Novità fiscali del 2 agosto 2013: Entratel e Cassetto fiscale, tutti gli aggiornamenti per gli intermediari

Pubblicato il 2 agosto 2013



prevenzione e contrasto dell’evasione per l’anno 2013: indirizzi operativi; nuova modalità di presentazione della domanda di abilitazione a Entratel; nuova disciplina della deducibilità delle perdite su crediti: chiarimenti dalle Entrate; cassetto fiscale: consultabile anche la propria situazione Vies; apprendistato nel settore agricolo; lavoratori domestici: ingresso nell’U.E. dei cittadini della Croazia; rilascio applicativo Tutor Committenti Pubblici; semplificazioni in materia di ambiente: l’autorizzazione unica ambientale; nuova disciplina tributaria delle cessioni e delle locazioni di beni immobili ai fini IVA: circolare di Assonime; la cancellazione della società dal registro delle imprese e gli effetti sui rapporti non definiti; deliberazioni assembleari, invalidità del bilancio e arbitrato societario; credito per le imposte pagate all’estero: modalità di cancellazione delle eccedenze d’imposta italiana

 

Indice:

1) Prevenzione e contrasto dell’evasione per l’anno 2013: indirizzi operativi

2) Nuova modalità di presentazione della domanda di abilitazione a Entratel

3) Nuova disciplina della deducibilità delle perdite su crediti: chiarimenti dalle Entrate

4) Cassetto fiscale: consultabile anche la propria situazione Vies

5) Apprendistato nel settore agricolo

6) Lavoratori domestici: ingresso nell’U.E. dei cittadini della Croazia

7) Rilascio applicativo Tutor Committenti Pubblici

8) Semplificazioni in materia di ambiente: l’autorizzazione unica ambientale

9) Nuova disciplina tributaria delle cessioni e delle locazioni di beni immobili ai fini IVA: circolare di Assonime

10) La cancellazione della società dal registro delle imprese e gli effetti sui rapporti non definiti

11) Deliberazioni assembleari, invalidità del bilancio e arbitrato societario

12) Credito per le imposte pagate all’estero: modalità di cancellazione delle eccedenze d’imposta italiana

 

1) Prevenzione e contrasto dell’evasione per l’anno 2013: indirizzi operativi

Per il conseguimento degli obiettivi di politica fiscale per gli anni 2013-2015 si assiste al rafforzamento della lotta all’evasione e all’elusione fiscale.

In tale contesto si è inserita la circolare dell’Agenzia delle entrate n. 25/E del 31 luglio 2013, secondo cui l’azione di prevenzione e di contrasto dell’evasione e dell’elusione fiscale si deve sviluppare anche nel corso dell’esercizio 2013 secondo un modus operandi oramai consolidato:

- mappatura delle diverse macro-tipologie di contribuenti (grandi contribuenti e medie imprese, piccole imprese e lavoro autonomo, persone fisiche, enti non commerciali) e analisi del rischio mirate;

- utilizzo di metodologie di intervento differenziate per ciascuna macrotipologia e coerenti con altrettanti distinti sistemi di analisi e valutazione del rischio di evasione, approfondendo le peculiarità che connotano ciascuna realtà territoriale ed economica;

- contrasto dei fenomeni di evasione e/o elusione più pericolosi e diffusi;

- selezione delle posizioni soggettive con situazioni di rischio elevate;

- miglioramento qualitativo dei controlli finalizzato alla definizione della pretesa tributaria con la partecipazione dei contribuenti stessi al procedimento di accertamento mediante gli istituti dell’adesione ordinaria, dell’adesione ai contenuti del verbale di constatazione e ai contenuti dell’invito al contraddittorio, nonché dell’acquiescenza.

