Diario fiscale del 5 settembre 2013: cartella esattoriale nulla se la motivazione è la sola indicazione “omesso versamento”

Pubblicato il 5 settembre 2013



cartella di pagamento nulla: non basta scrivere “omesso versamento”; introdotte semplificazioni in materia agricola; niente più visite preventive per i bambini ed i minori destinati ad attività culturali, artistiche, sportive, pubblicitarie e dello spettacolo; INAIL: invio telematico delle denunce di infortunio per le amministrazioni statali; é più conveniente la detrazione per misure antisismiche sugli interventi di recupero su immobili; ampliato il bonus fiscale sui grandi elettrodomestici; imprese: come dedurre i beni provenienti dal patrimonio personale; debiti P.A.: al 4 settembre pagati 7,2 miliardi di euro ai creditori

 

 

Indice:

1) Cartella di pagamento nulla: non basta scrivere “omesso versamento”

2) Introdotte semplificazioni in materia agricola

3) Niente più visite preventive per i bambini ed i minori destinati ad attività culturali, artistiche, sportive, pubblicitarie e dello spettacolo

4) INAIL: invio telematico delle denunce di infortunio per le amministrazioni statali

5) E’ più conveniente la detrazione per misure antisismiche sugli interventi di recupero su immobili

6) Ampliato il bonus fiscale sui grandi elettrodomestici

7) Imprese: come dedurre i beni provenienti dal patrimonio personale

8) Debiti P.A.: al 4 settembre pagati 7,2 miliardi di euro ai creditori

 

 

1) Cartella di pagamento nulla: non basta scrivere “omesso versamento”

La sola dicitura “omesso o carente versamento” contenuta in una cartella di pagamento non costituisce adeguata motivazione della pretesa fiscale e ne comporta la sua nullità.

Se invece sussistono altri elementi a sostegno di tale motivazione, non valutati dal giudice di secondo grado, il mezzo per impugnare la sentenza non è il ricorso in Cassazione, ma la sua revocazione per errore di fatto.

Infatti, il contribuente deve essere messo al corrente delle ragioni dell’atto impositivo.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione che, con l’ordinanza n. 20211 del 3 settembre 2013, ha respinto il ricorso dell’Amministrazione finanziaria.

La vicenda è scaturita da una cartella esattoriale Irpef notificata a un contribuente con la consueta motivazione molto stringata, “omesso o carente versamento dell’imposta”.

A differenza degli altri contribuenti, stavolta questi ha presentato ricorso di fronte alla C.T.P. chiedendo e ottenendo l'annullamento.

Quindi l’Ufficio ha impugnato la decisione di primo grado di fronte alla C.T.R. ma senza successo.

Per questo l’Agenzia delle entrate ha presentato ricorso alla Suprema Corte. La sesta sezione civile lo ha respinto confermando e rendendo definitivo il verdetto di merito.

Secondo il relatore il ricorso andava respinto poiché la sentenza di merito contiene l’accertamento in fatto relativo alla carenza di qualunque motivazione o spiegazione della cartella esattoriale, accertamento che doveva semmai essere contestato con il mezzo revocatorio.

Il Collegio di legittimità ha condiviso la proposta del relatore giacché, si legge nelle motivazioni, l’indicazione di omesso o carente versamento non costituisce adeguata motivazione di una pretesa fiscale.

E l’affermazione del giudice di merito secondo cui la cartella non contiene ulteriori dati idonei a sorreggere le ragioni dell’Amministrazione poteva semmai essere contestata con il mezzo revocatorio.

La decisione della Cassazione è controtendenza rispetto a molte decisioni di merito che hanno sancito la validità della cartella di pagamento anche se contiene solo le notizie essenziali dell’accertamento, mentre maggiori spiegazioni sono contenute soltanto nell’avviso bonario. Infatti è sufficiente al contribuente raffrontare l’atto impositivo con la dichiarazione dei redditi da lui presentata.

