Diario fiscale del 2 settembre 2013: si abbassa al 15% la cedolare secca per i contratti a canone concordato

Pubblicato il 2 settembre 2013



case sfitte: si applica di nuovo l’Irpef?; ridotta la cedolare secca per i contratti concordati; DURC: recapito esclusivamente via PEC; trattamenti pensionistici e beneficiari 2012; Welfare: circolare sul Decreto Lavoro; INPS: decontribuzione 2012, accordi di secondo livello

 

 

Indice:

1) Case sfitte: si applica di nuovo l’Irpef?

2) Ridotta la cedolare secca per i contratti concordati

3) DURC: Recapito esclusivamente via PEC

4) Trattamenti pensionistici e beneficiari 2012

5) Welfare: circolare sul Decreto Lavoro

6) INPS: decontribuzione 2012 accordi di secondo livello

 

 

1) Case sfitte: si applica di nuovo l’Irpef?

Con un comunicato stampa del 30 agosto 2013, Palazzo Chigi smentisce le indiscrezioni su nuove ipotesi di tassazione sulle seconde case, per coprire il provvedimento sull’Imu. Tali indiscrezioni, riferisce il citato comunicato, si riferiscono a bozze circolate nei giorni scorsi e che non faranno parte del provvedimento che sarà in Gazzetta Ufficiale.

 

Deducibilità Imu dalle imposte dirette

Il provvedimento varato dal governo interviene sul D.Lgs. n. 23/2011, che all’art. 14 prevede l’indeducibilità integrale dell’Imu sia ai fini delle imposte sui redditi sia ai fini Irap.

Con la modifica governativa viene ora previsto che nella determinazione della base imponibile i titolari di reddito d'impresa e gli esercenti arti o professioni potranno scomputare l’Imu in misura del 50%.

Il decreto precisa che l’agevolazione ha sì effetto a partire dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2013 (quindi anno 2013 per i soggetti “solari”), ma puntualizza anche che non se ne deve tener conto in sede di acconto.

A novembre, pertanto, imprenditori e lavoratori autonomi verseranno in misura ordinaria, come se l'Imu continuasse a restare indeducibile.

 

2) Ridotta la cedolare secca per i contratti concordati

Il Decreto Legge sulla tassazione immobiliare, approvato dal governo il 28 agosto 2013, riduce l’aliquota della cedolare solo per tali locazioni dal 19% al 15%.

Tra i vari provvedimenti contenuti nel decreto legge “disposizioni urgenti in materia di imposizione immobiliare vi è anche una norma sulla cedolare secca sulle locazioni abitative.

In breve, viene ridotta l’aliquota della cedolare secca per i contratti a canone concordato, che scenderà dal 19% al 15%. Rimane invariata, invece, l’aliquota della cedolare secca per i contratti ordinari, che è pari al 21%.
Si ricorda, a tale proposito che la “cedolare secca” è il regime opzionale di imposizione sostitutiva sul reddito fondiario derivante dalla locazione di immobili abitativi, introdotta nell’ordinamento dall’art. 3 del DLgs. 14 marzo 2011 n. 23.

Chi sceglie di pagare la cedolare secca, quindi, non paga più (limitatamente al contratto di locazione) né l’IRPEF, né le relative addizionali, né l’imposta di registro, né l’imposta di bollo.

L’accesso alla cedolare secca, in presenza delle condizioni previste dalla Legge è possibile con riferimento a qualsivoglia contratto di locazione di immobili abitativi, e quindi:

- sia rispetto ai contratti del canale libero, di durata minima quadriennale, stipulati ai sensi dell’art. 2 comma 1 della L. 9 dicembre 1998 n. 431 (c.d. “4+4”);
- sia rispetto ai contratti “concordati”, stipulati secondo le disposizioni di cui all’art. 2 comma 3 della L. 431/98;

- sia rispetto ai contratti che non risultano disciplinati dalla L. 431/98, bensì dalle disposizioni civilistiche di cui all’art. 1571 ss. c.c..

La tipologia dei contratti “liberi è quella ampiamente più diffusa nella prassi contrattuale delle locazioni abitative. L’applicabilità della cedolare secca è in tal caso pacifica.

