Diario quotidiano del 23 settembre 2013: le tempistiche per presentare la dichiarazione integrativa a favore del contribuente

Pubblicato il 23 settembre 2013



approvato il piano “Destinazione Italia”; STP: circolare IRDCEC n. 34/IR su aspetti fiscali e previdenziali; salvaguardia: controlli svolgimento attività lavorativa; sentenza favorevole al lavoratore e opzione reintegra o indennità; dichiarazione integrativa a favore contribuente in quattro anni possibile; disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita

 

 

Indice:

1) Approvato il piano “Destinazione Italia”

2) STP: circolare IRDCEC n. 34/IR su aspetti fiscali e previdenziali

3) Salvaguardia: controlli svolgimento attività lavorativa

4) Sentenza favorevole al lavoratore e opzione reintegra o indennità

5) Dichiarazione integrativa a favore contribuente in quattro anni possibile

6) Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita

 

 

1) Approvato il piano “Destinazione Italia”

Il Consiglio dei Ministri ha approvato, il 19 settembre 2013, il piano “Destinazione Italia”, un progetto per attirare gli investimenti esteri e favorire la competitività delle imprese italiane. Si tratta di 50 misure che toccano un ampio spettro di settori: dal fisco al lavoro, dalla giustizia civile alla ricerca. Il piano è aperto alla consultazione pubblica per tre settimane affinché tutti i soggetti, pubblici e privati, che vogliono apportare un contributo, possano farlo. Al termine di questa fase, “Destinazione Italia” sarà definitivamente approvata dal Consiglio dei Ministri.

Tre sono i punti in cui si articola il piano: attrazione, promozione, accompagnamento.

Attrazione
Rendere l’Italia più attrattiva per gli investitori e migliorare le condizioni di impresa per tutti gli operatori economici. Con questi obiettivi il piano “Destinazione Italia” mira a:

Un Paese che funziona lungo tutto il “ciclo di vita” dell’investimento.
Attraverso misure quali:

- Una collaborazione più stretta tra fisco e investitori (tax agreements e desk dedicato)

- Riforma della Conferenza dei servizi

- Procedure e modelli standard per le autorizzazioni

- Riduzione della tassazione sul lavoro

- Testo unico del lavoro

- Rideterminazione delle sanzioni tributarie

- Revisione della disciplina della “black list” fiscale

- Attuazione della strategia energetica nazionale per abbassare il prezzo dell’energia elettrica e del gas

- Rafforzamento del tribunale delle imprese.

Un Paese che valorizza i propri asset Attraverso misure quali:

Valorizzazione delle società partecipate dallo Stato attraverso un piano di dismissioni

Nuove forme di finanziamento alle PMI

Rivitalizzazione del mercato azionario

Investimenti per sostenere le micro, piccole e medie imprese del made in Italy

Promozione del turismo

Valorizzazione del patrimonio culturale

Liberalizzazione del mercato delle locazioni a uso non abitativo

Cambio di destinazione d’uso degli immobili

Credito d’imposta per ricerca e sviluppo

Sostegno agli spin-off di università e ricerca

Creazione di un meccanismo di reazione rapida per far fronte alle crisi aziendali

Sviluppo dei partenariati pubblico-privati (PPP) nel campo delle infrastrutture

Un Paese che attrae il capitale umano

Attraverso:

L’utilizzo dello strumento dei visti come veicolo di attrazione

Promozione
La promozione all’estero delle opportunità di investimenti offerte dal nostro Paese e la ricerca di potenziali investitori sono complementari agli interventi di miglioramento del business environment in Italia. A tal fine il piano mira a:

Comunicare e presidiare per attrarre: mercati, persone e strumenti;

Costruire una migliore reputazione nel mondo;

Mobilitare gli “italiani globali”;

Usare le leve della cultura, dello sport per una diplomazia dell’attrazione.

 

 

2) STP: circolare IRDCEC n. 34/IR su aspetti fiscali e previdenziali

In tema di società tra professionisti (STP), l’Istituto di Ricerca dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili (IRDCEC) ha concluso l’iter interpretativo con la circolare n. 34/IR del 19 settembre 2013, incentrata sugli aspetti fiscali e previdenziali.

Con la precedente circolare n. 33/IR/2013 si era occupata degli aspetti legati al deposito presso il registro delle imprese dell’atto costitutivo di tali società professionali.

Mentre, invece, con la circolare n. 32/IR/2013 ne aveva esaminato gli aspetti civilistici.

Adesso, quindi, l’IRDCEC tratta la delicata questione fiscale e previdenziale delle STP, peraltro non disciplinata dal Legislatore (L. n. 183 del 12 novembre 2011).

Allora l’Istituto ricostruisce la situazione fiscale già esistente per altre tipologie professionale, come le società di ingegneria che poiché costitute sotto forma di società di capitali (S.r.l., ecc.), secondo l’Agenzia delle entrate (R.M. 56/E/2006), sono soggette al regime fiscale previsto per le imprese. In tale caso vale l’ambito soggettivo (società di capitali, quindi, di tipo commerciale) e non quello oggettivo (società comunque di natura professionale).

