Novità fiscali del 5 agosto 2013: profili fiscali del c.d. rent to buy

Pubblicato il 5 agosto 2013



attenzione ai tentativi di truffe in nome del Fisco; modificate le specifiche tecniche per gli studi di settore in Unico 2013; prestazione a favore di lavoratori prossimi alla pensione al fine di incentivarne l’esodo; salvaguardia dei 10.130: messaggio INPS; revisione della direttiva Mifid; comunicazioni relative alla gestione del Registro dei Revisori: richiesta di proroga; nuova riforma lavoro: modifica disciplina apprendistato; profili fiscali del c.d. rent to buy: nuovo studio del Notariato

 

 

Indice:

1) Attenzione ai tentativi di truffe in nome del Fisco

2) Modificate le specifiche tecniche per gli studi di settore in Unico 2013

3) Prestazione a favore di lavoratori prossimi alla pensione al fine di incentivarne l’esodo

4) Salvaguardia dei 10.130: messaggio INPS

5) Revisione della direttiva Mifid

6) Trasmissione delle comunicazioni relative alla gestione del Registro dei Revisori: richiesta di proroga

7) Nuova riforma lavoro: modifica disciplina apprendistato

8) Profili fiscali del c.d. rent to buy: nuovo studio del Notariato

 

 

1) Attenzione ai tentativi di truffe in nome del Fisco

Finte ingiunzioni di pagamento a nome dell’Agenzia delle Entrate. Nuovi tentativi di truffa ai danni dei contribuenti. Nei giorni scorsi alcuni cittadini hanno ricevuto degli avvisi contenenti delle ingiunzioni di pagamento da parte dell’“Esattoria Agenzia Riscossioni – Ufficio Entrate di Roma”.

Non si tratta di comunicazioni ufficiali da parte dell’Amministrazione fiscale, ma di avvisi di una società privata di recupero crediti che, per trarre in inganno i contribuenti, utilizza anche un sito web con una veste grafica simile a quello delle Entrate.

L’Agenzia sottolinea di essere completamente estranea a questo tipo di attività, ricorda che il proprio sito ufficiale è www.agenziaentrate.gov.it e invita, inoltre, le potenziali vittime a denunciare ogni tentativo di raggiro, rivolgendosi quanto prima a qualsiasi ufficio delle Entrate e alle forze di polizia.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 116 del 01 agosto 2013)

 

2) Modificate le specifiche tecniche per gli studi di settore in Unico 2013

Sono state approvate delle modifiche alle specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore in Unico 2013 per l’anno 2012.

Lo ha disposto il Direttore dell’Agenzia delle entrate, con il provvedimento n. 94712 del 02 agosto 2013.

Con detto Provvedimento sono state modificate le specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore, da utilizzare per il periodo d’imposta 2012; inoltre, sono stati corretti due refusi presenti nelle istruzioni del quadro G dei modelli degli studi di settore da utilizzare per gli adempimenti degli obblighi dichiarativi relativi al periodo di imposta 2012 e viene esplicitato, in coerenza con le specifiche telematiche già approvate con il Provvedimento 13 giugno 2013, che per lo studio VG66U nel rigo F15 vanno riportate anche le “Spese per fasi del processo produttivo affidate a terzi”.

Le modifiche sono relative ai seguenti interventi:

- per lo studio di settore WK21U sono modificate le specifiche telematiche al fine di rimuovere il controllo bloccante tra i quadri D e G in relazione ai campi D04101 e G00901;

- nelle istruzioni del quadro G, rigo G13, sono sostituite le parole “modello Unico 2012” e “31 dicembre 2010” con, rispettivamente, le parole “modello Unico 2013” e “31 dicembre 2011”. Tale modifica corregge un mero refuso grafico;

- viene esplicitato che i contribuenti che presentano lo studio VG66U compilino il rigo D103 “Spese per fasi del processo produttivo affidate a terzi”, indicando tali spese anche nel rigo F15, e non nel rigo F19, in coerenza con i controlli, già approvati, tra i dati del quadro D e quelli del quadro F.

 

3) Prestazione a favore di lavoratori prossimi alla pensione al fine di incentivarne l’esodo

L’art. 4, commi da 1 a 7-ter, della Legge n. 92 del 28 giugno 2012, rubricata “Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita” (modificata dalla Legge n. 221 del 17 dicembre 2012), prevede la possibilità, nei casi di eccedenza di personale, di stipulare accordi tra i datori di lavoro che impieghino mediamente più di 15 dipendenti e le organizzazioni sindacali dei lavoratori maggiormente rappresentative a livello aziendale, al fine di incentivare l’esodo dei lavoratori più prossimi al trattamento di pensione.

