Novità fiscali del 16 luglio 2013: studi di settore: ancora altri chiarimenti dalle Entrate

Pubblicato il 16 luglio 2013



accordi tra Entrate e Ordini professionali; finanziamento agevolato per il sisma del maggio 2012; autovelox nascosto è truffa nei confronti degli automobilisti; regione Piemonte: in G.U. l’aumento dell’addizionale regionale IRPEF; reso noto l’indice TFR di giugno 2013; istituite tre causali contributo per le casse degli enti bilaterali; pubblicata in G.U. la delibera Consob sul crowdfunding; studi di settore - periodo di imposta 2012: circolare delle Entrate

 

 

Indice:

1) Accordi tra Entrate e Ordini professionali

2) Finanziamento agevolato per il sisma del maggio 2012

3) Autovelox nascosto è truffa nei confronti degli automobilisti

4) Regione Piemonte: in G.U. l’aumento dell’addizionale regionale IRPEF

5) Reso noto l’indice TFR di giugno 2013

6) Istituite tre causali contributo per le casse degli enti bilaterali

7) Pubblicata in G.U. la delibera Consob sul crowdfunding

8) Studi di settore - periodo di imposta 2012: circolare delle Entrate

 

 

1) Accordi tra Entrate e Ordini professionali

Accordi tra Entrate, Ordini professionali e Associazioni di categoria. Nasce l’Osservatorio centrale sulla razionalizzazione dei servizi. Monitorare lo stato di avanzamento delle attività intraprese sul territorio, garantire l’uniformità dei servizi fiscali erogati, realizzare una regolamentazione unitaria delle attività svolte dagli uffici territoriali, formulare ipotesi di evoluzione e miglioramento dei servizi all’utenza. Sono questi alcuni dei compiti attributi al neonato Osservatorio centrale istituito con un Provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate del 12 luglio 2013.

L’Osservatorio centrale coordinerà gli Osservatori regionali impegnati a monitorare lo stato di avanzamento delle attività intraprese a livello locale sulla base dei protocolli firmati dall’Agenzia delle Entrate, dagli Ordini professionali e dalle Associazioni di categoria. L’obiettivo comune al centro degli accordi è razionalizzare e ottimizzare l’offerta di servizi presso gli uffici e al contempo promuovere l’utilizzo dei servizi online offerti dall’Amministrazione finanziaria.

L’Osservatorio è coordinato dal direttore centrale dei Servizi ai Contribuenti dell’Agenzia delle Entrate, Paolo Savini, ed è composto dai rappresentanti individuati dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del lavoro, da Confcommercio, da Confesercenti, da Confartigianato, da Confartigiani, dalla Confederazione Nazionale Artigianato della piccola e media impresa, dalla Confederazione Italiana Agricoltori, dalla Confederazione Italiana Coldiretti, da Confagricoltura, dalla Confederazione delle Libere Associazioni Artigiane Italiane (CLAAI), dall’Associazione nazionale dei consulenti tributari italiani (ANCIT), dall’Associazione nazionale dei consulenti tributari (ANCOT), dall’Istituto nazionale tributaristi (INT) e dalla Libera Associazione Periti ed Esperti Tributari (LAPET), oltre che da quelli dell’Agenzia delle Entrante.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 105 del 12 luglio 2013)

 

2) Finanziamento agevolato per il sisma del maggio 2012

Pagamenti senza sanzioni per le somme dovute fino al 15 novembre 2013. Pronto il modello da inviare entro il prossimo 31 ottobre. Le imprese colpite dagli eventi sismici del maggio 2012 potranno accedere al finanziamento agevolato per il pagamento, senza sanzioni, di imposte, contributi e premi per le somme dovute fino al 15 novembre 2013. Via libera all’utilizzo del finanziamento anche per i soggetti individuati dall’articolo 1, comma 365, della legge n. 228/2012 che possono dimostrare di aver subito un danno economico diretto dal sisma (articolo 1, commi da 365 a 373, della stessa legge). Le domande vanno presentate entro il 31 ottobre 2013.

Lo prevede il Provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate del 12 luglio 2013 che recepisce le modifiche introdotte dalla legge 24 giugno 2013, n. 71 di conversione del decreto legge 26 aprile 2013, n. 43.

