Novità fiscali del 22 luglio 2013: sarà possibile evitare spesometro ed elenchi black list? Accordo di riduzione del canone di locazione: comunicazione al Fisco facoltativa

Pubblicato il 22 luglio 2013



come evitare lo spesometro e le comunicazioni black list; detrazione Iva: diritto esteso alle spese per il personale estero; immobili: tassato l’uso dei terzi?; viaggio premio offerto ai clienti: non è spesa di rappresentanza?; operazione RESET contro le false compensazioni: da Entrate e Inps stop ai versamenti “fittizi” dei contributi previdenziali; riduzione del canone di locazione: comunicazione al fisco facoltativa; nuovo modello di Direzione regionale integrata: avvio fase sperimentale; distribuzione di GNL (gas naturale liquefatto) a mezzo contenitori di stoccaggio: indicazioni procedurali e fiscali; tirocini formativi con le vecchie regole; perdita del “Bonus assunzione” in caso di licenziamento dei dipendenti

 

 

Indice:

1) Come evitare lo spesometro e le comunicazioni black list

2) Detrazione Iva: diritto esteso alle spese per il personale estero

3) Immobili: tassato l’uso dei terzi?

4) Viaggio premio offerto ai clienti: non è spesa di rappresentanza?

5) Operazione RESET contro le false compensazioni: da Entrate e Inps stop ai versamenti “fittizi” dei contributi previdenziali

6) Riduzione del canone di locazione: comunicazione al fisco facoltativa

7) Nuovo modello di Direzione regionale integrata: avvio fase sperimentale

8) Distribuzione di GNL (gas naturale liquefatto) a mezzo contenitori di stoccaggio: indicazioni procedurali e fiscali

9) Tirocini formativi con le vecchie regole

10) Perdita del “Bonus assunzione” in caso di licenziamento dei dipendenti

 

 

1) Come evitare lo spesometro e le comunicazioni black list?

Dal 1° gennaio 2015 i titolari di partita Iva potranno comunicare telematicamente all’Agenzia delle entrate ogni giorno i dati analitici delle fatture attive e passive.

L’adempimento farà venire meno diversi obblighi, tra cui lo spesometro, le comunicazioni black list, la solidarietà nel pagamento dell’Iva (ex art. 60-bis dpr 633/1972) e la responsabilità solidale negli appalti.

È quanto previsto da emendamenti al Decreto Legge n. 69/2013 (cd. Decreto fare) approvati dalle commissioni parlamentari.

Contestualmente alle nuove regole, verrà meno l’obbligo di indicare negli elenchi Intrastat le prestazioni di servizi intracomunitarie ricevute.

Responsabilità appalti

Viene confermato che la responsabilità solidale resta per le ritenute sui redditi di lavoro dipendente (e non per l’Iva).

Per evitare la responsabilità l’appaltatore dovrà vericare la corretta esecuzione degli adempimenti scaduti acquisendo il documento unico di regolarità tributaria relativo al subappaltatore presso un ufficio dell’Agenzia delle entrate. In arrivo un portale telematico ad hoc per acquisire la documentazione. Resta la sanzione da 5 mila a 200 mila euro a carico del committente.


2) Detrazione Iva: diritto esteso alle spese per il personale estero

L’impresa che si accolla le spese per il trasporto dall’abitazione al luogo di lavoro, per l’acquisto di indumenti e dispositivi di protezione, nonché per le trasferte di lavoratori dipendenti di un’altra società, che essa impiega in base a un contratto di fornitura di personale, ha diritto di detrarre l’Iva su tali spese, poiché presentano un nesso economico con la propria attività.

Si rileva dalla sentenza della Corte di giustizia Ue depositata il 18 luglio 2013, nella causa C-124/12.

Spese per la gestione di  un fondo pensione

Nella causa C-26/12, alla Corte Ue era stato chiesto se un’impresa che abbia costituito un fondo pensione come entità giuridicamente e fiscalmente distinta, per garantire i diritti pensionistici dei suoi dipendenti ed ex-dipendenti, potesse detrarre l’Iva assolta sulle prestazioni relative alla gestione e al funzionamento di tale fondo nella misura in cui i costi delle prestazioni acquistate rientrano nelle spese generali dell’impresa, sono, in quanto tali, elementi costitutivi del prezzo dei propri prodotti.