In particolare, il datore di lavoro si impegna a corrispondere all’INPS la provvista finanziaria necessaria per l’erogazione ai lavoratori di una prestazione di importo pari al trattamento di pensione che spetterebbe al momento della risoluzione del rapporto di lavoro in base alle regole vigenti e per l’accredito della contribuzione fino al raggiungimento dei requisiti minimi per il pensionamento.

La stessa prestazione può essere oggetto di accordi sindacali nell'ambito di procedure ex articoli 4 e 24 della legge n. 223 del 23 luglio 1991.

Sono ammessi alla prestazione anche i dirigenti risultati in esubero nell’ambito di un processo di riduzione di personale avente qualifica dirigenziale, conclusosi con un accordo firmato da un’associazione sindacale stipulante il contratto collettivo di lavoro della categoria.

I predetti lavoratori devono raggiungere i requisiti minimi per il pensionamento, di vecchiaia o anticipato, nei 4 anni successivi alla data di cessazione del rapporto di lavoro.

Il datore di lavoro presenta domanda all’INPS accompagnata da una fideiussione bancaria a garanzia della solvibilità in relazione agli obblighi.

L’accordo diviene efficace a seguito di validazione da parte dell’INPS, che effettua l’istruttoria in ordine alla presenza dei requisiti in capo al datore di lavoro e al lavoratore.

A seguito dell’accettazione dell’accordo, il datore di lavoro è obbligato a versare mensilmente all’INPS la provvista per la prestazione e per la contribuzione figurativa correlata.

In caso di mancato versamento della provvista mensile, l’INPS notifica un avviso di pagamento e, ove necessario, procede all’escussione della fideiussione.

Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, con circolare n. 24 del 19 giugno 2013, ha fornito indicazioni in merito alle fattispecie previste dalla norma, ai requisiti del datore di lavoro e dei lavoratori, e alle procedure amministrative.

Al riguardo, l’INPS, con la circolare n. 119 del 01 agosto 2013, fa presente che l’illustrazione che segue riguarda esclusivamente i soggetti i cui trattamenti di pensione debbano essere liquidati a carico delle gestioni pensionistiche dell’INPS, con esclusione delle gestioni ex INPDAP ed ex ENPALS, confluite recentemente in INPS, per le quali si fa riserva di successive indicazioni.


4) Salvaguardia dei 10.130: messaggio INPS

L’art. 1, comma 231, della Legge 24 dicembre 2012, n. 228, ferme restando le disposizioni di salvaguardia previste dall’articolo 24, commi 14 e 15, della legge n. 214 del 2011, dall’art. 6, commi 2-ter e 2-quater, della Legge n. 14 del 2012 e dai decreti interministeriali del 1° giugno 2012 e dell’8 ottobre 2012, stabilisce che le disposizioni in materia di requisiti di accesso e di regime delle decorrenze vigenti prima del 6 dicembre 2011, data di entrata in vigore del decreto legge n. 201 del 2011, continuano ad applicarsi a soggetti appartenenti a determinate categorie di lavoratori che l’INPS illustra, ancorché gli stessi maturino i requisiti per l’accesso al pensionamento successivamente al 31 dicembre 2011.

Il comma 233 del predetto art. 1 ha stabilito, altresì, che l’Istituto provvede al monitoraggio delle domande di pensionamento presentate dai lavoratori che intendono avvalersi dei requisiti di accesso e del regime delle decorrenze vigenti prima del 6 dicembre 2011, sulla base:

a) della data di cessazione del rapporto di lavoro per i lavoratori collocati in mobilità ordinaria o in deroga;

b) della data di cessazione del rapporto di lavoro precedente l’autorizzazione ai versamenti volontari per i soggetti autorizzati alla prosecuzione volontaria;

c) della data di cessazione del rapporto di lavoro in ragione di accordi di cui alla lettera c) del comma 231 per i lavoratori cessati a seguito di accordi individuali o collettivi di incentivo all’esodo.

