Diario quotidiano del 20 settembre 2013: l’agevolazione IRPEF per acquisto di mobili ed elettrodomestici

Pubblicato il 20 settembre 2013



mobili e grandi elettrodomestici: acquisto agevolato anche con carta di credito; dalle Entrate le risposte ai quesiti pervenuti in materia di studi di settore; secondo elenco lavoratori agricoli; guida al risparmio energetico aggiornata a settembre 2013; finanziamenti e versamenti dei soci a favore della società: l’onere probatorio funzionale ad escluderne l’onerosità; nuova mediazione civile e commerciale in vigore da oggi; IRDCEC: pubblicato l’Osservatorio Economico - Luglio-Agosto 2013; rassegna delle ultime sentenze della Cassazione

 

 

Indice:

1) Mobili e grandi elettrodomestici: acquisto agevolato anche con carta di credito

2) Dalle Entrate le risposte ai quesiti pervenuti in materia di studi di settore

3) Secondo elenco lavoratori agricoli

4) Guida al risparmio energetico aggiornata a settembre 2013

5) Finanziamenti e versamenti dei soci a favore della società: l’onere probatorio funzionale ad escluderne l’onerosità

6) Nuova mediazione civile e commerciale in vigore da oggi

7) IRDCEC: pubblicato l’Osservatorio Economico - Luglio-Agosto 2013

8) Rassegna delle ultime sentenze della Cassazione

 

 

1) Mobili e grandi elettrodomestici: acquisto agevolato anche con carta di credito

Mobili e grandi elettrodomestici: acquisto agevolato anche con carta di credito, ma per le ristrutturazioni l’unica via resta il bonifico. Per la sostituzione dei vecchi scaldabagni con quelli di ultima generazione, il 65% si applica alle spese sostenute dal 6 giugno. Sono questi alcuni chiarimenti contenuti nella circolare dell’Agenzia delle entrate n. 29/E del 18 settembre 2013.

Il bonus del 50% per l’acquisto di mobili e elettrodomestici riguarda le spese sostenute dal 6 giugno al 31 dicembre 2013 purché collegate alla detrazione per ristrutturazioni edilizie con spese sostenute dal 26 giugno 2012 (data di entrata in vigore del D.L. n. 83/2012 che ha alzato il tetto dell’agevolazione dal 36 al 50%).

Nell’ottica della semplificazione non è necessario pagare solo con bonifico bancario o postale ma vale anche l’acquisto con carta di credito o di debito. L’importo agevolabile è pari a 10mila euro per unità immobiliare e vi rientrano, ad es., i letti, gli armadi, le scrivanie, i divani e in generale gli elettrodomestici nuovi di classe energetica non inferiore alla A+ (classe A per i forni) ma anche le spese di trasporto e montaggio. Con la suddetta circolare n. 29/E, le Entrate forniscono, inoltre, chiarimenti sulle proroghe introdotte dal D.L. n. 63/2013 per la riqualificazione energetica degli edifici e il recupero del patrimonio edilizio.

La realizzazione di interventi edilizi è condizione necessaria per fruire del beneficio fiscale per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici.

I lavori edilizi che danno diritto alla detrazione del 50%, con spese sostenute quindi dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2013, possono riguardare le singole unità immobiliari così come le parti comuni degli edifici residenziali. La realizzazione di lavori di ristrutturazione sulle parti comuni condominiali non consente però ai singoli condomini (che usufruiscono pro quota della relativa detrazione) di detrarre le spese sostenute per acquistare mobili e grandi elettrodomestici da destinare all’arredo della propria unità immobiliare ma solo gli arredi delle parti comuni come guardiole oppure per l’appartamento del portiere.

Oltre a fruire della detrazione per il recupero del patrimonio edilizio rispettando tutti i requisiti richiesti è necessario pagare l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici con bonifici bancari o postali, con le stesse modalità già previste per i pagamenti dei lavori di ristrutturazione indicando, quindi:

- la causale del versamento attualmente utilizzata dalle banche e da Poste Italiane SPA per i bonifici relativi ai lavori di ristrutturazione fiscalmente agevolati;

- il codice fiscale del beneficiario della detrazione;

- il numero di partita Iva ovvero il codice fiscale del soggetto a favore del quale il bonifico è effettuato.

