Novità fiscali del 26 luglio 2013: solidarietà fiscale negli appalti, le anticipazioni sul DURT

Pubblicato il 26 luglio 2013



solidarietà fiscale: benefici condizionati dal possesso del DURT; MEF: rinvio Modello 770/2013; merci in magazzino ed in transito con identico codice: va bene anche il metodo del costo specifico; Consob: pubblicata la delibera di modifica del Regolamento Emittenti; UNGDCEC: studi di settore: un dietro-front surreale; fatture false: prova al fisco; decreto del fare: adempimenti Iva operativi dal 2015 sull’invio delle fatture; riscossione dell’incremento dell’addizionale comunale sui diritti di imbarco di passeggeri sugli aeromobili; riduzione contributiva nel settore dell’edilizia per l’anno 2013; riconversione e riqualificazione professionale del personale del settore del trasporto aereo: dall’INPS le istruzioni operative

 

 

Indice:

1) MEF: rinvio Modello 770/2013

2) Merci in magazzino ed in transito con identico codice: va bene anche il metodo del costo specifico

3) Consob: pubblicata la delibera di modifica del Regolamento Emittenti

4) Ungdcec: studi di settore: un dietro-front surreale

5) Fatture false: prova al fisco

6) Decreto del fare: adempimenti Iva operativi dal 2015 sull’invio delle fatture

 

7) Solidarietà fiscale: benefici condizionati dal possesso del DURT

8) Riscossione dell’incremento dell’addizionale comunale sui diritti di imbarco di passeggeri sugli aeromobili

9) Riduzione contributiva nel settore dell’edilizia per l’anno 2013

10) Riconversione e riqualificazione professionale del personale del settore del trasporto aereo: dall’INPS le istruzioni operative

 

 

1) MEF: rinvio Modello 770/2013

Più tempo ai sostituti d’imposta per presentare il modello 770.

Dunque, i sostituti d'imposta avranno più tempo per inviare il modello 770 all’Agenzia delle entrate.

Il termine slitta, infatti, dal 31 luglio al 20 settembre 2013.
La proroga della scadenza è prevista in un DPCM, proposto dal Ministro dell’Economia e delle Finanze e firmato il 24 luglio 2013 dal Presidente del Consiglio dei Ministri, che tiene conto delle generali esigenze manifestate dalle aziende e dai professionisti.

(Ministero dell’Economia e delle Finanze, comunicato stampa n. 125 del 24 luglio 2013)

 

2) Merci in magazzino ed in transito con identico codice: va bene anche il metodo del costo specifico

Le merci in transito e in magazzino si valutano separatamente. Secondo la Corte di Cassazione, sentenza n. 17983 del 24 luglio 2013, ai fini del raggruppamento in categorie omogenee, occorre considerare i cali naturali subiti dalle merci.

Dunque, identico codice per le “merci giacenti in magazzino” e per quelle “in transito”, si tratta di questione solo “formale”, che può essere superato dalla realtà dei fatti, ossia dalla constatazione delle differenze a livello di “caratteristiche di natura” e di “valore economico”.

Ciò impedisce “l’inclusione” delle merci in magazzino e delle merci in transito “nella medesima categoria merceologica”.

Per questo motivo, è fondata l’opposizione di una società, vittoriosa nei confronti del Fisco.

Rimesso in discussione, quindi, il “maggior imponibile” accertato dall’Agenzia delle Entrate, con tanto di “recupero a tassazione” per quasi 800mila euro per presunta “valutazione errata delle rimanenze finali”.

Questione, quindi, riaffidata ai giudici della Commissione tributaria regionale, i quali dovranno però tenere ben presenti le indicazioni giunte dalla Suprema Corte, laddove è stato chiarito che “nonostante il dato formale dell’identità di codice, le merci giacenti in magazzino e quelle in transito presentano caratteristiche sostanziali di natura e valore economico palesemente differenti”. Ecco perché, quindi, la scelta della società di applicare “il metodo del costo specifico”, nella “valutazione delle rimanenze finali di magazzino”, sarebbe legittima.

Il caso di specie ha riguardato una società operante nel settore della produzione di legname, la quale aveva operato una distinzione tra le merci (tronchetti contraddistinti da un unico codice) giacenti in magazzino e le merci in transito, valutando le prime con il metodo LIFO a scatti, e le seconde con il diverso metodo del costo specifico.