 

2) Introdotte semplificazioni in materia agricola

Sono state introdotte rilevanti in materia agricola, ciò a seguito della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 194 del 20 agosto 2013 della Legge n. 98 del 9 agosto 2013 (che ha convertito il D.L. n. 69/2013).

Con delle modifiche al D.Lgs. n. 228/2001, l’art. 30-bis, introdotto dalla Legge di conversione, apporta dette novità.

Per la vendita al dettaglio esercitata su superfici all’aperto nell’ambito dell’azienda agricola, nonché per la vendita esercitata in occasione di sagre, fiere, manifestazioni a carattere religioso, benefico o politico o di promozione dei prodotti tipici o locali, non viene richiesta la comunicazione di inizio attività.

Inoltre, la vendita diretta mediante il commercio elettronico può essere iniziata contestualmente all’invio della comunicazione al comune del luogo ove ha sede l’azienda di produzione.

Così come previsto dall’art. 34 del D.L. n. 201/2011, convertito dalla Legge n. 214/2011, nell’ambito dell’esercizio della vendita diretta viene consentito il consumo immediato dei prodotti oggetto di vendita, utilizzando i locali e gli arredi nella disponibilità dell’imprenditore agricolo, con l’esclusione del servizio assistito di somministrazione e con l’osservanza delle prescrizioni generali di carattere igienico-sanitario.

Infine, l’attività di vendita diretta dei prodotti agricoli non comporta cambio di destinazione d’uso dei locali ove si svolge la vendita e può esercitarsi su tutto il territorio comunale a prescindere dalla destinazione urbanistica della zona in cui sono ubicati i locali a ciò destinati.

 

3) Niente più visite preventive per i bambini ed i minori destinati ad attività culturali, artistiche, sportive, pubblicitarie e dello spettacolo

L'art. 42, comma 1, lettera b) della Legge n. 98/2013 che ha convertito il D.L. n. 69/2013, ha abrogato le disposizioni concernenti l’obbligo della certificazione attestante l’idoneità psico-fisica al lavoro per le lavorazioni non a rischio previste dall’art. 9 del D.P.R. n. 1668/1956 (si tratta delle visite mediche preventive per l’assunzione presso imprese artigiane), e dall’art. 8 della Legge n. 977/1967.

Fermi restando gli obblighi derivanti dall’applicazione del D.Lgs. n. 81/2008, le visita preventive e periodiche previste dall’art. 8 della Legge n. 977/1967 non sono più previste, fatta eccezione per le c.d. “lavorazioni a rischio”.

Alla luce di ciò, rileva la DPL di Modena con la nota del 04 settembre 2013, pare emergere la “non necessità” della visita preventiva di idoneità all’attività lavorativa per i bambini ed i minori in attività lavorative di carattere culturale, artistico, sportivo o pubblicitario e nel settore dello spettacolo, con le limitazioni previste all’art. 4, comma 2, e con le modalità richieste dal D.P.R. n. 365/1994 che subordina l’autorizzazione della Direzione territoriale del Lavoro ad una serie di condizioni.

L’esclusione dall’obbligo della certificazione sanitaria preventiva scaturisce dal fatto che il richiamo alle attività appena descritte (art. 4, comma 2), è contenuto nell’art. 8, comma 1, le cui certificazioni mediche, fatta salva l’ipotesi delle lavorazioni a rischio, sono state, ora, abrogate.

 

4) INAIL: invio telematico delle denunce di infortunio per le amministrazioni statali

L'INAIL, con la nota del 2 settembre 2013, comunica il rilascio in produzione dei servizi per l’invio telematico delle denunce di infortunio, di malattia professionale e silicosi/asbestosi per le amministrazioni statali in gestione per conto dello Stato.