Ma la cedolare secca trova applicazione anche in relazione ai c.d. “contratti concordati”, di cui all’art. 2 comma 3 della L. 431/98. Con specifico riferimento ad essi, l’applicabilità della cedolare secca si estende:

- sia ai contratti aventi durata minima di tre anni, con rinnovo automatico di ulteriori due anni alla scadenza, stipulati a norma dell’art. 2 comma 3 della L. 431/98;

- sia ai contratti di natura transitoria per la soddisfazione di particolari esigenze delle parti, stipulati a norma dell’art. 2 comma 3 e dell’art. 5 comma 1 della L. 431/98;
- sia ai contratti di natura transitoria per la soddisfazione delle esigenze abitative di studenti universitari, stipulati ai sensi dell’art. 2 comma 3 e art. 5 commi 2 e 3 della L. 431/98.

Se il contratto non è concordato l’aliquota è al 21%

Per quanto concerne le aliquote applicabili in relazione alle varie tipologie di contratto sopra individuate, l’art. 3 comma 2 del DLgs. 23/2011 dispone che la cedolare secca si applichi in misura pari al 21%, se il contratto di locazione non è concordato, e quindi:

- per i contratti del c.d. “canale libero ”;

- per i contratti soggetti alla disciplina civilistica degli artt. 1571 ss. c.c., quali quelli aventi ad oggetto abitazioni censite in Catasto nelle categorie A/1, A/8, A/9, ovvero locate esclusivamente per finalità turistiche;

- per i contratti di durata transitoria stipulati ex art. 5 comma 1 della L. 431/98 per soddisfare particolari esigenze delle parti (durata compresa tra 1 e 18 mesi);
- per i contratti stipulati, in qualità di conduttore, da enti locali per soddisfare esigenze abitative di carattere transitorio.

Invece, la cedolare secca trova applicazione nella misura del 15% (in base alle nuove disposizioni varate dal Governo e, prima, del 19%), se il contratto è stipulato secondo le disposizioni di cui agli artt. 2 comma 3, e 8 della L. 431/98, in riferimento ad abitazioni ubicate:

- nei Comuni di cui all’art. 1, comma 1, lett. a) e b) del D.L. 30 dicembre 1988 n. 551, conv. L. 21 febbraio 1989 n. 61;

- negli altri Comuni ad alta tensione abitativa individuati dal CIPE con apposite delibere.
Viene quindi disposta un’aliquota (ancora) più favorevole per il canale della contrattazione concordata, peraltro rispetto alle abitazioni site nei Comuni ad alta tensione abitativa.

La nuova norma trova applicazione, per espressa disposizione normativa, in deroga allo Statuto dei diritti del contribuente (che vieta norme retroattive), a decorrere dal periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2013.

 

3) DURC: recapito esclusivamente via PEC

Dal 2 settembre 2013 il DURC, sia per le pubbliche amministrazioni che per le imprese, sarà recapitato esclusivamente via PEC agli indirizzi che gli utenti dovranno obbligatoriamente indicare nella richiesta.

Lo comunica l’INAIL con la nota del 28 agosto 2013.

Lo sviluppo e la diffusione dei servizi telematici, stabilita dalle disposizioni contenute nel Codice dell'Amministrazione Digitale (CAD), ha lo scopo di velocizzare, semplificare e migliorare i rapporti tra la Pubblica amministrazione e le imprese, oltreché naturalmente di ridurre il costo dei servizi erogati.

In attuazione delle predette disposizioni è stato anche fissato il termine per l'adozione esclusiva delle modalità telematiche nelle comunicazioni con le imprese, stabilendo altresì che le pubbliche amministrazioni non possono accettare o effettuare in forma cartacea le predette comunicazioni e che, in tutti i casi in cui non è prevista una diversa modalità di comunicazione telematica, le comunicazioni in parola avvengono mediante l’utilizzo della Posta elettronica certificata (PEC).

Contestualmente, il Legislatore ha anche definito l’obbligo per le imprese di dotarsi di PEC, quale indirizzo pubblico informatico di riferimento per ciascuna di esse ed ha sancito che l’utilizzo della PEC deve essere previsto anche nelle comunicazioni tra le pubbliche amministrazioni.

Con effetto dal 1 luglio 2013 il processo di adeguamento verso l’utilizzo generalizzato della PEC è giunto a completamento. Infatti, da tale data, ai sensi dell’art. 5, commi 1 e 2, del D.L. 179/2012, l’obbligo di comunicare il proprio indirizzo PEC al Registro delle Imprese, già in vigore dal 29 novembre 2011 per le società, è stato esteso anche alle imprese individuali.

