Diario quotidiano del 24 settembre 2013: tantissimi chiarimenti in tema di agevolazioni fiscali per il risparmio energetico

Pubblicato il 24 settembre 2013



agevolazioni fiscali per il risparmio energetico: spese detraibili; bonus risparmio energetico: calcolo, limiti e ripartizione della detrazione; ravvedimento operoso del Modello 770/2013; tobin tax: decreto in Gazzetta Ufficiale

 

Indice:

1) Agevolazioni fiscali per il risparmio energetico: spese detraibili

2) Bonus risparmio energetico: calcolo, limiti e ripartizione della detrazione

3) Ravvedimento operoso del Modello 770/2013

4) Tobin tax: Decreto in Gazzetta Ufficiale

 

 

1) Agevolazioni fiscali per il risparmio energetico: spese detraibili

Il D.L. n. 63/2013 ha prorogato al 31 dicembre 2013 la detrazione fiscale per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici.

Inoltre, lo stesso decreto ha innalzato dal 55% al 65% la percentuale di detraibilità delle spese sostenute nel periodo che va dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2013.

E’ prevista una maggiore durata dell’agevolazione, fino al 30 giugno 2014, per gli interventi relativi alle parti comuni degli edifici condominiali e per quelli che

riguardano tutte le unità immobiliari di cui si compone il singolo condominio.

Dal 1° gennaio 2014 (per i condomini dal 1° luglio 2014) l’agevolazione sarà invece sostituita con la detrazione fiscale del 36% prevista per le spese di ristrutturazioni edilizie.

La legge di conversione del D.L. n. 63/2013 ha reintrodotto la possibilità di usufruire della detrazione per le spese di sostituzione di:

- impianti di riscaldamento con pompe di calore ad alta efficienza e con impianti geotermici a bassa entalpia;

- scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria.

L’Agenzia delle entrate, con la circolare n. 29/E del 18 settembre 2013, ha chiarito che anche per questi interventi la detrazione del 65% si applica alle spese sostenute dal 6 giugno 2013 (data di entrata in vigore del decreto) e non dal 4 agosto (data di entrata in vigore della legge di conversione).

Spese detraibili

Le spese ammesse in detrazione comprendono sia i costi per i lavori edili relativi all’intervento di risparmio energetico, sia quelli per le prestazioni professionali necessarie per realizzare l’intervento stesso e acquisire la certificazione energetica richiesta.

Per gli interventi di riqualificazione energetica dell’edificio sono detraibili, oltre alle spese professionali, quelle relative alla forniture e alla posa in opera di materiali di coibentazione e di impianti di climatizzazione, nonché la realizzazione delle opere murarie ad essi collegate.

Per gli interventi finalizzati alla riduzione della trasmittanza termica sono invece detraibili le spese riguardanti:

a) interventi che comportino una riduzione della trasmittanza termica “U” degli

elementi opachi costituenti l’involucro edilizio, comprensivi delle opere provvisionali e accessorie, attraverso

- la fornitura e la messa in opera di materiale coibente per il miglioramento delle caratteristiche termiche delle strutture esistenti

- la fornitura e la messa in opera di materiali ordinari, anche necessari alla realizzazione di ulteriori strutture murarie a ridosso di quelle preesistenti, per il

miglioramento delle caratteristiche termiche delle strutture esistenti

- la demolizione e la ricostruzione dell’elemento costruttivo

b) interventi che comportino una riduzione della trasmittanza termica “U” delle

finestre, comprensive degli infissi, attraverso

- il miglioramento delle caratteristiche termiche delle strutture esistenti con la

fornitura e la posa in opera di una nuova finestra comprensiva di infisso

- il miglioramento delle caratteristiche termiche dei componenti vetrati esistenti, con integrazioni e sostituzioni

c) interventi impiantistici concernenti la climatizzazione invernale e/o la produzione di acqua calda, attraverso

- la fornitura e la posa in opera di tutte le apparecchiature termiche, meccaniche, elettriche ed elettroniche, nonché delle opere idrauliche e murarie

necessarie per la realizzazione a regola d’arte di impianti solari termici organicamente collegati alle utenze, anche in integrazione con impianti di riscaldamento lo smontaggio e la dismissione dell’impianto di climatizzazione invernale esistente, parziale o totale, la fornitura e la posa in opera di tutte le apparecchiature termiche, meccaniche, elettriche ed elettroniche, delle opere idrauliche e murarie necessarie per la sostituzione a regola d’arte di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione. Negli interventi ammissibili sono compresi, oltre a quelli relativi al generatore di calore, anche gli eventuali interventi sulla rete di distribuzione, sui sistemi di trattamento dell’acqua, sui dispositivi di controllo e di regolazione, nonché sui sistemi di emissione.