Ribaltando la soluzione negativa proposta dall’avvocato generale, la Corte ha concluso che l’acquisto delle prestazioni a monte trova la sua ragione esclusiva nelle attività imponibili del soggetto passivo e che sussiste il nesso diretto e immediato che legittima la detrazione.

Prova dell’acquisto di  beni

Sempre il 18 luglio 2013, nella sentenza relativa alla causa C-78/12 la Corte Ue ha dichiarato che, nel contesto dell’esercizio del diritto alla detrazione dell’Iva, la nozione di cessione di beni e la prova dell’effettiva realizzazione di una tale cessione non dipendono dalla forma di acquisto del diritto di proprietà.

Per stabilire se le cessioni contestate dal fisco siano state effettivamente realizzate e se, pertanto, sussista il diritto alla detrazione del cessionario, il giudice nazionale, conformemente alle norme nazionali sulla produzione della prova, dovrà procedere a una valutazione globale di tutti gli elementi e di tutte le circostanze di fatto.

 

3) Immobili: tassato l’uso dei terzi?

L’uso privato dell’immobile della società da parte di terzi, senza un corrispettivo, non può essere assimilato a una locazione esente da Iva, neppure nel caso in cui la normativa sull’imposizione diretta configuri tale uso come un compenso in natura per i beneficiari.

Lo ha precisato la Corte di giustizia Ue con la sentenza del 18 luglio 2013, cause C-210/11 e C-211/11, la quale ha ricordato che se il soggetto passivo sceglie di inserire interamente nel patrimonio dell’impresa beni d’investimento che utilizza sia per fini professionali sia per fini privati, l’Iva a monte è integralmente e immediatamente detraibile (la situazione è cambiata con l’inserimento dell’art. 168-bis della direttiva 2006/112/CE).

In tale ipotesi, l’impiego del bene per l’uso privato è assimilato a una prestazione di servizi fornita a titolo oneroso e tassata in base all’importo delle

spese sostenute. Nel caso dei beni immobili, tale prestazione non può però fruire dell’esenzione prevista per le locazioni, poiché a tal fine occorre che il diritto di occupare il bene sia stabilito dietro un canone e per una durata convenuta; in mancanza di tali requisiti, il principio di interpretazione restrittiva delle esenzioni non consente di parificare l’uso dell’immobile a una locazione esente.

 

4) Viaggio premio offerto ai clienti: non è spesa di rappresentanza?

I viaggi premio ai clienti non sono costi deducibili come spese di rappresentanza dell’azienda.

Tali spese sono soggette al beneficio fiscale solo se accrescono il prestigio della società.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 17645 del 18 luglio 2013, con la quale ha accolto il ricorso dell’Amministrazione finanziaria che contestava a una società di avere dedotto dei costi sostenuti a fronte di viaggi premio qualificandoli come costi di rappresentanza.

Secondo l’Amministrazione non era stato provato che questi viaggi avrebbero accresciuto il prestigio dell’impresa.

A parere della Cassazione è mancato un approfondimento tale da sciogliere ogni dubbio sulla effettiva “inerenza” dei costi.

Anche tenendo presente che “in materia di imposte sui redditi, rientrano tra le spese di rappresentanza i costi sostenuti per accrescere il prestigio della società senza dar luogo ad una aspettativa di incremento delle vendite” e che “pranzi o viaggi offerti ai clienti non costituiscono spese di rappresentanza qualora sussista una diretta finalità promozionale e di incremento delle vendite”.
Tale lacuna probatoria andrà colmata, e questo compito viene affidato ai giudici della Commissione Tributaria Regionale.

 

5) Operazione RESET contro le false compensazioni: da Entrate e Inps stop ai versamenti “fittizi” dei contributi previdenziali

Stretta sulle compensazioni di crediti d’imposta inesistenti per pagare i contributi previdenziali. Si è chiusa il 19 luglio 2013 la prima operazione messa in campo da 40 ispettori dell’Inps e 74 funzionari dell’Agenzia delle Entrate per contrastare la frode ideata da alcune società, con sede nel Lazio e in Abruzzo che, con il meccanismo della compensazione, utilizzavano crediti di imposta inesistenti per effettuare il versamento dei contributi previdenziali. L’escamotage permetteva agli autori delle operazioni fittizie di apparire formalmente in regola. Complessivamente l’importo delle compensazioni indebite effettuate supera i 30 milioni di euro.

