Diario quotidiano del 26 settembre 2013: ecco il vademecum sul bonus mobili ed elettrodomestici

 

 

Indice:

1) Correzione degli errori in bilancio: effetti sull’imputazione temporale dei componenti del reddito d’impresa

2) Compravendite immobiliari: si attenua il segno negativo (-7,7%)

3) Regime della trasformazione sotto controllo doganale

4) INAIL: ulteriori precisazioni in materia di DURC

5) Cartelle Equitalia: si paga anche presso i punti Lottomatica e SisalPay

6) Erogazioni liberali per la ricerca industriale nei territori colpiti dal sisma: deducibili i fondi erogati dalle imprese alle associazioni di categoria

7) Ecco il vademecum sul bonus mobili ed elettrodomestici

8) Notai, assistenti sociali e attuari: il DM sui parametri in Gazzetta Ufficiale

 

 

1) Correzione degli errori in bilancio: effetti sull’imputazione temporale dei componenti del reddito d’impresa

E possibile correggere l’errore commesso con il fisco anche se già iscritto in bilancio. Ciò sia in caso di maggiore imposta sia in caso di minor imposta per mancata deduzione di costi.

Lo ha precisato l’Agenzia delle entrate con la circolare n. 31/E del 24 settembre 2013.

Da un punto di vista contabile, infatti, sia i principi nazionali sia i principi Ias/Ifrs consentono di rimediare alla mancata imputazione di costi e ricavi contabilizzandoli nel conto economico o nello stato patrimoniale (per i soggetti Ias/Ifrs adopter) dell’anno di rilevazione dello sbaglio commesso.

In presenza di un errore nella contabilizzazione del costo o ricavo, il componente reddituale non può assumere rilevanza fiscale nell’anno in cui è la “svista” è inserita in bilancio.

Quindi, il costo non dedotto o il ricavo non tassato devono rilevare nel periodo di corretta competenza fiscale e non quando sono contabilizzati in bilancio per “rimediare” allo sbaglio commesso in precedenza.

Deduzione dei costi non contabilizzati

Nel caso in cui un costo non è stato contabilizzato nel corretto esercizio di competenza (e, quindi non dedotto fiscalmente) e venga rilevato in un periodo d’imposta successivo, il contribuente può recuperare la mancata deduzione fiscale presentando una dichiarazione integrativa a favore (art. 2, comma 8-bis del Dpr 322/1998) per correggere l’annualità in cui vi sia stata l’omessa imputazione.

L’Agenzia delle entrate ha chiarito, in particolare, che il recupero del costo può avvenire anche qualora l’annualità oggetto di errore non sia più emendabile con la dichiarazione integrativa a favore.

In tal caso, occorre ricostruire il risultato delle precedenti annualità interessate dall’inesattezza, procedendo a “ricostruire” in maniera autonoma la dichiarazione relativa all’annualità dell’omessa imputazione e quelle successive.

Operata la riliquidazione in modo autonomo, il contribuente, per la prima annualità emendabile, dovrà presentare un’apposita dichiarazione integrativa nella quale confluiscono i risultati delle precedenti riliquidazioni effettuate.

Tassazione dei ricavi non contabilizzati

Nel caso in cui un ricavo non sia stato contabilizzato nel corretto esercizio di competenza (e, quindi non tassato fiscalmente) e venga rilevato in un periodo d’imposta successivo, il contribuente deve recuperare la mancata tassazione fiscale presentando una dichiarazione integrativa a sfavore (art. 2, comma 8 del Dpr 322/1998) per correggere l’annualità in cui vi sia stata l’omessa imputazione.

In questo caso, occorre presentare dichiarazione integrativa a sfavore, per ciascuna delle annualità precedenti a quella ancora aperta, nelle quali sono evidenziati gli effetti dell’imputazione del componente positivo.

Costi e ricavi non contabilizzati

Un’ulteriore ipotesi riguarda il caso in cui, per più errori, non sono stati contabilizzati nel corretto esercizio di competenza sia componenti negativi sia componenti positivi.

In tal caso, occorre, in primo luogo, verificare se il risultato sia o meno complessivamente a favore del contribuente e poi procedere alla deduzione o alla tassazione, secondo le modalità già viste per il recupero…

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