Secondo l’impresa, nel caso in questione, le merci giacenti in magazzino e quelle in transito presentavano caratteristiche sostanziali di natura e valore economico palesemente differenti, che impedivano l’inclusione delle stesse nella medesima categoria omogenea.

L’Agenzia delle Entrate aveva, invece, valutato tutte le rimanenze finali con il metodo LIFO a scatti prescritto dall’art. 92 del TUIR, accertando conseguentemente, in capo all’impresa, un maggior imponibile.

La Commissione tributaria regionale di Napoli, chiamata a pronunciarsi sulla questione, aveva ritenuto corretto l’operato dell’Ufficio (valutazione di tutte le rimanenze finali con il metodo LIFO a scatti, senza operare alcuna distinzione tra le merci giacenti in magazzino e quelle in transito), trattandosi di merce contraddistinta con il medesimo codice e, quindi, appartenente alla medesima categoria omogenea.

Tuttavia, veniva affermato che il criterio di valutazione utilizzato dall’Ufficio non poteva essere applicato con carattere di rigidità, poiché per le merci in transito dovevano essere prese in considerazione altre componenti (quali il calo per processo di umidificazione, gli oneri di carico e scarico e il costo del trasporto), che, di fatto, determinavano una disomogeneità del prodotto.

I giudici di merito avevano, dunque, valutato tali oneri aggiuntivi nella percentuale del 15% del valore unitario calcolato con metodo LIFO (criterio che, ad avviso della ricorrente, non trovava riscontro nell’art. 92 del TUIR) e, conseguentemente, avevano ridotto il valore delle rimanenze e l’ammontare del recupero a tassazione.

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società contribuente e cassato la sentenza impugnata.

In primo luogo, i Giudici di legittimità hanno ricordato che, in materia di determinazione del reddito d’impresa, l’art. 92 del TUIR dispone che la valutazione delle rimanenze finali va effettuata raggruppando i beni in categorie omogenee per natura e valore.

Pur non essendo contenuta nella predetta disposizione alcuna indicazione utile al fine di individuare (e definire) la nozione di “categorie omogenee”, l’omogeneità “per natura” implica che i beni, in relazione alle loro proprietà e caratteristiche merceologiche sostanziali, debbano appartenere allo stesso genere, mentre l’omogeneità “per valore” richiede che si tratti di beni aventi identico contenuto economico al momento del raggruppamento (valore, questo, da stabilirsi sulla base della definizione di valore normale risultante dall’art. 9 comma 3 del TUIR).

Nel caso di specie, come peraltro in parte affermato anche dalla stessa C.T.R., le merci in transito subiscono un calo naturale per il processo di umidificazione e sono soggette ad oneri di carico e scarico, nonché a costi di trasporto e spese di dogana.

Pertanto, secondo la Corte di Cassazione, è indubbio che, nonostante il dato formale dell’identità di codice, le merci giacenti in magazzino e quelle in transito presentano caratteristiche sostanziali di natura e valore economico palesemente differenti, che impediscono l’inclusione delle stesse nella medesima categoria.

 

3) Consob: pubblicata la delibera di modifica del Regolamento Emittenti

La Consob ha pubblicato il 24 luglio 2013 la delibera n. 18612 che modifica il Regolamento Emittenti. La delibera è in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Oltre alle modifiche per il recepimento della direttiva sul prospetto, vengono segnalate in particolare:

- le modifiche derivanti dal D.Lgs. 18 giugno 2012, n. 91 (decreto correttivo della disciplina sui diritti degli azionisti) riguardanti: la possibilità, già posta in consultazione, di conferire e revocare la delega di voto per l’assemblea anche mediante documento informatico sottoscritto in forma elettronica (art. 138); la precisazione sulla messa a disposizione delle relazioni illustrative sulle materie all’ordine del giorno, che, conformemente all’art. 125-ter Tuf, deve avvenire entro il termine di pubblicazione dell’avviso di convocazione dell’assemblea previsto in ragione di ciascuna delle materie all’ordine del giorno (art. 84-ter);