Tutoraggio per i grandi contribuenti

Sono 3.200 i grandi contribuenti sottoposti al tutoraggio del Fisco nel 2013. La strategia, che consiste in un monitoraggio costante del comportamento fiscale di questi soggetti da parte di strutture dedicate dell’Agenzia (così da individuare tempestivamente fattori di rischio come fenomeni di pianificazione fiscale aggressiva), ha consentito di raggiungere risultati importanti sia dal punto di vista dell’azione di contrasto all’evasione e all’elusione sia rispetto al livello di adempimento spontaneo. Ad ampliare il raggio di azione, il progetto pilota sul “Regime di adempimento collaborativo”, avviato dall’Agenzia a fine giugno, che mira a ridefinire i rapporti tra Amministrazione e grandi imprese, in coerenza con le più importanti esperienze internazionali e con le indicazioni Ocse.

Controllo sulle medie imprese

Potenziare le attività di controllo e migliorarne la proficuità: con questi indirizzi l’Agenzia delle Entrate guarda alle imprese di medie dimensioni. A questo scopo, la circolare sottolinea la necessità di uno stretto coordinamento da parte delle Direzioni regionali, che dovranno supervisionare le analisi di rischio soprattutto sulle imprese medio-grandi (con fatturato superiore ai 25 milioni di euro), anche tramite l’immissione di personale esperto degli uffici regionali negli uffici controlli provinciali e un sempre più stretto coordinamento con la Guardia di Finanza.

Il tutto con l’ausilio di Radar e del nuovo Asso, una vera e propria banca dati dei soci delle imprese di medie dimensioni.

Controlli “strutturati” su imprese minori e lavoratori autonomi

Strategia che vince non si cambia: i risultati delle attività di controllo realizzate nel 2012 hanno confermato un trend positivo con riferimento alla qualità dei controlli. Segno che le analisi di rischio, frutto di procedure e liste di ausilio all’accertamento, hanno colpito nel segno in maniera mirata. Restano quindi ferme le indicazioni già diramate agli uffici, in cui è posto l’accento sulla necessità di selezionare soggetti con attività economiche strutturate e non marginali, che operano da più anni, o soggetti che svolgono di fatto attività economiche in maniera totalmente irregolare.

Oggetto di valutazione, in particolare: Le rimanenze di magazzino trattate in modo anomalo; le remunerazioni non dichiarate nel 2008 e 2009 dai gestori ed esercenti apparecchi di intrattenimento; i compensi di lavoro autonomo certificati dai sostituti d’imposta e non dichiarati da chi li ha percepiti; professionisti che hanno presentato pratiche di aggiornamento catastale; redditi non in linea con gli studi di settore; corrispettivi per attività connesse a lavori di ristrutturazione edilizia o riqualificazione energetica riscossi, ma nascosti al fisco. Una serie di incongruenze, insomma, rilevabili dall’incrocio delle informazioni disponibili nella banche dati dell’Agenzia delle Entrate stessa, ma anche dall’interscambio con Dogane.

Con riferimento ai controlli sulla platea dei lavoratori autonomi, la circolare ribadisce l’opportunità di fare ricorso alle indagini finanziarie. Questo strumento, in ogni caso, dovrà essere utilizzato solo a valle di una attenta attività di analisi del rischio dalla quale emergano, soprattutto su un trend di anni, significative anomalie.

Monopoli, Inps, Siae e Comuni.

Enti non commerciali e onlus

Sul fronte dei controlli su enti non commerciali, organizzazioni non lucrative di utilità sociale (onlus) e altri soggetti che beneficiano di agevolazioni, la circolare sottolinea che, nel 2013, occorre consolidare i risultati positivi ottenuti nell’ultimo triennio. Intercettare chi abusa dei regimi agevolati, infatti, serve non solo a recuperare maggiori imposte evase, ma anche migliorare l’effetto deterrenza.

Persone fisiche, nuovo redditometro al debutto

Controlli formali (36 ter), accertamenti parziali automatizzati, controlli ordinari da liste selettive.

Al ventaglio di strumenti a disposizione del Fisco si aggiunge, nel 2013, il nuovo accertamento sintetico (cd. redditometro) applicabile per i controlli relativi all’anno d’imposta 2009 e successivi. A questo proposito, la circolare ricorda che il nuovo strumento (che mette a confronto la spesa complessiva del contribuente con il reddito dichiarato) attribuisce particolare importanza al momento di confronto con il contribuente, attraverso il contraddittorio previsto per legge, e che, nella selezione dei contribuenti a maggior rischio di evasione, saranno presi in considerazione solo spese e dati certi, non compatibili con il reddito dichiarato.