Il comma 234 del citato articolo 1 ha determinato le risorse finanziarie destinate al riconoscimento del beneficio di cui al comma 231, stabilendo il limite massimo dell'onere finanziario in 64 milioni di euro per l'anno 2013, 134 milioni di euro per l'anno 2014, 135 milioni di euro per l'anno 2015, 107 milioni di euro per l'anno 2016, 46 milioni di euro per l'anno 2017, 30 milioni di euro per l'anno 2018, 28 milioni di euro per l'anno 2019 e 10 milioni di euro per l'anno 2020.

Nel caso di raggiungimento del limite numerico connesso ai limiti finanziari stabiliti dal predetto comma 234 non saranno prese in considerazione ulteriori domande.

Pertanto, le disposizioni in esame relative a tale salvaguardia consentono l’accesso al pensionamento, con le regole vigenti anteriormente al 6 dicembre 2011, nei confronti di coloro il cui trattamento pensionistico ha decorrenza entro il 31 dicembre 2020.

Come previsto dal comma 232 del citato articolo 1, il decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze del 22 aprile 2013, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 123 del 28 maggio 2013, ha definito le modalità di attuazione della salvaguardia in argomento e ha determinato in n. 10.130 il contingente complessivo dei beneficiari della stessa.

L’INPS, con il messaggio n. 12577 del 02 agosto 2013, condiviso nel suo impianto generale dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con nota prot. 29/0003146/P del 1°/08/2013, fornisce le prime istruzioni operative per l’applicazione delle disposizioni in oggetto.

 

5) Revisione della direttiva Mifid

Pubblicata la posizione del Consiglio europeo in merito alla revisione della direttiva Mifid.

Nello scorso mese di giugno il Consiglio europeo ha approvato il pacchetto di misure proposte dalla Commissione europea per la revisione della direttiva Mifid (direttiva 2004/39/CE relativa ai mercati degli strumenti finanziari); il pacchetto legislativo è costituito da una proposta di direttiva con cui si disciplina la procedura autorizzativa e i requisiti organizzativi per la prestazione dei servizi di investimento e da una proposta di regolamento con cui si prevede il regime di trasparenza degli strumenti finanziari.

Con la pubblicazione dei testi emendati della proposta di direttiva e della proposta di regolamento, il Consiglio ha sostanzialmente confermato le principali novità previste dal pacchetto legislativo della Commissione, in merito a:
- l’introduzione degli OTF (Organised Trading Facility), una nuova trading venue che va ad aggiungersi a quelle già previste dalla MIFID (mercati regolamentati, sistemi multilaterali di negoziazione e internalizzatori sistematici);
- l’estensione del regime di trasparenza agli strumenti non-equity, come bond, prodotti strutturati, derivati ed emission allowances;

- l’introduzione dei sistemi APA (Approved Publication Arrangement) e CTP (Consolidated tape provider) per la diffusione e il consolidamento dei dati sulle transazioni finanziarie.

A tale proposito Assonime nella nota del 01 agosto 2013 segnala che il Consiglio ha eliminato la definizione di CTP dal testo del regolamento, prima prevista all’art. 2, paragrafo 1, punto 19;

- la creazione di sistemi multilaterali di negoziazione (MTF) dedicati alle SMEs growth markets (piccole e medie imprese); tra i vari requisiti che deve soddisfare l’MTF, il Consiglio prevede che almeno il 50% (anziché “la maggior parte”, come più genericamente richiesto dalla Commissione) degli emittenti, i cui strumenti finanziari sono ammessi a negoziazione su un MTF registrato come SME growth market, siano piccole e medie imprese;

- l’obbligo di reporting, su base aggregata, delle posizioni in derivati, su commodities e non, ed emission allowances assunte dai diversi position holders che eccedono le soglie che saranno individuate nelle misure di esecuzione; il Consiglio ha:

- specificato che l’obbligo di reporting incombe sui gestori delle trading venues ove vengono negoziati gli strumenti finanziari citati;

- previsto le specifiche informazioni che formano oggetto di reporting.

La direttiva dovrà essere recepita entro 2 anni dalla sua pubblicazione in G.U.C.E., mentre il regolamento dovrà essere applicato dagli Stati membri entro 32 mesi dalla sua entrata in vigore (a condizione che siano state adottate le misure di esecuzione previste) e fatta salva l’immediata applicazione di alcune specifiche disposizioni.

 

6) Trasmissione delle comunicazioni relative alla gestione del Registro dei Revisori: richiesta di proroga

Revisori, serve la proroga del termine per la comunicazione dei dati di almeno 30 giorni.

