Novità fiscali del 19 luglio 2013: la controversia della società estinta prosegue nei confronti dei soci

Pubblicato il 19 luglio 2013



Consulta: la controversia della società estinta prosegue nei confronti dei soci; prima rata IMU sospesa: convertito in Legge il D.L.; gli studi di settore “out” possono anche rilevare fatture false; verifica fiscale protratta oltre i trenta giorni previsti dalla legge: il termine non è perentorio; regolamentazione comunitaria per la Croazia: circolare Inps; differimento al 20 agosto dei termini per i versamenti contributivi; Assonime: le novità contenute nella legge di stabilità per il 2013; certificazioni di maternità e denunce d’infortunio alla P.S. al vaglio della telematica; regime di tassazione dei partecipanti a fondi immobiliari di diritto italiano; imposta sulle transazioni finanziarie: ecco il provvedimento con le regole per dichiarare, versare, chiedere rimborsi

 

 

Indice:

1) Consulta: la controversia della società estinta prosegue nei confronti dei soci

2) Prima rata IMU sospesa: convertito in Legge il D.L.

3) Gli studi di settore “out” possono anche rilevare fatture false

4) Verifica fiscale protratta oltre i trenta giorni previsti dalla legge: il termine non è perentorio

5) Regolamentazione comunitaria per la Croazia: circolare Inps

6) Differimento al 20 agosto dei termini per i versamenti contributivi

7) Assonime: le novità contenute nella legge di Stabilità per il 2013

8) Certificazioni di maternità e denunce d’infortunio alla P.S. al vaglio della telematica

9) Regime di tassazione dei partecipanti a fondi immobiliari di diritto italiano

10) Imposta sulle transazioni finanziarie: ecco il provvedimento con le regole per dichiarare, versare, chiedere rimborsi

 

 

1) Consulta: la controversia della società estinta prosegue nei confronti dei soci

Se l’estinzione della società cancellata dal registro interviene in pendenza di un

giudizio del quale la società è parte, si determina un evento interruttivo del processo con possibile successiva eventuale prosecuzione o riassunzione del medesimo giudizio da parte o nei confronti dei soci.

La Corte di Cassazione, nei mesi scorsi, ha, infatti, stabilito che, se alla cancellazione dal registro delle imprese non corrisponde il venire meno di ogni rapporto giuridico, ha luogo un fenomeno successorio, in virtù del quale le obbligazioni si trasferiscono ai soci, responsabili nei limiti di quanto riscosso a seguito della liquidazione, ovvero illimitatamente se erano tali allorchè la società era in vita, così come ad essi si trasferiscono (in regime di contitolarità o di comunione indivisa), diritti e beni non compresi nel bilancio di liquidazione della società estinta.

(Corte Costituzionale, ordinanza n. 198 del 17 luglio 2013)

 

2) Prima rata IMU sospesa: convertito in Legge il D.L.

Il Senato della Repubblica ha convertito in Legge il Decreto Legge n. 54/2013 relativo alla sospensione della prima rata dell’IMU.

È stata, quindi, confermata la sospensione del pagamento della prima rata dell’imposta municipale per l’anno 2013, scaduta il 17 giugno 2013, per:

Abitazione principale e relative pertinenze (tranne talune eccezioni); unità immobiliari di cooperative edilizie a proprietà indivisa adibite ad abitazione principale dei soci assegnatari; alloggi di edilizia residenziale pubblica regolarmente assegnati da IACP ad altri enti aventi analoga finalità (es. ATER); terreni agricoli; fabbricati rurali.

 

 

3) Gli studi di settore “out” possono anche rilevare fatture false

Lo scostamento dagli studi di settore del reddito d’impresa può essere sintomo della presenza di fatture false e, quindi, di contabilità irregolare.

Ciò è un mezzo di prova per l’Amministrazione finanziaria. Ricade poi sul contribuente fornire la prova contraria, dimostrando di essere in buona fede.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con la sentenza n. 17428 del 17 luglio 2013, con la quale ha accolto il ricorso dell’Agenzia delle entrate.

Il caso esaminato dalla Corte Suprema ha riguardato un imprenditore che, secondo l’Ufficio, aveva acquistato la merce da una cartiera. Per questo le fatture erano state considerate soggettivamente false e la contabilità inattendibile. Quindi era stato disposto un recupero a tassazione nonché la responsabilità per dichiarazione infedele.