Evasione internazionale

Anche il contrasto agli illeciti internazionali negli ultimi anni è stato rafforzato da provvedimenti normativi ad hoc: Dal monitoraggio da parte di Agenzia e Comuni dei trasferimenti di residenza all’estero (art. 83, D.L. n. 112/2008), alla disposizione in base alla quale le attività estere non dichiarate si presumono costituite mediante redditi sottratti a tassazione e, ancora, all’istituzione, presso l’Agenzia, dell’Unità centrale per il contrasto all’evasione internazionale (Ucifi).

Cooperazione internazionale

Tra gli strumenti volti a contrastare l’evasione internazionale, sarà potenziato il ricorso sistematico all’applicativo “Index”, per individuare elementi reddituali di fonte estera che arricchiscano o completino il quadro istruttorio, e l’attività di richiesta di informazioni tramite l’“Ufficio scambio informazioni”, nel caso in cui ci sia la necessità di ulteriori controlli per presunto occultamento di redditi esteri.

L’Agenzia, inoltre, fornirà assistenza alle autorità estere attraverso lo scambio spontaneo di informazioni in materia di Iva, per il quale è previsto un incremento delle iniziative.

Sul fronte dell’attività di ruling internazionale, la circolare evidenzia, tra l’altro, l’implementazione dell’applicativo “Serpico”, messa a punto per verificare l’esistenza di procedure di ruling in corso, per evitare il contemporaneo avvio di attività di controllo da parte dell’Agenzia e della Guardia di finanza.

Qualora, invece, dall’attività di controllo si determini una doppia imposizione, si ricorrerà alla composizione delle controversie fiscali internazionali in sede di procedura amichevole che assegna un ruolo prioritario alle direzioni regionali e provinciali in termini di partecipazione alle attività istruttorie propedeutiche al contenzioso stesso (circolare n. 21/2012).

Altro punto di rilievo è la riscossione, presso lo Stato di residenza del debitore, di crediti relativi a tributi di competenza dell’Agenzia, per la quale, sottolinea la circolare, si rende necessario incrementare la tempestiva attivazione della mutua assistenza con gli Stati membri.

Altri tributi indiretti diversi dall’Iva

Non cambiano gli indirizzi operativi di prevenzione e contrasto all’evasione relativi a imposte di registro, ipotecaria e catastale e all’imposta sulle successioni e donazioni.

Sotto i riflettori, soprattutto le compravendite di immobili. La circolare ricorda che è stato implementato l’applicativo “ST.A.R. - Strumenti di ausilio registro”, che permette agli uffici di selezionare autonomamente i controlli da effettuare nei casi di scostamento tra il valore o corrispettivo dichiarato dalle parti e il valore normale del fabbricato secondo le stime dell’Omi.

Riscossione

Fondamentale, per raggiungere gli obiettivi di deterrenza contro l’evasione, una riscossione che possa contare sul coordinamento tra strutture regionali e provinciali dell’Amministrazione finanziaria e gli Agenti della riscossione.

Le linee operative, anche in questo caso, non richiedono cambiamenti, valide ancora quelle del paragrafo 3.5 della circolare 18/2012.

L’Agenzia pone poi l’attenzione sulle indebite compensazioni, che continuano a rappresentare un capitolo importante della lotta all’evasione. Proseguirà, quindi, anche per il 2013, l’invio delle segnalazioni delle compensazioni considerate “a rischio”, effettuate entro il 2012 utilizzando crediti Iva, Irpeg/Ires, Irap e Irpef.

 

2) Nuova modalità di presentazione della domanda di abilitazione a Entratel

Nuova modalità di presentazione della domanda di abilitazione al servizio telematico Entratel e delle istanze di variazione dell’utenza.

