Diario fiscale del 3 settembre 2013: il ripasso delle istruzioni per la formazione del registro dei revisori

Pubblicato il 3 settembre 2013



in G.U. il Decreto sull’IMU: scende la detrazione sulle polizze vita; razionalizzazione nel pubblico impiego: il D.L. in G.U., novità per il contratto a termine; pubblicato il Decreto Legge su lavoro e Welfare; come chiedere un rimborso in modo semplice e immediato; prima formazione del Registro dei revisori contabili; dal Ministero le indicazioni operative su tutte le novità del D.L. n. 76/13; accertamento induttivo: valide le prove raccolte per un’altra imposta; modello Unico trasmesso in via telematica: ipotesi di difformità con la copia cartacea

 

 

 

Indice:

1) In G.U. il Decreto sull’IMU: Scende la detrazione sulle polizze vita

2) Razionalizzazione nel pubblico impiego: il D.L. in G.U., novità per il contratto a termine

3) Pubblicato il Decreto Legge su lavoro e Welfare

4) Come chiedere un rimborso in modo semplice e immediato

5) Prima formazione del Registro dei revisori contabili

6) Dal Ministero le indicazioni operative su tutte le novità del D.L. n. 76/13

7) Accertamento induttivo: valide le prove raccolte per un’altra imposta

8) Modello Unico trasmesso in via telematica: ipotesi di difformità con la copia cartacea

 

 

1) In G.U. il Decreto sull’IMU: Scende la detrazione sulle polizze vita

E' stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, n. 204 del 31 agosto 2013, il Decreto n. 102 del 31 agosto 2013 (cd. Decreto IMU), in vigore da tale data. Tra le novità apparse in G.U., rispetto alla bozza trapelata dall’ultima riunione del Consiglio dei ministri, emerge l’assenza del temuto ritorno dell’IRPEF sulle secondo case sfitte.

Scompare nel testo definitivo anche la parziale deducibilità dell’IMU per le imprese.

Disposizioni sull’IMU

Il decreto stabilisce che l’IMU - relativamente alla prima casa, ai terreni agricoli e ai fabbricati rurali - non verrà pagata nel 2013. A copertura dell’abolizione è previsto un intervento immediato per la prima rata 2013.

Con un decreto legge, da adottare in via contestuale alla prossima legge di stabilità, verrà invece soppressa la seconda rata.

A decorrere dal 2014, in luogo dell’IMU, entrerà in vigore la nuova imposta sui servizi comunali (c.d. Service Tax).

Come annunciato nel comunicato stampa del Consiglio dei Ministri del 28 agosto 2013, la service tax sarà riscossa direttamente dai Comuni e costituita da due componenti destinate alla gestione dei rifiuti (TARI) ed alla copertura dei servizi indivisibili (TASI). La prima componente sarà dovuta da chi occupa, a qualunque titolo, locali o aree suscettibili di produrre rifiuti urbani. Il Comune potrà scegliere come base imponibile, alternativamente, la superficie o la rendita catastale.

Scende la detrazione sulle polizze vita

Il decreto dispone inoltre un dimezzamento del tetto massimo di detraibilità delle polizze vita, che passa da quasi 1.300 euro a 630 per quest’anno, per poi scendere a 230 euro dal prossimo anno.

Salta la deduzione parziale dell’IMU

Tra le principali novità riscontrate nel testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale, rispetto alle anticipazioni successive al Consiglio dei Ministri, si segnala la mancata reintroduzione dell’IRPEF sulle rendite catastali delle abitazioni sfitte.

Nel testo definitivo non compare più la deduzione dal reddito d’impresa dell’IMU versata sui capannoni industriali e gli immobili connessi.

In particolare, l’art. 12 del citato D.L. n. 102/2013 dispone con norma già valida per il 2013 (e quindi in deroga allo Statuto dei diritti del contribuente) il dimezzamento dell’ammontare massimo dei premi detraibili per assicurazioni aventi per oggetto il rischio di morte o di invalidità permanente.
Questi passano da euro 1.291,14 a euro 630,00 per il 2013 e diventano, a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2014, 230,00 euro.

Conferme

Trovano, invece, conferma la riduzione dell’aliquota dal 19% al 15% della cedolare secca pagata dai proprietari di casa con contratto d’affitto a canone concordato, e il trasferimento dallo Stato ai Comuni per 2,3 miliardi di euro per il 2013 e 75 milioni dal 2013, a titolo di rimborso per il minor gettito dell’imposta sugli immobili.

Nel testo definitivo del decreto figura infine una clausola di salvaguardia in caso di insufficiente copertura finanziaria. In particolare, nel caso in cui le entrate sperate dovessero rivelarsi insufficienti, è previsto un aumento degli acconti IRES e IRAP di fine anno e un nuovo balzello delle accise.