- le modifiche in tema di offerte pubbliche di acquisto, già proposte in consultazione in ordine a: l’obbligo per l’offerente di comunicare la sospensione e il successivo riavvio dei termini istruttori previsti per l’approvazione del documento d’offerta (art. 38) e per l’adozione delle delibere di riduzione e di aumento del prezzo dell’offerta pubblica obbligatoria (rispettivamente artt. 47-bis e 47-sexies); l’obbligo di rendere nota al mercato la decisione di presentare alla Consob un’istanza per l’aumento del prezzo dell’offerta pubblica obbligatoria (art. 47-sexies); l’obbligo di rendere noto al mercato il comunicato dell’emittente con i relativi allegati entro il giorno antecedente il primo giorno del periodo di adesione (art. 39);

- l’eliminazione delle disposizioni in materia di comunicazioni price sensitive da parte dei soggetti controllanti gli emittenti quotati a seguito dell’abrogazione dei citati obblighi da parte del d. lgs. 11 ottobre 2012, n. 184 (artt. 65-septies, 65-octies, 66 e 67);

- alcuni interventi di razionalizzazione formale per gli adempimenti relativi a diffusione, stoccaggio e deposito delle informazioni regolamentate (artt. 70, 71, 77, 81, 82).

La delibera è pubblicata sul sito Consob all’indirizzo: http://www.consob.it/main/documenti/bollettino2013/d18612.htm

 

4) Ungdcec: studi di settore: un dietro-front surreale

L’Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili ancora una volta si trova a dover puntare il dito contro l’increscioso ritardo con cui l’Amministrazione finanziaria rilascia i software necessari alla esecuzione di adempimenti incombenti sui contribuenti.

L’attenzione oggi si concentra sugli studi di settore, e i relativi chiarimenti circa il loro corretto utilizzo.

Incomprensibile, per altro, risulta essere la presunzione di risultati in ascesa, richiesti da Gerico 2013, ai fini dell’adeguamento ai compensi puntuali delle categorie professionali.

Interpretando il comune sentire, l’Unione Nazionale è certa di suscitare condivisione in base ad una semplice considerazione ovvero, da un lato, le imprese registrano cali di fatturato, licenziamenti, ritardati pagamenti della P.A. e, quindi, si trovano in grandi difficoltà; dall’altro lato, le categorie professionali soffrono nella riscossione dei propri compensi, specie i dottori commercialisti che, essendo sempre a fianco all’impresa, sono i primi a percepire i segnali della crisi e a ritrovarsi incapsulati nella realtà dell’imprenditore in difficoltà.

L’indignazione dell’UNGDCEC, in relazione a tale anacronistica visione di compensi professionali in crescita, diventa delusione piena verso l’operato di coloro che sovraintendono alla elaborazione dello strumento, anche considerato che, l’avvenuta introduzione a partire dall’anno 2012 di una modulazione variabile delle ore dedicate all’attività, al fine di tener conto di tutti quei professionisti che si trovano nei primi anni di attività, aveva ricevuto il plauso dell’Unione Nazionale durante l’ultimo Congresso Nazionale, tenutosi ad Asti nello scorso mese di aprile, ed aveva fatto ben sperare nel senso di una graduale costruzione su misura degli studi di settore.

I fatti dimostrano oggi, invece, quanto mal riposto fosse quell’apprezzamento.

In un sistema Paese in cui ogni speranza viene negata dal modus operandi, i giovani Dottori commercialisti non demordono e auspicano che, già in fase di selezione dei contribuenti da sottoporre a controllo, l’Amministrazione finanziaria discrimini, anche alla luce di queste nostre evidenze, con la necessaria saggezza e buon senso i mancati adeguamenti evitando, se possibile, inutili contraddittori e ripetuti viaggi della speranza verso gli uffici competenti.

Si tratterebbe di un auspicio superfluo se ci fosse fiducia nell’operato delle istituzioni.

(Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili, comunicato stampa del 24 luglio 2013)

 

5) Fatture false: prova al fisco

Spetta al fisco provare l’inesistenza delle fatture. Ciò si verifica quando l’Ufficio fornisce elementi che dimostrino in modo certo e diretto che l’operazione commerciale non è mai avvenuta.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 17959 del 24 luglio 2013. Nel caso di specie l’Amministrazione finanziaria aveva disconosciuto il credito Iva ad una società perché derivante dalla registrazione di due fatture passive ritenute oggettivamente inesistenti.

I giudici di primo grado hanno accolto il ricorso, mentre quelli di appello hanno riformato del tutto la sentenza.

Anzitutto, i giudici di legittimità hanno precisato che il diritto alla detrazione non sorge per la mera corresponsione dell’imposta, necessitando che a monte vi sia anche un’operazione effettiva.

