Cedolare secca: le nuove incentivazioni sui contratti di locazione a canone concordato

di Sandro Cerato - Il Caso del Giorno

Pubblicato il 9 settembre 2013

il decreto che ha abolito il pagamento dell'IMU ha introdotto un'aliquota ulteriormente agevolata in caso di applicazione della cedolare secca sui contratti di locazione a canone concordato

L’art. 3 del D.Lgs. 14.03.2011 n. 23 ha introdotto, nel nostro ordinamento fiscale, un nuovo regime opzionale di imposizione sostitutiva sul reddito fondiario derivante dalla locazione di immobili abitativi, noto con il nome di “cedolare secca”, che interessa i proprietari (o titolari di diritti reali di godimento) di abitazioni, concesse in locazione, al di fuori dell’esercizio di imprese, arti o professioni. Deve trattarsi, quindi, di soggetti passivi IRPEF che, in relazione alla locazione posta in essere, realizzino redditi di natura fondiaria. Il regime della cedolare secca non si applica a tutte le tipologie di immobili concessi in locazione, ma è utilizzabile dal locatore quando l’oggetto del contratto di locazione è costituito da fabbricati censiti nel catasto dei fabbricati nella tipologia abitativa (categoria catastale A, escluso A/10).

La scelta tra il regime ordinario di