 

2) Bonus risparmio energetico: calcolo, limiti e ripartizione della detrazione

L’agevolazione fiscale consiste in una detrazione dall’imposta lorda, che può essere fatta valere sia sull’Irpef che sull’Ires, in misura pari al 55 o 65% delle spese sostenute.

Per gli interventi effettuati a partire dal 2011 è obbligatorio suddividere questa detrazione in dieci rate annuali di pari importo.

Il limite massimo di risparmio ottenibile con la detrazione (100.000, 60.000 e 30.000 euro, a seconda del tipo di intervento) va riferito all’unità immobiliare oggetto dell’intervento stesso. Pertanto, va suddiviso tra i soggetti detentori o possessori dell’immobile che partecipano alla spesa, in ragione dell’onere effettivamente sostenuto da ciascuno.

Anche per gli interventi condominiali l’ammontare massimo di detrazione deve essere riferito a ciascuna delle unità immobiliari che compongono l’edificio.

Tuttavia, quando si tratta di un intervento di riqualificazione energetica, per il quale è prevista la detrazione di 100.000 euro - e lo stesso intervento si riferisce all’intero edificio e non a “parti” di edificio - tale somma costituisce anche il limite complessivo di detrazione e va ripartita tra i soggetti che hanno diritto al beneficio.

Se sono stati realizzati più interventi di risparmio energetico agevolabili, il limite massimo di detrazione applicabile sarà costituito dalla somma degli importi previsti per ciascuno degli interventi realizzati.

Così, per esempio, se sono stati installati dei pannelli solari, per i quali è previsto un importo massimo di detrazione di 60.000 euro, e sostituito l’impianto di climatizzazione invernale, per il quale la detrazione massima applicabile è di 30.000 euro, sarà possibile usufruire della detrazione massima di 90.000 euro.

Invece, il contribuente potrà richiedere una sola agevolazione quando effettua interventi caratterizzati da requisiti tecnici tali da poter essere ricompresi in due diverse tipologie. Questo accade, per esempio, quando sono stati realizzati interventi di coibentazione delle pareti esterne, inquadrabili sia nell’ambito della riqualificazione energetica dell’edificio sia in quello degli interventi sulle strutture opache verticali.

In questa situazione il contribuente dovrà indicare nella scheda informativa da inviare all’Enea a quale beneficio intende fare riferimento.

Quando gli interventi realizzati consistono nella prosecuzione di lavori appartenenti alla stessa categoria effettuati in precedenza sullo stesso immobile, per il calcolo del limite massimo di detrazione bisogna tener conto anche delle detrazioni fruite negli anni precedenti.

Inoltre, per gli interventi in corso di realizzazione, la detrazione spetta comunque nel periodo d’imposta in cui la spesa è sostenuta, a condizione che il contribuente attesti che i lavori non sono ancora ultimati.

 

3) Ravvedimento operoso del Modello 770/2013

Scaduto il termine per la presentazione del Modello 770/2013 (20 settembre 2013) rimane la possibilità di usufruire dell’istituto del ravvedimento operoso.

Le eventuali violazioni possono riguardare l’omesso o insufficiente versamento di ritenute oppure l’omessa effettuazione di ritenute nei confronti del percipiente.

Omesso o insufficiente versamento di ritenute

In questo caso deve essere versato l’importo precedentemente non corrisposto, maggiorato dell’importo degli interessi legali calcolati a giorno nella percentuale del 2,5%.

La sanzione ordinaria è pari al 30% dell’importo non versato; tuttavia è possibile ricorrere al ravvedimento operoso applicando la sanzione del 3% (1/10 della sanzione ordinaria) per il ravvedimento breve entro 30 gg.), ovvero del 3,75% (1/8 della sanzione ordinaria) per il ravvedimento lungo (entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale la violazione è stata commessa). Anche in questi casi può essere applicato il cd. ravvedimento sprint.

Omessa effettuazione di ritenute nei confronti del percipiente

La mancanza di effettuazione delle ritenute, che comporta ovviamente anche il loro mancato versamento, viene sanata riversando l’importo, più gli interessi legali calcolati a giorno nella percentuale del 2,5%.

