Contribuenti minimi e ritenute: le istruzioni pratiche per compilare Unico

di Sandro Cerato

Pubblicato il 2 settembre 2013



i contribuenti minimi che hanno subito ritenute nel 2012 devono compilare il modello Unico con particolare attenzione, in quanto non esiste un rigo specifico per lo scomputo delle ritenute subite: ecco le istruzioni pratiche

L’art. 1 cc. da 96 a 117 della legge n. 244/2007, così come modificata delle disposizioni contenute nell’articolo 27 del DL n. 98/2011, prevede, per determinate tipologie di contribuenti (cosiddetti “ nuovi minimi”), la determinazione dei redditi dell’esercizio mediante l’applicazione del principio di cassa; sul reddito così determinato deve applicarsi, poi, un’imposta pari al 5% (prima del 2012 era del 20%) sostitutiva dell’IRPEF, delle addizionali regionali, comunali e dell’IRAP. Peraltro, stante l’esiguità dell’imposta prevista per tale regime, i contribuenti che applicano il regime dei nuovi minimi non sono soggetti alla ritenuta a titolo di acconto: “i ricavi e i compensi relativi al reddito oggetto del regime, non sono assoggettati a ritenuta d’acconto da parte del sostituto d’imposta. A tal fine i contribuenti rilasciano un’apposita dichiarazione, dalla quale risulti che il reddito cui le somme afferiscono è soggetto ad imposta sostitutiva” (provvedimento prot. n. 185820 del 22.12.2011). Per le stesse motivazioni, i contribuenti minimi non sono nemmeno soggetti alla ritenuta prevista sui lavori edili, ovvero quelli per cui è prevista la detrazione del 36%-50% (prevista per gli interventi recupero edilizio), oppure del 55%-65% (prevista per gli interventi di risparmio energetico).

Sul punto, è bene rammentare che, la ritenuta in parola, originariamente fissata nella misura del 10 per cento dell’importo del bonifico al netto dell’IVA, è stata successivamente ridotta al 4%, per effetto delle modifiche introdotte dall’articolo 23, comma 8, del medesimo decreto legge n. 98 del 2011. In altri termini, i contribuenti che rientrano nel predetto “regime di vantaggio” e che risultano essere destinatari delle somme trasferite mediante i bonifici in argomento, provvisti delle specifiche causali, non devono essere assoggettati ad alcuna ritenuta d’acconto, laddove abbiano rilasciato la prevista dichiarazione alla banca o all’ufficio postale presso il quale risultano correntisti.

Tuttavia, le predette istruzioni ministeriali, anche nel periodo d’imposta 2012, sono state disattese: contrariamente a quanto previsto dal citato provvedimento protocollo n. 185820 del 22.12.2011, taluni istituti di credito hanno, infatti, continuato ad applicare, anche ai contribuenti minimi, la ritenuta d’acconto del 4% sui bonifici ricevuti per lavori di ristrutturazione edilizia o di risparmio energetico. Per sanare tale situazione, l’Agenzia delle Entrate (R.M. n. 47/E del 5 luglio 2013) ha stabilito che i “nuovi minimi” (art. 27, D.L. n. 98/2011) che si sono visti erroneamente applicare, da parte delle banche, la predetta ritenuta d’acconto del 4% sui bonifici ricevuti per lavori edili possono, per il periodo d’imposta 2012, recuperare tali somme direttamente in Unico 2013, ancorché il nuovo quadro LM (dedicato a tale tipologia di contribuenti) non preveda un apposito campo in cui scomputare le predette ritenute. Più precisamente, l’Agenzia delle Entrate conferma che dette ritenute, qualora siano state erroneamente operate e regolarmente certificate dal sostituto d’imposta (che le inserisce nel proprio modello 770), possono essere - in alternativa all’istanza di rimborso di cui all’articolo 38 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602 - scomputate eccezionalmente nella dichiarazione Unico PF 2013. A tal fine, occorrerà rispettare la seguente procedura:

  • si dovrà valorizzare con il codice “1” il campo “Situazioni particolari”, posto nel frontespizio della dichiarazione, in corrispondenza del riquadro “Firma della dichiarazione”;

  • si dovrà riportare le ritenute relative ai bonifici nel quadro RS, al rigo RS33, ordinariamente dedicato alle ritenute cedute da consorzi d’imprese;

  • le predette ritenute dovranno essere indicate nella colonna 2 del predetto rigo RS33, esclusivamente nel primo modulo del quadro RS, e non dovrà essere compilata la colonna 1, dedicata al codice fiscale del consorzio.

Qualora debbano essere riportate anche ritenute cedute da consorzi, le stesse dovranno essere esposte nei successivi moduli, riportando, in tal caso, anche i codici fiscali dei consorzi cedenti. Le ritenute indicate nel rigo RS33 potranno, poi, essere normalmente scomputate nel quadro LM, al rigo LM13, ovvero nel quadro RN, al rigo RN32, colonna 4.

Con la successiva risoluzione n. 55 pubblicata in data 05.08.2013 viene altresì osservato che, le suddette istruzioni possono applicarsi, in generale, a tutte le ritenute erroneamente subite dai contribuenti minimi e non solo per quelle relative ai bonifici ricevuti relativi a compensi per lavori di ristrutturazione edilizia o di risparmio energetico, purché siano stati effettuati tutti gli adempimenti previsti dalla relativa disciplina, ovvero dette ritenute siano state regolarmente certificate dal sostituto ed esposte nel relativo modello 770. Si rammenta, a tale proposito, in linea con quanto precisato dall’Agenzia delle Entrate, quali sono i casi nei quali si è sovente verificata l’errata applicazione della ritenuta d’acconto:

  • compensi erogati nei primi mesi di applicazione del nuovo regime dei minimi;

  • compensi erogati nel 2012, in relazione a fatture emesse negli anni precedenti, con applicazione della ritenuta prevista dal previgente regime dei contribuenti minimi;

  • le indennità di maternità corrisposte dalla cassa di previdenza e dall’INPS.

 

2 settembre 2013

Sandro Cerato