Il caso: quando le indebite compensazioni incontrano le “cartiere”

Il meccanismo fraudolento svelato riguarda soggetti che, nel periodo 2009-2013, hanno pagato i propri contributi previdenziali tramite F24, presentati formalmente da soggetti inesistenti, le cosiddette “cartiere” (soggetti che producono solo “carte”, documenti), in cui sono stati indicati crediti d’imposta altrettanto inesistenti. Queste operazioni fittizie hanno permesso al soggetto titolare della matricola Inps di risultare in regola con i versamenti previdenziali in quanto, per effetto della compensazione, l’Inps riceveva effettivamente quanto dovuto.

Il bottino della frode, più di 30 milioni di euro

In particolare, l’importo complessivo delle compensazioni indebite effettuate nel periodo indicato, 2009-2013, risulta pari a più di 30 milioni di euro. Di questi, all’incirca 20 milioni di euro sono relativi a contribuenti con sede nel Lazio.

Le forze in campo

I funzionari dell’Agenzia delle Entrate e gli ispettori dell’Inps hanno effettuato dal 18 luglio 2013 più di 60 controlli nei confronti di contribuenti e di alcuni professionisti ritenuti presunti registi della frode. L’attività è la prima di una serie di operazioni che scaturiscono dalla collaborazione tra le competenti Direzioni Centrali dell’Agenzia delle Entrate e dell’Inps, dai rispettivi Uffici centrali ispettivi e antifrode e dalle articolazioni operanti sul territorio (in particolare, per l’Agenzia delle Entrate, l’ufficio Antifrode della Direzione Regionale del Lazio, l’ufficio Controlli fiscali della Direzione Regionale dell’Abruzzo e le Direzioni Provinciali I, II e III di Roma, Frosinone e L’Aquila e per l’Inps le Direzioni Regionali del Lazio e dell’Abruzzo), che mettono a frutto le potenziate capacità di incrocio dei dati disponibili.

 

6) Riduzione del canone di locazione: comunicazione al fisco facoltativa

In caso di riduzione del canone di locazione, non è obbligatorio registrare la modifica del contratto, con conseguente pagamento dell'imposta di bollo e dell'imposta di registro.

Lo ricorda l’Agenzia delle entrate, con la nota del 19 luglio 2013.

Dunque, l’accordo intervenuto tra il locatore e il conduttore per la riduzione del canone di locazione di un contratto in corso non va obbligatoriamente comunicato all’Amministrazione finanziaria e non deve essere registrato in termine fisso (in tal senso la risoluzione n. 60/E del 28 giugno 2010). Lo stesso non appare infatti riconducibile alle ipotesi di cessione, risoluzione e proroga, anche tacita, del contratto, che devono obbligatoriamente essere portati a conoscenza dell’Amministrazione finanziaria (articoli 3 e 17 del Tur). Tuttavia, per rendere certo il patto, le parti possono richiederne la registrazione volontaria per attribuire data certa allo stesso accordo. È infatti interesse delle parti e risponde a finalità probatorie (data certa di fronte ai terzi, a norma dell’articolo 2704 cc) attribuire certezza e computabilità all’accordo, in quanto la diminuzione del canone determina riduzione della base imponibile ai fini dell'imposta di registro, dell’Iva e delle imposte sui redditi.

Pertanto, è possibile la registrazione volontaria del nuovo patto in base all’articolo 8 del Tur, il quale prevede che, anche in assenza di un obbligo di legge, “Chiunque vi abbia interesse può richiedere in qualsiasi momento, pagando la relativa imposta, la registrazione di una atto”.

L’imposta di registro è dovuta nella misura fissa di 67 euro.

 

7) Nuovo modello di Direzione regionale integrata: avvio fase sperimentale

Dal 1° agosto 2013 sarà avviata la fase di sperimentazione del modello di Direzione regionale Inps integrata con le funzioni del soppresso Istituto Nazionale di Previdenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica.

Il nuovo modello è stato definito dalla Determinazione presidenziale n. 138 del 28 giugno 2013 nell’intento di:

- Assicurare la governance dei processi istituzionali del soppresso Inpdap;

- integrarne e razionalizzarne i processi di supporto in Inps, eliminando le duplicazioni e adottando policy nella gestione delle risorse; rafforzare la compliance interna ed esterna.