Il contribuente aveva impugnato l’atto impositivo di fronte alla CTP, ottenendo un annullamento. La CTR aveva confermato la decisione di primo grado sostenendo che il mero scostamento dagli studi non era una presunzione abbastanza grave per legittimare l’accertamento fiscale.

Infine, la Cassazione accogliendo il ricorso dell’Amministrazione finanziaria, ha ribaltato il verdetto, precisando che in tema d’accertamento delle imposte gli accertamenti del reddito di impresa alle persone fisiche, di cui all’art. 39, comma 1 lett. d) del DPR n. 633/1972 possono essere fondati anche sull’esistenza di gravi incongruenze tra i ricavi, i compensi e i corrispettivi dichiarati e quelli desumibili dagli studi di settore elaborati ai sensi dell’art. 62-bis dello stesso DL n. 331 del 1993. Ma non solo: La legittimità dell’utilizzo degli studi di settore sulla produttività media da parte dell’Amministrazione per la ricostruzione del reddito e il loro valore di idonea presunzione comporta l’inversione dell’onere della prova sul contribuente il quale potrà contestare specificamente il dato ed eventualmente offrire la prova contraria.

Infine, per i giudici supremi, la fattura è un documento idoneo a rappresentate operazioni rilevanti ai fini fiscali, ma, in presenza di elementi seriamente inducenti a ritenere l’insussistenza di corrispondente prestazione commerciale, perde detta idoneità, così determinandosi il passaggio sul contribuente dell’onere di dimostrare l’effettiva esistenza delle operazioni rappresentate.

 

4) Verifica fiscale protratta oltre i trenta giorni previsti dalla legge: il termine non è perentorio

Nell’impugnare la decisione della CTR innanzi alla Corte di Cassazione, un’azienda eccepiva tra l’altro che gli accertamenti della Guardia di Finanza erano andati ben oltre i trenta giorni previsti dalla Legge, invocando quindi la nullità degli atti impositivi.

Tale motivazione è stata respinta dalla Suprema Corte, secondo la quale quel termine di 30 giorni è meramente ordinatorio e non perentorio.

In particolare, la Cassazione ha osservato che in tema di verifiche tributarie, il termine di permanenza degli operatori civili o militari dell'Amministrazione finanziaria presso la sede del contribuente è meramente ordinatorio, in quanto nessuna disposizione lo dichiara perentorio, o stabilisce la nullità degli atti compiuti dopo il suo decorso. Nè la nullità di tali atti può ricavarsi dalla “ratio” delle disposizioni in materia, apparendo sproporzionata la sanzione del venir meno del potere accertativo fiscale a fronte del disagio arrecato al contribuente dalla più lunga eventuale permanenza degli agenti dell’Amministrazione, come nella specie.

(Corte di Cassazione, sentenza n. 17010 del 09 luglio 2013)

 

5) Regolamentazione comunitaria per la Croazia: circolare Inps

In seguito al Trattato di adesione all’Unione europea tra gli Stati membri e la Repubblica di Croazia, in vigore dal 1° luglio 2013, i trattati e gli atti adottati dalle istituzioni dell’Unione europea prima di tale data sono vincolanti per la Croazia, e si applicano alle condizioni previste dall’Atto di adesione, che costituisce parte integrante del Trattato.

Nella circolare dell’Inps n. 109 del 18 luglio 2013 vengono descritte in dettaglio le disposizioni relative all’applicazione delle singole prestazioni di sicurezza sociale.

Regolamentazione comunitaria: Trattato di adesione all’Unione europea tra gli Stati membri e la Croazia, in vigore dal 1° luglio 2013

La Croazia è diventata Stato membro dell’Unione europea dal 1° luglio 2013, in quanto da tale data è in vigore il Trattato del 9 dicembre 2011 relativo alla sua adesione all’Unione.

I trattati e gli atti adottati dalle istituzioni dell’Unione europea prima di tale data sono vincolanti per la Croazia e si applicano alle condizioni previste dall’Atto di adesione, che costituisce parte integrante del Trattato.

Inoltre, il regolamento (UE) n. 517/2013 del 13 maggio 2013, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea n. L 158 del 10 giugno 2013, in vigore dal 1° luglio 2013, ha adeguato taluni regolamenti, tra cui il regolamento (CE) n. 883/2004, in relazione al Trattato di adesione.