Più agevole presentare la documentazione necessaria per essere abilitati al servizio telematico Entratel. Entro fine settembre, agli interessati sarà data la possibilità di avvalersi anche della trasmissione via posta elettronica certificata (PEC).

Lo dispone il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 31 luglio 2013, che apporta modifiche al precedente provvedimento del 10 giugno 2009, concernente l’adeguamento dei servizi telematici alle prescrizioni dettate dal Garante per la protezione dei dati personali con provvedimento del 18 settembre 2008.

L’attuale procedura prevede che l’interessato richieda on line il codice di preiscrizione che viene immediatamente generato dal sistema.

Entro trenta giorni dalla ricezione del codice, l’utente deve presentare domanda di abilitazione, corredata dalla relativa documentazione, a un ufficio delle Entrate della regione dove possiede il proprio domicilio fiscale.

Adesso viene prevista, in alternativa a tale modalità di presentazione della documentazione (e per eventuali successive variazioni), anche la possibilità di trasmissione tramite posta elettronica, utilizzando l’indirizzo fornito insieme al codice di pre-iscrizione.

Unica condizione richiesta è che la domanda di abilitazione sia sottoscritta mediante firma digitale dal richiedente o, in caso di utenti diversi dalle persone fisiche, dal rappresentante legale o negoziale.

L’utilizzo della Pec per l’abilitazione al servizio Entratel e per le istanze di variazione dell’utenza sarà attivato entro il prossimo 30 settembre. L’avvio della nuova procedura sarà annunciato sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate.

Ovviamente rimane sempre la possibilità di presentare la richiesta di abilitazione con le modalità tradizionali.

 

3) Nuova disciplina della deducibilità delle perdite su crediti: chiarimenti dalle Entrate

Sono arrivati anche i chiarimenti sulla nuova disciplina della deducibilità automatica delle perdite sui crediti introdotta dal D.L. n. 83 del 2012.

Difatti, l’Agenzia delle entrate, con la circolare n. 26/E del 01 agosto 2013, ha illustrato le quattro ipotesi in cui possono considerarsi realizzati gli elementi certi e precisi che sono necessari per dedurre le perdite sui crediti. Le ipotesi descritte riguardano i crediti di modesta entità, i crediti prescritti, i casi in cui il debitore ha concluso un accordo di ristrutturazione dei debiti, i crediti cancellati dal bilancio di un soggetto Ias/Ifrs adopter in dipendenza di eventi estintivi.

Cosa prevede la norma

Il nuovo comma 5 dell’art. 101 del Tuir (modificato dal D.L. n. 83 del 2012) individua alcuni casi nei quali è possibile dedurre le perdite senza necessità di dimostrare la presenza degli elementi certi e precisi.

Si tratta delle perdite relative a crediti:

- di modesta entità e per i quali sia decorso un periodo di sei mesi dalla scadenza del pagamento;

- il cui diritto alla riscossione è prescritto;

- per i quali il debitore ha concluso un accordo di ristrutturazione dei debiti;

- che risultano cancellati dal bilancio di un soggetto Ias/Ifrs adopter in dipendenza di eventi estintivi.

Perdite su crediti di modesta entità

Gli elementi certi e precisi sussistono, in ogni caso, nell’ipotesi di rilevazione in bilancio di una perdita relativa a crediti di modesta entità che risultano scaduti da almeno sei mesi.

Dopo questo termine, la perdita può essere fiscalmente dedotta.

Il credito si considera di modesta entità quando ammonta a un importo non superiore a 5mila euro per le imprese di più rilevante dimensione e a 2.500 euro per le altre imprese.

L’importo limite viene verificato sul singolo credito, eccetto nel caso di rapporti giuridici unitari tra le controparti.

Possono essere dedotte le perdite sui crediti per i quali il periodo di sei mesi è decorso prima del 2012 e la perdita è imputata nell’esercizio 2012 o nei successivi.

In particolare, la circolare ha fornito alcuni rilevanti chiarimenti.