 

5) E’ più conveniente la detrazione per misure antisismiche sugli interventi di recupero su immobili

Il Legislatore (con l’art. 16 comma 1 bis del D.L. n. 63/2013 convertito in Legge n. 90/2013) ha previsto che per le opere finalizzate all’adozione di misure antisismiche, le cui procedure autorizzatorie sono attivate dopo il 4 agosto 2013, effettuate su edifici adibiti ad abitazione principale o ad attività produttive, rica­denti nelle zone sismiche ad alta pericolosità, l’aliquota della detrazione è del 65% (in luogo del 50%), nei limiti dell’ammontare complessivo di € 96.000 per unità immobiliare.

 

6) Ampliato il bonus fiscale sui grandi elettrodomestici

Ampliati i beni che consentono la nuova detrazione per l’acquisto di mobili da inserire nell'abitazione ristrutturata.

In particolare, con l’art. 16, comma 2 del D.L.  n. 63/2013,  convertito dalla Legge n. 90/2013, è stato ampliato l’ambito di applicazione della detrazione relativa agli acquisti di beni mobili da inserire in abitazioni ristrutturate.

Infatti, oltre a taluni beni mobili (armadi, letti, divani, librerie, tavoli, sedie, cucine, ecc.) sono stati inseriti i seguenti beni, il cui acquisto rileva se effettuato entro il 31 dicembre 2013:

- grandi elettrodomestici di classe non inferiore alla A + (lavatrici, lavastoviglie, frigoriferi),

- forni, cappe, piani di cottura e apparecchiature per le quali viene prevista l’etichetta energetica, non inferiore alla classe A.

 

7) Imprese: come dedurre i beni provenienti dal patrimonio personale

Per poter considerare un veicolo come strumentale ai fini fiscali è necessario che lo stesso, ove proveniente dal proprio patrimonio personale, sia iscritto nell’inventario (art. 2217 c.c.). Il bene deve essere valutato in base al costo, assumendo come tale il valore definitivamente accertato ai fini delle imposte di registro o di successione o, in mancanza, il prezzo indicato nell’atto di acquisto (art. 4, Dpr 689/1974). Questa criterio deve essere adottato per tutti i beni immobili e per i beni mobili iscritti in pubblici registri. Le relative quote di ammortamento devono essere calcolate a decorrere dall’esercizio in corso alla data dell’iscrizione (art.65, comma 3-bis, del Tuir).

Per gli agenti e i rappresentanti di commercio, la percentuale di deducibilità, relativa sia all’ammortamento sia alle spese relative all’automobile (carburante, ricambi, manutenzione ecc.), è pari all’80%.

 

8) Debiti P.A.: al 4 settembre pagati 7,2 miliardi di euro ai creditori

L’attuazione del decreto “sblocca debiti” procede con regolarità: da inizio agosto ad oggi il MEF ha registrato un significativo incremento dei pagamenti effettuati ai creditori (+2,2 mld).

Le procedure attivate per una rapida attuazione del decreto legge 35/2013 “sblocca debiti” stanno continuando a spingere liquidità nel sistema degli enti pubblici, che a loro volta procedono al pagamento dei rispettivi creditori: secondo il monitoraggio del MEF, al 4 settembre risulta che siano stati messi a disposizione degli enti pubblici debitori 17,9 miliardi di euro (il 90% dei 20 miliardi stanziati dal D.L. 35/2013), e che questi abbiano provveduto a pagare ai propri creditori debiti scaduti per un importo pari a 7,2 miliardi (36% dell’importo stanziato). Inoltre risulta che i 4,2 miliardi messi a disposizione delle Regioni per il comparto sanitario – e da queste già parzialmente trasferiti a ospedali e aziende sanitarie locali – siano in questi giorni in pagamento ai creditori.

Rispetto al precedente aggiornamento del 6 agosto, il monitoraggio fa registrare in meno di un mese un incremento di 2,2 miliardi nei pagamenti effettuati ai creditori, mentre le disponibilità fornite dal MEF agli enti debitori si avvicinano allo stanziamento complessivo previsto inizialmente per l’anno in corso.