Pertanto, a decorrere dal 1° luglio 2013, i regolamenti (CE) nn. 883/2004 e 987/2009 e successive modifiche, si applicano anche alla Croazia e sostituiscono la Convenzione di sicurezza sociale tra Italia e Croazia del 27 giugno 1997 ed il relativo Accordo amministrativo del 12 settembre 2002, in vigore dal 1° novembre 2003. Tuttavia, alcune disposizioni della previgente convenzione continuano ad essere in vigore secondo quanto disposto ai successivi punti 8, 9 e 12.1.

In base al Trattato, a decorrere dal 1° luglio 2013, anche il regolamento (UE) n. 1231/2010 vincola la Croazia.

Si ricorda, ad ogni buon fine, che è possibile acquisire il diritto a prestazioni in virtù della regolamentazione dell’Unione anche se tale diritto si riferisce ad eventi verificatisi anteriormente al 1° luglio 2013. La decorrenza del diritto e dei relativi effetti economici non può essere fissata in data anteriore al 1° luglio 2013. Ne consegue che, a decorrere da tale data, le decisioni e le raccomandazioni adottate dalla Commissione amministrativa per il coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale, le disposizioni trasmesse dall’Istituto in relazione all’applicazione dei regolamenti comunitari tra gli Stati membri - ad eccezione delle disposizioni riguardanti l’Accordo sullo Spazio economico europeo e l’Accordo tra la Comunità europea, ciascuno dei suoi Stati membri e la Confederazione svizzera - sono applicabili alla Croazia.

Dal 1° luglio 2013, inoltre, la Croazia partecipa all’Unione economica e monetaria quale Stato membro. Tuttavia, poiché tale Stato non soddisfa le condizioni necessarie per l’adozione dell’euro, la valuta ufficiale continua a essere la kuna, in virtù della deroga prevista dall’articolo 139 del Trattato per il funzionamento dell’Unione europea.

(Inps, circolare n. 109 del 18 luglio 2013)

 

6) Differimento al 20 agosto dei termini per i versamenti contributivi

L’Inps, con il messaggio n. 11533 del 17 luglio 2013, ha ricordato che i versamenti delle somme di cui agli artt. 17 e 20, comma 4, del D.Lgs. n. 241/1997, scadenti tra il giorno 1 e 20 agosto di ogni anno, possono essere effettuati entro il giorno 20 agosto senza alcuna maggiorazione.

Il differimento dei termini riguarda tutti i versamenti unitari che si devono effettuare a mezzo modello F24/F24EP e comprende i contributi previdenziali e assistenziali dovuti dai datori di lavoro, dai committenti/associanti per i rapporti di collaborazione o associazione in partecipazione con apporto di solo lavoro e venditori a domicilio, nonché dai titolari di posizione assicurativa in una delle gestioni amministrate dall’Istituto.

L’INPS ricorda che per i datori di lavoro che operano con il flusso Uniemens, il termine di trasmissione della denuncia contributiva rimane confermato all’ultimo giorno del mese.

Modalità di presentazione della domanda e atto di impegno per il pagamento rateale dei contributi

Inoltre, l’Inps con il messaggio n. 11532 del 17 luglio 2013 ha illustrato le “Modalità di presentazione della domanda e atto di impegno per il pagamento rateale dei contributi in fase amministrativa relativi alle Gestioni Private, Gestioni Dipendenti Pubblici e Gestioni Lavoratori dello spettacolo e dello sport professionistico. Circolare n. 108 del 12 luglio 2013”.

 

7) Assonime: le novità contenute nella legge di Stabilità per il 2013

La circolare di Assonime n. 24  del 18 luglio 2013 illustra le più rilevanti disposizioni in materia di imposta sul valore aggiunto co ntenute nella legge di Stabilità per il 2013 (Legge n. 228 del 2012).

Si tratta, in particolare, di nuove norme riguardanti l’obbligo di fatturazione, che si riferiscono sia alle operazioni interne che a quelle intra e extra comunitarie, emanate in attuazione della Direttiva 2010/45/UE.

Ulteriori norme, anch’esse emanate nell’ottica di adeguare la disciplina nazionale ai principi comunitari, riguardano, poi, le prestazioni di assistenza sociale rese dalle cooperative e i servizi di gestione di portafogli individuali resi dagli operatori finanziari.