(Agenzia delle entrate, comunicato n. 106 del 12 luglio 2013)

 

3) Autovelox nascosto è truffa nei confronti degli automobilisti

L’occultamento dell’autovelox costituisce truffa contro gli automobilisti. Il sequestro dell’apparecchiatura è legittimo anche nel caso in cui questa sia regolare.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, sezione penale, con la sentenza n. 22158/2013.

Tutto era cominciato con la rilevazione della velocità effettuata con apparecchi autovelox i quali, sebbene regolari, venivano posizionati in modo da essere occultati agli automobilisti.

Questo non stava bene al conducente che ricorreva contro la decisione del Tribunale che respingeva l’istanza di dissequestro e disponeva la restituzione di alcuni apparecchi di rilevamento della velocità su strada, sottoposti a sequestro preventivo dal Gip.

 

4) Regione Piemonte: in G.U. l’aumento dell’addizionale regionale IRPEF

Aumenta l’addizionale regionale IRPEF per la Regione Piemonte con decorrenza 1° gennaio 2013.

Con Decreto della Giunta Regionale Piemonte 5 luglio 2013, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 162 del 12 luglio 2013, è stato disposto, con decorrenza 1° gennaio 2013, l’aumento dell’aliquota base dell’addizionale regionale all’IRPEF (pari all’1,23%) nelle seguenti misure percentuali:

- 0,46 punti percentuali per i redditi fino a euro 15.000,00;

- 0,47 punti percentuali per i redditi compresi tra euro 15.001,00 fino a euro 28.000,00;

- 0,48 punti percentuali per i redditi compresi tra euro 28.001,00 fino a euro 55.000,00;

- 0,49 punti percentuali per i redditi compresi tra euro 55.001,00 fino a euro 75.000,00;

- 0,50 punti percentuali per i redditi compresi superiori a euro 75.001,00.

 

5) Reso noto l’indice TFR di giugno 2013

1,172535 è l’indice TFR del mese di giugno 2013.

L’ISTAT ha reso noto che l’indice dei prezzi al consumo per il mese di giugno 2013 è pari a 107,1 punti.

L’incidenza percentuale della differenza rispetto all’indice in vigore al 31 dicembre 2012 è pari a 0,563380; il calcolo del coefficiente di rivalutazione si esegue sommando il 75% di tale valore con un tasso fisso dell’1,5% annuo, per cui si ottiene 1,172535.

 

6) Istituite tre causali contributo per le casse degli enti bilaterali

L’Agenzia delle entrate, con le risoluzioni n. 51/E, 52/E, 53/E del 15 luglio 2013 ha istituito tre nuovi causali contributo. Consentiranno i versamenti delle somme, tramite Modello F24, destinate a “Enfea”, “Ebinart”, “Embpts” in linea con l’accordo che regola il servizio di riscossione a favore dell’Inps.

Tre risoluzioni tre causali: “Enfe”, “Ebat”, “Ebts”. Le nuove codifiche riguardano l’Ente nazionale per la formazione ambiente (Enfea), l’Ente bilaterale nazionale per l’artigianato e il terziario (Ebinart) e l’Ente mutualistico bilaterale contrattuale nazionale per il turismo e servizi (Embpts), e consentiranno l’arrivo diretto delle somme versate a titolo di contributi nelle casse dei rispettivi enti bilaterali.

Le causali contributo sono originate dalla convenzione siglata, il 18 giugno 2008, da Agenzia delle entrate e Inps per regolare la riscossione, mediante F24, sia dei contributi spettanti all’Istituto previdenziale sia di quelli associativi che transitano per l’Inps ma hanno come destinazione finale uno specifico ente di un determinato settore.

Vanno riportate nella sezione “Inps” del modello F24, nel campo “causale contributo” in corrispondenza dello spazio “importi a debito versati”.

Nella stessa sezione si devono, inoltre, indicare il codice della sede Inps competente nel campo “codice sede”, la matricola Inps dell’azienda in quello “matricola Inps/codice Inps/filiale azienda” e il mese e l’anno di competenza degli importi versati nel campo “periodo di riferimento” nella colonna “da mm/aaaa”, mentre non va compilata quella “a mm/aaaa”.


