Novità fiscali del 25 luglio 2013, oggi ben 17 pagine di novità, tra cui le modifiche alla disciplina della responsabilità fiscale negli appalti, IRAP avvocati…

Pubblicato il 25 luglio 2013



l’avvocato che si avvale dell’opera dei praticanti non deve pagare Irap; agenzie di viaggio: lo sconto fatto al cliente riduce la base imponibile della prestazione di intermediazione; Inps: novità dell’App Servizi mobile; apprendistato con lavoratori in mobilità: sgravi per 18 mesi; disposizioni per il rilancio dell’economia: votata la fiducia; modifiche alla disciplina della responsabilità fiscale negli appalti; nuovo incentivo per l’assunzione di lavoratori - riduzione contributiva L. 92/2012: circolare Inps; pubblicata nella G.U. dell’Ue la nuova direttiva per bilanci di esercizio e bilanci consolidati delle imprese.

 

 

Indice:

1) L’avvocato che si avvale dell’opera dei praticanti non deve pagare Irap

2) Agenzie di viaggio: lo sconto fatto al cliente riduce la base imponibile della prestazione di intermediazione

3) Inps: novità dell’App Servizi mobile

4) Apprendistato con lavoratori in mobilità: sgravi per 18 mesi

5) Disposizioni per il rilancio dell’economia: votata la fiducia

6) Modifiche alla disciplina della responsabilità fiscale negli appalti

7) Nuovo incentivo per l’assunzione di lavoratori - riduzione contributiva L. 92/2012: circolare Inps

8) Pubblicata nella G.U. dell’Ue la nuova direttiva per bilanci di esercizio e bilanci consolidati delle imprese

 

 

1) L’avvocato che si avvale dell’opera dei praticanti non deve pagare Irap

L’avvocato, anche se si fa aiutare da praticanti, ha diritto al rimborso dell'Irap. Infatti, il requisito dell'autonoma organizzazione non si configura neppure se i tirocinanti svolgono il lavoro di routine.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 17920 del 23 luglio 2013, accogliendo il ricorso di un legale e ribaltando la decisione della C.T.R. di Firenze.

La Suprema Corte ha evidenziato che in tema di Irap il professionista non è tenuto al tributo se corrisponde compensi a solo praticanti.

In sostanza, la presenza in studio di soli praticanti non è sufficiente di per sé a determinare quella stabile organizzazione che determina la sottoposizione a Irap.

Dunque, la presenza di praticanti in uno studio professionale non è sufficiente di per sé a determinare quella stabile organizzazione che determina l’assoggettabilità ad Irap.

La medesima Cassazione, con la sentenza n. 8834 del 14 aprile 2013 ha, peraltro, sancito che l’utilizzo di un collaboratore che non sia già lui stesso avvocato non può ravvisare un principio di organizzazione, posto che l’apprendista non partecipa alla formazione del reddito in modo autonomo, ma sta compiendo il suo iter formativo.

CORTE DI CASSAZIONE - Sentenza 23 luglio 2013, n. 17920

Tributi - IRAP - Praticanti retribuiti che svolgono il lavoro di routine - Imponibilità - Non sussiste

Svolgimento del processo e motivi della decisione

L'Avv. A.G. ricorre per cassazione avverso la sentenza della Commissione Tributaria Regionale della Toscana 18/25/2011 dell'11 febbraio 2011 che rigettava l'appello del contribuente affermando la non spettanza del rimborso IRAP relativamente agli anni 2002- 2006 .

L'Amministrazione si è costituita in giudizio con controricorso.

Il relatore ha proposto l’accoglimento del ricorso osservando che il giudice di merito ha ritenuto sufficiente per la sottoposizione ad imposta l'esistenza di spese per uno studio e di compensi corrisposti a praticanti senza procedere ad una valutazione complessiva (ad esempio tenendo conto della misura dei compensi) che consentisse di affermare che i praticanti svolgevano di fatto le funzione di personale dipendente, in misura tale da determinare una "autonoma organizzazione". Il Collegio ha ritenuto opportuno devolvere la controversia alla Pubblica Udienza.