La sperimentazione, la cui durata è prevista fino al 31 dicembre 2013, interesserà in questa prima fase le Direzioni regionali di Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria e Marche.

La circolare dell’Inps n. 110 del 18 luglio 2013 fornisce le linee organizzative conformi ai principi contenuti nella Determinazione commissariale 140/2008 ed alla determinazione presidenziale 138/2013.

 

8) Distribuzione di GNL (gas naturale liquefatto) a mezzo contenitori di stoccaggio: indicazioni procedurali e fiscali

Ai fini dell’applicazione dell’accisa dovuta, il quantitativo di GNL fornito, sviluppato in gas naturale allo stato gassoso con la procedura descritta nella nota dell’Agenzia delle Dogane n. 76633 del 16 luglio 2013, si considera come interamente consumato all’atto della fornitura, salvo l’emissione di fatture di riepilogo delle forniture annuali per la riliquidazione a conguaglio dell’accisa applicata, nei casi in cui se ne dovesse verificare la necessità.

Peraltro, tale tipologia di fornitura tramite autocisterna e serbatoio criogenico risulta valida anche per approvvigionare gli impianti di distribuzione stradale di gas naturale uso autotrazione, i cui esercenti devono considerarsi consumatori finali quando gli impianti stessi non siano dotati di apparecchiature di compressione per il riempimento dei carri bombolai.

 

9) Tirocini formativi con le vecchie regole

La precisazione, afferma il CNCL nella nota del 19 luglio 2013, è contenuta nel D.L. n. 76/2013, con il quale si stabilisce che fin tanto che la Regioni e le Province Autonome (che hanno competenza in materia), non avranno regolamentato i tirocini, continua ad applicarsi la disciplina contenuta nell’art. 18 della Legge 196/1997 e nel DM 142/1998, anche se con un limite temporale che va fino al 31 dicembre 2015.

Un intervento importante in quanto, dopo la sentenza della Corte Costituzionale n. 287/2012 che ha bocciato le modifiche del 2011, nel caso fosse prevalsa un’interpretazione restrittiva della residua disciplina, sembrava non si potessero attivare stage.

Per la verità la Fondazione Studi dei Consulenti del lavoro (circolare 5/2013) aveva ritenuto che l’intervento dei giudici delle leggi non toccasse la disciplina del 1997 che, quindi, poteva essere applicata per la regolamentazione dei tirocini.

Positivo però l’intervento legislativo che chiarisce e regola in via legislativa la materia prevedendo che fin tanto che la Regioni e le Province Autonome (che hanno competenza in materia), non avranno regolamentato i tirocini, continua ad applicarsi la vecchia disciplina.

Inoltre, si stabilisce che la durata massima dei tirocini prevista, èp rorogabile di un mese.

A regolare i tirocini viene ricordato che, a regime, si applicheranno le regole della Legge 92/2012 che ha previsto che entro 180 giorni dal 18 luglio 2012, il Governo e le regioni concludessero un accordo per la definizione di linee-guida condivise in materia di tirocini formativi e di orientamento, sulla base dei seguenti criteri:

a) revisione della disciplina dei tirocini formativi, anche in relazione alla valorizzazione di altre forme contrattuali a contenuto formativo;

b) previsione di azioni e interventi volti a prevenire e contrastare un uso distorto dell'istituto, anche attraverso la puntuale individuazione delle modalità con cui il tirocinante presta la propria attività;

c) individuazione degli elementi qualificanti del tirocinio e degli effetti conseguenti alla loro assenza;

d) riconoscimento di una congrua indennità, anche in forma forfetaria, in relazione alla prestazione svolta.

L'accordo è stato raggiunto il 24 gennaio scorso e sono state adottate le “Linee guida in materia di tirocini” che le regioni e province autonome si sono impegnate a recepire entro i successivi sei mesi. Nel frattempo, continuano ad applicarsi le regole vigenti.

 

10) Perdita del “Bonus assunzione” in caso di licenziamento dei dipendenti

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 17431 del 17 luglio 2013, ha stabilito che l’impresa che beneficia del credito d’imposta per l’assunzione di dipendenti e poi, a causa della chiusura di cantieri, è costretta a licenziarli, perde il beneficio.

La perdita del bonus può non essere revocato solo in presenza di cause di forza maggiore mentre il licenziamento è una libera scelta del datore di lavoro.

 

Vincenzo D’Andò