In primo luogo, per verificare se un credito rientra nei limiti dimensionali previsti dalla norma (2.500 o 5.000 euro), occorre considerare:

- il valore nominale del credito, al netto degli importi già riscossi;

- il corrispettivo riconosciuto in sede di acquisto, se il credito è stato acquisito per effetto di atti traslativi;

- l’Iva oggetto di rivalsa nei confronti del debitore (sono irrilevanti, invece, gli interessi di mora e gli oneri accessori addebitati al debitore in caso di inadempimento).

Nel caso, inoltre, in cui esistano più crediti nei confronti del medesimo debitore, la circolare ha distinto l’ipotesi di rapporti giuridici autonomi rispetto a quella in cui il rapporto giuridico tra le parti è unitario.

In particolare, nel primo caso la modesta entità deve essere verificata prendendo a riferimento il singolo credito corrispondente a ogni obbligazione posta in essere dalle controparti; invece, nei rapporti giuridici unitari (come, ad esempio, i contratti di somministrazione o i premi ricorrenti di una polizza assicurativa). occorre considerare il saldo complessivo dei crediti scaduti da almeno sei mesi al termine del periodo d’imposta, riconducibile allo stesso debitore e al medesimo rapporto contrattuale.

Oltre a chiarire come deve essere individuata la modesta entità, la circolare ha precisato che la deduzione della perdita su crediti può avvenire, per le imprese industriali, solo per la parte eccedente le svalutazioni già dedotte, in coerenza con quanto previsto dall’art. 106, comma 2, del Tuir (diverse considerazioni valgono, invece, per gli enti creditizi e finanziari che deducono le svalutazioni fiscali sui crediti ai sensi dei commi 3 e 3-bis dell’art. 106 del TUIR.).

Inoltre, per beneficiare della deduzione, è necessario che la perdita sia stata imputata a conto economico, non essendo sufficiente che nell’anno sia trascorso il periodo di sei mesi dalla scadenza del pagamento del credito.

Un’ultima precisazione riguarda la decorrenza: in particolare, possono essere dedotte, con la nuova norma, anche i crediti il cui semestre di anzianità sia maturato prima del 2012 e la cui perdita è stata imputata nell’esercizio 2012 o nei successivi.

Perdite in caso di accordi di ristrutturazione

Anche in caso di accordi di ristrutturazione, come già previsto originariamente dalla norma per le procedure concorsuali (ad esempio il fallimento, la liquidazione coatta amministrativa), è ammessa la deducibilità della perdita su crediti.

La circolare, in particolare, chiarisce che, una volta aperta la procedura, l’individuazione dell’anno in cui dedurre la perdita su crediti deve avvenire secondo le ordinarie regole di competenza.

Crediti prescritti

La perdita può essere dedotta anche per i crediti il cui diritto alla riscossione è prescritto, indipendentemente dalla circostanza che il credito sia di modesta entità.

Si tratta dei crediti per i quali il creditore, per un determinato periodo previsto dalla legge (normalmente 10 anni), non esercita il diritto a ottenere la riscossione del valore del credito.

Sui crediti prescritti, la circolare ha chiarito che:

- la deduzione della perdita opera indipendentemente dall’importo (e, quindi, non solo per i crediti di modesta entità)

- la nuova norma si applica ai crediti prescritti dal 2012, anche se per i periodi precedenti la prescrizione costituiva, comunque, un elemento certo e preciso cui far conseguire la deduzione della perdita.

Crediti cancellati dal bilancio Ias/Ifrs

Per i soggetti che redigono il bilancio in base ai principi contabili internazionali (soggetti Ias/Ifrs), gli elementi certi e precisi sussistono anche in caso di cancellazione dei crediti dal bilancio operata in dipendenza di eventi estintivi.

 

4) Cassetto fiscale: consultabile anche la propria situazione Vies

Anche il Vies nel cassetto fiscale, sempre nell’ottica della semplificazione. Si é compiuta un’altra delle misure contenuta nel pacchetto annunciato dalle Entrate nella conferenza stampa del 3 luglio 2013.