In alternativa e per semplificare l’utilizzo del bonus arredi si può pagare anche con carte credito o di debito. In questo caso, la data di pagamento corrisponde al giorno di utilizzo della carta da parte del titolare, che risulta nella ricevuta telematica di avvenuta transazione, e non nel giorno di addebito sul conto corrente. Non è consentito, invece, effettuare il pagamento mediante assegni bancari, contanti o altri mezzi di pagamento. Le spese sostenute, inoltre, devono essere “documentate”, conservando la documentazione attestante l’effettivo pagamento (ricevute dei bonifici, ricevute di avvenuta transazione per i pagamenti mediante carte di credito o di debito, documentazione di addebito sul conto corrente) e le fatture di acquisto dei beni con la usuale specificazione della natura, qualità e quantità dei beni e servizi acquisiti.

Interventi di riqualificazione energetica degli edifici

Detrazione prorogata fino al 31 dicembre 2013, con lo “sconto” che sale dal 55% al 65%, ripartito in dieci quote annuali dello stesso importo. Il Fisco premia l’efficienza energetica con un’aliquota di detrazione più alta di dieci punti.

In particolare, la proroga riguarda tutti gli interventi già previsti dalla legge n. 296/2006 (art. 1, commi 344 e seguenti) e tra cui, ad es.:

- gli interventi di riqualificazione energetica globale di edifici esistenti, con un limite massimo della detrazione pari a 100mila euro;

- gli interventi su edifici esistenti, parti di edifici esistenti o unità immobiliari che riguardano coperture, pavimenti e finestre, con uno “sconto” massimo pari a 60mila euro;

- l’installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda con un tetto

massimo di detrazione pari a 60mila euro;

- gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione, con detrazione fino a 30mila euro.

La circolare chiarisce che la proroga vale, fin dal 6 giugno 2013 e con la stessa aliquota del 65%, anche per gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con pompe di calore ad alta efficienza e di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore (dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria), inizialmente esclusi e poi riammessi ai “supplementari” dalla legge di conversione del D.L. n. 63.

Per gli interventi di riqualificazione energetica l’aliquota del 65% si applica dunque alle spese sostenute dal 6 giugno al 31 dicembre 2013. Tempi ancora più ampi per beneficiare del bonus se gli interventi riguardano parti comuni di edifici condominiali o tutte le unità immobiliari del condominio: la proroga, in questo caso, si allunga al 30 giugno 2014. In tutti i casi, le spese si considerano sostenute alla data dell’effettivo pagamento per le persone fisiche, i professionisti e gli enti non commerciali (secondo il criterio di cassa, indipendentemente quindi dal momento di avvio degli interventi); alla data in cui è stata ultimata la prestazione per le imprese individuali, le società e gli enti commerciali (secondo il criterio di competenza, indipendentemente quindi dalla data dei pagamenti).

Interventi di recupero

Per le spese sostenute per interventi di recupero del patrimonio edilizio dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2013, la detrazione è pari al 50% dell’importo, con un limite massimo di spesa di 96mila euro per ciascuna unità immobiliare da ripartire in dieci quote annuali di pari importo. A partire dal 2014 in poi, la detrazione sarà del 36% e il limite massimo di spesa si attesterà sulla soglia standard di 48mila euro. Una speciale detrazione del 65% è prevista per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2013 per gli interventi realizzati su edifici che si trovano in zone sismiche ad alta pericolosità, destinati dai contribuenti ad abitazione principale o allo svolgimento di attività produttive, a condizione che le procedure autorizzatorie siano state avviate dal 4 agosto 2013. In questo caso, i lavori ammessi sono quelli relativi all’adozione di misure antisismiche, a partire da quelli per la messa in sicurezza statica effettuati sulle parti strutturali dell’immobile.

