Le novità in materia di personale del mese di Agosto 2013

Spese del personale e armonizzazione

La Corte dei Conti Sezione delle Autonomie nella Delibera n. 16/2013 del 27 luglio 2013 è intervenuta sulla questione di massima, sollecitata dalla sezione regionale per il Piemonte con Deliberazione n.124 del 24 aprile 2013, per la risoluzione della problematica relativa all’applicazione del principio della competenza finanziaria potenziata in corso di sperimentazione ed in modo particolare sulle conseguenze che ne discendono nei confronti dell’applicazione dei limiti imposti dalla normativa sulle spese di personale (rispetto del tetto di spesa dell’anno precedente e della percentuale di incidenza delle spese di personale sulle spese correnti).

Si ricorda che come da nota n.77981 del 3 ottobre 2012 dell’ufficio V dell’IGEPA –RGS, pubblicata nella sezione documentazione del sito ARCONET, solo per gli enti in sperimentazione che ne hanno la necessità, nel 2013 la verifica dei limiti sulla spesa del personale può essere effettuata facendo riferimento all’esercizio 2011 piuttosto che all’esercizio 2012.

Ad avviso dei giudici della Sezione delle Autonomie in tali casi potrebbe risultare una via sostenibile quella di far redigere agli enti in sperimentazione, che ne hanno interesse al fine dell’applicazione del limite, un documento contabile di riclassificazione degli importi iscritti in bilancio per spese di trattamento accessorio al personale sulla base del precedente criterio. Tale documento che dovrebbe avere il limitato scopo di consentire il raffronto, senza sovrapporsi alle risultanze ufficiali del bilancio redatto secondo i nuovi criteri, dovrebbe risultare con questo conciliabile.

http://www.corteconti.it/export/sites/portalecdc/_documenti/controllo/sez_autonomie/questione_massima/delibera_16_2013.pdf

 

Effetto prenotativo delle spese del personale

La Corte dei Conti, Sezione regionale Toscana, con la Deliberazione n. 256/2013/PAR del 9 luglio 2013, ha confermato il proprio orientamento (Deliberazione n. 190/2013 del 18 giugno 2013) secondo il quale non vi sono motivi per sottrarre i comuni soggetti al Patto di stabilità dal 2013 e, conseguentemente, al contenimento della spesa di personale come prevista dall’art. 1, comma 557 della Legge n. 296/2006, all’immediata ed uniforme applicazione dei vincoli di contenimento della spesa rispetto all’anno precedente. Per tale motivo, nel Parere si dà risposta negativa all’ente istante che chiedeva di poter concludere (con violazione della citata norma, nel 2013) una procedura di reclutamento di personale avviata nel 2012. Al riguardo, la Sezione si discosta nettamente dal parere del Ministero dell’Economia e delle Finanze – Ragioneria generale dello Stato (reso all’ANCI) n. 927 del 26 febbraio 2013 che, diversamente, ritiene di poter far salve le procedure che si trovino ad uno stadio avanzato di svolgimento (pubblicazione del bando entro il 31 dicembre 2012).

La Sezione Toscana fa prevalere l’assunto che «la norma in esame non offre all’interprete alcun appiglio testuale che consenta di accedere ad una interpretazione, quale quella operata dal M.E.F., che è conseguentemente contra legem».

https://servizi.corteconti.it/bdcaccessibile/ricercaInternet/doDettaglio.do?id=3543-30/07/2013-SRCTOS

 

Contrattazione decentrata nulla e diritto al trattamento integrativo (Marco Castellani)

La nullità della contrattazione, anche se determina responsabilità personali e patrimoniali per chi l’ha sottoscritta, non legittima in alcun modo il recupero da parte dell’ente delle somme erogate ai dipendenti che hanno prestato la propria attività lavorativa in base ad accordi decentrati siglati in precedenza.

Questo il principio sancito dal Tribunale di Siena, Sezione Lavoro, nella sentenza n. 717/2013, depositata il 13 maggio 2013, con cui ha respinto il ricorso presentato da un’amministrazione contro i decreti ingiuntivi, presentati da alcuni dipendenti, per il pagamento del trattamento economico accessorio riconosciuto dalla contrattazione decentrata.

Nel caso, l’ente aveva unilateralmente sospeso l’erogazione del trattamento economico integrativo riconosciuto dalla contrattazione decentrata, in quanto aveva ritenuto tale contratto nullo per “mancanza di copertura” (articolo 40, comma 3-quinquies del D.Lgs. n. 165/2001).

Il giudice del lavoro ha chiarito che nel rapporto di pubblico impiego riformato, la Pubblica Amministrazione non esercita più poteri di supremazia speciale, ma opera con la capacità del datore di lavoro privato.

ALLEGATO9

 

Monitoraggio del lavoro flessibile

Il Dipartimento Funzione pubblica ha comunicato che i termini per la conclusione del monitoraggio inerente agli adempimenti ex articolo 36, comma 3, del D. Lgs. n. 165/2001 e articolo 1, commi 39 e 40, della Legge n. 190/2012, originariamente fissati in 60 giorni a partire dalla data di apertura della rilevazione per ciascun comparto, sono prorogati al prossimo 30 settembre 2013.

 

Convenzioni di Segreteria e spese del personale

Le spese per il personale relative al Segretario comunale che opera anche in altri comuni in convenzione, devono essere classificate per intero nel bilancio dell’ente e non in quota parte, in quanto il rapporto di servizio del segretario che presta la sua opera anche presso un ente diverso da quello di assegnazione principale rimane sotto il profilo del rapporto organico in capo al comune capofila e l’inscindibilità del rapporto stesso non consente di considerare la spesa per il dipendente solo per una quota parte. È quanto asserito dalla Sezione delle Autonomie della Corte dei Conti nella Deliberazione n. 17 del 27 luglio 2013.

https://servizi.corteconti.it/bdcaccessibile/ricercaInternet/doDettaglio.do?id=3562-30/07/2013-SEZAUT

 

Divieto di monetizzazione delle ferie

La Sezione per il Lazio della Corte dei Conti nella Deliberazione n. 154/2013/PAR del 25 luglio 2013, ha dato risposta negativa ad un Comune che chiedeva se era possibile monetizzare le ferie residue (2011 e 2012) di un dipendente collocato a riposo o, quanto meno, la parte maturata prima dell’entrata in vigore dell’articolo 5, comma 8 del D.L. n. 95/2012, convertito nella Legge n. 135/2012 (Legge Spending Review-bis).

Nella Delibera si rammenta che il tenore dell’art. 5, comma 8, del precitato decreto-legge è tassativo e vieta la corresponsione di trattamenti economici sostitutivi delle ferie in tutti i casi di cessazione del rapporto di lavoro, ivi compreso il pensionamento.

Detto questo, la Sezione ha affrontato il tema della possibilità per l’ente di monetizzare i giorni di ferie maturati fino all’entrata in vigore della legge. Sul punto i giudici contabili hanno ritenuto che «il divieto di monetizzazione non si applica ai rapporti di lavoro già cessati prima dell’entrata in vigore dell’art. 5 in esame e le situazioni in cui le giornate di ferie sono maturate prima dell’entrata in vigore della predetta disposizione e ne risulti incompatibile la fruizione a causa della ridotta durata del rapporto di lavoro al momento dell’entrata in vigore della norma».

https://servizi.corteconti.it/bdcaccessibile/ricercaInternet/doDettaglio.do?id=3626-31/07/2013-SRCLAZ

 

Marco Castellani

31 Agosto 2013


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