Come già riportato in altre occasioni, lo scorso 25 giugno è stata pubblicata la determina del Ragioniere generale dello Stato che stabilisce le modalità di trasmissione delle comunicazioni relative alla gestione del Registro dei Revisori Legali mediante modalità telematiche.

Tale provvedimento, secondo quanto disposto dall’art. 17 del D.M. del 20 giugno 2012 n. 145, avvia la fase di “prima formazione del Registro”, cui sono tenuti, entro il termine di 90 giorni decorrenti dalla determina della Ragioneria Generale dello Stato del 21 giugno 2013, tutti i soggetti (persone fisiche e società di revisione) già iscritti nel Registro dei Revisori Legali.

Le informazioni inerenti il contenuto informativo del Registro, nonché quelle necessarie per l’aggiornamento dei dati strumentali (Sezione attivi/inattivi) possono essere inserite, unicamente con modalità telematica, nell’apposita Area riservata del Portale accessibile da ciascun iscritto previo accreditamento personale.

Considerato che l’adempimento cade in un periodo di intenso lavoro (luglio e settembre) nonché nell’unico periodo feriale, vista inoltre la farraginosità della procedura di accreditamento e trasmissione delle informazioni l’Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili (UNGDCEC) chiede il rinvio del termine per la comunicazione dei dati di almeno 30 giorni.

 (Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, comunicato stampa del 1 agosto 2013)

 

7) Nuova riforma lavoro: modifica disciplina apprendistato

Con l’approvazione del D.L. n. 76/2013, entrato in vigore il 28 giugno 2013, ma i cui effetti in materia di apprendistato sono differiti a fine settembre, si interviene sulla formazione trasversale e di base.

In particolare le misure riguardano le microimprese, piccole e medie imprese, di carattere straordinario e temporaneo limitate alle assunzioni effettuate entro il 31/12/2015.

Il provvedimento prevede che entro il 30/09/2013 la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano adotti linee guida volte a disciplinare il contratto di apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere che possono prevedere le seguenti deroghe al D.Lgs. n. 167/2011:

a) il piano formativo individuale del contratto di apprendistato professionalizzante è obbligatorio esclusivamente in relazione alla formazione per l’acquisizione delle competenze tecnico-professionali e specialistiche;

b) la registrazione della formazione e della qualifica professionale a fini contrattuali eventualmente acquisita è effettuata in un documento avente i contenuti minimi del modello di libretto formativo del cittadino;

c)in caso di imprese multi localizzate, la formazione avviene nel rispetto della disciplina della regione ove l’impresa ha la propria sede legale.

Nel caso in cui entro il termine del 30/9/2013 e, limitatamente alle assunzioni con contratto di apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere effettuate dal 28/6/2013 e fino al 31/12/2015, si registrasse l’inerzia della Conferenza, trovano diretta applicazione le previsioni derogatorie.

Resta comunque salva la possibilità di una diversa disciplina in seguito all’adozione delle richiamate linee guida, ovvero in seguito all’adozione di disposizioni di specie da parte delle singole regioni.

Altra novità riguarda il contratto di apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale ed è previsto che, dopo il conseguimento della qualifica o diploma professionale, allo scopo di conseguire la qualifica professionale ai fini contrattuali, è possibile la trasformazione del contratto in apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere. In tal caso la durata massima complessiva dei due periodi di apprendistato non può eccedere quella individuata dalla contrattazione collettiva.

(Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, nota del 02 agosto 2013)

 

8) Profili fiscali del c.d. rent to buy: nuovo studio del Notariato

L’ultimo lavoro approvato dal Consiglio Nazionale del Notariato (Questioni in tema di profili fiscali del c.d. rent to buy: spunti di riflessione - Studio n. 490-2013/T) è consultabile, dal 02 agosto 2013, nella sezione “Studi e Materiali” ed ha approfondito i profili fiscali del c.d. rent to buy.

Su questo tema, il Consiglio Nazionale del Notariato ha recentemente sottoposto all’attenzione del legislatore l’opportunità di intervenire non solo sul piano tributario, ma anche sotto il profilo civilistico, per promuovere l’utilizzo di questa formula contrattuale che potrebbe favorire la ripresa delle contrattazioni nel settore immobiliare.