A seguito della pubblica udienza, il Collegio ha ritenuto di condividere l'originaria proposta del relatore in quanto la Corte di Cassazione ha affermato che la presenza di praticanti in uno studio professionale non è sufficiente di per sé a determinare quella "stabile organizzazione" che determina la sottoposizione ad IRAP.

Si ricorda in proposito la sentenza n. 8834 del 14 aprile 2009 secondo cui costituisce principio consolidato, che consente il rigetto in camera di consiglio ex art. 375 c.p.c. del ricorso della Amministrazione, l'affermazione secondo "l'utilizzo di un collaboratore che non sia già lui stesso avvocato può rectius: non può ravvisare un principio di organizzazione, posto che l'apprendista non partecipa alla formazione del reddito in modo autonomo, ma sta compiendo il suo iter formativo" lira quindi onere del giudice di merito provvedere ad una puntuale motivazione sulla natura e sulla quantità delle funzioni svolte dai praticanti, mentre non appare rilevante la disponibilità di locali adeguati per l'esercizio della professione, ed è generico il richiamo (contenuto nella sentenza di merito) alle spese affrontate dal professionista.

P.Q.M.

Accoglie il ricorso cassa la sentenza impugnata e rinvia la controversia ad altra sezione della Commissione Tributaria Regionale della Toscana che deciderà anche per le spese del giudizio di legittimità.



2) Agenzie di viaggio: lo sconto fatto al cliente riduce la base imponibile della prestazione di intermediazione

Lo sconto che l’intermediario concede al cliente finale, a valere sulla commissione dovutagli dal fornitore, riduce la base imponibile della prestazione di intermediazione.

Ciò vale anche nel caso in cui l’operazione principale sia costituita da un pacchetto turistico, sottoposta al regime speciale delle agenzie di viaggio.

Questo è il parere espresso dall’avvocato generale presso la Corte di giustizia Ue nelle conclusioni depositate il 18 luglio 2013 nel procedimento pregiudiziale C-300/12.

Secondo l’avvocato sono applicabili nel caso i principi della sentenza Gibbs del 24 ottobre 1996 nella quale la Corte ha statuito che il produttore che emette buoni sconto e ne rimborsa il valore direttamente all’acquirente finale, ha diritto a ridurre la base imponibile delle vendite effettuate nei confronti del commerciante che ha accettato il buono, anche se quest’ultimo rimane estraneo alla rettifica dell’operazione.

A sollevare le questioni sono i giudici tedeschi nell’ambito di una controversia che riguarda un’agenzia di viaggi che propone ai suoi clienti pacchetti realizzati

da un tour operator.

Per promuovere le vendite, l’agenzia accorda ai clienti sconti sul prezzo del pacchetto dei quali si fa carico, riducendo il valore della commissione pattuita con il tour operator.

In pratica, il consumatore paga all’agenzia il prezzo al netto dello sconto, mentre l’agenzia retrocede al tour operator il prezzo intero, deducendo l’importo dello sconto dalla propria commissione.

Dopo avere inizialmente liquidato l’Iva sulla commissione al lordo dello sconto, l’agenzia chiedeva la rettifica dell’imposta corrispondente al valore degli sconti, ritenendo che costituissero una riduzione del corrispettivo delle prestazioni di intermediazione da essa rese a favore dei tour operator.

La questione principale mira a sapere se i principi della citata sentenza Gibbs si  rendano applicabili anche nel caso in cui un intermediario (agenzia di viaggi) accordi al destinatario dell’operazione principale, ossia all’acquirente del pacchetto realizzato dal tour operator, una riduzione sul prezzo dell’operazione principale oggetto dell’intermediazione.

Ebbene, l’avvocato ritiene che non vi sia motivo di escludere l’applicazione dei principi della sentenza Gibbs e di negare, quindi, la riduzione dell’imponibile all’intermediario.

3) Inps: novità dell’App Servizi mobile

Una nuova interfaccia utente e il simulatore di calcolo dei contributi per i domestici.