Dunque, il cassetto fiscale si arricchisce di nuove informazioni: entra a farne parte anche il Vies (Vat Information Exchange System), l’archivio informatico degli operatori commerciali autorizzati a effettuare cessioni intracomunitarie, istituito a livello europeo per prevenire le frodi Iva.

Accedendo al servizio telematico dell’Agenzia delle Entrate - che permette tra l’altro di consultare le informazioni riguardanti le dichiarazioni presentate, i rimborsi e i versamenti delle imposte - il contribuente potrà conoscere in modo semplice e immediato il proprio stato di iscrizione al Vies.

Già da tempo, attraverso il Vies, in particolare tramite il servizio “Partite Iva comunitarie”, è possibile, per gli operatori commerciali titolari di partita Iva che effettuano cessioni intracomunitarie, verificare la validità del numero di identificazione Iva delle loro controparti, attraverso il collegamento con i sistemi fiscali degli Stati membri dell'Unione Europea.

Il servizio è attivo tutti i giorni, compresi i festivi, per l’intera giornata.

 

5) Apprendistato nel settore agricolo

Il D.Lgs. n. 167/2011 ha riordinato la normativa in materia di apprendistato.

L’INPS, con la circolare n. 116 del 01 agosto 2012, fornisce le indicazioni proprie del settore agricolo e si affrontano gli aspetti contributivi connessi all’istituto contrattuale.

La legge n. 183/2011 ha previsto, all’art. 22, l’azzeramento dei contributi a carico del datore di lavoro per i contratti di apprendistato stipulati dal 1° gennaio 2012 al 31 dicembre 2016 da datori di lavoro che occupano fino a nove dipendenti.

Dunque, con detta circolare l’Istituto affronta i risvolti particolari propri del settore agricolo e fornisce le istruzioni per la compilazione delle dichiarazioni trimestrali – modello DMAG - della manodopera occupata dai datori di lavoro agricolo con contratto di apprendistato.

 

6) Lavoratori domestici: ingresso nell’U.E. dei cittadini della Croazia

Ingresso nell’Unione Europea dei cittadini della Croazia: L’INPS con la circolare n. 117 del 01 agosto 2013 illustra gli effetti sul rapporto di lavoro domestico.

Dal 1° luglio 2013, come noto, la Croazia è diventata 28° Stato membro dell'UE, in virtù dell’entrata in vigore del Trattato del 9 dicembre 2011 relativo alla sua adesione all’Unione.

Conseguentemente per i cittadini croati valgono le disposizioni di diritto comunitario in materia di libera circolazione nel territorio dell’UE previste dal Decreto Legislativo 6 febbraio 2007, n. 30 (attuazione della direttiva 2004/38/CE relativa al diritto dei cittadini dell’Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri), salvo le limitazioni derivanti dalle disposizioni in materia penale ed a tutela dell’ordine pubblico e di pubblica sicurezza.

Ingresso nell’Unione Europea dei cittadini della Croazia: effetti sul rapporto di lavoro domestico

Con circolare congiunta del 2 luglio scorso il Ministero dell’Interno e il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali hanno fornito chiarimenti circa le modalità per l’accesso al mercato del lavoro dei cittadini provenienti dalla Croazia.

Per quanto riguarda l’accesso al mercato del lavoro subordinato, il Governo italiano, analogamente a quanto previsto da altri Paesi dell’U.E., ha deciso di avvalersi di un regime transitorio, in considerazione della situazione esistente nel mercato del lavoro italiano, di due anni, previsto dall’Allegato V dell’Atto di adesione, prima di liberalizzare completamente l’accesso al lavoro subordinato.

Il regime transitorio non si applica, invece, ai lavoratori domestici per i quali l’Italia farà ricorso ad un regime di libero accesso al mercato del lavoro interno.

Ne consegue che i datori di lavoro che intendono procedere all’assunzione di lavoratori domestici croati dovranno adempiere a quanto previsto all’art. 16 bis del D.L. 29 novembre 2008 n. 185, convertito con modificazioni dalla legge 28 gennaio 2009 n. 2, commi 11 e 12, che, in deroga alla normativa vigente in materia di lavoro (DM 30 ottobre 2007 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali), ha disposto che i datori di lavoro domestico presentino all’INPS le comunicazioni obbligatorie di assunzione, cessazione, trasformazione e proroga del rapporto di lavoro.