 

2) Dalle Entrate le risposte ai quesiti pervenuti in materia di studi di settore

L’Agenzia delle entrate, con la circolare n. 30/E del 19 settembre 2013, riporta le risposte fornite ad alcuni quesiti ad essa pervenuti, relativi all’applicazione degli studi di settore per il periodo di imposta 2012.

Le risposte ai quesiti dei contribuenti

I contribuenti residenti nei territori interessati dagli eventi sismici del maggio 2012 – Emilia Romagna, Veneto e Lombardia – e che hanno riportato danni ai locali destinati all’attività d’impresa, di lavoro autonomo o alle scorte di magazzino, possono considerarsi in un periodo di non normale svolgimento dell’attività. Dunque, questi soggetti sono esonerati dalla presentazione del relativo modello degli studi di settore per il periodo d’imposta 2012.

I contribuenti che, nel periodo di imposta in corso alla data del 31 dicembre 2011, hanno cessato di avvalersi del regime dei “minimi”, possono per il 2012 non compilare il quadro T- Congiuntura Economica e riportare la situazione soggettiva nelle annotazioni di Gerico 2013. Il documento di prassi, inoltre, specifica che la modifica nel corso del periodo d’imposta dell’attività prevalente esercitata si può configurare come “causa” di esclusione rientrante tra quelle previste per i contribuenti che si trovano in un periodo di non normale svolgimento dell’attività.

La circolare poi passa in rassegna alcuni casi in cui i contribuenti possono presentare un periodo di non normale svolgimento dell’attività, come ad esempio i danni ai locali destinati all’attività d’impresa o di lavoro autonomo che li rendono inidonei all’uso, oppure, i danni rilevanti alle scorte di magazzino che causano la sospensione prolungata della produzione.

Nell’eventualità in cui i contribuenti, dopo l’evento sismico, non riescano ad accedere ai locali di esercizio dell’attività poiché situati in aree di divieto assoluto d’accesso, è ipotizzabile un periodo di non normale svolgimento dell’attività. In questi casi, quindi, i soggetti d’imposta non sono accertabili sulla base delle risultanze degli studi di settore ed esonerati, se residenti nei territori interessati dagli eventi sismici del maggio 2012, dalla presentazione del modello, per il periodo d’imposta 2012.

Correttivi “crisi”: quando il Quadro-T non trova gli “ex-minimi”

I contribuenti che esercitano attività d’impresa e, nel periodo d’imposta in corso alla data del 31 dicembre 2011 hanno cessato di usufruire del regime dei “minimi”, possono non compilare il quadro T – Congiuntura Economica nel caso in cui non abbiano i dati utili per il calcolo dei correttivi “crisi”.

I soggetti interessati possono comunque fornire le indicazioni utilizzando la sezione relativa alle annotazioni di Gerico 2013.

Attività prevalente cessata, sì alla disapplicazione

Nel caso in cui la situazione dell’impresa subisca una rilevante modifica nel corso del periodo d’imposta di riferimento, come nel caso in cui l’attività prevalente esercitata risulti cessata, questa evenienza si può configurare come causa di esclusione dall’applicazione degli studi di settore. Comunque, anche in questo caso, è prevista la compilazione del modello per i soggetti esclusi. In particolare, in sede di presentazione del modello, questi soggetti dovranno specificare, nella sezione “Note aggiuntive” di Gerico, la circostanza che ha consentito di ricondurre la situazione dell’impresa a una causa di esclusione dall’applicazione degli studi di settore.

Credito d’imposta per il gasolio per autotrazione

Nella circolare n. 23/E, del 15 luglio 2013, è stato precisato che, a seguito della modifica normativa intervenuta nel 2012 in relazione al credito d’imposta per il gasolio per autotrazione, il valore da prendere in considerazione ai fini della compilazione del rigo X04 dello studio di settore degli autotrasportatori (VG68U) è quello riportato nella colonna 1, del rigo RU23 di Unico 2013 (ammontare del credito concesso nell’anno 2012 per consumi di gasolio effettuati dall’impresa nel 2011) e non, invece, l’importo del rigo RU23 colonna 2 (ammontare del credito concesso nell’anno 2012 per consumi di gasolio effettuati nei primi tre trimestri del 2012).