Con il rilascio il 19 luglio negli store della nuova versione 2.0 della PDA Application “Servizi Mobile” per iPhone e Android, Inps prosegue sul percorso di sviluppo dei suoi servizi multicanale.

L’elenco dei servizi fruibili tramite smartphone si arricchisce della “Simulazione Calcolo Contributi Lavoro Domestico”, servizio che utilizza un set di open data già messo disposizione degli operatori dall’Inps nella sezione del sito Open Data. Ma è l’interfaccia utente, arricchita di nuove funzionalità e con una nuova navigazione la novità più evidente della versione 2.0 dell’app Servizi Mobile dell’Inps.

Questa nuova versione supera la precedente categorizzazione dei servizi in due sezioni “con o senza autenticazione” offrendo ora la possibilità all’utente di visualizzare l’elenco completo dei servizi disponibili tramite la PDA Application anche senza inserire le credenziali richieste per una parte di essi . Solo quando l’utente sceglie di accedere ad un servizio con PIN gli viene richiesto di inserire il proprio codice fiscale e il PIN.

Nell’App “Servizi Mobile” 2.0 l’interfaccia utente si allinea agli standard più evoluti di navigazione laterale e di usabilità in uso per gli smartphone e si arricchisce delle seguenti funzionalità:

- è stato integrato un tutorial che guida l’utente nell’uso della nuova interfaccia grafica al primo accesso;

- l’utente può scegliere il tipo di visualizzazione della lista servizi: libera o per categoria;

- i servizi sono stati categorizzati per tipologia d’uso (trova, consulta, compila, paga), per tipologia di utente (Inps o Inps gestione dipendenti pubblici) e in base alla richiesta di identificazione con PIN;

- ciascun servizio può essere raggiunto da più di una categoria.

In più è possibile creare la lista dei servizi preferiti, cercare i servizi per nome e segnalare i problemi tecnici ad una casella di posta dedicata ricevendo una notifica di presa in carico del problema.

(Inps, nota del 24 luglio 2013)

 

4) Apprendistato con lavoratori in mobilità: sgravi per 18 mesi

L’Inps interviene con il messaggio n. 11761/2013 sull’apprendistato avviato con lavoratori in mobilità.

Il TU dell’apprendistato ha previsto la possibilità di assumere in apprendistato lavoratori in mobilità, ai fini della loro qualificazione o riqualificazione professionale.

In questo caso, è consentito derogare sia ai limiti anagrafici previsti in genere per l’instaurazione dei rapporti di apprendistato, sia alla normativa in materia di licenziamento, trovando applicazione, per detti lavoratori, la disciplina in materia di licenziamenti individuali di cui alla legge n. 604/1966.

Con riferimento agli aspetti di carattere contributivo, l’art. 7, c. 4, stabilisce che, per detti soggetti, opera il regime contributivo agevolato di cui all’art. 25, c. 9, della legge n. 223/1991 e, ove spettante, l'incentivo di cui all’art. 8, c. 4, della medesima legge.

Con circolare n. 128/2012, è stato chiarito che, per la durata di 18 mesi dalla data di assunzione, la contribuzione complessiva riferita a questi lavoratori è pari al 15,84% (10% + 5,84% a carico dipendente).

Al termine del periodo agevolato previsto dalla norma, mentre il carico contributivo del lavoratore rimane pari al 5,84% per tutta la durata del contratto di apprendistato, la contribuzione datoriale è, invece, dovuta in misura piena.

Pur con le particolarità previste dalla legge e sopra descritte, afferma il Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro nella nota del 24 luglio 2013, non pare possano esserci dubbi in merito alla natura del rapporto che, quindi, fino alla scadenza contrattualmente definita in relazione alla diversa tipologia, rimane quello di apprendistato.

(Consiglio Nazionale dei Consulenti del Lavoro, nota del 24 luglio 2013)


5) Disposizioni per il rilancio dell’economia: votata la fiducia

Nella seduta del 24 luglio 2013 la Camera ha votato, con 427 voti favorevoli e 167 contrari, la questione di fiducia posta dal Governo sull’approvazione, senza emendamenti ed articoli aggiuntivi, dell’articolo unico del disegno di legge di conversione del Decreto Legge 21 giugno 2013, n. 69, Disposizioni urgenti per il rilancio dell'economia (C. 1248-A/R), nel testo approvato dalle Commissioni dopo il rinvio deliberato dall’Assemblea.