7) Pubblicata in G.U. la delibera Consob sul crowdfunding

E’ stata pubblicata, sulla Gazzetta Ufficiale n. 162 del 12 luglio 2013, la delibera della CONSOB con la quale è stato approvato il nuovo Regolamento sulla raccolta di capitali di rischio da parte di start-up innovative tramite portali online.

La Consob attua la delega contenuta nel decreto crescita-bis (art. 30 del decreto legge n. 179 del 18 ottobre 2012, convertito nella legge n. 221 del 17 dicembre 2012) che aveva previsto la possibilità per le cd. start-up innovative di effettuare offerte di propri capitali attraverso portali on line; i requisiti per i soggetti abilitati a gestire tali portali (banche, imprese di investimento nonché altri soggetti iscritti in apposito registro tenuto dalla Consob), le regole di condotta per tali gestori e le regole applicabili alle offerte sono state demandate in parte dal Tuf (cfr. artt. 50-quinquies e 100-ter come introdotti dal decreto) a un regolamento della Consob.

Con la delibera citata viene quindi adottato il regolamento sulla raccolta di capitale di rischio da parte di start-up innovative che è diviso in tre Parti: la prima Parte reca alcune disposizioni generali e detta alcune definizioni, la seconda Parte è dedicata al registro e alla disciplina dei gestori dei portali e infine la terza Parte detta la disciplina delle offerte tramite portali.

Rispetto alla bozza in consultazione:

- sono stati ampliati i requisiti di professionalità in capo ai soggetti che svolgono funzioni di amministrazione, direzione e controllo di gestori di portali (art. 9, comma 3) prevedendo che possano far parte dell’organo di amministrazione anche soggetti, in ruoli non esecutivi, che abbiano maturato una comprovata esperienza lavorativa di almeno un biennio nei settori industriale, informatico o tecnico-scientifico, a elevato contenuto innovativo, o insegnamento o ricerca, purché la maggioranza dei componenti possieda i requisiti previsti al comma 2 del medesimo articolo;

- è stata eliminata la previsione per cui l’inattività del gestore del portale protratta per un periodo superiore a 24 mesi costituiva causa di cancellazione dal registro (art. 12);

- è stata introdotta una soglia di “significatività” delle operazioni condotte sui portali on-line tale da determinare un regime differenziato di tutela (art. 17); in particolare è stato previsto che qualora l’ammontare dell’investimento sia inferiore a determinate soglie non trovino applicazione le regole di condotta previste nel Tuf in capo alle banche e agli intermediari che ricevono dal gestore del portale gli ordini di sottoscrizione.

 

8) Studi di settore - periodo di imposta 2012: circolare delle Entrate

L’Agenzia delle entrate, con la circolare n. 23/E del 15 luglio 2013, ha fornito chiarimenti sull’applicazione degli studi di settore ed, in particolare, riguardo l’utilizzo degli stessi per il periodo d’imposta 2012.

Il primo elemento di novità è rappresentato dalla pubblicazione dei decreti del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 28 dicembre 2012 con cui sono stati approvati 68 studi di settore che costituiscono la revisione di 69 studi precedentemente in vigore.

In particolare, i 68 studi interessati dalla revisione riguardano le evoluzioni di:

- 12 studi relativi ad attività economiche del settore delle manifatture;

- 24 studi relativi ad attività economiche del settore dei servizi (lo studio VG82U costituisce l’evoluzione degli studi UG42U e UG82U);

- 12 studi relativi ad attività professionali;

- 21 studi relativi ad attività economiche del settore del commercio.

La revisione di tali studi è stata effettuata sulla base del programma approvato con il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 12 gennaio 2012.

L’articolo 6 del decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze 28 dicembre 2012, relativo all’approvazione di 21 studi relativi ad attività economiche del settore del commercio, ha anche confermato, con riferimento ai periodi d’imposta in corso alla data del 31 dicembre 2012 e successivi, l’inutilizzabilità “diretta” dei risultati derivanti dall’applicazione degli studi di settore per l’azione di accertamento nei confronti di:

- società cooperative a mutualità prevalente;

- soggetti che redigono il bilancio in base ai principi contabili internazionali;

- soggetti che esercitano in maniera prevalente l’attività contraddistinta dal codice 64.92.01 – “Attività dei consorzi di garanzia collettiva fidi” o dal codice 66.19.40 – “Attività di Bancoposta”;

- soggetti esercenti attività d’impresa, cui si applicano gli studi di settore, per il periodo d’imposta in cui hanno cessato di applicare il regime dei “minimi”;

- soggetti che esercitano in maniera prevalente l’attività contraddistinta dal codice 68.20.02 – “Affitto di aziende”.