La Corte Suprema chiarisce che non compete al contribuente provare che l’operazione sia effettiva, avendo egli, quale unico dovere, la tenuta delle scritture e dei documenti contabili, i cui dati sono esposti nella dichiarazione fiscale.

È l’ufficio, invece, che deve fornire elementi oggettivi che dimostrino in modo certo e diretto che l’operazione commerciale, oggetto della fattura, in realtà non è mai stata posta in essere.

Tale prova potrà essere raggiunta anche in presenza di presunzioni semplici: sarà poi il giudice di merito ad attribuire rilevanza a tali presunzioni, anche in via esclusiva, ai fini della formazione del proprio convincimento.

Dovrà valutare singolarmente e complessivamente tutti gli elementi fornendo nella motivazione i risultati del proprio giudizio.

E, solo qualora ritenga gli elementi forniti dall’Amministrazione dotati di gravità, precisione e concordanza, il giudice dovrà valutare la prova contraria fornita dal contribuente.

Infatti, una volta che l’Agenzia abbia fornito oggettivi elementi di prova, anche indiziari, circa l’inesistenza dell’operazione o l’inattendibilità della fattura addotta dal contribuente a base della richiesta di detrazione, sarà poi lo stesso contribuente a dovere offrire la prova circa la verità ed inerenza dell’operazione medesima.


6) Decreto del fare: adempimenti Iva operativi dal 2015 sull’invio delle fatture

Nel prossimo futuro (ovvero, dal 2015) comunicazioni quotidiane in cambio di obblighi in meno.

I contribuenti potranno comunicare quotidianamente all’Agenzia delle entrate i dati delle fatture emesse e ricevute, ottenendo in cambio la cancellazione dell’elenco clienti e fornitori della comunicazione “black list”, della comunicazione dei dati delle lettere d’intento e dei contratti d’appalto, nonché della responsabilità solidale per l’Iva sull'acquisto di “beni sensibili” e per le ritenute negli appalti.

Per tutti i contribuenti, inoltre, sarà soppresso l’obbligo di inviare l’elenco riepilogativo delle prestazioni di servizi ricevute da fornitori Ue (modello Intra-2 quater e quinquies).

Lo prevede l’art. 50-bis del D.L. n. 69/2013, il cd. decreto “del fare”, aggiunto in fase di conversione sul quale è stata posta la fiducia alla camera.

Ecco cosa prevedono le nuove disposizioni.

Trasmissione delle fatture in tempo reale. Dal 1° gennaio 2015 i contribuenti Iva potranno comunicare telematicamente all'Agenzia delle entrate:

- i dati analitici delle fatture di acquisto e di cessione di beni e servizi, nonché le relative rettifiche in aumento e in diminuzione (le note di variazione);

- l’ammontare dei corrispettivi delle operazioni non soggette a fatturazione.

Le suddette informazioni dovranno essere trasmesse giornalmente. Sono esclusi dalla segnalazione i corrispettivi relativi alle operazioni non soggette a fatturazione effettuate:

- dallo stato, dalle regioni, dalle province, dai comuni e da altri organismi di diritto pubblico;

- dai soggetti che si avvalgono della dispensa per gli adempimenti relativi alle operazioni esenti ai sensi dell'art. 36-bis, DPR 633/72.

L’assoggettamento alla comunicazione di cui sopra comporterà il superamento “naturale” di alcuni adempimenti e l’esonero da alcuni vincoli.

È, infatti, previsto che, dalla data di entrata in vigore di un apposito regolamento, nei confronti dei contribuenti che si avvarranno della suddetta possibilità non si applicheranno le seguenti disposizioni:

- l’art. 21 del DL n. 78/2010, concernente l’elenco clienti/fornitori e lo “spesometro”;

- l’art. 1, commi 1-3 del DL n. 40/2010, concernente la comunicazione delle operazioni con soggetti economici di paesi “black list”;

- l’art. 60-bis del DPR 633/72, che prevede la responsabilità solidale dell’acquirente per il pagamento dell’Iva non versata dal fornitore, nel caso di cessioni, a prezzi inferiori al valore normale, di determinati beni a rischio frodi (cd. “beni sensibili”: autoveicoli, computer, telefonini ecc.)