La proposta di modifica del regime tributario del rent to buy è stata presentata in occasione dell’audizione formale del Consiglio Nazionale del Notariato per l’indagine conoscitiva sulla tassazione degli immobili in commissione finanze del Senato, lo scorso 25 giugno.

La proposta prevede l’introduzione di un meccanismo di credito d’imposta, che assicuri sia all’acquirente sia al venditore, il recupero, almeno in parte, al momento della vendita, delle imposte versate sui canoni di locazione, limitatamente ai canoni imputati in tutto o in parte al corrispettivo dovuto per la successiva compravendita.

Oggi, infatti, con il termine rent to buy si intende un’operazione unitaria - che può svilupparsi in forme diverse - attraverso la quale viene assicurata, a chi ha intenzione di acquistare un immobile, la possibilità di conseguire da subito il godimento dell’immobile individuato, con pagamento di un canone di locazione periodico e di rinviare a un momento successivo l’acquisto del diritto di proprietà sull’immobile e il pagamento del corrispettivo residuo, imputando, eventualmente, in tutto o in parte, al corrispettivo ancora dovuto i canoni pagati in precedenza.

Si tratta di operazioni che presentano, quindi, innegabili analogie con (o che possono strutturarsi mediante) figure contrattuali quali la locazione con opzione di acquisto e la locazione collegata con un preliminare di futura vendita (con obbligo unilaterale o bilaterale), cui segue l’atto (l’accettazione dell’opzione o il contratto definitivo) che produce l’effetto traslativo della proprietà.

Attualmente dette operazioni scontano, sia dal lato dell’acquirente che dal lato del venditore, una doppia imposizione: inizialmente come locazione e, al momento del trasferimento, come vendita.

Ai fini dell’Iva, ai sensi dell’art. 2 comma 2 D.P.R. n. 633/1972, sono equiparate alle cessioni “le locazioni con clausola di trasferimento vincolante per entrambe le parti”, le quali assumono rilievo, ai fini dell’individuazione del momento impositivo, fin dalla stipulazione del contratto (art. 6 D.P.R. n. 633/1972).

Pertanto, l’imposta si applica sull’intero prezzo pattuito tra le parti per la futura vendita, mentre il pagamento dei canoni, considerati componenti del prezzo della cessione, è escluso dall’imposta.

L’Agenzia delle entrate (circ. 28/E del 21 giugno 2011), definisce la locazione con clausola di trasferimento vincolante per entrambe le parti, agli effetti dell’Iva, come il contratto con cui le parti, da un lato, dispongono di attribuire immediatamente il godimento del bene oggetto dello stesso, stipulando una locazione e, dall’altro, si obbligano entrambe a concludere successivamente un atto a contenuto traslativo della proprietà del medesimo bene locato.

Pertanto, osserva il Notariato, se nell’operazione di “rent to buy” si ravvisa una locazione combinata ad un contratto preliminare con obbligo bilaterale e la stessa è effettuata in regime Iva di imponibilità, obbligatoria o per opzione (e quindi deve trattarsi di operazione posta in essere dall’impresa costruttrice o ristrutturatrice del fabbricato abitativo), essa potrebbe essere considerata dall’Agenzia delle entrate fin da subito quale cessione di beni, con la conseguenza dell’immediata tassazione sull’intero prezzo (in tal caso restando irrilevanti quindi le pattuizioni relative al “recupero” dei canoni in sede di pagamento del prezzo). Varrebbero, quindi, anche i requisiti e le condizioni di applicazione dell’aliquota iva per l’applicazione dell’aliquota ridotta nella misura del 4% ai fini delle c.d. agevolazioni prima casa.

Quanto al successivo contratto di cessione, lo stesso dovrebbe essere registrato con applicazione dell’imposta di registro in misura fissa perché relativo ad un’operazione soggetta ad Iva.

In altri casi, conclude lo studio del Notariato, le operazioni di “rent to buy” si configurano come locazione combinata con un’opzione (o un preliminare con obbligo unilaterale), in base alla quale l’inquilino, ad una determinata scadenza e ad un prezzo pattuito, ha facoltà di acquistare la proprietà.

Ritenendosi applicabile, in queste ipotesi, in primo luogo la disciplina Iva del contratto di locazione e, poi, quella della cessione, si pone il problema dell’eventuale rilevanza, agli effetti di tale imposta, del “recupero”, in sede di pagamento del prezzo di vendita, delle somme già corrisposte nel corso della locazione come canoni.

 

Vincenzo D’Andò