Al riguardo, viene fatto rinvio ai chiarimenti forniti con la circolare n. 8/E del 16 marzo 2012 e richiamati dalla circolare n. 30/E dell’11 luglio 2012.

Con i decreti del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 21 marzo e 28 marzo 2013 sono state inoltre approvate, ai sensi dell’articolo 1, comma 1-bis, del D.P.R. n. 195 del 1999, a decorrere dal periodo d’imposta 2012, le integrazioni agli studi di settore, indispensabili per tenere conto degli andamenti economici e dei mercati, con particolare riguardo a determinati settori o aree territoriali, o per aggiornare o istituire gli indicatori di coerenza, compresi quelli previsti dall’articolo 10-bis della legge 8 maggio 1998, n. 146.

Le novità riguardano:

a) gli indicatori di coerenza economica basati su anomalie nei dati dichiarati;

b) l’indicatore di normalità economica in assenza del valore dei beni strumentali;

c) l’introduzione di indicatori di coerenza economica per alcuni studi di settore

applicabili alle attività di impresa;

d) l’introduzione di un correttivo per 4 studi di settore applicabili alle attività professionali;

e) l’introduzione di due correttivi per lo studio di settore VG68U;

f) la modifica dello studio di settore VM05U, anche se con effetti a partire dal

periodo di imposta 2013.

I 68 studi approvati con i decreti del 28 dicembre 2012 non si applicano, in fase di accertamento, nei confronti dei contribuenti che dichiarano compensi di cui all’articolo 54, comma 1, ovvero ricavi di cui all’articolo 85, comma 1, esclusi quelli di cui alle lettere c), d) ed e), del TUIR, di ammontare superiore a euro 5.164.569.

Al riguardo, la neo circolare fa presente che per gli studi VG40U, VG69U e VK23U nella determinazione del limite di esclusione dall’applicazione degli studi di settore, i ricavi sono aumentati delle rimanenze finali e diminuiti delle esistenze iniziali valutate in base a quanto previsto dagli articoli 92 e 93 del TUIR.

Viene ricordato che, per verificare il limite oltre il quale non si applicano gli studi di settore, i ricavi provenienti dall’attività di vendita di beni

soggetti ad aggio o a ricavi fissi, vanno considerati per l’entità dell’aggio percepito e del ricavo al netto del prezzo corrisposto al fornitore dei predetti beni.

L’evoluzione dei 68 studi di settore approvati con i decreti del 28 dicembre 2012 è stata condotta analizzando i modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore relativi al periodo d’imposta 2010.

Peraltro, le Note tecniche e metodologiche, allegate ai citati decreti ministeriali, illustrano con un elevato livello di dettaglio i criteri sulla base dei quali è stato costruito ogni singolo studio di settore, le modalità di applicazione dello stesso nonché il funzionamento degli indicatori di normalità economica.

In particolare, viene evidenziato che risultano esplicitati i passaggi logici che connotano la metodologia applicativa degli studi di settore, in specie:

- l’analisi discriminante;

- l’analisi di coerenza;

- l’analisi della normalità economica;

- l’analisi della congruità e la determinazione dell’intervallo di confidenza.

Con riferimento a tutti i 205 studi di settore è stata inoltre valutata l’incidenza della particolare congiuntura economica dell’anno 2012.

Al riguardo, in occasione della riunione del 4 aprile 2013, la Commissione degli esperti degli studi di settore, costituita ai sensi dell’articolo 10, comma 7, della legge n. 146 del 1998, è stata chiamata ad esprimere il proprio parere in merito alla validità degli interventi individuati per adeguare le risultanze derivanti dall’applicazione degli studi di settore in vigore per il periodo d’imposta 2012 sulla base degli effetti della congiuntura economica.

In tale sede, la Commissione, dopo aver preso atto della capacità dei correttivi crisi applicati al periodo di imposta 2011 di cogliere adeguatamente la particolare congiuntura economica negativa relativa a tale annualità, ha fornito

all’unanimità parere positivo all’introduzione di correttivi tesi al conseguimento degli stessi fini anche per il periodo d’imposta 2012: si tratta di correttivi analoghi, per costruzione e funzionamento, a quelli introdotti per gli studi applicabili al periodo di imposta 2011.