Vengono richiamati, in merito, i chiarimenti forniti con circolare INPS n. 20 del 17 febbraio 2009.

Per quanto riguarda le domande di emersione relative a lavoratori domestici di nazionalità croata, la sopra citata circolare interministeriale ha chiarito che lo Sportello Unico per l’Immigrazione provvederà oltre che all’archiviazione delle richieste di nulla osta, già presentate agli uffici competenti, anche all’archiviazione delle domande di emersione relative all’assunzione di lavoratori domestici cittadini croati.

 

7) Rilascio applicativo Tutor Committenti Pubblici

Le Pubbliche Amministrazioni si sono sempre avvalse di un elevato numero di collaboratori per i quali le stesse sono tenute, in qualità di committenti, al versamento della contribuzione dovuta alla Gestione separata ai sensi dell’art. 2, co. 26 e ss della L. 335 del 1995.

A fronte di tale obbligo, nel corso degli anni, sono pervenute all’INPS molteplici segnalazioni riguardo al mancato accredito dei contributi riferiti ai collaboratori delle Pubbliche Amministrazioni.

Tale situazione è stata generata più che da una reale assenza di versamenti, da una non corretta denuncia dei dati retributivi e contributivi dei collaboratori, a volte dovuta all’oggettiva complessità organizzativa delle strutture pubbliche.

La platea crescente di soggetti interessati ha reso, pertanto, necessario avviare un’attività di sistemazione delle posizioni contributive, anche in considerazione della mancanza dell’automatismo delle prestazioni nella gestione separata.

L’INPS, con la circolare n. 118 del 01 agosto 2013, si occupa della particolare problematica.

 

8) Semplificazioni in materia di ambiente: l’autorizzazione unica ambientale

Assonime, con la circolare n. 25 del 31 luglio 2013, illustra la disciplina dell’autorizzazione unica ambientale, introdotta con l’obiettivo di semplificare gli adempimenti amministrativi in materia di ambiente dall’art. 23 del D.L. n. 5/2012, convertito con modificazioni dalla legge n. 35/2012.

Con il nuovo strumento, utilizzabile dalle piccole e medie imprese e per gli impianti non soggetti all’autorizzazione integrata ambientale, il gestore dell’impianto può ottenere dallo sportello unico per le attività produttive, attraverso un’unica procedura, un provvedimento che sostituisce un’ampia gamma di titoli abilitativi in materia ambientale.

La disciplina operativa, contenuta nel D.P.R. n. 59/2013, è entrata in vigore il 13 giugno 2013.

 

9) Nuova disciplina tributaria delle cessioni e delle locazioni di beni immobili ai fini IVA: circolare di Assonime

Focus sulle istruzioni dell’Agenzia delle entrate sul nuovo regime delle cessioni e delle locazioni di beni immobili agli effetti dell’IVA.

Assonime, con la circolare n. 26 del 31 luglio 2013, illustra la nuova disciplina tributaria delle cessioni e delle locazioni di beni immobili agli effetti dell’IVA, alla luce delle istruzioni fornite dall’Agenzia delle entrate con la circolare 28 giugno 2013, n. 22, con la quale sono state date, tra l’altro, importanti indicazioni di carattere operativo in relazione a fattispecie di natura transitoria.

Con il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate del 29 luglio 2013 è stato, inoltre, approvato il modello per l’esercizio dell’opzione per l’imponibilità ad IVA per alcune ipotesi di locazioni per le quali l’opzione non può essere manifestata nel’ambito del contratto.

 

10) La cancellazione della società dal registro delle imprese e gli effetti sui rapporti non definiti

Con il Caso 6 del 31 luglio 2013, Assonime esamina la cancellazione della società dal registro delle imprese e gli effetti sui rapporti non definiti.