Il Governo intende inoltre incrementare il pagamento nel corso del 2013 dei debiti pregressi degli enti territoriali e a questo fine con il D.L. 102/2013 ha autorizzato immediatamente il pagamento di ulteriori 7,2 miliardi di euro.

In particolare il monitoraggio evidenzia:

- l’erogazione di finanziamenti pari a 1,4 miliardi per il pagamento di debiti non sanitari a tutte le Regioni che ne hanno fatto richiesta – ad eccezione di Calabria, Campania e Sicilia le quali hanno in corso gli adempimenti necessari – già utilizzati pressoché integralmente dalle Regioni stesse per il pagamento dei creditori;

- l’erogazione di finanziamenti pari a 4,2 miliardi per il pagamento di debiti sanitari a tutte le Regioni per le quali sono state stanziate risorse, ad eccezione di Sardegna e Sicilia; dalle verifiche informali effettuate dal MEF risulta che questo importo sia stato utilizzato pressoché integralmente dalle Regioni stesse per il pagamento ai creditori o trasferito ad aziende ospedaliere e aziende/unità sanitarie locali per il pagamento dei rispettivi debiti (tuttavia nel dato sintetico sui pagamenti indicato in apertura di questo comunicato sono incluse esclusivamente informazioni sui pagamenti già certificati dagli enti);

- il pagamento da parte di Province e Comuni di debiti per un importo pari all’87% delle anticipazioni di cassa fornite da Cassa Depositi e Prestiti S.p.A. agli enti locali (1,3 miliardi); le Province hanno inoltre effettuato pagamenti di debiti per un importo pari a 970 milioni a valere sugli spazi finanziari messi a disposizione sul Patto di stabilità interno (83% della disponibilità) mentre sulla stessa risorsa i Comuni hanno effettuato pagamenti per un importo pari 865 milioni (17% della disponibilità; quest’ultimo dato è aggiornato al 6 agosto).

Monitoraggio

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha attivato un monitoraggio regolare dell’avanzamento dell’intera procedura che coinvolge in particolare il Dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato, al fine di garantire tanto una corretta allocazione delle risorse finanziarie quanto il rispetto degli impegni degli enti debitori a impiegare queste risorse per saldare rapidamente i debiti scaduti.

Articolazione dei percorsi finanziari

Il decreto “sblocca debiti” ha attivato un ventaglio di strumenti finanziari articolato per consentire il celere sblocco di liquidità per 20 miliardi nel 2013 e 19,8 nel 2014 da destinare al pagamento di debiti risultati certi liquidi ed esigibili al 31 dicembre 2012. Questi strumenti includono: anticipazioni di cassa agli enti locali sulla base di una convenzione tra Cassa Depositi e Prestiti S.p.A. e il Tesoro, finanziamento del Tesoro alle Regioni e alle province autonome, esclusioni dal patto di stabilità interno, deroga dal patto di stabilità interno delle spese effettuate per il cofinanziamento di interventi programmati con i fondi strutturali dell’UE, l’incremento dei rimborsi fiscali. Ciascuna di queste linee di azione comporta accordi tra le parti per il corretto impiego delle risorse e per la rendicontazione dei pagamenti. I tempi del monitoraggio per le diverse linee di azione sono eterogenei, tuttavia il MEF in collaborazione con Cassa Depositi e Prestiti, ANCI e UPI riesce a fornire un monitoraggio frequente dei pagamenti certificati. Il dato fornito oggi potrebbe quindi essere inferiore ai pagamenti realmente effettuati alla data, in quanto non sono disponibili informazioni sull’impiego degli spazi finanziari delle Regioni mentre l’impiego degli spazi finanziari dei Comuni è parziale e ricostruito grazie a un’indagine campionaria dell’ANCI (che tuttavia fornisce il dato certo rilevato e non un’estensione della stima all’insieme dei comuni, presumibilmente superiore).

(Ministero dell’Economia e delle Finanze, comunicato stampa n. 146 del 04 settembre 2013)

 

Vincenzo D’Andò