- l’art.; 20, primo comma, del DPR 605/73 (contratti d’appalto, somministrazione e trasporto non registrati, stipulati da enti pubblici);

- l’art. 1, comma 1, lett. c), ultimo periodo, del DL n. 746/83, concernente l’obbligo di invio, da parte dei fornitori degli esportatori abituali, dei dati delle lettere d’intento (obbligo del quale il ddl semplificazioni prevede comunque la soppressione, con il trasferimento delle relative informazioni nella dichiarazione annuale Iva);

- l’art. 35, commi 28 e seguenti, del DL n. 223/2006, concernenti la disciplina della responsabilità dei committenti e degli appaltatori per l’omesso versamento delle ritenute da lavoro dipendente.

Sarà emanato un regolamento, da adottare con DPR, per allineare le informazioni da riportare nei registri Iva con la segnalazione dei dati delle fatture e dei corrispettivi all’Agenzia delle entrate ed abrogare gli obblighi di trasmissione di dati e di dichiarazione contenenti informazioni comprese nelle suddette segnalazioni.

L’entrata in vigore di questo regolamento segnerà la decorrenza delle semplificazioni collegate all’invio telematico delle fatture e dei corrispettivi, nonché il decorso del termine di novanta giorni per l’adozione delle disposizioni attuative.

 

7) Solidarietà fiscale: benefici condizionati dal possesso del DURT

Niente problemi sulla responsabilità solidale per le ritenute, ma solo con il possesso del Documento unico di regolarità tributaria (Durt).

Questo è quanto introdotto nel ddl di conversione del cd. decreto del fare (DL 69/2013) sulla solidarietà fiscale nell’ambito dei contratti di appalto.

Il provvedimento, innanzitutto, dispone che, in presenza di un appalto, l’appaltatore risponde “in solido” per il sub-appaltatore dell’omesso versamento delle ritenute fiscali operate sui redditi di lavoro, nei limiti dell’ammontare del corrispettivo dovuto.

Viene, quindi, introdotta una nuova possibilità per liberarsi dalla solidarietà passiva, consistente nell’ottenimento di un Documento unico di regolarità tributaria (DURT); il committente, prima di procedere al pagamento di quanto dovuto per la prestazione, deve ottenere il detto documento dall’appaltatore, pena l’applicazione delle sanzioni.

Il rilascio del documento di regolarità avverrà per via digitale e certificata a cura dell'Agenzia delle entrate che provvederà alla creazione di un portale ad hoc, utilizzando anche i dati reperibili dai modelli Uniemens.

Tutti coloro che esercitano attività d’impresa e che intendono farlo, potranno registrarsi in detto portale, comunicando periodicamente i dati contabili e i documenti primari relativi alle retribuzioni erogate, ai contributi versati e alle imposte.

Con un provvedimento dell’Agenzia delle entrate, di concerto con l’istituto previdenziale nazionale (Inps), da adottare entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione, saranno fissate le modalità per il rilascio del documento di regolarità e nei due mesi successivi il via libera all’applicazione della nuova procedura.

 

8) Riscossione dell’incremento dell’addizionale comunale sui diritti di imbarco di passeggeri sugli aeromobili

I gestori di servizi aeroportuali devono comunicare all’INPS, entro la fine del mese successivo a quello di riscossione, gli importi versati dalle singole compagnie aeree.

A partire dalle riscossioni effettuate nel mese di luglio 2013 tale trasmissione di dati avverrà tramite la procedura Addizionale Passeggeri presente sul sito INTERNET www.inps.it.

L’applicazione consente, altresì, di consultare e modificare le comunicazioni inviate.

Tale procedura sostituirà le precedenti modalità di trasmissione dei dati già indicate sul sito internet dell’Istituto.

Lo precisa l’INPS con la circolare n. 112 del 25 luglio 2013.

La Legge 28 giugno 2012, n. 92, rubricata “Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita”, con l’articolo 2, commi 47 e seguenti, ha modificato, tra l’altro, la normativa in materia di riscossione dell’incremento dell’addizionale comunale sui diritti di imbarco di passeggeri sugli aeromobili.

La normativa é stata modificate per rendere più efficace il processo di riscossione dell’incremento dell’addizionale comunale sui diritti di imbarco di passeggeri sugli aeromobili, quantificata nell’importo di tre euro a passeggero.

L’art. 4, comma 75, della legge n. 92/2012 ha previsto che, a decorrere dal 1° luglio 2013, l'addizionale comunale sui diritti di imbarco di passeggeri è ulteriormente incrementata di due euro a passeggero imbarcato.