 

2) Razionalizzazione nel pubblico impiego: il D.L. in G.U., novità per il contratto a termine

E’ stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, n. 204 del 31 agosto 2013, il D.L. n. 101 del 2013 recante norme di razionalizzazione nel pubblico impiego.

Tra i molti punti affrontati si sottolinea quello con il quale (art. 4) è stato limitato l’uso del contratto a termine nella P.A. Esso deve rispondere ad esigenze eccezionali e temporanee, contenere le causali ex D.Lgs. n. 368/2001, con esclusione del contratto “acausale”, non può essere trasformato a tempo indeterminato.

I contratti posti in essere in violazione di tali norme sono nulli e determinano responsabilità erariale. Al dirigente responsabile non verrà erogato il premio di risultato.

Tale D.L., in vigore dal 1 settembre 2013, contiene disposizioni che mirano a:

- razionalizzare e ottimizzare i meccanismi assunzionali e di favorire la mobilità, nonché di garantire gli standard operativi e i livelli di efficienza ed efficacia dell'attività svolta dal Corpo nazionale dei vigili del fuoco e in altri settori della pubblica amministrazione;

- ottimizzare le attività volte ad assicurare la trasparenza dell'azione amministrativa e la prevenzione della corruzione nelle pubbliche amministrazioni nonché una razionalizzazione delle attività di misurazione e valutazione della performance del personale attraverso una diversa attribuzione delle funzioni svolte dalla Commissione per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche e dall'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni;

- rendere più efficace l'utilizzo, quantitativo e qualitativo, dei fondi europei, potenziando il coordinamento e il controllo sull'uso degli stessi e rafforzando l'azione di programmazione, coordinamento, sorveglianza e sostegno della politica di coesione, già spettante al Presidente del Consiglio dei Ministri.

In particolare il decreto legge introduce limitazioni a proroghe di contratti e all'uso del lavoro flessibile nel pubblico impiego. I contratti di lavoro a tempo determinato possono essere stipulati dalle pubbliche amministrazioni per rispondere ad esigenze di carattere esclusivamente temporaneo o eccezionale e se posti in essere in violazione delle predette disposizioni di legge sono nulli e determinano responsabilità erariale.

Al dirigente responsabile di irregolarità nell’utilizzo del lavoro flessibile non può essere erogata la retribuzione di risultato.

Il medesimo Decreto Legge, inoltre, contiene disposizioni in materia di collocamento obbligatorio, di commissioni mediche dell’amministrazione della pubblica sicurezza e di lavoro carcerario. A tal riguardo si evidenzia che alle imprese che assumono, per un periodo di tempo non inferiore ai trenta giorni, lavoratori detenuti o internati, anche quelli ammessi al lavoro all'esterno o che svolgono effettivamente attività formative nei loro confronti, é concesso un credito di imposta mensile nella misura massima di € 700,00 per ogni lavoratore assunto.

 
3) Pubblicato il Decreto Legge su lavoro e Welfare

E' stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 204 del 31 agosto 2013, il Decreto Legge n. 102 del 31 agosto 2013, che, tra le altre cose affronta il problema della CIG in deroga e degli Esodati.

CIG in deroga: L’art. 10 rifinanzia per il 2013 gli ammortizzatori in deroga con 500 milioni di euro da ripartirsi tra le Regioni.

Esodati: L’art. 11 è finalizzato a garantire la pensione a 6.500 esodati che hanno cessato il rapporto di lavoro in data non anteriore al 1° gennaio 2009 e non successiva al 31 dicembre 2011, con risoluzione del rapporto al di fuori di accordi sindacali. E’ ammesso un reddito lordo complessivo pari a 7.500 euro non derivante da rapporto di lavoro a tempo indeterminato: Inoltre debbono essere in possesso dei requisiti anagrafici e contributivi che, sulla base delle disposizioni vigenti prima della “Riforma Fornero”, avrebbero comportato al decorrenza della pensione entro i 36 mesi successivi all’entrata in vigore della legge n. 214/2011.

Le modalità di presentazione delle istanze saranno analoghe a quelle già in essere per le prime tre “tranche”. La data della cessazione del rapporto deve risultare da dati oggettivi certi come, ad esempio, le comunicazioni obbligatorie. L’INPS provvede al monitoraggio.

 

4) Come chiedere un rimborso in modo semplice e immediato

Tutti i passi da seguire sul canale YouTube dell’Agenzia delle Entrate. Un nuovo filmato per chiarire tutti i dubbi sui rimborsi. E’ infatti disponibile dal 02 settembre 2013 su “Entrate in video”, www.youtube.com/Entrateinvideo, una clip che illustra ai contribuenti come richiedere il rimborso delle imposte versate in misura maggiore rispetto a quanto dovuto. Il video è stato realizzato a costo zero e risulta accessibile gratuitamente a tutti grazie all’utilizzo di sottotitoli in italiano e nelle principali lingue straniere. In continua crescita gli accessi al canale YouTube delle Entrate, che attualmente conta oltre 2.000 iscritti e più di 500.000 visualizzazioni.