L’utilizzo della PEC, come mezzo di comunicazione nei rapporti tra le Pubbliche amministrazioni e le imprese, è stato da ultimo ribadito nel recentissimo “decreto del fare”, laddove si prevede, in tema di verifica per il rilascio del documento unico di regolarità contributiva (DURC), che in caso di mancanza dei requisiti per il rilascio di tale documento, l’invito all’interessato a regolarizzare la propria posizione deve essere effettuato mediante PEC
Pertanto, in attuazione del quadro normativo sopra delineato, si è stabilito che anche la trasmissione dei DURC deve avvenire esclusivamente tramite lo strumento della PEC.

Ciò presuppone l’obbligatorietà, all’atto dell’inserimento della domanda attraverso l’apposito servizio on-line, della valorizzazione del campo relativo all'indirizzo PEC al quale il Documento, sulla base dell’indicazione effettuata dal richiedente, verrà trasmesso.

Pertanto, come già preannunciato con l’avviso pubblicato nel sito www.sportellounicoprevidenziale.it, il 3 luglio u.s., dal 2 settembre 2013 il sistema informatico non consentirà più l'inoltro della richiesta di DURC se non è indicato, nel modulo telematico di richiesta, l’indirizzo PEC della Stazione appaltante/Amministrazione procedente, delle SOA e delle imprese.

I DURC richiesti dalla stessa data saranno recapitati esclusivamente tramite PEC agli indirizzi indicati dagli utenti nella richiesta stessa.

Le modalità di compilazione sono descritte nei "manuali per la compilazione di una richiesta di DURC da ricevere tramite PEC" che saranno pubblicati nel predetto sito dello “Sportello unico previdenziale”.

Per i DURC richiesti dalle Stazioni appaltanti e dalle Amministrazioni procedenti, il certificato sarà recapitato anche all’impresa, nel caso in cui nel modulo telematico di richiesta sia stata indicata la PEC dell’azienda.

Si precisa che il termine per l’utilizzo esclusivo della PEC per il recapito del DURC è stato fissato e reso operativo in accordo con l’INPS e le Casse Edili, sentito il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Nell’invitare le Unità territoriali a fornire il massimo supporto agli utenti, si ricorda che per l’assistenza è disponibile il Contact center multicanale (CCM) che fornirà, come di consueto, tutte le informazioni richieste dagli utenti attraverso il numero verde gratuito 803.164, da telefono fisso, e il numero 06.164.164 per chiamate da telefono mobile (servizio a pagamento in base al piano tariffario del proprio gestore telefonico)

Si ricorda, inoltre, che è a disposizione degli utenti esterni anche il servizio “Assistenza” (disponibile nella home page dello Sportello Unico Previdenziale) per richiedere informazioni e supporto sull'utilizzo del servizio online nonchè per approfondimenti normativi e procedurali.

 

4) Trattamenti pensionistici e beneficiari 2012

Sono 23,4 milioni le prestazioni pensionistiche erogate dall’Inps nel 2012, per un ammontare totale di 270,4 miliardi di euro e un importo medio per prestazione pari a 11.563 euro annui (al lordo dell’Irpef).

Lo comunica l’INPS con la nota del 30 agosto 2013. Questi i primi dati, ancora provvisori, estratti dall’archivio amministrativo - Casellario centrale dei pensionati – nel quale sono raccolte le informazioni sulle prestazioni erogate da tutti gli enti previdenziali italiani pubblici e privati.

In un apposito documento vengono presentati i dati relativi ai trattamenti pensionistici in pagamento nel 2012, per classi d’importo individuate come multipli del trattamento minimo, pari nel 2012 a 481 euro mensili, e per numero dei beneficiari distinti sulla base dell’importo pensionistico complessivamente percepito.


5) Welfare: circolare sul Decreto Lavoro

Ministero del Lavoro: la circolare sul Decreto Lavoro.

Il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, con la circolare n. 35 del 29 agosto 2013, ha fornito indicazioni operative per il personale ispettivo, relativamente al D.L. n. 76/2013 (convertito dalla Legge n. 99/2013) recante “Primi interventi urgenti per la promozione dell’occupazione, in particolare giovanile, della coesione sociale, nonché in materia di Imposta sul valore aggiunto (IVA) e altre misure finanziarie urgenti”.

 

6) INPS: decontribuzione 2012 accordi di secondo livello

L'INPS, comunica che sul proprio sito internet è stato pubblicato l’elenco delle aziende beneficiarie della decontribuzione per l’anno 2012 relativa agli accordi di secondo livello, disciplinati dal D.M. 27 dicembre 2012.

 

Vincenzo D’Andò