Contribuenti minimi e ritenute: le istruzioni pratiche per compilare Unico

L’art. 1 cc. da 96 a 117 della legge n. 244/2007, così come modificata delle disposizioni contenute nell’articolo 27 del DL n. 98/2011, prevede, per determinate tipologie di contribuenti (cosiddetti “ nuovi minimi”), la determinazione dei redditi dell’esercizio mediante l’applicazione del principio di cassa; sul reddito così determinato deve applicarsi, poi, un’imposta pari al 5% (prima del 2012 era del 20%) sostitutiva dell’IRPEF, delle addizionali regionali, comunali e dell’IRAP. Peraltro, stante l’esiguità dell’imposta prevista per tale regime, i contribuenti che applicano il regime dei nuovi minimi non sono soggetti alla ritenuta a titolo di acconto: “i ricavi e i compensi relativi al reddito oggetto del regime, non sono assoggettati a ritenuta d’acconto da parte del sostituto d’imposta. A tal fine i contribuenti rilasciano un’apposita dichiarazione, dalla quale risulti che il reddito cui le somme afferiscono è soggetto ad imposta sostitutiva” (provvedimento prot. n. 185820 del 22.12.2011). Per le stesse motivazioni, i contribuenti minimi non sono nemmeno soggetti alla ritenuta prevista sui lavori edili, ovvero quelli per cui è prevista la detrazione del 36%-50% (prevista per gli interventi recupero edilizio), oppure del 55%-65% (prevista per gli interventi di risparmio energetico).
Sul punto, è bene rammentare che, la ritenuta in parola, originariamente fissata nella misura del 10 per cento dell’importo del bonifico al netto dell’IVA, è stata successivamente ridotta al 4%, per effetto delle modifiche introdotte dall’articolo 23, comma 8, del medesimo decreto legge n. 98 del 2011. In altri termini, i contribuenti che rientrano nel predetto “regime di vantaggio” e che risultano essere destinatari delle somme trasferite mediante i bonifici in argomento, provvisti delle specifiche causali, non devono essere assoggettati ad alcuna ritenuta d’acconto, laddove abbiano rilasciato la prevista dichiarazione alla banca o all’ufficio postale presso il quale risultano correntisti.
Tuttavia, le predette istruzioni ministeriali, anche nel periodo d’imposta 2012, sono state disattese: contrariamente a quanto previsto dal citato provvedimento protocollo n. 185820 del 22.12.2011, taluni istituti di credito hanno, infatti, continuato ad applicare, anche ai contribuenti minimi, la ritenuta d’acconto del 4% sui bonifici ricevuti per lavori di ristrutturazione edilizia o di risparmio energetico. Per sanare tale situazione, l’Agenzia delle Entrate (R.M. n. 47/E del 5 luglio 2013) ha stabilito che i “nuovi minimi” (art. 27, D.L. n. 98/2011) che si sono visti erroneamente applicare, da parte delle banche, la predetta ritenuta d’acconto del 4% sui bonifici ricevuti per lavori edili possono, per il periodo d’imposta 2012, recuperare tali somme direttamente in Unico 2013, ancorché il nuovo quadro LM (dedicato a tale tipologia di contribuenti) non preveda un apposito campo in cui scomputare le predette ritenute. Più precisamente, l’Agenzia delle Entrate conferma che dette ritenute, qualora siano state erroneamente operate e regolarmente certificate dal sostituto d’imposta (che le inserisce nel proprio modello 770), possono essere – in alternativa all’istanza di rimborso di cui all’articolo 38 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602 – scomputate eccezionalmente nella dichiarazione Unico PF 2013. A tal fine, occorrerà rispettare la seguente procedura:

si dovrà valorizzare con il codice “1” il campo “Situazioni particolari”, posto nel frontespizio della dichiarazione, in corrispondenza del riquadro “Firma della dichiarazione”;

si dovrà riportare le ritenute relative ai bonifici nel quadro RS…

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