Al via il nuovo redditometro, le istruzioni pratiche; ecco come funziona

Previsto un doppio contraddittorio con il contribuente e criteri di scelta del Fisco sui contribuenti da sottoporre a verifica basati sull’analisi del rischio evasione. Tolleranza del 20% rispetto al dichiarato. Il nuovo redditometro non applica coefficienti alle singole voci, ma la spesa vale per il suo ammontare.
L’Agenzia delle entrate ha reso noto la circolare n. 24/E del 31 luglio 2013 con le istruzioni operative del nuovo accertamento sintetico.
Il nuovo metodo di ricostruzione del reddito si applica agli accertamenti relativi ai redditi dichiarati a partire dal 2009, mentre per quelli precedenti valgono le vecchie regole.
Ecco il nuovo redditometro
Sotto mira gli scostamenti significativi tra reddito dichiarato e capacità di spesa manifestata, ma solo se lo scostamento tra il reddito complessivo determinato presuntivamente e quello dichiarato sia pari ad almeno il 20%.
Per giustificare l’accertamento è sufficiente che lo scostamento si realizzi nel singolo periodo d’imposta, senza la necessità di averne due consecutivi che presentano tale scostamento (come avveniva con il vecchio redditometro).
Posizioni a rischio controllo
Vengono selezionate le posizioni di quei contribuenti per i quali emerge un significativo scostamento tra reddito dichiarato e spese sostenute rientranti tra le “spese certe” (ovvero quelle presenti nell’Anagrafe Tributaria o indicate dal contribuente stesso nella dichiarazione dei redditi) e le “spese per elementi certi” (come le spese di manutenzione dei beni conosciuti dal fisco, quali l’abitazione o i mezzi di trasporto). Ciò permette di incentrare il contraddittorio su dati certi e situazioni di fatto oggettivamente riscontrabili, con l’obiettivo di ridurre al minimo l’incidenza delle presunzioni.
La neo circolare pare garantire il contribuente dall’utilizzo delle medie Istat nel calcolo complessivo dell’effettiva capacità di spesa del contribuente. I valori ISTAT hanno la funzione di integrare gli elementi presenti in Anagrafe Tributaria.
Funzionamento del nuovo redditometro
Nella fase istruttoria, il nuovo redditometro mette a confronto la spesa complessiva ed effettiva del contribuente con il reddito dichiarato.
Per questo sono prese in considerazione le spese certe sostenute direttamente dal contribuente o dal familiare fiscalmente a carico.
Solo nel caso in cui il contribuente non fornisca le necessarie indicazioni in relazione alle spese sopra elencate, l’Ufficio prenderà in considerazione anche le spese correnti, quantificabili in base alla media Istat, che concorreranno alla determinazione sintetica del reddito.
Si tratta di:
– Spese certe sostenute direttamente dal contribuente o dal familiare fiscalmente a carico risultanti dall’Anagrafe tributaria o indicate dal contribuente stesso in dichiarazione dei redditi;
– le spese per elementi certi, ottenute applicando ai valori presenti in Anagrafe tributaria o, comunque, disponibili (come potenza delle auto, lunghezza delle barche) altri parametri ricavati per esempio da analisi degli operatori appartenenti ai settori economici;
– la quota relativa agli incrementi patrimoniali;
– la quota del risparmio che si è formata nell’anno.
Le giustificazioni del contribuente
Vengono poi indicate le linee guida sul tipo di prova che il contribuente può fornire, graduata in relazione alla tipologia di spesa.
Il contribuente può fornire le prove certe e dirette che le spese certe sono state finanziate, ad es., con redditi esenti o soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta.
Concreta disponibilità di un bene di cui l’Amministrazione possiede tutte le informazioni relative alle specifiche caratteristiche tecniche (ampiezza, categoria catastale, potenza, dimensioni, ecc.) a cui sono direttamente riconducibili le spese di mantenimento.
Per questa …

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