 

6) Modifiche alla disciplina della responsabilità fiscale negli appalti

L’articolo 50 reca modifiche all’articolo 35, comma 28 del D.L. n. 223/2006 in tema di responsabilità solidale dell’appaltatore.

A tal fine, il servizio studi della Camera dei Deputati nel dossier del 23 luglio 2013 precisa quanto segue.

In particolare viene meno la responsabilità solidale dell’appaltatore per il versamento dell’Iva da parte del subappaltatore, mentre rimane per il versamento delle ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente.

Nel corso dell’esame parlamentare il comma 28 è stato ulteriormente modificato e integrato. In particolare si prevede che, per quanto riguarda le ritenute sui redditi di lavoro dipendente relative al rapporto di subappalto, la responsabilità solidale è esclusa nel caso in cui l’appaltatore verifichi la corretta esecuzione degli adempimenti attraverso l’acquisizione del nuovo Documento unico di regolarità tributaria (DURT) relativo al subappaltatore. L’appaltatore, fino all’acquisizione del documento di regolarità tributaria, sospende il pagamento del corrispettivo.

Attualmente per non incorrere nella responsabilità solidale l’appaltatore verifica la corretta esecuzione degli adempimenti attraverso una asseverazione rilasciata da professionisti (iscritti negli albi dei dottori commercialisti, dei ragionieri e dei periti commerciali e dei consulenti del lavoro) e dai Caf ovvero attraverso l’autocertificazione del prestatore (come chiarito dall’Agenzia delle entrate con la circolare n. 40/E del 2012).

Il nuovo DURT, che dovrà essere rilasciato dagli uffici provinciali dell’Agenzia delle entrate per via digitale e certificata, attesta l’inesistenza di debiti tributari per imposte, sanzioni o interessi, scaduti e non estinti dal subappaltatore alla data di pagamento del corrispettivo o di parti di esso.

A tal fine si assegna al Direttore dell’Agenzia delle entrate, di intesa con l’INPS, il compito di stabilire le modalità organizzative e attuative con la predisposizione di un portale attraverso il quale i soggetti interessati dovranno trasmettere i dati contabili e i documenti relativi alle retribuzioni erogate, ai contributi versati e alle imposte dovute. L’avvio del nuovo sistema di rilascio deve avvenire entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge di conversione del decreto in esame.

La precedente formulazione della disciplina in questione è stata disposta dall’articolo 13-ter del D.L. n. 83 del 2012, il quale ha altresì aggiunto i commi 28-bis e 28-ter, sempre in tema di soggetti responsabili per il versamento di somme all'erario nel caso di appalto di opere e di servizi.

La previgente disciplina, in sintesi, prevedeva la responsabilità dell'appaltatore e del committente per il versamento all'erario delle ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente e dell'imposta sul valore aggiunto dovuta dal subappaltatore e dall'appaltatore in relazione alle prestazioni effettuate nell'ambito del contratto. La responsabilità è esclusa se l'appaltatore/committente acquisisce la documentazione attestante che i versamenti fiscali, scaduti alla data del pagamento del corrispettivo, sono stati correttamente eseguiti dal subappaltatore/appaltatore; tale documentazione può consistere anche nella asseverazione rilasciata da CAF o da professionisti abilitati. Sia l'appaltatore che il committente possono sospendere il pagamento del corrispettivo dovuto al subappaltatore/appaltatore fino all'esibizione della predetta documentazione. L'inosservanza delle modalità di pagamento previste a carico del committente è punita con la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 5.000 a euro 200.000 se gli adempimenti prescritti non sono stati correttamente eseguiti dall'appaltatore e dal subappaltatore. Tale responsabilità, comunque, è limitata all’ipotesi in cui, pur in assenza della presentazione della documentazione, tali versamenti non risultino eseguiti dall’appaltatore o dall’eventuale subappaltatore.