Le Sezioni Unite della Cassazione, con la sentenza n. 6070 del 12 marzo 2013, intervengono nuovamente sul tema degli effetti della cancellazione della società dal registro delle imprese sui rapporti di debito e credito ancora aperti al momento della cancellazione della società.

La sentenza si occupa anche della sorte dei processi pendenti in cui è parte la società cancellata.

Confermando le precedenti pronunce, la Corte afferma che la cancellazione estingue irreversibilmente la società e determina la successione ad essa da parte dei soci nelle posizioni non ancora definite.

In particolare la pronuncia stabilisce che:

- per i debiti i soci succedono alla società estinta nei limiti del regime di responsabilità proprio della società considerata;

- i crediti e i beni non compresi nel bilancio di liquidazione, ma ragionevolmente certi, si trasferiscono ai soci in regime di comunione o contitolarità;

- le mere pretese e i crediti incerti o illiquidi si estinguono;

-i processi pendenti devono essere interrotti e riassunti da o verso i soci;

- le impugnazioni a pena di inammissibilità devono essere presentate da o verso i soci.

Dal punto di vista pratico la pronuncia è importante perché, attraverso l’analisi di tutte le diverse ipotesi di sopravvenienze che possono manifestarsi a seguito della cancellazione, nonché l’individuazione di specifiche soluzioni per ciascuna ipotesi, si dovrebbe porre definitivamente fine al dibattito dottrinale e giurisprudenziale sul tema generale degli effetti della cancellazione della società dal registro delle imprese in presenza di rapporti non definiti.

 

11) Deliberazioni assembleari, invalidità del bilancio e arbitrato societario

Caso di Assonime n. 7 del 31 luglio 2013 dedicato alle deliberazioni assembleari, invalidità del bilancio e arbitrato societario.

Il Tribunale di Milano con due sentenze, del 10 maggio 2013 n. 6595 e del 13 maggio 2013 n. 6700, ha affermato la possibilità di sottoporre ad arbitrato le controversie relative all’impugnazione di una delibera di approvazione del bilancio, per violazione dei principi di veridicità, chiarezza e precisione.

Queste pronunce intervengono sul tema, ampiamente dibattuto in dottrina e in giurisprudenza, dell’ assoggettabilità ad arbitrato societario delle impugnazioni delle delibere di approvazione del bilancio di società per azioni, in relazione a quanto stabilito dall’art. 34, 1° comma, D.Lgs. n. 5/2003, che fa riferimento alle sole controversie che abbiano ad oggetto “diritti disponibili relativi al rapporto sociale”.

Ad avviso del tribunale di Milano, le norme in materia di consolidamento di delibere assembleari, quand’anche viziate, indicano che l’atto di approvazione del bilancio ha natura volontaria e che vi è una generale disponibilità del diritto dei soci a “sanare” il bilancio, per effetto della mancata impugnazione entro il termine posto dalla legge.

Le decisioni sono rilevanti sotto diversi profili, perché si occupano della natura dell’atto di approvazione del bilancio, dell’impugnazione della delibera invalida e del concetto di diritto indisponibile e perché sottolineano con forza il ruolo che deve essere oggi attribuito all’arbitrato, che non può essere più classificato come rimedio privato ma come sistema processuale contiguo e alternativo a quello tradizionale. Ciò specialmente quando, come accade con l’arbitrato che sia chiamato a decidere delle controversie relative all’invalidità delle delibere assembleari, si tratti di decisioni assunte “secondo diritto” (art. 36, D.Lgs. n. 5/2003).

 

12) Credito per le imposte pagate all’estero: modalità di cancellazione delle eccedenze d’imposta italiana

Assonime ha, infine, pubblicato l’approfondimento n. 10 del 01 agosto 2013 sulla seguente tematica:

IRES - credito per le imposte pagate all’estero, modalità di cancellazione delle eccedenze di imposta italiana (di segno positivo o negativo) nel periodo d’imposta in cui vengono a “scadenza”, per effetto del superamento del limite temporale previsto dal comma 6 dell’art. 165 del TUIR, oltre il quale non possono più essere memorizzare a riporto.

 

Vincenzo D’Andò