Viceversa, riguardo le società tra avvocati, poiché sono costituite sotto forma di società di persone (S.n.c., ecc.), a parere dell’Agenzia delle entrate (R.M. 118/2003) producono reddito di lavoro autonomo.

In tale contesto è poi intervenuto il disegno di legge (presentato al Senato il 23 luglio 2013), che rassicurando i diretti interessati, ha stabilito che la STP (sia di capitali sia di persone) è soggetta alle norme del TUIR che regolano i lavoratori autonomi.

In particolare, tale DDL attribuisce esplicitamente alle società tra professionisti regolamentate nel sistema ordinistico il medesimo trattamento fiscale delle associazioni tra professionisti, in termini di qualificazione del reddito prodotto come reddito di lavoro autonomo e di attribuzione dello stesso per trasparenza ai soci.

Aspetti previdenziali

Riguardo gli aspetti previdenziali, l’IRDCEC ricorda che le società commerciali sono soggette alla previdenza obbligatoria prevista per le imprese, tuttavia, poiché le STP producono reddito di lavoro autonomo sono soggette al regime contributivo previsto dalle rispettive casse di previdenza.

Inoltre, nella circolare viene affermato che sia i soci professionisti di sia quelli non professionisti sono soggetti al contributo integrativo.

 

3) Salvaguardia: controlli svolgimento attività lavorativa

L’INPS fornisce ulteriori istruzioni operative in merito ai controlli sullo svolgimento di attività lavorativa da parte dei lavoratori appartenenti alle categorie dei prosecutori volontari e di coloro che hanno cessato l’attività lavorativa in base ad accordi individuali o collettivi di incentivo all’esodo, già esclusi dalle precedenti salvaguardie dei cosiddetti “65.000” e “55.000” a causa dello svolgimento di attività lavorativa successivamente alla data di autorizzazione alla prosecuzione volontaria della contribuzione o di cessazione dell’attività lavorativa.

(INPS, messaggio n. 14804 del 19 settembre 2013)

 

4) Sentenza favorevole al lavoratore e opzione reintegra o indennità

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 21452 del 19 settembre 2013, ha stabilito che in caso di licenziamento illegittimo, non influisce sul diritto del dipendente all’opzione tra reintegra ed indennità sostituiva (previsto dall’art. 18, comma 5, dello Statuto dei lavoratori), la circostanza che, su invito del datore, egli abbia di fatto ripreso a lavorare durante lo svolgimento del processo.

La Suprema Corte chiarisce che detto diritto matura esclusivamente all'esito di una sentenza favorevole.

Paventare un licenziamento non legittima il demansionamento

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 21356 del 18 settembre 2013, ha stabilito che il demansionamento non può essere giustificato semplicemente con l'esigenza di evitare il licenziamento.

La Suprema Corte, riprendendo quanto detto dalla Corte di appello, osserva che “non può ritenersi che il demansionamento sia legittimato dalla volontà di impedire il licenziamento in quanto mansioni dequalificanti devono essere comunque accettate (e prima ancora proposte, il che non sembra neppure essere stato dedotto) dal lavoratore”.

 

5) Dichiarazione integrativa a favore contribuente in quattro anni possibile

Secondo giurisprudenza é possibile secondo le Entrate no.

La Giurisprudenza, in diverse occasioni ha legittimato la presentazione della dichiarazione integrativa a favore anche oltre la scadenza della presentazione della dichiarazioni dei redditi per l’anno successivo con utilizzo del credito da utilizzarsi esclusivamente a rimborso o in compensazione. Secondo la Cassazione “la dichiarazione dei redditi del contribuente affetta da errore, sia di fatto che di diritto, è in linea di principio emendabile e ritrattabile, quando dalla medesima possa derivare l’assoggettamento del dichiarante ad oneri contributivi diversi e più gravosi di quelli che, sulla base della legge, devono restare a suo carico.” (cfr. Cass. n. 2226/2011, Cass. n. 5399/2012, CTP di Milano, n. 21/2011, CTR Puglia n. 116/9/10).

Di parere opposto, invece, l’Agenzia delle entrate secondo cui il contribuente può correggere errori e omissioni che hanno determinato un minor reddito o un minor debito o un maggior credito d’imposta, presentando una “dichiarazione integrativa” (va barrata l’apposita casella sul frontespizio) entro la scadenza della dichiarazione relativa all’anno successivo.

 

6) Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita

“Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita”: diritto della madre lavoratrice alla corresponsione di voucher per l'acquisto di servizi di baby-sitting, ovvero per fare fronte agli oneri della rete pubblica dei servizi per l'infanzia o dei servizi privati accreditati – indicazioni per la presentazione della richiesta del pagamento da parte delle strutture eroganti servizi per l’infanzia.

Su tutto ciò è incentrato il messaggio dell’INPS n. 14870 del 20 settembre 2013.

Sgravio contributivo a favore della contrattazione di secondo livello: Modalità operative per la fruizione del beneficio contributivo.

L’INPS, con il messaggio 14855 del 20 settembre 2013 illustra le modalità operative che i datori di lavoro dovranno osservare per la concreta fruizione del beneficio contributivo ex lege n. 247/2007.

 

Vincenzo D’Andò