Chiedere e ottenere un rimborso: indicazioni chiare e dirette

Nel video un funzionario dell’Agenzia spiega come comportarsi sia quando il rimborso risulta direttamente dalla dichiarazione dei redditi sia in tutte le altre ipotesi in cui è necessario presentare un’apposita domanda.

In caso di presentazione del modello Unico, il contribuente dovrà compilare il quadro RX per chiedere il rimborso. In alternativa potrà riportare il credito all’anno successivo oppure compensarlo con altre imposte. Chi presenta il 730, invece, potrà ricevere il rimborso direttamente in busta paga: a partire da luglio se è un lavoratore dipendente, dal mese di agosto o settembre se è un pensionato.

In tutti gli altri casi, basterà presentare all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate competente in base al domicilio fiscale (o, per le imposte indirette, all’ufficio dove è stato registrato l’atto o la dichiarazione di successione), un’istanza completa di tutta la documentazione utile a provare il diritto al rimborso.

Un occhio alle date e uno all’Iban

Nel caso di rimborso chiesto tramite istanza, l’Agenzia ricorda di fare attenzione alle scadenze dei termini per la presentazione: entro 48 mesi per le ritenute e i versamenti diretti; entro 36 mesi dalla data del versamento per i rimborsi relativi alle imposte indirette. Per ricevere in tempi brevi l’accredito della somma in totale sicurezza, inoltre, è importante comunicare alle Entrate le coordinate del proprio conto corrente bancario o postale.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 126 del 02 settembre 2013)

 

5) Prima formazione del Registro dei revisori contabili

Tutti i revisori legali sono tenuti ad aggiornare i propri dati entro il prossimo 23 settembre.

Il MEF dipartimento della Ragioneria Generale dello Stato con la circolare n. 34 del 7 agosto 2013 informa che con determina del Ragioniere Generale dello Stato del 21 giugno 2013 sono state definite le modalità di invio dei dati relativi alla prima formazione del registro dei revisori legali.

Pertanto tutti i revisori legali sono tenuti, entro il 23 settembre 2013, ad aggiornare i propri dati ed inserire gli eventuali incarichi di revisione legale, previo accreditamento personale nell’area riservata, secondo le modalità contenute nel documento tecnico allegato alla citata determina.

 
6) Dal Ministero le indicazioni operative su tutte le novità del D.L. n. 76/13

Particolarità su apprendistato, estensione convalida delle dimissioni, stabilizzazione associati.

A seguito della pubblicazione in G.U. della Legge n. 99 di conversione del D.L. n. 76 del 28 giugno 2013, il Ministero del Lavoro con la circolare n. 35 del 2013 impartisce le prime istruzioni operative al proprio personale, soffermandosi principalmente sulle modifiche apportate alle differenti tipologie contrattuali, oltre alla procedura di stabilizzazione degli associati in partecipazione, prevista dall’art. 7-bis inserito in fase di conversione, ed alle novità relative all’obbligazione solidale.

Oltre a ripercorrere tutte le novità apportate dal decreto, il Ministero evidenzia alcune particolarità, tra cui:

- Per i contratti di apprendistato, atteso che il PFI è obbligatorio solo in relazione alla formazione per l’acquisizione delle competenze tecnico-professionali e specialistiche, “il personale ispettivo focalizzerà in via assolutamente prioritaria la propria attenzione sul rispetto del Piano, adottando eventuali provvedimenti dispositivi o sanzionatori, secondo le indicazioni già fornite con circ. n. 5/2013, esclusivamente in relazione ai suoi contenuti”;

- Per i contratti a tempo determinato acausali, la proroga può riguardare anche contratti sottoscritti prima dell’entrata in vigore del D.L.;

- Gli intervalli tra due contratti a tempo determinato sono stati ripristinati a 10 e 20 giorni, come previsto prima della c.d. riforma Fornero (L. n. 92/2012). La nuova previsione si applica anche se il precedente rapporto a tempo determinato è sorto prima dell’entrata in vigore del D.L. n. 76/2013;

- In relazione al lavoro accessorio, il D.L. n. 76/2013 richiama quanto già espresso dal Ministero stesso con propria circolare (n. 18/2012): la legittimità del ricorso all’istituto va verificata esclusivamente sulla base dei limiti di carattere economico (ad eccezione delle peculiarità del settore agricolo e del lavoro prestato nei confronti di committenti pubblici);

- In relazione all’estensione della procedura di convalida delle dimissioni anche ad associati in partecipazione e collaboratori coordinati e continuativi, anche a progetto, il Ministero chiarisce che non soggiacciono a tale obbligo:

a) Le prestazione meramente occasionali di durata non superiore a trenta giorni nell’arco dell’anno solare;

b) Le prestazioni rese da professionisti iscritti agli albi;

c) Le collaborazioni rese a fini istituzionali in favore delle associazioni e società sportive dilettantistiche affiliate alle federazioni sportive nazionali, alle discipline sportive associate e agli enti di promozione sportiva riconosciute dal C.O.N.I.;

d) Le prestazioni rese da appartenerti agli organi di amministrazione e controllo delle società e da appartenenti a collegi e commissioni;

e) Le prestazioni rese da percettori di pensione di vecchiaia.