E’ infine prevista l'applicazione delle predette norme ai contratti di appalto e subappalto di opere, forniture e servizi conclusi da soggetti che operano nell'ambito di attività rilevanti a fini IVA, dai soggetti IRES, dallo Stato e dagli enti pubblici, escludendo le stazioni appaltanti.

L'Agenzia delle entrate con la circolare 2/E del 1° marzo 2013 ha fornito, dopo la precedente circolare n. 40/E del 2012, ulteriori chiarimenti sulle problematiche interpretative sorte sull'articolo 13-ter del D.L. n. 83 del 2012. In particolare, per quanto riguarda l'ambito oggettivo di applicazione, è stato escluso che l'articolo 13-ter trovi applicazione soltanto in relazione ai contratti stipulati dagli operatori economici del settore edilizio, avendo invece una portata generale. Non rientrano nel campo applicativo della norma le tipologie contrattuali diverse dal contratto di appalto di opere e servizi (gli appalti di fornitura di beni, il contratto d'opera, il contratto di trasporto, il contratto di subfornitura, le prestazioni rese nell'ambito del rapporto consortile).

Si segnala che Confindustria ha presentato nel marzo 2013 una formale denuncia (complaint) alla Commissione europea per sostenere l'incompatibilità con il diritto comunitario delle regole che riguardano nello specifico la responsabilità solidale dell'appaltatore per quanto riguarda il versamento all'erario dell'Iva dovuta dal subappaltatore. Analoga denuncia è stata presentata dall’Associazione italiana dei dottori commercialisti di Milano.

In particolare la lettera a), numero 2), del comma 1 - introdotta nel corso dell’esame parlamentare - modifica l’articolo 35, comma 28, del D.L. n. 223/2006 prevedendo che la responsabilità solidale è esclusa ove l'appaltatore verifichi la corretta esecuzione del versamento all'erario delle ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente dovute dal subappaltatore all'erario in relazione alle prestazioni effettuate nell'ambito del rapporto di subappalto, acquisendo il Documento unico di regolarità tributaria relativo alla posizione del subappaltatore presso uno degli uffici provinciali dell'Agenzia delle entrate, attestante l'inesistenza di debiti tributari per imposte, sanzioni o interessi, scaduti e non estinti dal subappaltatore alla data di pagamento del corrispettivo o di parti di esso. L'appaltatore sospende il pagamento del corrispettivo fino all'acquisizione del DURT.

La lettera b) del comma 1 sostituisce il comma 28-bis conservando la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 5.000 a euro 200.000 nel caso in cui il committente non osservi le modalità di pagamento previste, ferma restando la responsabilità solidale prevista dal comma 28.

Si segnala, al riguardo, che non è stata riprodotta la disposizione che prevede le modalità di pagamento da parte del committente, ovvero previa esibizione da parte dell’appaltatore della documentazione attestante che gli adempimenti di cui al comma 28, scaduti alla data del pagamento del corrispettivo, sono stati correttamente eseguiti dall'appaltatore e dagli eventuali subappaltatori.

La lettera c) del comma 1, inserendo i nuovi commi 28-quater, 28-quinquies e 28-sexies all’articolo 35, prevede che l’Agenzia delle entrate predisponga un portale idoneo per l’acquisizione dei dati informativi ai fini del rilascio, in forma telematica debitamente certificata, del DURT, anche avvalendosi del sistema UNIEMENS reso operativo dall’INPS (comma 28-quater).

UNIEMENS è un sistema di inoltro delle denunce mensili relative ai lavoratori dipendenti, gestito dall’INPS. Si tratta di una progressiva trasformazione in un unico documento telematico delle notizie che le aziende datrici di lavoro erano precedentemente tenute a fornire mediante i due separati flussi (modelli DM10/2 ed EMENS) con i quali venivano comunicati i dati contributivi in forma aggregata (cioè con riferimento al complesso dei lavoratori presenti in azienda, distinto per categorie ed espresso in forma numerica) e i dati retributivi riferiti al singolo lavoratore, in forma individuale e nominale.

