Diario giornaliero del 29 agosto 2013 errori formali nel modello Unico: emendabilità lunga, anche oltre il periodo successivo

Pubblicato il 29 agosto 2013



errori formali nel modello UNICO: emendabilità lunga; iscrizione a ruolo: il contraddittorio é facoltativo; prestazioni di vitto e alloggio: niente agevolazioni per la cura dei degenti; per il custode giudiziario iscritto all’Albo valgono le tariffe professionali; SISTRI: operativo dal 1 ottobre 2013; accise sulla benzina e sul gasolio per autotrazione; sgravi contrattazione II livello; welfare: quote per stranieri che partecipano a corsi di formazione professionale e tirocini formativi

 

 

Indice:

 

1) Errori formali nel Modello Unico: emendabilità lunga

 

2) Iscrizione a ruolo: il contraddittorio é facoltativo

 

3) Prestazioni di vitto e alloggio: niente agevolazioni per la cura dei degenti

 

4) Per il custode giudiziario iscritto all’Albo valgono le tariffe professionali

 

5) SISTRI: operativo dal 1 ottobre 2013

 

6) Determinazione dell’aliquota di compartecipazione alle accise sulla benzina e sul gasolio per autotrazione

 

7) Sgravi contrattazione II livello

 

8) Ministero Lavoro: quote per stranieri che partecipano a corsi di formazione professionale e tirocini formativi

 

 

1) Errori formali nel modello Unico: emendabilità lunga, anche oltre il periodo successivo

In materia di emendabilità della dichiarazione dei redditi da parte del contribuente, i giudici di legittimità confermano quanto sostenuto da quelli delle commissioni tributarie, secondo cui il termine fissato dalla legge per portare correzioni alla dichiarazione presentata (presentazione della dichiarazione relativa al periodo di imposta successivo, ex art. 2, comma 8-bis, D.P.R. n. 322/1998) deve intendersi riferito alla situazione in cui il contribuente intende modificare la base imponibile. Diversamente, ossia quando la correzione riguarda errori formali contenuti nella denuncia, il suddetto termine può essere superato.

Dunque, gli errori formali sulla dichiarazione dei redditi sono emendabili anche oltre il termine previsto dalla normativa per l’integrazione. La decadenza sancita dall’art. 2 del D.P.R. 322 del 1998, infatti, scatta solo in caso di modifica della base imponibile.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione che, con l’ordinanza n. 19661 del 27 agosto 2013, ha respinto il ricorso dell’Agenzia delle entrate.

Il fisco ha presentato ricorso alla Suprema corte contro la decisione della C.T.R. del Piemonte sostenendo che i giudici di merito avessero sbagliato a ritenere emendabile la dichiarazione dei redditi presentata dal contribuente anche oltre il termine previsto per l’integrazione. Dal canto suo la Cassazione ha affermato che la possibilità per il contribuente di emendare la dichiarazione, allegando errori di fatto o di diritto, incidenti sull'obbligazione tributaria, ma di carattere meramente formale, è esercitabile anche oltre il termine previsto per l’integrazione della dichiarazione, (fissato in quello prescritto per la presentazione della dichiarazione relativa al periodo di imposta successivo dall’art. 2, comma 8-bis, del D.P.R. n. 322 del 1998, come introdotto dall’art. 2 del D.P.R. n. 435 del 2001), poiché questa scadenza opera, atteso il tenore letterale della disposizione, solo per il caso in cui si voglia mutare la base imponibile, ma non anche quando venga in rilievo un errore meramente formale.

La vicenda riguarda una piccola cooperativa che aveva ricevuto una cartella di pagamento in relazione ad una prima dichiarazione Iva. La società si era difesa sostenendo che l’atto era stato modificato dopo il termine ma solo per vizi formali, senza alcuna variazione dell’imponibile. La tesi ha convinto la C.T.P. cui la contribuente ha fatto ricorso. In primo grado è stato infatti annullato l’atto impositivo. La decisione è stata poi confermata dalla C.T.R. e ora resa definitiva dal giudice di legittimità.

 

 

2) Iscrizione a ruolo: il contraddittorio é facoltativo

Soltanto in presenza di incertezze su aspetti rilevanti della dichiarazione diventa necessario procedere con il contraddittorio preventivo in base all’art. 36-bis del D.P.R. 600/1973; non ogni volta che l’Amministrazione finanziaria effettui l’iscrizione a ruolo sulla base delle risultanze della dichiarazione dei redditi.

