ministero del Lavoro il quale ha chiarito che per poter accedere all’incentivo è sufficiente la presenza di una sola delle tre, prima, due, ora condizioni.

Rientrano nella qualifica di datori di lavoro e pertanto possono accedere all’incentivo:

  • Esercenti arti e professioni;

  • Imprenditori agricoli;

  • Imprenditori commerciali;

  • Società di persone e soggetti ad essi equiparati;

  • Società di capitali, società cooperative e società di mutua assicurazione;

  • Enti pubblici o privati commerciali;

  • Enti pubblici o privati non commerciali;

  • Società ed enti di ogni tipo, con o senza personalità giuridica, non residente nel territorio dello Stato, nonché soggetti non residenti, per le stabili organizzazioni nel territorio dello Stato Italiano.

In occasione della conversione in Legge sono risultate escluse dall’agevolazione le assunzioni per lavoro domestico che invece nel Decreto Legge originario risultavano ricomprese.

Impiego regolarmente retribuito: concetto

Ancora è importante chiarire che cosa si intenda per “impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi”.

Con questa eccezione ci si riferisce a coloro che negli ultimi sei mesi non abbiano prestato attività lavorativa riconducibile ad un rapporto di lavoro subordinato della durata di almeno 6 mesi oppure colo che negli ultimi sei mesi abbiano svolto attività lavorativa in forma autonoma o parasubordinata da cui abbiano ricavato un compenso inferiore al reddito annuale minimo personale escluso da imposizione (ovvero € 8000 in caso di lavoro para subordinato e € 4.800 in caso di lavoro autonomo).

Si ricorda inoltre che la condizione di “privo di impiego regolarmente retribuito” così come definito nei parametri indicati precedentemente prescinde dall’eventuale stato di disoccupazione; pertanto la suddetta condizione non richiede la preventiva registrazione del soggetto presso il centro per l’impiego.

Soggetto che non possiede il diploma di scuola media superiore o professionale: concetto

In questa categoria rientrano coloro che non hanno conseguito un titolo di studio di istruzione secondaria superiore rientrante nel livello terzo della classificazione internazionale sui livelli di istruzione.

Crescita occupazionale – definizione e criterio di calcolo:

Il decreto precisa inoltre che affinché gli incentivi possano essere riconosciuti le nuove assunzioni agevolate dovranno realizzare un vero incremento occupazionale, cioè concretizzarsi in un aumento del numero del personale attivo medio occupato nell’azienda nei dodici mesi precedenti.

L’incremento occupazionale netto è determinato come differenza tra il numero di lavoratori rilevato mensilmente ed il numero di lavoratori mediamente occupati appunto nei dodici mesi precedenti alla nuova assunzione per la quale si richiede il beneficio.

Nel caso in cui l’incentivo derivi dalla stabilizzazione di un precedente contratto in contratto a tempo indeterminato, il datore di lavoro dovrà necessariamente attivare un nuovo contratto affinché sia determinato il cosiddetto incremento occupazionale.

Ai fini del presente calcolo i lavoratori assunti con contratto part-time sono riproporzionati in base al lavoro effettivamente svolto.

Nel caso in cui le nuove assunzioni agevolate non rappresentassero un incremento occupazionale, il posto o i posti occupati dal nuovo ingresso devono essere resi vacanti da dimissioni volontarie, da riduzione volontaria dell’orario lavorativo o da licenziamenti per giusta causa.

L’incremento occupazione deve essere considerato al netto delle diminuzioni verificativi nelle società controllate o collegate o comunque riconduzioni, anche se per interposta persona, allo stesso soggetto.

A tal fine sono società controllate:

  • Le società in cui un’altra società dispone della maggioranza dei voti esercitabili nell’assemblea ordinaria;

  • Le società in cui un’altra società dispone di voti sufficienti per esercitare un’influenza dominante nell’assemblea ordinaria;

  • Le società che sono sotto influenza dominane di un’altra società in virtù di particolari vincoli contrattuali con essa;

  • Ai fini dell’applicazione di quanto previsto ai punti a) e b) vanno computati anche i voti a società controllate, e società fiduciarie e ad interposta persona, mentre non vanno computati i voti spettanti per conto terzi.

Sono invece società collegate quelle in cui un’altra società esercita un’influenza notevole. L’influenza notevole si presume quando nell’assemblea ordinaria può essere esercitato almeno 1/5 dei voti e 1/10 se la spa ha azioni quotate in borsa.