Si ricorda, su un altro versante, che il Documento unico di regolarità contributiva (DURC) attesta la regolarità dei versamenti dovuti agli Istituti previdenziali e, per i datori di lavoro dell'edilizia, la regolarità dei versamenti dovuti alle Casse edili. È stato introdotto dal D.Lgs. 494/1996 per i cantieri temporanei o mobili laddove si è previsto che il committente o il responsabile dei lavori, anche nel caso di affidamento dei lavori ad un'unica impresa, fosse tenuto a chiedere un certificato di regolarità contributiva. Questa norma è ora riprodotta all’articolo 90 del D.Lgs. 81/2008. In seguito, tale obbligo è stato esteso dapprima alle ipotesi di imprese affidatarie di un appalto pubblico, tenute alla presentazione del documento alla stazione appaltante a pena di revoca dell'affidamento (articolo 2 del D.L. 210/2002) e, successivamente, per l’accesso da parte delle imprese ai benefici e alle sovvenzioni comunitarie.

Si ricorda, inoltre, che con il D.M. 13 marzo 2013 sono state disciplinate le modalità di rilascio e di utilizzazione del DURC in presenza della specifica certificazione, che attesti la sussistenza e l'importo di crediti certi, liquidi ed esigibili vantati nei confronti delle amministrazioni statali, degli enti pubblici nazionali, delle Regioni, degli enti locali e degli enti del S.S.N., di importo almeno pari agli oneri contributivi accertati e non ancora versati da parte del soggetto titolare dei crediti certificati.

Il nuovo comma 28-quinquies prevede la registrazione volontaria da parte dei soggetti d’imposta al suddetto portale per il rilascio del DURT. In attesa della messa a regime delle procedure di fatturazione elettronica, i soggetti iscritti trasmettono, in conformità alle procedure vigenti e per via digitale, i dati contabili e i documenti primari relativi alle retribuzioni erogate, ai contributi versati e alle imposte dovute. Ai fini della permanenza della validità della registrazione, l'adempimento è eseguito all'atto dell’iscrizione e, successivamente, con cadenza periodica.

Il nuovo comma 28-sexies consente ai contribuenti tenuti al versamento dell’Iva trimestrale che si registrano nel suddetto portale di eseguire le liquidazioni periodiche e i relativi versamenti d'imposta con le modalità di cui all'articolo 1, comma 1, del D.P.R. n. 100 del 1998, ovvero utilizzando il criterio con il quale i contribuenti con liquidazione mensile determinano l’Iva a debito o a credito di ciascun mese, entro il giorno 16 del mese successivo, facendo riferimento all’imposta divenuta esigibile ed all’imposta annotata nei registri relativi a beni e servizi acquistati, nel mese cui si riferisce la liquidazione.

Le modalità per il rilascio del DURT, così come novellato dal presente articolo al comma 1, lettera a), numero 2), sono stabilite con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate, d’intesa con l’INPS, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale e sul sito internet dell’Agenzia stessa, da adottarsi entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto-legge in esame. Il suddetto provvedimento stabilisce anche la data di entrata in funzione delle procedure per il rilascio del DURT, comunque non oltre sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto in oggetto (comma 2).

L’Agenzia delle entrate deve dare notizia con un comunicato, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale e nel sito internet istituzionale della medesima Agenzia, della data di entrata in funzione delle procedure per il rilascio del DURT. Fino al momento della pubblicazione del suddetto comunicato l’esclusione della responsabilità solidale negli appalti potrà essere assicurata attraverso il sistema attualmente vigente, ovvero mediante le asseverazioni e le autocertificazioni precedentemente descritte (comma 3).

 

7) Nuovo incentivo per l’assunzione di lavoratori - riduzione contributiva L. 92/2012: circolare Inps

A decorrere dal primo gennaio 2013 l’articolo 4, commi 8-11, della Legge 92/2012 prevede una riduzione contributiva del 50% della contribuzione dovuta dal datore di lavoro per l’assunzione di lavoratori over 50, disoccupati da oltre dodici mesi, e di donne di qualunque età, prive di impiego da almeno ventiquattro mesi ovvero prive di impiego da almeno sei mesi e appartenenti a particolari aree.