 

8) Certificazioni di maternità e denunce d’infortuno alla P.S. al vaglio della telematica

Sarà l’INPS, una volta ricevute, a mettere a disposizione del datore di lavoro le certificazioni telematiche tramite invio alla casella di posta elettronica o mediante accesso diretto al sistema INPS autorizzato con l’attribuzione di apposite credenziali.

Inoltre, verrà meno l’obbligo per i datori di lavoro di denunciare, entro due giorni, all’autorità di Pubblica Sicurezza del comune in cui è avvenuto, l’accadimento infortunistico che abbia avuto per conseguenza la morte o l’inabilità al lavoro per più di tre giorni.

Sono queste due precisazioni che vengono fatte dalla Fondazione Studi Consulenti del Lavoro nella circolare n. 8 del 17 luglio 2013.

Ecco di seguito tutti i particolari:

Il Decreto Legge 21 giugno 2013 n. 69 (G.U. 21 giugno 2013, n. 144 – S.O. n. 50), rubricato “Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia” - c.d. “Decreto del Fare” - nell’ottica della riduzione degli oneri amministrativi per i cittadini e le imprese, è intervenuto, tra l’altro - subordinatamente all’entrata in vigore di specifici decreti ministeriali - in merito:

- alla trasmissione telematica all’INPS del certificato medico di gravidanza indicante la data presunta del parto, del certificato di parto o d’interruzione di gravidanza;

- all’abrogazione della denuncia di infortunio all’autorità di pubblica sicurezza.

La trasmissione telematica delle certificazioni di maternità

L’art. 21 del D.Lgs. n. 151/2001 - Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità – prevede a carico delle lavoratrici una serie di obblighi di natura certificatoria connessi alla propria maternità:

- prima dell’inizio del periodo di astensione obbligatoria di cui all’art. 16, lettera a), la consegna del certificato medico indicante la data presunta del parto al datore di lavoro e all’Istituto erogatore dell’indennità di maternità (comma 1);

- la presentazione, entro trenta giorni dall’evento, del certificato di nascita del figlio oppure la relativa dichiarazione sostitutiva redatta quale atto di notorietà ai sensi dell’art. 46 del D.P.R. n. 445/2000 (comma 2).

L’art, 34 del Decreto Fare, introducendo all’art. 21 del D.Lgs. n. 151/2001 i comma 1bis e 2bis, dispone che le suddette certificazioni siano trasmesse all’Istituto assicuratore esclusivamente per via telematica.

In particolare, il certificato medico di gravidanza sul quale è indicata la data presunta del parto deve essere inviato all’Istituto nazionale della previdenza sociale esclusivamente per via telematica direttamente dal medico del Servizio sanitario nazionale o con esso convenzionato.

Alla medesima modalità è soggetta la trasmissione all’INPS del certificato di parto o del certificato di interruzione di gravidanza da parte della competente struttura sanitaria pubblica o privata convenzionata con il Servizio sanitario nazionale.

Vengono così estese anche alla maternità le stesse modalità di trasmissione delle certificazioni di malattia di cui al decreto del Ministro della salute 26 febbraio 2010.

Tuttavia, la nuova procedura troverà applicazione a decorrere dal novantesimo giorno successivo alla data di entrata in vigore di un decreto interministeriale da emanarsi, di concerto tra Ministero del lavoro e delle politiche sociali, Ministero della salute e Ministero dell’economia e delle finanze, entro sei mesi dalla data di pubblicazione del D.L. n. 69/2013 e pertanto entro il 21 dicembre 2013, con cui saranno precisate le specifiche modalità operative.

Sarà quindi l’Istituto assicuratore, una volta ricevute, a mettere a disposizione del datore di lavoro le certificazioni telematiche tramite invio alla casella di posta elettronica da egli indicata o mediante accesso diretto al sistema INPS autorizzato con l’attribuzione di apposite credenziali.

Pro-tempore, fino alla definitiva operatività delle nuove modalità di natura telematica, le lavoratrici resteranno obbligate a consegnare all’INPS il certificato medico di gravidanza indicante la data presunta del parto e la dichiarazione sostitutiva attestante la data del parto o dell’interruzione di gravidanza.

La (futura) abrogazione dell’obbligo di denuncia all’autorità di Pubblica Sicurezza degli infortuni sul lavoro

L’art. 32, comma 6, del Decreto Fare è intervenuto, in termini programmatici, sulle modalità di conoscenza da parte della pubblica autorità degli accadimenti infortunistici, utilizzando le risorse tecniche che saranno adottate attraverso l’emanazione di un decreto ministeriale che procederà a definire le regole per la realizzazione ed il funzionamento del Sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro (di cui l’acronimo SINP).