Quando non spetta l’incentivo:

La riforma stabilisce inoltre, alcuni principi per l'omogenea applicazione degli incentivi alle assunzioni, stabilendo che gli incentivi non spettano:

  • se l'assunzione costituisce attuazione di un obbligo preesistente, stabilito da norme di legge o della contrattazione collettiva;

  • se l'assunzione viola il diritto di precedenza, stabilito dalla legge o dal contratto collettivo, alla riassunzione di un altro lavoratore licenziato da un rapporto a tempo indeterminato o cessato da un rapporto a termine;

  • se il datore di lavoro o l'utilizzatore con contratto di somministrazione abbiano in atto sospensioni dal lavoro connesse ad una crisi o riorganizzazione aziendale, salvi i casi in cui l'assunzione, la trasformazione o la somministrazione siano finalizzate all'acquisizione di professionalità sostanzialmente diverse da quelle dei lavoratori sospesi oppure sia effettuata presso una diversa unità produttiva;

  • con riferimento a quei lavoratori che siano stati licenziati, nei sei mesi precedenti, da parte di un datore di lavoro che, al momento del licenziamento, presenti assetti proprietari sostanzialmente coincidenti con quelli del datore di lavoro che assume ovvero risulti con quest'ultimo in rapporto di collegamento o controllo. In caso di somministrazione tale condizione si applica anche all'utilizzatore.

 

Decorrenza:

Gli incentivi potranno essere richiesti, con le modalità che vedremo in seguito, per le assunzioni perfezionate dal 29.06.2013, giorno successivo all’entrata in vigore del D.L. 76/2013 e fino il 30.06.2015.

 

Misura dell’incentivo:

Ricordiamo che l’incentivo di cui stiamo trattando ha natura sperimentale per il triennio 2013 - 2015.

Per ogni lavoratore assunto è prevista la concessione di uno sgravio pari a 1/3 della retribuzione mensile lorda (imponibile ai fini previdenziali) fino all’importo massimo di € 650,00.

L’incentivo sarà riconosciuto per un periodo di 18 mesi e sarà corrisposto mediante conguaglio nelle denunce contributive mensili del periodo di riferimento e quindi in occasione dei versamenti dei contributi con modello F24, fatte salve le diverse regole per i versamenti previsti per le aziende agricole.

Il periodo di riconoscimento dell’incentivo si riduce a 12 mesi nel caso in cui non si tratti di nuova assunzione ma di trasformazione del contratto in contratto a tempo indeterminato.

 

Risorse finanziarie:

Le risorse finanziarie destinate a questo incentivo sono così modulate:

 

Regioni del mezzogiorno: risorse complessive 500 milioni di euro di cui:

  1. 100 milioni per il 2013;

  2. 150 milioni per il 2014;

  3. 150 milioni per il 2015;

  4. 100 milioni per il 2016.

 

Restanti regioni: risorse complessive 294 milioni di euro di cui:

  1. 48 milioni per il 2013;

  2. 98 milioni per il 2014;

  3. 98 milioni per il 2015;

  4. 50 milioni per il 2016.

Le predette risorse finanziarie saranno ripartite tra le regioni in base ai criteri di riparto dei Fondi strutturali.

L’intero ammontare delle risorse disponibili saranno destinate al Fondo Sociale per l’occupazione e per la formazione e il Ministero dell’Economia e delle Finanze, con proprio decreto provvederà a distribuire i fondi per ciascuna regione.

E’ previsto inoltre che tutte le Regioni, comprese le provincie autonome di Trento e Bolzano, possano disporre di un’ulteriore linea di finanziamento in occasione della rimodulazione dei Fondi strutturali relativi al periodo 2007-2013.

 

Presentazione delle domande:

Le domande da parte delle Regioni interessate ad attivare l’incentivo dovranno pervenire entro il 30.11.2013 al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e alla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Ministro per la coesione territoriale.

Le domande dovranno indicare anche l’importo massimo di risorse da dedicare all’incentivo; importo che dovrà essere comunicato anche all’Inps

Sempre la legge di conversione ha precisato che le domande di incentivo dovranno essere presentate prima dell’assunzione e che l’Inps riconoscerà il bonus in base all’ordine cronologico di presentazione delle istanze cui abbia fatto seguito l’effettiva stipulazione di un contratto di lavoro.

L’assunzione dovrà essere formalizzata entro 7 giorni dalla comunicazione da parte dell’Inps della disponibilità delle risorse e nei successivi ulteriori 7 giorni dovrà essere inoltrata all’Inps comunicazione dell’avvenuta assunzione.

In mancanza di questi adempimenti l’incentivo non sarà attribuibile al datore di lavoro.

Si ricorda che il ritardo nella comunicazione telematica dell’avvenuto instaurarsi di un nuovo rapporto di lavoro agevolato comporta, come per gli altri bonus compresi quelli previsti dalla Riforma Fornero, la perdita del diritto per il periodo intercorrente dalla data di instaurazione del rapporto di lavoro e quello di comunicazione all’Inps.

E’ previsto che le domande siano inoltrate via web; si è in attesa che l’Inps, così come previsto dal D.L. 76/2013 emani una propria circolare contenenti le indicazioni operativi per la richiesta e l’ottenimento del bonus.

 

19 settembre 2013

Marta Bregolato