Novità fiscali del 25 luglio 2013, oggi ben 17 pagine di novità, tra cui le modifiche alla disciplina della responsabilità fiscale negli appalti, IRAP avvocati…

Pubblicato il 25 luglio 2013

l’avvocato che si avvale dell’opera dei praticanti non deve pagare Irap; agenzie di viaggio: lo sconto fatto al cliente riduce la base imponibile della prestazione di intermediazione; Inps: novità dell’App Servizi mobile; apprendistato con lavoratori in mobilità: sgravi per 18 mesi; disposizioni per il rilancio dell’economia: votata la fiducia; modifiche alla disciplina della responsabilità fiscale negli appalti; nuovo incentivo per l’assunzione di lavoratori - riduzione contributiva L. 92/2012: circolare Inps; pubblicata nella G.U. dell’Ue la nuova direttiva per bilanci di esercizio e bilanci consolidati delle imprese.

 

 

Indice:

1) L’avvocato che si avvale dell’opera dei praticanti non deve pagare Irap

2) Agenzie di viaggio: lo sconto fatto al cliente riduce la base imponibile della prestazione di intermediazione

3) Inps: novità dell’App Servizi mobile

4) Apprendistato con lavoratori in mobilità: sgravi per 18 mesi

5) Disposizioni per il rilancio dell’economia: votata la fiducia

6) Modifiche alla disciplina della responsabilità fiscale negli appalti

7) Nuovo incentivo per l’assunzione di lavoratori - riduzione contributiva L. 92/2012: circolare Inps

8) Pubblicata nella G.U. dell’Ue la nuova direttiva per bilanci di esercizio e bilanci consolidati delle imprese

 

 

1) L’avvocato che si avvale dell’opera dei praticanti non deve pagare Irap

L’avvocato, anche se si fa aiutare da praticanti, ha diritto al rimborso dell'Irap. Infatti, il requisito dell'autonoma organizzazione non si configura neppure se i tirocinanti svolgono il lavoro di routine.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 17920 del 23 luglio 2013, accogliendo il ricorso di un legale e ribaltando la decisione della C.T.R. di Firenze.

La Suprema Corte ha evidenziato che in tema di Irap il professionista non è tenuto al tributo se corrisponde compensi a solo praticanti.

In sostanza, la presenza in studio di soli praticanti non è sufficiente di per sé a determinare quella stabile organizzazione che determina la sottoposizione a Irap.

Dunque, la presenza di praticanti in uno studio professionale non è sufficiente di per sé a determinare quella stabile organizzazione che determina l’assoggettabilità ad Irap.

La medesima Cassazione, con la sentenza n. 8834 del 14 aprile 2013 ha, peraltro, sancito che l’utilizzo di un collaboratore che non sia già lui stesso avvocato non può ravvisare un principio di organizzazione, posto che l’apprendista non partecipa alla formazione del reddito in modo autonomo, ma sta compiendo il suo iter formativo.

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 23 luglio 2013, n. 17920

Tributi - IRAP - Praticanti retribuiti che svolgono il lavoro di routine - Imponibilità - Non sussiste

Svolgimento del processo e motivi della decisione

L'Avv. A.G. ricorre per cassazione avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Toscana 18/25/2011 dell'11 febbraio 2011 che rigettava l'appello del contribuente affermando la non spettanza del rimborso IRAP relativamente agli anni 2002- 2006 .

L'Amministrazione si è costituita in giudizio con controricorso.

Il relatore ha proposto l’accoglimento del ricorso osservando che il giudice di merito ha ritenuto sufficiente per la sottoposizione ad imposta l'esistenza di spese per uno studio e di compensi corrisposti a praticanti senza procedere ad una valutazione complessiva (ad esempio tenendo conto della misura dei compensi) che consentisse di affermare che i praticanti svolgevano di fatto le funzione di personale dipendente, in misura tale da determinare una "autonoma organizzazione". Il Collegio ha ritenuto opportuno devolvere la controversia alla Pubblica Udienza.

A seguito della pubblica udienza, il Collegio ha ritenuto di condividere l'originaria proposta del relatore in quanto la Corte di Cassazione ha affermato che la presenza di praticanti in uno studio professionale non è sufficiente di per sé a determinare quella "stabile organizzazione" che determina la sottoposizione ad IRAP.

Si ricorda in proposito la sentenza n. 8834 del 14 aprile 2009 secondo cui costituisce principio consolidato, che consente il rigetto in camera di consiglio ex art. 375 c.p.c. del ricorso della Amministrazione, l'affermazione secondo "l'utilizzo di un collaboratore che non sia già lui stesso avvocato può rectius: non può ravvisare un principio di organizzazione, posto che l'apprendista non partecipa alla formazione del reddito in modo autonomo, ma sta compiendo il suo iter formativo" lira quindi onere del giudice di merito provvedere ad una puntuale motivazione sulla natura e sulla quantità delle funzioni svolte dai praticanti, mentre non appare rilevante la disponibilità di locali adeguati per l'esercizio della professione, ed è generico il richiamo (contenuto nella sentenza di merito) alle spese affrontate dal professionista.

P.Q.M.

Accoglie il ricorso cassa la sentenza impugnata e rinvia la controversia ad altra sezione della Commissione Tributaria Regionale della Toscana che deciderà anche per le spese del giudizio di legittimità.



2) Agenzie di viaggio: lo sconto fatto al cliente riduce la base imponibile della prestazione di intermediazione

Lo sconto che l’intermediario concede al cliente finale, a valere sulla commissione dovutagli dal fornitore, riduce la base imponibile della prestazione di intermediazione.

Ciò vale anche nel caso in cui l’operazione principale sia costituita da un pacchetto turistico, sottoposta al regime speciale delle agenzie di viaggio.

Questo è il parere espresso dall’avvocato generale presso la Corte di giustizia Ue nelle conclusioni depositate il 18 luglio 2013 nel procedimento pregiudiziale C-300/12.

Secondo l’avvocato sono applicabili nel caso i principi della sentenza Gibbs del 24 ottobre 1996 nella quale la Corte ha statuito che il produttore che emette buoni sconto e ne rimborsa il valore direttamente all’acquirente finale, ha diritto a ridurre la base imponibile delle vendite effettuate nei confronti del commerciante che ha accettato il buono, anche se quest’ultimo rimane estraneo alla rettifica dell’operazione.

A sollevare le questioni sono i giudici tedeschi nell’ambito di una controversia che riguarda un’agenzia di viaggi che propone ai suoi clienti pacchetti realizzati

da un tour operator.

Per promuovere le vendite, l’agenzia accorda ai clienti sconti sul prezzo del pacchetto dei quali si fa carico, riducendo il valore della commissione pattuita con il tour operator.

In pratica, il consumatore paga all’agenzia il prezzo al netto dello sconto, mentre l’agenzia retrocede al tour operator il prezzo intero, deducendo l’importo dello sconto dalla propria commissione.

Dopo avere inizialmente liquidato l’Iva sulla commissione al lordo dello sconto, l’agenzia chiedeva la rettifica dell’imposta corrispondente al valore degli sconti, ritenendo che costituissero una riduzione del corrispettivo delle prestazioni di intermediazione da essa rese a favore dei tour operator.

La questione principale mira a sapere se i principi della citata sentenza Gibbs si  rendano applicabili