Cosicché il fisco non deve necessariamente invitare il contribuente a fornire chiarimenti nel caso di iscrizione a ruolo dell’imposta derivante dalla dichiarazione dei redditi. Il contraddittorio è, infatti, escluso nel caso di mero controllo documentale sui dati contabili.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione che, con l’ordinanza n. 19664 del 27 agosto 2013, oltre a respingere il ricorso di una contribuente ha, anche, fornito un’interpretazione restrittiva dell’art. 6 dello Statuto del contribuente. Secondo il giudice di legittimità questa norma non impone l’obbligo del contraddittorio preventivo in tutti i casi in cui si debba procedere a iscrizione a ruolo, ai sensi dell’art. 36-bis del dpr 600/1973, ma soltanto qualora sussistano incertezze su aspetti rilevanti della dichiarazione.

Situazione, quest’ultima, che non ricorre (o comunque non necessariamente ricorre) in questo caso, che suppone un controllo di tipo documentale sui dati contabili direttamente riportati in dichiarazione, senza margini di tipo interpretativo.

Peraltro, a parere della commissione regionale, se il legislatore avesse voluto imporre il contraddittorio preventivo in tutti i casi di iscrizione a ruolo derivante dalla liquidazione dei tributi risultanti dalla dichiarazione, non avrebbe posto la condizione contenuta nell’art. 6 dello Statuto e cioè in caso di incertezze che la disposizione definisce esplicitamente rilevanti.

Sempre l’art. 6 dispone, inoltre, una serie di garanzie per il cittadino e cioè che l’Amministrazione deve assicurare l'effettiva conoscenza da parte del contribuente degli atti a lui destinati.

Il fisco deve, inoltre, informare il contribuente di ogni fatto o circostanza a sua conoscenza dai quali possa derivare il mancato riconoscimento di un credito ovvero l’irrogazione di una sanzione, richiedendogli di integrare o correggere gli atti prodotti che impediscono il riconoscimento, seppure parziale, di un credito.

L’Amministrazione finanziaria assume iniziative volte a garantire che i modelli di dichiarazione, le istruzioni e, in generale, ogni altra propria comunicazione siano messi a disposizione del contribuente in tempi utili.

 

 

3) L’agevolazione ai fini delle accise prevista per gli impieghi del gas metano da combustione nell’attività alberghiera non può essere estesa all’attività ospedaliera.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 10763 del 2013, con la quale si è pronunciata sulla legittimità dell’applicazione dell’aliquota di accisa agevolata, prevista dall’art. 26 del Testo unico delle accise (Tua), emanato con il D.Lgs. n. 504/195, per il gas metano destinato alla combustione per usi industriali, nell’ambito di un sistema di teleriscaldamento alimentato da impianti di cogenerazione.

Nel caso di specie, il sistema di teleriscaldamento risulta alimentato da tre impianti di cogenerazione e costituito da due distinte reti di distribuzione del calore, che utilizzano quale fluido vettore, rispettivamente, acqua e vapore; la rete a vapore è alimentata da uno solo dei tre impianti di cogenerazione, che provvede a fornire vapore a una struttura ospedaliera.

La ricorrente Amministrazione doganale contestava l’applicazione dell’aliquota d’imposta agevolata proprio in quanto il richiamato impianto di cogenerazione non produceva più energia elettrica, limitandosi alla sola erogazione di vapore.

Al riguardo, la Cassazione ricorda preliminarmente che, ai sensi del citato art. 26 del Tua, sono ricompresi negli usi industriali, per i quali è previsto un trattamento agevolativo, tra gli altri, gli impieghi “nel settore alberghiero”, nonché nel “teleriscaldamento alimentato da impianti di cogenerazione che abbiano le caratteristiche tecniche indicate nell’art. 11, comma 2, lett. b), della legge 9 gennaio 1991, n. 10, anche se riforniscono utenze civili”.
Premesso che per “teleriscaldamento” deve intendersi la fornitura di acqua calda e di vapore a edifici o a interi quartieri residenziali, operata a distanza mediante apposite tubature che collegano la centrale agli utenti, la nozione di “cogenerazione” è fornita dalla disposizione dell’art. 2 del D.Lgs. n. 79/1999: ai sensi di detta norma, infatti, la “cogenerazione è la produzione combinata di energia elettrica e calore alle condizioni definite dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas, che garantiscano un effettivo risparmio di energia rispetto alle produzioni separate”; inoltre, a mente del succitato disposto dell’art. 26 del Tua, gli impianti di cogenerazione, ai fini dell’inserimento degli stessi nel novero degli impieghi industriali del gas metano destinato alla combustione, devono avere le caratteristiche tecniche indicate nell’art. 11, comma 2, lettera b), della Legge n. 10 del 1991, cioè devono avere una potenza elettrica “installata per la cogenerazione pari ad almeno il 10 per cento della potenza termica erogata all’utenza”.