La legge demanda il compito della riscossione dell’incremento dell’addizionale comunale ai gestori di servizi aeroportuali, che provvedono con le modalità in uso per la riscossione dei diritti di imbarco nei confronti dei vettori aerei. Questi ultimi devono versare gli importi dovuti ai gestori di servizi aeroportuali entro tre mesi dalla fine del mese in cui sorge l’obbligo.

Le somme riscosse dalle società di gestione aeroportuale vanno, quindi, riversate all’INPS che invita i gestori di servizi aeroportuali ad intraprendere presso le compagnie aeree tutte le iniziative necessarie alla riscossione delle somme da esse dovute, a titolo di incremento dell'addizionale comunale, e non ancora versate.

 

9) Riduzione contributiva nel settore dell’edilizia per l’anno 2013

La normativa prevede che ogni anno il Ministero del lavoro confermi o ridetermini la misura dello sgravio, mediante decreto assunto di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze.

La normativa prevede altresì che, se entro il 31 luglio non intervenga il decreto, si applichi – decorsi 30 giorni - la riduzione stabilita per l’anno precedente.

Pertanto, se - entro la citata data del 31 luglio - non dovesse intervenire il decreto, a decorrere dal 30 agosto 2013 le aziende edili potranno applicare lo sgravio nella misura fissata per il 2012, pari a 11,50%.

Riguardo le modalità di determinazione della contribuzione su cui operare la riduzione e dei soggetti che ne hanno diritto, si veda la circolare n. 28/2013.

Lo sgravio è applicabile per i periodi di paga da gennaio a dicembre 2013.

Per poter fruire del beneficio è necessario inoltrare apposita istanza telematica (modulo Rid-Edil), secondo le modalità descritte nel messaggio 12320/2012.

L’istanza potrà essere inoltrata dopo l’emanazione del decreto ovvero – in mancanza di quest’ultimo - a decorrere dal 30 agosto 2013.

Entro il giorno successivo all’inoltro, i sistemi informativi centrali effettueranno alcuni controlli formali e attribuiranno un esito positivo o negativo alla comunicazione.

Le posizioni contributive relative ai datori di lavoro ammessi allo sgravio saranno contraddistinte dal Codice di Autorizzazione 7N.

A prescindere dalla data di inoltro, il CA 7N avrà validità da agosto a dicembre 2013.

Nei casi di matricole sospese o cessate, il datore di lavoro, che deve recuperare lo sgravio per i mesi antecedenti la sospensione o la cessazione, inoltrerà l’istanza avvalendosi della funzionalità “contatti” del cassetto previdenziale aziendale; la sede Inps competente, verificata la spettanza del beneficio, attribuirà il codice 7N relativamente all’ultimo mese in cui la matricola era attiva.

I datori di lavoro autorizzati potranno esporre lo sgravio nel flusso UniEmens, con le modalità descritte nel messaggio 12320/2012; nei casi di matricole sospese o cessate, i datori di lavoro dovranno ritrasmettere il flusso UniEmens relativo all’ultimo mese in cui la matricola era attiva, indicando l’importo del beneficio spettante.

Nell’ipotesi in cui il decreto, successivamente intervenuto, dovesse modificare la misura dello sgravio rispetto all’anno 2012, l’Istituto provvederà a recuperare l’eccedenza, ovvero fornirà alle aziende istruzioni per il conguaglio delle differenze a credito.

(INPS, messaggio n. 11999 del 25 luglio 2013)

 

10) Riconversione e riqualificazione professionale del personale del settore del trasporto aereo: dall’INPS le istruzioni operative

Il Comitato Amministratore del Fondo speciale del settore del trasporto aereo, con delibera n. 43 del 25 marzo 2013 ha disciplinato le modalità di erogazione della prestazione integrativa corrisposta dal Fondo per i lavoratori ai quali sia stato già concesso dall’Istituto il beneficio per l’incentivo al reimpiego in forma autonoma o in cooperativa.

Per l’effetto, a tutti i lavoratori interessati che, entro la data del 31/12/2012, abbiano presentato la domanda per l’incentivo al reimpiego, la prestazione integrativa del Fondo continuerà ad essere erogata con cadenza mensile per un numero di mensilità pari al periodo della prestazione principale liquidato in forma anticipata in unica soluzione.

(INPS, messaggio n. 11985 del 25 luglio 2013)

 

Vincenzo D’Andò