- In relazione all’estensione ai “lavoratori con contratto di lavoro autonomo” della previsione dell’art. 29 del D.Lgs. n. 276/2003 riguardante la solidarietà negli appalti, il Ministero chiarisce che “la ratio sottesa all’istituto della solidarietà, volta a tutelare i lavoratori per i quali gli obblighi previdenziali e assicurativi sono prevalentemente assolti dal datore di lavoro/committente, lascia tuttavia intendere che il riferimento ai “lavoratori con contratto di lavoro autonomo” sia limitato sostanzialmente ai co.co.co./ co.copro. impiegati nell’appalto e non anche a quei lavoratori autonomi che sono tenuti in via esclusiva all’assolvimento dei relativi oneri”.

La Fondazione studi del Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro è intervenuta sulla Legge 99/13 con la circolare n. 10/2013.

 

7) Accertamento induttivo: valide le prove raccolte per un’altra imposta

E’ possibile determinare il valore della plusvalenza tassata, in base all’accertamento definitivo del valore fissato ai fini dell’imposta di Registro. Si tratta di un procedimento legittimo.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 20013 del 30 agosto 2013, che si è pronunciata sull’impugnazione di accertamento, con il quale sulla base del valore di avviamento, già accertato ai fini dell'imposta di Registro, è stata recuperata a tassazione, ai fini Irpef, la plusvalenza derivante dalla cessione di una rivendita di giornali e cartoleria.

La questione è stata esaminata alla luce del principio secondo cui “I principi relativi alla determinazione del valore di un bene che viene trasferito sono diversi a seconda dell’imposta che si deve applicare, sicchè quando si discute di imposta di registro si ha riguardo al valore di mercato del bene, mentre quando si discute di una plusvalenza realizzata nell’ambito di un impresa occorre verificare la differenza realizzata tra il prezzo di acquisto e il prezzo di cessione”.

Secondo la Suprema Corte, l’indicazione, nel bilancio di una società, di un’entrata derivante dalla vendita di un bene, inferiore rispetto a quella accertata ai fini dell’imposta di registro, legittima di per sé l’amministrazione a procedere ad accertamento induttivo mediante integrazione o correzione della relativa imposizione, mentre spetta al contribuente che deduca l’inesattezza di una tale correzione di superare la presunzione di corrispondenza del prezzo incassato rispetto al valore di mercato, dimostrando (anche con il ricorso ad elementi indiziari) di avere in concreto venduto proprio al prezzo (inferiore) indicato in bilancio.

Peraltro l’Ufficio, abilitato dalla legge ad avvalersi di presunzioni, può anche utilizzare una seconda volta gli stessi elementi probatori già utilizzati in precedenza e idonei secondo l’ordinamento a provare il fatto posto a base dell'accertamento.

 

8) Modello Unico trasmesso in via telematica: ipotesi di difformità con la copia cartacea

In ipotesi di contraddizione tra i dati risultanti nella dichiarazione presentata in via telematica e la copia conservata con modalità cartacea il giudicante può attribuire preferenza a questi ultimi e perciò ritenere che la predetta copia cartacea sia opponibile all’Amministrazione a preferenza di quella trasmessale per via telematica.

Cosi è pronunciata la Corte di Cassazione con l’ordinanza n. 20047 del 30 agosto 2013, che tuttavia ha accolto il ricorso presentato dall’Agenzia delle entrate.

Nel caso di specie, la C.T.R. di Torino aveva accolto l’appello proposto da una srl contro la sentenza n.45/16/2010 della C.T.P. di Torino che aveva respinto il ricorso della predetta società avverso cartella di pagamento emessa a seguito di liquidazione automatizzata ex art. 36-bis del DPR n. 600/1973 della dichiarazione presentata in via telematica nel 2005 per l’anno d’imposta 2004, cartella contenente rettifica dell’imposta corrisposta, sulla premessa che nella predetta dichiarazione non era stato esposto (al quadro R.U.) il credito di imposta relativo ad incentivi per la ricerca scientifica utilizzato in compensazione per l’importo di € 39.999,00.

 

Vincenzo D’Andò