I contribuenti che, prima del chiarimento di prassi, si erano adeguati al risultato di Gerico, compilando erroneamente il rigo X04, hanno chiesto all’Agenzia se fosse consentito alle imprese di “ravvedersi” senza sanzioni e maggiorazioni, entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta 2012 (30 settembre 2013), versando le somme eventualmente dovute in più per effetto della precisazione contenuta nella circolare n. 23/E.

Secondo l’Agenzia delle entrate, i contribuenti che, per correggere l’eventuale errore nella compilazione del rigo X04, si sono adeguati al nuovo risultato dello studio di settore potevano non applicare maggiorazioni sulle somme eventualmente dovute in più per effetto del ricalcolo, se il relativo versamento è avvenuto entro i termini lunghi previsti dall’articolo 17, comma 2, del Dpr 435/2001, vale a dire entro il 20 agosto 2013.

Stampe di GERICO

È stato chiesto un chiarimento in ordine alla “valenza” delle stampe prodotte dall’applicativo di supporto agli utenti GERICO.

A tal fine, l’Agenzia rileva che, per il periodo di imposta 2012, riguardo la comunicazione tra intermediari fiscali e contribuenti, è sufficiente la stampa del modello effettuata dall’applicativo GERICO attesa la specifica struttura e sequenza.

Apprendisti

Nelle istruzioni alla compilazione del modello relativo allo studio UG93U è specificato che nel rigo A15 va indicato il numero complessivo delle giornate retribuite relative agli apprendisti, desumibile dai modelli di denuncia relativi al periodo di imposta 2012. Le citate istruzioni prevedono, inoltre, che tale dato sia stato indicato anche nei precedenti righi relativi ai dipendenti.

Al riguardo, è stato chiesto in quale dei “precedenti righi relativi ai dipendenti” collocare le giornate relative agli apprendisti.

In merito al quesito posto l’Agenzia fa presente che il dato degli apprendisti deve essere indicato nel rigo A05 (“Assunti con contratto di inserimento, a termine, personale con contratto di somministrazione di lavoro”) del modello UG93U.

Diversamente, per gli studi di settore che prevedono il rigo A02 “Dipendenti a tempo parziale, assunti con contratto di inserimento, a termine, di lavoro intermittente, di lavoro ripartito; personale con contratto di somministrazione di lavoro”, l’Agenzia evidenzia che il numero delle giornate retribuite degli apprendisti andrà indicata in tale campo.

Studio di settore UG99U – anomalia per l’indicatore di coerenza “valore aggiunto lordo per addetto”

In relazione allo studio UG99U è stato fatto presente che il software GERICO 2013 propone valori di incoerenza con riferimento all’indicatore “valore aggiunto lordo per addetto” nei confronti dei contribuenti che dichiarano reddito d’impresa e che risultano assegnati al cluster 13.

In particolare, è stata segnalata la coincidenza tra i valori di soglia minimo e massimo del citato indicatore per un soggetto che, sulla base dei dati indicati nel modello, venga assegnato al citato cluster 13.

Attesa la rilevanza delle risultanze degli indicatori previsti dagli studi di settore per le attività di analisi del rischio e di selezione, al fine di individuare le posizioni soggettive di maggiore interesse potenziale per il controllo, nel caso di specie gli Uffici non terranno conto del posizionamento del solo indicatore in argomento, ma di tutti gli indicatori previsti dallo studio e, più in generale, della coerenza dei diversi dati dichiarati, anche ai fini dell’analisi di congruità.

 

3) Secondo elenco lavoratori agricoli

Dal 19 settembre 2013 è pubblicato, ai sensi dell’art.38, commi 6 e 7, Legge 6 luglio 2011, n.111, con valore di notifica ad ogni effetto di legge, il secondo elenco di variazione 2013 dei lavoratori agricoli.