La sanzione è pari al 20% dell’importo non trattenuto e non versato; tuttavia è possibile ricorrere al ravvedimento operoso applicando la sanzione ridotta (nella misura ridotta di 1/8) per il ravvedimento lungo (entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale la violazione è stata commessa).

Violazioni formali

In caso di violazioni formali, cioè quelle che non incidono sulla determinazione o sul pagamento dell’imposta, ma che ostacolano l’attività di accertamento dell’Amministrazione finanziaria viene applicata una sanzione che va da Euro 516,00 a Euro 4.131,00.

Le violazioni formali si suddividono in:

- Violazioni meramente formali (che non ostacolano l’attività di accertamento) e che non sono sanzionate se la regolarizzazione avviene prima dell’inizio dell’attività di controllo;

- Violazioni formali (che ostacolano l’attività di accertamento) e che sono sanzionabili e ravvedibili, al pari delle violazioni sostanziali.

Violazioni sostanziali

In caso di violazioni sostanziali, cioè quelle che incidono sulla determinazione o sul pagamento dell’imposta è applicata la sanzione minima prevista per dichiarazione infedele che va dal 100% al 200% delle ritenute non versate e altre somme non dichiarate, con un minimo di Euro 258,00.

In caso di ravvedimento, si deve distinguere:

Ritenute non versate relative a somme non dichiarate; ciò comporta:

- Versamento dell’importo non versato;

- Versamento degli interessi legali calcolati giornalmente nella misura del 2,5% annuo;

- Versamento della sanzione ridotta del 10% (1/10 del minimo) per violazioni commesse prima del 1.2.2011 ovvero del 12,5% (1/8 del minimo);

- Presentazione della dichiarazione integrativa.

Per ogni eventuale percipiente non dichiarato è prevista la sanzione di Euro 51,00 per cadauno; in caso di ravvedimento è possibile versare Euro 6,00 (1/8 del minimo) per violazioni commesse dopo il 1.2.2011.

Ritenute versate interamente e non dichiarate:

- Versamento della sanzione ridotta di Euro 32,00 (1/8 di 258,00);

- Presentazione della dichiarazione integrativa.

Per ogni eventuale percipiente non dichiarato è prevista la sanzione di Euro 51,00 per cadauno; in caso di ravvedimento è possibile versare Euro 6,00 (1/8 del minimo).

Dichiarazione tardiva

In caso di omessa presentazione della dichiarazione è applicata una sanzione che va dal 120% al 240% dell’ammontare delle ritenute non versate, con un minimo di Euro 258,00.

Nel caso in cui le ritenute risultino completamente versate, la sanzione va da Euro 258,00 a Euro 2.065,00, con un minimo di Euro 258,00.

In caso di presentazione della dichiarazione tardiva (entro i 90 gg. dalla scadenza ordinaria) è applicata la sanzione da Euro 258,00 a Euro 2.065,00 con un minimo di Euro 258,00, salva l’applicazione delle sanzioni relative al pagamento tardivo delle stesse e degli interessi.

La sanzione per la sola presentazione della dichiarazione tardiva è ridotta a Euro 25,00 (1/10 del minimo).

Per tutti i casi sopra menzionati i codici tributo da applicare sono:

- Per la sanzione 8906

- Per gli interessi 1989

- Per la sanzione di dichiarazione tardiva 8911.

 

4) Tobin tax: Decreto in Gazzetta Ufficiale

Tobin tax: Il Decreto 16 settembre 2013, inerente “Modifica del decreto 21 febbraio 2013 recante attuazione dei commi da 491 a 499, dell’art. 1, della legge n. 228/2012 (stabilità 2013) - Imposta sulle transazioni finanziarie”, è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 221 del 20 settembre 2013.

Si tratta del provvedimento che contiene le modifiche sulla Tobin tax. Le novità relative alle obbligazioni e ai titoli di debito, entreranno in vigore a partire dal 1 gennaio 2014.

La Tobin tax si applicherà, dunque, anche per il trasferimento della nuda proprietà di azioni e degli strumenti finanziari partecipativi emessi da società residenti in Italia.

Saranno parimenti assoggettate all’imposta le operazioni di conversione di obbligazioni in altri titoli rappresentativi. Per gli strumenti finanziari derivati quotati rilevante sarà il valore di esercizio stabilito delle azioni, strumenti finanziari partecipazioni e titoli rappresentativi.


Vincenzo D’Andò