Come noto, l’art. 8, comma 1, del D.Lgs. n. 81/2008 ha istituito il SINP al fine di fornire dati utili per orientare, programmare, pianificare e valutare l’efficacia della attività di prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali, e per indirizzare le attività di vigilanza, attraverso l’utilizzo integrato delle informazioni disponibili negli attuali sistemi informativi, anche tramite l’integrazione di specifici archivi e la creazione di banche dati unificate. Tuttavia il SINP non ha mai trovato attuazione pratica in quanto non è ancora stato emanato il decreto interministeriale, previsto dall’art. 8, comma 4, D.Lgs. n. 81/2008, con cui dovranno essere stabilite le regole tecniche per la relativa realizzazione, per il funzionamento ed il trattamento dei dati.

Dal centottantesimo giorno successivo all’entrata in vigore del suddetto decreto interministeriale, secondo la previsione dell’art. 32, comma 6, del D.L. n. 69/2013, sarà abrogato l’art. 54 del D.P.R. n. 1124/65 – T.U. delle disposizioni per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali.

Verrà quindi meno l’obbligo per i datori di lavoro di denunciare, entro due giorni, all’autorità di Pubblica Sicurezza del comune in cui è avvenuto, l’accadimento infortunistico che abbia avuto per conseguenza la morte o l’inabilità al lavoro per più di tre giorni.

In via ulteriore, sempre a decorrere dal centottantesimo giorno successivo all’entrata in vigore del decreto interministeriale, di cui all’art. 8, comma 4, D.Lgs. n. 81/2008, saranno apportate modificazioni all’art. 56 del D.P.R. n. 1124/65.

Secondo la attuale vigenza di questa disposizione, l’Autorità di pubblica sicurezza, appena ricevuta la denuncia di cui all’art. 54, è tenuta a trasmetterne una copia alla D.T.L. nella cui circoscrizione è avvenuto l’infortunio, per ogni evento in conseguenza del quale un prestatore d’opera sia deceduto od abbia sofferto lesioni tali prevederne la morte od un’inabilità superiore ai trenta giorni. Una volta ricevuta la denuncia, nel più breve tempo possibile, e in ogni caso entro quattro giorni, il settore ispezione dell’ufficio periferico ministeriale deve procedere ad eseguire un’inchiesta, eventualmente anche sul luogo dell’infortunio, al fine di accertare:

- la natura del lavoro al quale era addetto l’infortunato;

- le circostanze in cui è avvenuto l’infortunio, la causa e la natura di esso, anche in riferimento ad eventuali deficienze di misure di igiene e di prevenzione;

- l’identità dell’infortunato e il luogo dove esso si trova;

- la natura e l’entità delle lesioni;

- lo stato dell’infortunato;

- la retribuzione;

- in caso di morte, le condizioni di famiglia dell’infortunato, i superstiti aventi diritto a rendita e la resistenza di questi ultimi.

Una volta entrate in vigore le modifiche dettate dal Decreto Fare, le autorità di pubblica sicurezza, ma con essere anche le aziende sanitarie locali, le autorità portuali e consolari, le direzioni territoriali del lavoro e i corrispondenti uffici della Regione Siciliana e delle province autonome di Trento e di Bolzano competenti per territorio saranno tenute ad acquisire telematicamente i dati relativi alle denunce di infortuni sul lavoro mortali e di quelli con prognosi superiore a trenta giorni direttamente dall’INAIL, mediante accesso telematico al SINP.

Nel più breve tempo possibile, e in ogni caso entro quattro giorni dall’acquisizione, mediante accesso alla banca dati INAIL, dei dati relativi alle denunce di infortuni, la direzione territoriale del lavoro - settore ispezione del lavoro sarà tenuta ad aprire un’inchiesta al fine di accertare le medesime circostanze, dati e notizie sopra elencate. Tuttavia, dal tenore letterale della novellata disposizione emerge che l’inchiesta non possa essere aperta d’ufficio ma unicamente su sollecitazione del lavoratore infortunato, di un suo superstite o dell’INAIL.

(Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, circolare n. 8 del 17 luglio 2013)

 

9) Regime di tassazione dei partecipanti a fondi immobiliari di diritto italiano

L’Agenzia delle entrate, con la risoluzione n. 54/E del 18 luglio 2013, ha fornito le risposte ad alcuni dubbi interpretativi sul regime di tassazione dei partecipanti a fondi immobiliari italiani.

Si passa dal requisito per accedere al regime di esenzione, al trattamento delle plusvalenze realizzate da parte di investitori non istituzionali “qualificati”. Riguardo la verifica dei requisiti richiesti per l’individuazione degli investitori istituzionali esteri, l’Agenzia precisa, in primo luogo, che rientrano tra gli investitori istituzionali, gli stati e gli enti pubblici esteri costituiti nei territori purché inclusi nella white list, nonché gli organismi di investimento collettivo del risparmio gli enti di previdenza complementare, obbligatoria, le imprese di assicurazione e gli intermediari bancari e finanziari (organismi assoggettati a forme di vigilanza prudenziale) sempre appartenenti alla white list.

Il requisito della vigilanza sussiste nei casi un cui l’avvio dell’attività sia subordinato a un’autorizzazione preventiva e lo stesso esercizio sia sottoposto a periodici controlli obbligatori in base alla normativa dello stato estero di residenza dell’intermediario.

Viene, quindi, precisato che per verificare la sussistenza del requisito della vigilanza prudenziale è valido l’attestato con cui l’autorità estera autorizza gli investitori allo svolgimento dell’attività bancaria, assicurativa e finanziaria.

Se si tratta di fondi, precisa l’Agenzia può essere considerata valida la lettera, sempre dell’autorità estera, che autorizza l’istituzione del fondo e nella quale viene precisato che l’organismo è conforme alle norme comunitarie (che prevedono implicitamente la sussistenza del requisito della vigilanza prudenziale).

Nella particolare ipotesi di “veicolo societario” partecipato da investitori istituzionali, il partecipante deve acquisire una certificazione che attesti "il possesso" in misura superiore al 50%.

Se poi l’investitore è un soggetto estero, sarà necessario anche produrre l’autocertificazione di costituzione in uno stato white list rilasciata dal veicolo stesso e, nel caso si tratti di soggetto per il quale è previsto il requisito della vigilanza prudenziale, anche l’attestazione di tale requisito, rilasciata dall’autorità competente estera.

Un ulteriore chiarimento riguarda l’accesso al regime di esenzione dei proventi derivanti dalla partecipazione al fondo, per gli investitori non residenti.

L’Agenzia delle entrate distingue due ipotesi.

I veicoli partecipati esclusivamente da fondi pensioni e organismi di investimento collettivo del risparmio esteri, devono necessariamente risiedere in un Paese white list.

Nel caso di veicoli partecipati esclusivamente da Banche centrali o organismi che gestiscono anche le riserve ufficiali dello Stato, invece, non è richiesta l’appartenenza a un paese white list.

Riguardo la documentazione per la fruizione del regime di esenzione nel primo caso l’investitore dovrà produrre l’autocertificazione che il veicolo è partecipato interamente da investitori esteri e che sia residente in un paese white list, unitamente all’autocertificazione dei partecipanti che attesti la residenza e al documento comprovante il requisito della vigilanza prudenziale.

Nel secondo caso, invece, sarà sufficiente un’autocertificazione che il veicolo sia partecipato interamente da Banche centrali o organismi che gestiscono anche le riserve ufficiali dello Stato.

L’ultimo dubbio sollevato, riguarda il trattamento delle plusvalenze.

Al riguardo, l’Agenzia, concordando con la posizione dell’istante, ritiene che la cessione di una quota di partecipazione del fondo immobiliare da parte di investitori non istituzionali “qualificati” sia assimilata a quella di una partecipazione qualificata in società e che, di conseguenza, le plusvalenze siano soggette alle disposizioni ordinarie (contenute nell’art. 67, comma 1, lettera c) del  Tuir).

(Agenzia delle entrate, risoluzione n. 54/E del 18 luglio 2013)

 

10) Imposta sulle transazioni finanziarie: ecco il provvedimento con le regole per dichiarare, versare, chiedere rimborsi

L’Agenzia delle entrate, con il provvedimento pubblicato il 18 luglio 2013, ha definito gli adempimenti dichiarativi, le modalità per effettuare i versamenti e richiedere i rimborsi dell’imposta sulle transazioni finanziarie e i relativi obblighi strumentali.