L’elenco è disponibile sul sito Inps, tra le News Avvisi, al seguente percorso Home > Avvisi e Concorsi > Avvisi.

L’elenco sarà visualizzabile sino al 7 ottobre.

(Inps, nota del 19 settembre 2013)

 

4) Guida al risparmio energetico aggiornata a settembre 2013

L’Agenzia delle entrate, il 19 settembre 2013, ha pubblicato sul proprio sito internet la guida al risparmio energetico aggiornata a settembre 2013.

La guida descrive i vari tipi di intervento per i quali si può richiedere la detrazione (dall’Irpef e dall’Ires) e riassume gli adempimenti richiesti e le procedure da seguire per poterne usufruire.

La legge di conversione del D.L. n. 63/2013 ha reintrodotto la possibilità di usufruire della detrazione per le spese di sostituzione di:

- impianti di riscaldamento con pompe di calore ad alta efficienza e con impianti geotermici a bassa entalpia;

- scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore dedicati alla produzione di acqua calda sanitaria.

Il testo originario del Decreto Legge aveva invece escluso dalla proroga questi interventi.

Con la circolare n. 29/E del 18 settembre 2013 l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che anche per questi interventi la detrazione del 65% si applica alle spese sostenute dal 6 giugno 2013 (data di entrata in vigore del decreto) e non dal 4 agosto (data di entrata in vigore della legge di conversione).

Agevolazione per il risparmio di energia

L’agevolazione fiscale consiste in detrazioni dall’Irpef o dall’Ires ed è concessa quando si eseguono interventi che aumentano il livello di efficienza energetica degli edifici esistenti.

In particolare, le detrazioni sono riconosciute se le spese sono state sostenute per:

- la riduzione del fabbisogno energetico per il riscaldamento

- il miglioramento termico dell’edificio (coibentazioni - pavimenti - finestre, comprensive di infissi);

- l’installazione di pannelli solari;

- la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale.

Le detrazioni, da ripartire in dieci rate annuali di pari importo, sono riconosciute nelle seguenti misure:

- 55% delle spese sostenute fino al 5 giugno 2013;

- 65% delle spese sostenute.

In relazione al periodo:

- dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2013, per interventi sulle singole unità immobiliari;

- dal 6 giugno 2013 al 30 giugno 2014, se l’intervento è effettuato sulle parti comuni degli edifici condominiali, o se riguarda tutte le unità immobiliari di cui si compone il singolo condominio.

Dal 1° gennaio 2014 - per i condomini dal 1° luglio 2014 - l’agevolazione sarà invece sostituita con la detrazione fiscale (del 36%) prevista per le spese di ristrutturazioni edilizie.

Indipendentemente dalla data di avvio degli interventi cui le spese si riferiscono, per l’applicazione dell’aliquota del 65% occorre far riferimento:

- alla data dell’effettivo pagamento (criterio di cassa) per le persone fisiche, gli esercenti arti e professioni e gli enti non commerciali. Per esempio, se un intervento è iniziato nel mese di marzo e sono stati effettuati tre pagamenti, a marzo, maggio e luglio, per i primi due si potrà usufruire dell’aliquota del 55%,

per il terzo quella più elevata del 65%;

- alla data di ultimazione della prestazione, indipendentemente dalla data dei pagamenti, per le imprese individuali, le società e gli enti commerciali (criterio di competenza).

Quando gli interventi consistono nella prosecuzione di lavori appartenenti alla stessa categoria, effettuati in precedenza sullo stesso immobile, ai fini del computo del limite massimo della detrazione occorre tener conto anche delle detrazioni fruite negli anni precedenti.

In ogni caso, come tutte le detrazioni d’imposta, l’agevolazione è ammessa entro il limite che trova capienza nell’imposta annua derivante dalla dichiarazione dei redditi.

In sostanza, la somma eventualmente eccedente non può essere chiesta a rimborso.

 

5) Finanziamenti e versamenti dei soci a favore della società: l’onere probatorio funzionale ad escluderne l’onerosità

Assonime il 19 settembre 2013 ha pubblicato un documento in materia  di finanziamenti e versamenti dei soci a favore della società: l’onere probatorio funzionale ad escluderne l’onerosità.

