Diario fiscale del 25 settembre 2013: l'autorizzazione per accedere al domicilio del contribuente

 

 

Indice:

1) Accesso ai locali del contribuente adibiti promiscuamente ad attività commerciale o professionale

2) SISTRI in vigore dal 1° ottobre 2013

3) Versamento exit tax

4) Credito d’imposta per gli investimenti in Sicilia: software di compilazione

5) Procedura licenziamento e agenzie di somministrazione

6) Addetto agli inventari e lavoro intermittente

 

 

1) Accesso ai locali del contribuente adibiti promiscuamente ad attività commerciale o professionale

Per accedere ai locali del contribuente adibiti promiscuamente ad attività commerciale o professionale e ad abitazione, la Guardia di finanza necessita di un’autorizzazione della competente procura della Repubblica, non motivata però con l’individuazione e l’enunciazione di gravi indizi che inducono a ritenere violate le norme tributarie (art. 52, comma 1 e 2, Dpr 633/1972).

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 20551/2013.

Il contribuente ha proposto ricorso per cassazione, lamentando, tra l’altro, (ex art. 360 del codice di procedura civile, n. 4) violazione e falsa applicazione dell’art. 33, Dpr 600/1973 e dell’art. 52, Dpr 633/1972, poiché nel corso della verifica fiscale si era proceduto a un accesso presso la sua abitazione, sulla base di un’autorizzazione della Procura della Repubblica “assolutamente priva della indicazione dei gravi indizi di violazioni”, prescritta appunto dall’art. 52.

Per conseguenza, a parere del contribuente, gli elementi posti a base dell’accertamento non potevano essere utilizzati.

La Corte, rigettando il ricorso, ha affermato che “… l’autorizzazione del Procuratore della Repubblica, prescritta dall’articolo 52 citato, commi 1 e 2, ai fini dell’accesso in locali adibiti anche ad abitazione del contribuente o a locali diversi (cioè adibiti esclusivamente ad abitazione), è subordinata alla presenza di gravi indizi di violazioni soltanto in quest’ultimo caso, e non anche quando si tratti di locali ad uso promiscuo…”.

In base ai principi costituzionali (ex articolo 14 della Costituzione, il domicilio è inviolabile, nel senso sia di divieto di eseguire ispezioni o perquisizioni o sequestri se non nei casi e modi stabiliti dalla legge secondo le garanzie prescritte per la tutela della libertà personale, sia di eseguire accertamenti e ispezioni a fini fiscali, pur se regolati da leggi speciali), l’art. 52 del Dpr 633/1972 (applicabile anche ai fini dell’accertamento delle imposte sui redditi dal richiamo operato dall’art. 33, comma 1, Dpr 600/1973), stabilisce che:

– per l’accesso ai locali adibiti “anche ad abitazione” del contribuente da parte dei funzionari dell’Amministrazione finanziaria (o dei militari della Guardia di finanza), è sufficiente l’autorizzazione del procuratore della Repubblica (comma 1) per l’accesso, invece, “in locali diversi” da quelli indicati nel primo comma (quindi, per l’accesso in locali destinati esclusivamente ad abitazione), l’autorizzazione del procuratore della Repubblica può essere richiesta e rilasciata “soltanto in caso di gravi indizi di violazioni delle norme” fiscali (cfr Cassazione 9611/2008) e “allo scopo di reperire libri, registri, documenti, scritture ed altre prove delle violazioni” (comma 2).

Per l’accesso in locali a uso esclusivamente abitativo, la norma richiede non solo l’autorizzazione, ma anche la sussistenza di specifiche finalità e particolari presupposti giustificativi dell’ingresso domiciliare (cfr Cassazione 19690/2004).

 

2) SISTRI in vigore dal 1° ottobre 2013

Dal 1° Ottobre entrerà in vigore il SISTRI (Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti), come stabilito dal D.L. n. 101/2013.

Prevista una doppia partenza: il prossimo 1 ottobre esordiranno gli enti e le imprese che raccolgono o trasportano rifiuti pericolosi a titolo professionale e quelle che effettuano operazioni di trattamento, recupero, smaltimento, commercio o intermediazione di rifiuti pericolosi; i produttori iniziali di rifiuti pericolosi partiranno…

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