Secondo la Cassazione, deve ritenersi che, in forza del quadro normativo di riferimento suesposto, l’impiego di gas metano combustibile nel teleriscaldamento fruisce del trattamento fiscale agevolativo in questione solo ove ricorrano – e vengano mantenute nell’utilizzazione dell’impianto – tutte le condizioni, previste dal combinato disposto dell’art. 26 del Tua, dell’art. 2, comma 8, del D.Lgs. n. 79 del 1999 e dell’art. 11 della legge n. 10 del 1991: in altri termini, non è sufficiente che venga installato e gestito un impianto di teleriscaldamento, che comporti l’adduzione di calore mediante apposite tubature agli utenti, in sostituzione dei tradizionali impianti di riscaldamento domestico.
Non qualsiasi vettore termico realizzato a monte, che prescinda dalla concreta utilizzazione che ne possa essere fatta dall’utente a valle, comporta invero l’applicazione del trattamento agevolativo in discussione, ma solo quell’impianto di teleriscaldamento che, in quanto fornito delle caratteristiche tecniche di cui all’art. 11 della Legge n. 10 del 1991, attraverso la produzione combinata (cogenerazione) di energia elettrica e di calore, garantisca un significativo risparmio di energia rispetto alle produzioni separate, ai sensi dell’art. 2, comma 8, del D.Lgs. n. 79 del 1999.

Nel richiamare gli atti della causa (dai quali è possibile desumere che, nel caso di specie, il vapore era inviato alla struttura ospedaliera mediante due linee di tubazioni che orientano il calore erogato, la prima, verso “usi di condizionamento, sterilizzazione e cucina”, la seconda, all’alimentazione dell’impianto di lavanderia stireria) la Corte conclude trattarsi di impiego del combustibile soggetto ad accisa in usi diversi dalla coproduzione di energia elettrica e di calore, che sola può giustificare il trattamento fiscale agevolato.

A giudizio della Corte, non è del pari sostenibile l’equiparazione – operata dal giudice di appello – tra la somministrazione di vitto e alloggio, effettuata ai degenti dell’ospedale, e l’attività alberghiera, ricompresa dall’art. 26 del Tua tra le attività industriali, soggette ad aliquota di accisa agevolata.

Sul punto, i giudici di legittimità osservano che l’attività ospedaliera non può essere assimilata tout court all’attività alberghiera, atteso che il complesso rapporto che si instaura tra l’ospedale o la casa di cura e il paziente non si esaurisce nella mera fornitura di prestazione alberghiera (somministrazione di vitto e alloggio), ma consiste anche, e soprattutto, nella messa a disposizione del personale medico ausiliario e di quello paramedico nonché nell’apprestamento dei medicinali e di tutte le attrezzature necessarie, anche in vista di eventuali complicanze. Ne discende, dunque, che una assimilazione tout court dei due tipi di attività, ai fini dell’imposizione, non può ritenersi giuridicamente corretta.



4) Per il custode giudiziario iscritto all’Albo valgono le tariffe professionali

Amministratore giudiziario: per gli iscritti all’Albo il compenso è fissato in base alle tariffe professionali.

Se l'amministratore dei beni sequestrati è iscritto a un Albo, il suo compenso non può essere stabilito in base alla circolare del tribunale.Ciò secondo quanto statuito dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 35634 del 27 agosto 2013.

Accogliendo il ricorso presentato da alcuni professionisti che svolgevano la funzione di custodi nominati nell’ambito di un procedimento di prevenzione, la Suprema Corte, contraddicendo il precedente parere espresso dai giudici di merito, sostiene che se un professionista iscritto ad un Albo ricopre il ruolo di amministratore di beni sequestrati, il compenso a lui spettante non può essere fissato sulla base delle tariffe locali.

La Cassazione ha chiarito che le tariffe locali devono cedere il passo a quelle professionali quando gli amministratori giudiziari sono, come nel caso esaminato, avvocati o commercialisti e dunque appartenenti a categorie per le quali in tema di onorari esiste un'apposita disciplina. La Suprema corte ha accolto i ricorsi dei custodi nominati nell'ambito di un procedimento di prevenzione, dopo che le loro richieste erano state respinte dal collegio di merito.