Le società di persone odi capitale a ristretta base societaria, che spesso operano in condizione di sottocapitalizzazione, ossia con un capitale sociale inadeguato e in ogni modo non sufficiente a sostenere l’attività economica esercitata, per sopperire alle esigenze finanziarie necessarie al conseguimento dell’oggetto sociale, utilizzano i versamenti dei soci come strumento di capitalizzazione.

Le denominazioni più utilizzate sono incentrate o sul concetto di finanziamento: “soci conto anticipi”, “soci conto finanziamento”, “soci conto finanziamenti infruttiferi”, oppure sul concetto di conferimento: “versamenti in conto capitale”, “versamenti in conto futuro aumento capitale”.

L’art. 1815 c.c. dispone che “salvo diversa volontà delle  parti, il mutuatario deve corrispondere gli interessi al mutuante”, connotando dunque il mutuo come un contratto presuntivamente, ma non necessariamente, oneroso.

Il finanziamento dei soci si connota in via “naturale” come contratto a prestazioni corrispettive, ossia oneroso per la società mutuataria, ma resta comunque impregiudicata la possibilità per le parti di concordarne la natura non onerosa  (ossia non fruttifera di interessi in favore del mutuante).

Per quanto concerne gli interessi (tranne che  le parti concordino nel senso della natura infruttifera del  prestito), il combinato disposto degli artt. 1815 e 1284 c.c. disegna il seguente quadro:

- in linea di principio gli interessi risultano dovuti dal mutuatario nella misura legale;

- tuttavia, le parti possono convenzionalmente pattuire  una misura superiore a quella legale, nel qual caso però è necessario chetale pattuizione, ai fini della sua validità, risulti convenuta in forma scritta;

- nel caso in cui gli interessi convenuti tra le parti siano  qualificabili come “interessi usurari”, la clausola è nulla (anche se stipulata per iscritto) e non sono dovuti interessi.

 

 

6) Nuova mediazione civile e commerciale in vigore da oggi

Nuova mediazione civile e commerciale in vigore dal 20 settembre 2013. Il Decreto Legislativo n. 28 del 4 marzo 2010, (pubblicato nella G.U. n. 53 del 5 marzo 2010) sulla mediazione in materia civile e commerciale regola il procedimento di composizione stragiudiziale delle controversie vertenti su diritti disponibili ad opera delle parti, attuando, al contempo, la direttiva dell’Unione europea n. 52 del 2008.

Il D.L. n. 69 DEL 21 giugno 2013, (decreto “del fare”, convertito nella Legge n. 98 del 9 agosto 2013) ha ripristinato il procedimento di mediazione quale condizione di procedibilità della domanda giudiziale nelle materie elencate dall’art. 5, comma 1 del D.Lgs. 28/2010.

 

7) IRDCEC: pubblicato l’Osservatorio Economico - Luglio-Agosto 2013

L’Istituto di Ricerca dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili (IRDCEC) ha pubblicato il 19 settembre 2013 l’Osservatorio Economico - Luglio-Agosto 2013.

Il quadro economico congiunturale delineatosi nella prima metà di settembre mostra numerose conferme di un consolidamento in corso della ripresa economica europea che dovrebbe impattare anche l’economia italiana nell’ultimo trimestre dell’anno. Intanto, l’Istat ha certificato l’ottavo trimestre consecutivo di recessione, il secondo dell'anno, con il calo del pil dello 0,3%.

Quadro macroeconomico. 2.072 miliardi e 863 milioni di euro il debito pubblico a luglio. Il quadro macroeconomico interno è in via di progressivo peggioramento per via dei riflessi negativi della congiuntura nazionale. Il Pil 2013 è atteso in calo di 1,6-1,8%, rispetto al -1,3% stimato ad aprile, mentre il debito pubblico a luglio, secondo gli ultimi dati della Banca d'Italia, ha già sforato l’obiettivo programmatico fissato ad aprile dal governo di 21 miliardi di euro. Da segnalare, il leggero calo del debito a luglio (-2,2 miliardi di euro) imputabile alle amministrazioni locali (-2.487 milioni di euro) piuttosto che alle amministrazioni centrali (+233 milioni di euro).