Tenuto conto del predetto parere della Commissione, è stata approvata con decreto ministeriale 23 maggio 2013, pubblicato nel S.O. n. 44 alla Gazzetta Ufficiale n.126 del 31 maggio 2013, la “revisione congiunturale speciale” per il periodo d’imposta 2012 che si è tradotta nella elaborazione di specifici fattori correttivi e che ha riguardato sia i 68 nuovi studi evoluti per tale annualità che gli altri 137 studi già in vigore.

A seguito delle attività sopra descritte, con il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 27 maggio 2013, pubblicato il giorno successivo sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate, ai sensi dell’articolo 1, comma 361, della legge n. 244 del 2007, sono stati approvati i modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore per il periodo d’imposta 2012.

Infine, viene evidenziato che, per il periodo d’imposta 2013, gli studi da sottoporre a revisione, in ottemperanza a quanto previsto dall’articolo 10-bis della legge n. 146 del 1998, sono stati individuati con il provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 28 gennaio 2013.

Imprese colpite dal sisma di maggio 2012, cessa l’obbligo di invio del modello per la comunicazione dei dati rilevanti

Per l’annualità 2012, come già previsto in occasione degli eventi sismici che hanno colpito l’Abruzzo, per i soggetti domiciliati fiscalmente nei territori interessati, viene meno l’obbligo di presentare il modello per la comunicazione dei dati rilevanti per i contribuenti con residenza o sede operativa in una delle zone colpite dal sisma del maggio 2012 (Emilia Romagna, Veneto e Lombardia)

che dichiarano come causa di esclusione il periodo di non normale svolgimento

dell’attività.

Studi su base regionale grazie ai modelli misti

La nuova circolare illustra inoltre l’elaborazione di cinque studi di settore su base regionale, grazie all’applicazione dei “modelli misti”, modelli statistico-matematici che consentono l’analisi di informazioni in base alla componente territoriale.

I correttivi per la crisi

Al fine di adeguare i risultati derivanti dall’applicazione degli studi rispetto agli effetti della crisi economica e dei mercati, per il periodo d’imposta 2012, si applicano dei correttivi analoghi, per costruzione e funzionamento, a quelli introdotti per gli studi applicabili al periodo di imposta 2011. In particolare, gli studi relativi ai Trasporti con taxi e noleggio (VG72A), Trasporto di merci su strada e servizi di trasloco (VG68U), Altri trasporti terrestri di passeggeri (VG72B) sono interessati dall’applicazione dei correttivi specifici della crisi che tengono conto dell’incidenza dell’andamento dei prezzi dei carburanti.

Contribuenti ex minimi

I soggetti esercenti attività di lavoro autonomo possono essere sottoposti all’attività di accertamento da studi di settore anche nell’anno di cessazione del regime dei “minimi”.

Al fine di permettere al software GERICO la corretta stima dei compensi, i lavoratori autonomi dovranno avere cura di provvedere alla rielaborazione dei dati contabili, anche nell’anno in cui hanno cessato di applicare il regime dei “minimi”; in tal caso, per tali soggetti, sarà possibile barrare il rigo “Cessazione del regime dei “minimi” in uno dei tre periodi d’imposta precedenti” del modello studi, per evitare che i controlli telematici previsti al momento dell’invio delle dichiarazioni segnalino un’anomalia per la non coincidenza tra gli importi inseriti nei quadri contabili di UNICO e quelli inseriti nei modelli degli studi di settore.

Viene anche chiarito che, per i soggetti esercenti attività d’impresa, tenuto conto che nei loro confronti i risultati derivanti dall’applicazione degli studi di settore non possono essere utilizzati per l’azione di accertamento nell’anno in cui cessa di avere applicazione il regime dei “minimi” sopra indicato (articolo 5 del decreto ministeriale 11 febbraio 2008), in sede di presentazione del modello studi per il periodo d’imposta 2012, non è necessario provvedere alla rielaborazione dei dati contabili in relazione al periodo d’imposta in cui cessa di avere applicazione il regime dei “minimi”.

 

 

Vincenzo D’Andò