 

5) SISTRI: operativo dal 1 ottobre 2013

Il SISTRI sarà operativo dal 1 ottobre 2013 per i nuovi produttori, per chi raccoglie, trasporta e tratta i rifiuti pericolosi e anche per enti e imprese che lo vogliano utilizzare su base volontaria; per i produttori c.d. iniziali, per i Comuni e le imprese di trasporto dei rifiuti urbani della Campania, invece, l’inizio dell’operatività sarà il 3 marzo 2014.

Nel Pacchetto di misure per la PA, approvate dal governo, entrano anche misure di semplificazione del Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti.

Il SISTRI sarà molto più semplice e riguarderà principalmente i rifiuti pericolosi. I produttori iniziali di rifiuti pericolosi e gli enti o le imprese che raccolgono o trasportano rifiuti pericolosi a titolo professionale, o che effettuano operazioni di trattamento, recupero, smaltimento, commercio e intermediazione di rifiuti pericolosi, inclusi i nuovi produttori, potranno aderire al sistema di controllo su base volontaria.

Le semplificazioni sono finalizzate anche ad assicurare la riduzione dei costi di esercizio del sistema e verranno stabilite periodicamente con decreto del Ministero dell’ambiente.

Dunque, il SISTRI sarà operativo:

- dal 1° ottobre 2013 per i nuovi produttori, per chi raccoglie, trasporta e tratta i rifiuti pericolosi e anche per enti e imprese che lo vogliano utilizzare su base volontaria;

- dal 3 marzo 2014 per i produttori cosiddetti iniziali, per i Comuni e le imprese di trasporto dei rifiuti urbani della Campania.

 

 

6) Determinazione dell’aliquota di compartecipazione alle accise sulla benzina e sul gasolio per autotrazione

Il DPCM 26 luglio 2013 è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 195 del 21 agosto 2013.

Lo comunica l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli con la nota n. 100928 pubblicata il 28 agosto 2013, relativa alla determinazione dell’aliquota di compartecipazione alle accise sulla benzina e sul gasolio per autotrazione.

Poiché il DPCM 26 luglio 2013 è entrato in vigore il 22 agosto 2013, a decorrere dalla prossima scadenza dei pagamenti prevista per il 16 settembre 2013, i versamenti dell’accisa sulla benzina e sul gasolio per autotrazione dovranno essere effettuati con le seguenti modalità:

- sul capitolo/articolo 1409-01 “Accisa sui prodotti energetici, loro derivati e prodotti analoghi” in caso di versamento in Tesoreria ( o tramite conto corrente postale);

- utilizzando il codice tributo 2804 in caso di versamento con modello F/24 Accise.

 

 

7) Sgravi contrattazione II livello

Pubblicati gli elenchi delle aziende che hanno presentato domanda nei termini.

Lo precisa l’Inps con la nota del 28 agosto 2013.

Concluse le attività di acquisizione e gestione delle istanze telematiche aziendali finalizzate alle richieste di sgravio per la contrattazione di secondo livello riferita all’anno 2012 (DM 27 dicembre 2012), l’Istituto ha pubblicato, su sito istituzionale www.inps.it, all’interno della sezione “Informazioni” –“Aziende, consulenti e professionisti” – “Sgravi contrattazione II livello 2012” - gli elenchi delle aziende ammessi al beneficio contributivo, sia con riferimento alla contrattazione aziendale che a quella territoriale.

Tutte le domande (sia singole che inviate con flusso XML) che, nel rispetto dei parametri forniti dall’Istituto, sono state trasmesse nei termini previsti (cfr. messaggio n. 10127/2013), sono state ammesse all’incentivo per gli importi richiesti.

Sono in via di definizione le notifiche che saranno inviate alle aziende e ai soggetti che hanno provveduto a trasmettere l’istanza telematica di sgravio.

Le modalità di recupero degli importi oggetto dell’incentivo saranno prossimamente rese note dall’Istituto con un apposito messaggio

 

 

8) Ministero Lavoro: quote per stranieri che partecipano a corsi di formazione professionale e tirocini formativi

Il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali ha pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 199 del 26 agosto 2013, il Decreto Ministeriale 16 luglio 2013 con la determinazione del contingente annuale 2013, relativo all’ingresso di cittadini stranieri per la partecipazione a corsi di formazione professionale e tirocini formativi.

Rimborso spese per lavaggio divise da lavoro

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 19579 del 26 agosto 2013, ha affermato che qualora il datore di lavoro imponga ai propri dipendenti di avere la divisa sempre in ordine, è tenuto a rimborsare le spese della lavanderia, atteso che si ravvisa in ciò un suo interesse concreto.

 

Vincenzo D’Andò