Congiuntura. -0,3% la crescita del pil nel secondo trimestre. I dati affluiti nell’ultimo mese e per la maggior parte relativi al secondo trimestre dell’anno descrivono una congiuntura ancora negativa con evidenti segnali, però, di una ripresa imminente. La produzione industriale, il commercio al dettaglio, le esportazioni e l’occupazione hanno mostrato un rallentamento dei trend negativi in atto dal 2011. Le attese sono di una ripresa, seppure moderata, per il quarto trimestre dell'anno.

Finanza pubblica. -7,3% il deficit nel primo trimestre dell’anno mentre la pressione fiscale sale di 0,6 punti rispetto allo stesso periodo del 2012. Il conto trimestrale delle amministrazioni pubbliche del primo trimestre dell’anno mostra un peggioramento dei saldi di finanza pubblica rispetto al primo trimestre del 2012 dovuto, in particolare, alla stazionarietà delle entrate, per l’andamento fortemente asimmetrico delle imposte dirette (+) e indirette (-), e alla lievitazione della spesa ad eccezione della componente interessi e investimenti.

Entrate tributarie. +2,2% dall’inizio dell'anno (+16% il dato di giugno). Nei mesi di giugno e luglio le entrate tributarie hanno confermato il trend positivo delle imposte dirette (trainate dal gettito Irpef e Ires) e quello negativo delle imposte indirette (guidato dal calo del gettito Iva e delle altre imposte sui consumi). Negli stessi mesi, il gettito Iva da scambi interni ha mostrato segnali di inversione di tendenza molto probabilmente dovuti ai pagamenti dei debiti della pa piuttosto che a una ripresa dei consumi che non sembra ancora in atto. Prosegue, infine, inarrestabile il trend crescente delle entrate territoriali, dovuto soprattutto alla crescita delle addizionali regionali e comunali all'Irpef.

Partite Iva. +3,3% le nuove partite Iva a luglio (-5,2% dall'inizio dell'anno) grazie al boom delle società di capitali (+7,9% a luglio e +11,5% dall'inizio dell'anno) con 8.329 unità aperte nel solo mese di luglio.

Movimprese. +26.085 imprese nel II trimestre dell’anno, ma il tasso di crescita è il più basso di sempre (+0,43%). Rallentano moltissimo le iscrizioni di nuove società di persone, mentre crescono le società di capitali.

Fallimenti. +5,9% i fallimenti nel primo semestre dell’anno e + 72,5% i concordati aperti nello stesso periodo.

 

8) Rassegna delle ultime sentenze della Cassazione

Ecco di il deposito delle sentenze della Cassazione fiscale del 18 settembre 2013:

- Sentenza 21307/2013 - Professioni. Il notaio deve pagare l’imposta di bollo anche sugli allegati agli atti.

- Sentenza 21310/2013 - Tributi. Illegittima l’imposizione in misura proporzionale anziché fissa all’imposta di registro della sentenza che decide la collocazione privilegiata di un credito già ammesso al passivo fallimentare.

- Sentenza 21311/2013 - Contenzioso. Soggetto a tassazione il provvedimento del giudice di assegnazione di somma pignorata (non possono essere estese le stesse regole della sentenza di risarcimento del danno da reato).

- Sentenza 21313/2013 - Crediti di imposta. Il Centro di servizio operativo di Pescara, in sede di contenzioso, non ha legittimazione per gli atti che gli sono ascritti.

- Sentenza 21319/2013 - Tributi. L’amministrazione non può sospendere il pagamento di un proprio debito verso il contribuente a garanzia di un credito.

- Sentenza 21326/2013 - Tributi. I tassisti organizzati in cooperativa che godono di servizi come il radiotaxi pagano l’Irap.


Vincenzo D’Andò