L’Inps con la circolare n. 111 del 24 luglio 2013 fornisce le precisazioni normative e le indicazioni operative per il godimento dell’incentivo.

Riduzione contributiva Legge 92/2012

La legge 92/2012 prevede – a partire dal 1° gennaio 2013 – una riduzione del 50% della contribuzione dovuta dal datore di lavoro per l’assunzione dei seguenti lavoratori:

- uomini e donne con almeno cinquanta anni di età e disoccupati da oltre dodici mesi;

- donne di qualunque età, residenti in aree svantaggiate e prive di impiego da almeno sei mesi;

- donne di qualsiasi età, con una professione o di un settore economico caratterizzati da un’accentuata disparità occupazionale di genere e prove di impiego da almeno sei mesi;

- donne di qualsiasi età, ovunque residenti e prive di impiego da almeno ventiquattro mesi.

 

8) Pubblicata nella G.U. dell’Ue la nuova direttiva per bilanci di esercizio e bilanci consolidati delle imprese

Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea la nuova direttiva in materia di bilanci di esercizio e di bilanci consolidati delle imprese.

Il 29 giugno 2013 è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea la direttiva 26 giugno 2013 n. 2013/34/UE del Parlamento e del Consiglio che detta la nuova disciplina comunitaria in tema di conti annuali e consolidati delle imprese.

Essa sostituisce infatti la normativa comunitaria ora vigente, abrogando la quarta e la settima direttiva sul diritto societario (direttive 78/660/CEE e 83/349/CEE).

La stessa inoltre modifica anche la direttiva 2006/43/CE in materia di revisione legale.

Le innovazioni apportate rispondono ai seguenti obiettivi:

- ridurre gli oneri amministrativi a carico soprattutto delle piccole e medie imprese e semplificare la relativa disciplina;

- migliorare la comparabilità dell’informativa resa con i bilanci;

- tutelare l’interesse degli utilizzatori dei bilanci a una corretta rappresentazione delle informazioni contabili più rilevanti;

- migliorare la trasparenza relativa ai pagamenti effettuati ai governi da parte delle grandi imprese e degli enti di interesse pubblico attivi nelle industrie estrattive o che utilizzano aree forestali primarie.

La direttiva disciplina la redazione dello stato patrimoniale e del conto economico del bilancio d’esercizio e del bilancio consolidato.

Al riguardo indica i principi generali di redazione nonché i criteri di iscrizione e di valutazione delle singole poste. Essa regola anche il contenuto della nota integrativa e della relazione di gestione, gli obblighi di pubblicazione e i controlli cui tali documenti devono essere sottoposti.

La direttiva introduce una classificazione delle imprese in quattro fasce (le microimprese, le piccole imprese, le medie imprese e le grandi imprese) che vengono individuate in base a parametri di natura quantitativa (totale dello stato patrimoniale, ricavi, numero dei dipendenti).

Vi è poi un’ulteriore categoria di imprese (gli enti di interesse pubblico) che si caratterizza per aspetti di natura qualitativa (il settore di attività; la quotazione).

Questa distinzione è funzionale a disegnare un regime semplificato per le imprese di minori dimensioni.

Gli obblighi in materia di informativa contabile, ivi compresi quelli di pubblicazione dei documenti, sono infatti modulati in base alle dimensioni dell’impresa.

Tra le novità di maggior rilievo vi è l’obbligo, posto a carico delle grandi imprese e degli enti di interesse pubblico attive nelle industrie estrattive o che utilizzano aree forestali c.d. “primarie”, di indicare i pagamenti rilevanti effettuati a favore dei governi dei Paesi in cui essi operano.

Altra novità è l’introduzione del principio per cui la rilevazione e la presentazione delle voci di bilancio tengono conto della sostanza dell’operazione.

Questa previsione era nella disciplina previgente una mera facoltà riconosciuta agli Stati membri.

La direttiva 2013/34/UE va recepita dagli Stati membri entro il 20 luglio 2015.

 

Vincenzo D’Andò