Si tratta di indicazioni necessarie per la corretta applicazione dell’imposta prevista dall’art. 1, comma 491, 492 e 495 della Legge 24 dicembre 2012, n. 228 (Legge di stabilità 2013), la quale avendo caratteristiche molto innovative, come l’extraterritorialità, comporta la necessità di individuare regole chiare, in attuazione di quanto previsto dall’art. 19 del Decreto del 21 febbraio 2013 del Ministro dell’Economia e delle Finanze.

L’atto in primo luogo individua i responsabili del versamento dell’imposta: Tra essi sono ricomprese le banche e le imprese di investimento (anche non residenti nel territorio dello Stato) nonché, a determinate condizioni, i soggetti abilitati a prestare servizi di gestione collettiva del risparmio, le società fiduciarie e i notai.

Modalità e termini di presentazione della dichiarazione

La dichiarazione deve essere presentata esclusivamente in via telematica entro il 31 marzo di ciascun anno. I soggetti non residenti, privi di stabile organizzazione in Italia e che non hanno nominato un rappresentante fiscale, in alternativa all’invio telematico possono presentare la dichiarazione anche mediante spedizione effettuata dall’estero, utilizzando la raccomandata o altro mezzo equivalente.

Versamenti

Nel provvedimento vengono specificate le modalità di pagamento dell’imposta che normalmente deve avvenire utilizzando il modello F24 ma si danno istruzioni anche ai soggetti non residenti che non hanno un conto corrente in Italia e non possono utilizzarlo.

In questo caso si utilizza il bonifico in euro indicando come causale del bonifico il codice fiscale, il codice tributo e il periodo di riferimento. I soggetti non residenti tenuti al versamento dell’imposta ed esonerati dall’obbligo di presentazione della dichiarazione indicano le proprie generalità al posto del codice fiscale, qualora non lo possiedano.

I codici Iban sono pubblicati sul sito internet della Ragioneria Generale dello Stato – Ministero dell’Economia e delle finanze www.rgs.mef.gov.it.

Obblighi e adempimenti dichiarativi

Il documento specifica gli obblighi strumentali cui sono soggetti i responsabili del versamento dell’imposta sulle transazioni finanziarie. In particolare gli obblighi consistono nella registrazione, entro il termine di versamento dell’imposta, delle informazioni indicate nel “prospetto analitico” delle operazioni. Sono inoltre contemplati gli obblighi semplificati per gli altri soggetti responsabili del versamento dell’imposta diversi dagli intermediari.

Come chiedere i rimborsi

In attuazione all’art. 22 del Decreto del 21 febbraio 2013 del Ministro dell’Economia e delle Finanze, nel provvedimento vengono dettate le disposizioni in merito ai rimborsi sia delle eccedenze del versamento che emergono dalla dichiarazione sia di quelli derivanti dall’applicazione della presunzione di cui all’art. 19, comma 4, terzo periodo, del decreto, nei casi in cui la medesima operazione sia stata assoggettata all'imposta più di una volta.

Gli intermediari sono sempre considerati acquirenti o controparti finali

Specifiche disposizioni riguardano gli intermediari responsabili d’imposta localizzati in Stati o territori con i quali non sono in vigore accordi per lo scambio di informazioni o per l’assistenza al recupero dei crediti. Il provvedimento indica specificatamente gli oneri e i relativi adempimenti cui gli stessi intermediari sono tenuti al fine di essere trattati come gli intermediari residenti in stati o territori con i quali sono in vigore accordi per lo scambio di

informazioni o per l’assistenza al recupero dei crediti.

“Prospetto di riepilogo” per le società di gestione

Alcune regole, infine, riguardano specificatamente le attività delegate alla società di gestione accentrata (art. 80 del Testo Unico della Finanza). In particolare viene precisato che i soggetti che si avvalgono della società di gestione accentrata per il versamento dell’imposta e per gli obblighi dichiarativi, dovranno inviare alla stessa, secondo precisi termini, le informazioni utilizzate per il calcolo dell'imposta necessarie per il versamento e per l'adempimento dei relativi obblighi dichiarativi e la relativa provvista. Entro la fine del mese successivo al termine previsto per il versamento, la società di gestione accentrata dovrà rendere disponibili all’Agenzia delle Entrate le informazioni contenute nei prospetti di sintesi inviati dai deleganti e segnalare le ipotesi di insufficiente provvista ricevuta rispetto all’imposta dovuta.

 

Vincenzo D’Andò