Omissioni riferite al meccanismo contabile del REVERSE CHARGE: implicazioni ai fini della detraibilità dell'Iva e profili sanzionatori

1. Premessa
La questione inerente le conseguenze di un’errata interpretazione ed applicazione del meccanismo di inversione contabile, ha recentemente formato oggetto di analisi da parte della Cassazione, fornendo utili spunti di riflessione su un tema che riserva tuttora profili ostici sul piano logico.
L’inversione contabile, comunemente nota con la locuzione anglosassone reverse charge, costituisce sotto molti punti di vista un tema che, a tutt’oggi, conserva elementi di criticità e di scarsa chiarezza logica. Quanto precede cela la persistente minaccia di errori applicativi ed interpretativi per gli operatori chiamati ad applicare il predetto istituto. Recentemente la Corte di Cassazione, con sentenza n. 8038 del 3 aprile 2013, è entrata nel merito, mettendo in luce le problematiche conseguenti ad un’omissione, o ad un’errata interpretazione della tematica in esame.
 
2. Un’ipotesi omissiva riferita al reverse charge: introduzione alla fattispecie oggetto della sentenza n. 8038/2013
La fattispecie che si intende introdurre, recentemente sottoposta ai Giudici di legittimità, costituendo un’omissione “tipica”, nell’ambito dell’istituto del reverse charge, può senz’altro ritenersi efficace per migliorarne la conoscenza e comprensione. La Suprema Corte, in relazione ad una consulenza estera ricevuta da una società italiana, ha stabilito che, anche laddove il soggetto passivo, nell’ambito del meccanismo di inversione contabile, non abbia osservato l’obbligo di autofatturazione, lo stesso non perda il diritto alla detrazione dell’imposta sul valore aggiunto. La vicenda prende le mosse da un’attività di consulenza, concernente studi di fattibilità e ricerche di mercato, commissionate da un cliente soggetto passivo d’imposta in Italia, ad una società avente sede in Svizzera, e, pertanto, fuori del territorio dell’Unione Europea. La contestazione mossa dai verificatori verteva la mancata autofatturazione da parte della committente società italiana, malgrado la consulenza resa dalla società svizzera fosse da ritenersi soggetta ad imposta sul valore aggiunto.
Quanto precede, stante il disposto di cui all’allora vigente articolo 7, comma 4, lettera d, in base al quale “… le prestazioni … di consulenza … si considerano effettuate nel territorio dello Stato1, quando sono rese a soggetti domiciliati nel territorio stesso…”.
L’operazione era, conseguentemente, da assoggettarsi alla disciplina appositamente prevista dal decreto che disciplina l’imposta sul valore aggiunto, secondo cui la cessionaria (o committente) avrebbe dovuto emettere autofattura addebitando l’Iva a sé stessa, secondo il disposto di cui all’articolo 17, comma 2, concretizzandosi nella fattispecie un’ipotesi applicativa del meccanismo definito inversione contabile. Omettendo la predetta procedura, sarebbe conseguentemente preclusa alla società italiana committente la detrazione dell’imposta sul valore aggiunto specularmente spettante a fronte del predetto addebito. Tale è stato, almeno, l’assunto logico espresso dai verificatori e dall’amministrazione nel contenzioso che ne è scaturito.
 
3. Il reverse charge: riferimenti e operatività
L’inversione contabile, o “reverse charge”, è un peculiare meccanismo di applicazione dell’imposta sul valore aggiunto in base al quale l’acquirente in una cessione di beni o il committente in una prestazione di servizi, se soggetto passivo iva nel territorio statale, deve assolvere la medesima imposta, in luogo del cedente (di beni) o del prestatore (di servizi).
Quest’ultimo provvede ad emettere la fattura senza addebito d’imposta, in applicazione della disposizione normativa che prevede l’applicazione del regime in esame (articolo 17, comma 2, d.p.r. n. 633/72, per i soggetti non residenti; stesso articolo, commi 5 e 6, per il cosiddetto “reverse …

Contenuto disponibile esclusivamente agli utenti abbonati
Per continuare a leggere il contenuto di questo articolo è necessario essere abbonati. Se sei già un nostro abbonato, effettua il login attraverso il modulo di autenticazione posto in cima alla pagina. Se non sei abbonato o ti è scaduto l'abbonamento, che aspetti?
Condividi:
Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it